Dal PowerBook al MacBook

Mele e appunti

No, non ho ancora fatto il grande salto ai processori Intel con un MacBook nuovo fiammante, ma un articolo apparso su Macworld.com un paio di giorni fa ha attirato la mia attenzione. Il pezzo, scritto da Derik DeLong si intitola Can a MacBook replace a 12-inch PowerBook?, ovvero Può un MacBook sostituire un PowerBook G4 a 12 pollici? L’autore possiede lo stesso identico modello di PowerBook G4 che ho io, e racconta le sue impressioni dopo essere stato costretto ad aggiornare a un MacBook per inconvenienti hardware al PowerBook:

Dopo aver sostituito lo schermo e il disco rigido, la batteria ha deciso di abbandonarmi mentre mi trovavo al Macworld Expo. […] È stato in quel momento che ho iniziato a rendermi conto che era il principio della fine. Come giustificare l’acquisto di una nuova batteria per un portatile ormai anziano, come giustificare la spesa di più di cento dollari per una macchina in grado di fare sempre meno di ciò di cui avevo bisogno? 

Su questa specifica osservazione tornerò dopo. DeLong decide quindi di acquistare un MacBook unibody da 13,3 pollici (suppongo il modello base, visto che parla di 2 GHz) e di portarlo subito a 4 GB di RAM. Le sue impressioni sono decisamente positive: il salto prestazionale, scrive, è impressionante:

[…] soprattutto i tempi di avvio e spegnimento. Fare un riavvio non mi spaventa più, che è un’ottima cosa se consideriamo la mia seconda osservazione.

La mia seconda osservazione ha a che vedere con il consumo della batteria durante lo stop. I miei PowerBook mi avevano abituato all’idea che mettere il portatile in stop era efficace quasi quanto spegnerlo. Potevo metterlo in stop, lasciarlo staccato dalla corrente per giorni, e perdere al massimo un paio di punti percentuale della carica. Adesso metto il MacBook in stop, lo stacco dalla corrente e lo lascio così durante la notte o per una decina di ore. Quando lo risveglio scopro che ha perso circa il 12% della carica — è pazzesco. 

Su questo non ho esperienze di prima mano. Sono così spreconi i nuovi MacBook? Dai commenti all’articolo di DeLong parrebbe di sì, ma mi farebbe piacere avere conferme da chi, fra i miei lettori, ha fatto un passaggio analogo da PowerBook a MacBook.

Terza osservazione di DeLong:

Fatico a credere che sia così scomodo aggiornare/sostituire la RAM, ma incredibilmente pratico sostituire il disco rigido. Certo, si porta al massimo la RAM una volta sola, ma togliere tutte quelle viti è stata un’esperienza di ‘piacere ritardato’ che non avevo mai sperimentato con i miei PowerBook G3 Pismo e PowerBook G4 12 pollici. Invece cambiare il disco rigido (l’unico componente del PowerBook G4 a 12 pollici che ho pagato affinché venisse sostituito) è stato un gioco da ragazzi. 

Heh, DeLong non ha voluto sporcarsi le mani con il disco rigido del PowerBook G4 12 pollici. Io sì. Per chi non lo sapesse, sostituire il disco interno del PowerBook significa togliere più di trenta viti di varie dimensioni. Per quanto riguarda la RAM, in effetti i PowerBook di una volta rendevano l’operazione molto ma molto più semplice, soprattutto i Titanium, per i quali era questione di sollevare la tastiera e si aveva accesso immediato ai banchi di RAM, senza nemmeno togliere una vite.

Le ultime osservazioni riguardano la retroilluminazione sensibile alla luce ambiente (Se uno non è abituato o non sa che c’è, l’effetto è piuttosto sconcertante — anche qui mi farebbe piacere sapere le vostre impressioni) e l’impatto con il nuovo form factor del MacBook.

Mi piace lo spazio in più a disposizione sulla barra dei menu, grazie al formato widescreen del MacBook. Allo stesso tempo mi mancano le proporzioni ‘corte’ e le dimensioni fisiche del PowerBook G4 12 pollici. In realtà il MacBook non è molto più ingombrante del PowerBook, ma è un cambiamento che, seppur minimo, si nota senza dubbio.

Io farò il grande passo fra qualche mese. Il piano iniziale era prendermi un MacBook unibody entry-level intorno a questo periodo, ma una serie di riflessioni ed esigenze mi hanno portato ad aspettare un po’ di più e optare per il MacBook Pro da 15 pollici e 2,4 GHz. In primo luogo, la portabilità estrema non è più un requisito principale. Ho ancora bisogno di Mac portatili, ma mi muovo decisamente meno di quando vivevo nella provincia di Milano; o meglio, i miei spostamenti non sono meno frequenti, ma più brevi. Avere con me un portatile un po’ più ingombrante o pesante del PowerBook G4 12 pollici non è un grosso problema. Secondariamente, mi serve la porta FireWire, e il MacBook bianco (l’unica alternativa) non mi piace. Il mio nuovo MacBook deve essere un investimento destinato a durarmi più di quanto mi sta durando il PowerBook G4, e il MacBook bianco, malgrado il prezzo appetibile, non mi comunica affatto la robustezza degli unibody, anzi.

In terzo luogo voglio proprio evitare il confronto con il PowerBook G4 12 pollici, per valorizzare sia il nuovo MacBook Pro da 15 pollici, sia il vecchio PowerBook. E qui si innesta l’osservazione di DeLong citata all’inizio. Lui dichiarava che aveva poco senso continuare a investire denaro nel PowerBook G4 12 pollici, arrivato ormai al pensionamento. Il mio approccio è differente. Quando sarò passato al MacBook Pro da 15 pollici, il valido PowerBook G4 12 pollici sarà sottoposto a un trattamento di bellezza: nuovo e più capiente disco rigido, nuova batteria e nuovo alimentatore. Diciamo che sarà il mio netbook Apple. Dimensioni contenute, peso accettabile, prestazioni ancora decenti (almeno per me).

Per concludere, è interessante notare nei commenti all’articolo di DeLong l’enorme successo che ha avuto e ha tuttora il PowerBook G4 12 pollici, probabilmente il miglior portatile Apple nel rapporto potenza/dimensioni. Molti lo usano ancora a distanza di 5–6 anni, altri, pur essendo passati ai MacBook, non lo mollano o non lo dimenticano; altri ancora vorrebbero aggiornare ma temono di abbandonare le dimensioni e proporzioni azzeccate del ‘vecchio’ PowerBook G4 12 pollici. Diverse persone infatti, alla domanda che dà il titolo all’articolo (Può un MacBook sostituire un PowerBook G4 a 12 pollici?) hanno risposto con un no deciso.

Poi c’è chi non si arrende e vuole che Apple recepisca il messaggio: serve un MacBook da 12 pollici!

The Author

Writer. Translator. Mac consultant. Enthusiast photographer. • If you like what I write, please consider supporting my writing by purchasing my short stories, Minigrooves or by making a donation. Thank you!

16 Comments

  1. In effetti… io ho il vecchio iBook G3 12″ (dual usb). Sette anni di vita ed è ancora in grado di soddisfarmi. L’unibody 13″ mi ha però incuriosito e… beh, questo post è interessante per un mio possibile passaggio ^_^

  2. bluesjana says

    Io ho un macbook unibody, modello base. Ne sono molto contento.
    Non ho mai avuto un powerbook e quindi non posso rispondere alla domanda se i nuovi macbook siano effettivamente “spreconi”. Posso confermare che se lasciato in standby una notte, la diminuzione della batteria è all’incirca quella indicata.

  3. Proprio oggi mi è arrivato un Air in sostituzione del glorioso PowerBook 12″, sicuramente il portatile più longevo della mia epserienza.

  4. Dal Wall Street in su io li ho avuti tutti i portatili Apple di fascia alta e ti dirò che il 12″ è stato, e per me rimane, senza dubbio il *peggiore* sia per le prestazioni che soprattutto per il display che mi costringeva ad utilizzarlo esclusivamente con un monitor esterno. I suoi lati positivi erano il prezzo, le dimensioni e la robustezza ma come macchina non è mai stato all’altezza dell’utilizzo che ne faccio io. Processore lento e sempre in difficoltà e scheda grafica inadeguata.

    Ho trovato invece ottimo come prestazioni ma estremamente fragile, il Titanium che mi si è aperto in 2 dentro la borsa. Il display infatti era agganciato al corpo con 2 placche ridicole che semplicemente si logoravano dopo qualche tempo. Inaccettabile.

    Inarrivabile invece il MacBook Pro, il primo con processore Intel. Robusto, velocissimo, schermo molto luminoso, unica pecca la batteria, per lui ne ho cambiate 4, di cui 2 con il programma di sostituzione di Apple. È vero, io non spengo mai il portatile. Voglio che sia sempre pronto all’uso quando lo apro. Praticamente il mio uptime è quello che c’è tra un update e l’altro di OS X. ;) È semplicemente normale che la batteria diminuisca quando il computer è in sleep.

    Sull’Unibody non mi esprimo perché devo ancora valutarlo bene. Per ora dico solo che mi sembra un’ottima macchina.

    Per quanto riguarda la retroilluminazione della tastiera, non capisco come si possa definire “scontertante”, è semplicemente uno spettacolo, comoda e utilissima. Ora che c’è, ci deve essere su tutti i portatili, rinunciarci sarebbe come rinunciare agli alza-cristalli elettrici su un’automobile. Perché?

    Vorrei invece provare un hard disk SSD, se ne favoleggia e sembra che siano una vera rivoluzione. Vedremo se faranno la differenza.

    Ciao.

  5. Marco says

    Ho un PowerBook 12″ da circa un anno, acquistato su ebay e in ottime condizioni. LO uso spesso con piacere, e mi ha salvato la vita quando, nell’ultimo mese, sono rimasto senza notebook principale (avendo venduto il MacBook Pro 17″ scorsa generazione) mentre Apple ci metteva 22 giorni a consegnarmi il nuovo gioiellino.

    Adesso scrivo da un MacBook Pro unibvody 15″. Bello, solido, prestazioni sbalorditive.

    Qualche amico, sapendo dell’arrivo del nuovo notebook mi chiedeva, riferendosi al PowerBook 12: <>.

    Bè, no!

  6. Tommaso: Grazie per le tue osservazioni dettagliate. Sei la prima persona che incontro a non essere affatto soddisfatta del PowerBook G4 12″. Evidentemente facciamo usi molto diversi, perché non ho mai avuto di che lamentarmi delle prestazioni del mio (il modello a 1 GHz). La scheda grafica è migliorabile, ma è probabilmente un limite più visibile oggi che non 5–6 anni fa.

    Il display del PowerBook G4 12″, con i suoi 1024x768, sta un po’ stretto soprattutto perché oggi tutto sembra fatto per schermi più grandi e con maggiore risoluzione, ed è difficile usare il PowerBook senza collegarlo a un monitor esterno; il mio infatti è collegato a un LCD da 20″, e quando lo stacco e torno ai 12″ c’è un piccolo momento di ‘sbandamento’ che ho scherzosamente definito screen jet-lag. Tuttavia per l’uso che ne faccio (scrittura prima di tutto) è ancora accettabile.

    Sulla robustezza niente da dire. È sopravvissuto a una brutta doccia di una bevanda di soya e ananas, lattiginosa e appiccicosa come non mai, anche se passò tre giorni in coma. Dopo averlo smontato per il 95% (un centinaio di viti e più), asciugato e pulito internamente continuava a non dare segni di vita, ma il terzo giorno è risuscitato, novello Lazzaro, e non ci sono stati problemi di sorta da allora.

    Il Titanium è sempre stato una bestia rara e ho sempre sentito le storie più disparate. È un computer generalmente robusto, ma — come tu dici giustamente — con il grave tallone d’Achille dei cardini che uniscono lo schermo al corpo macchina. Dico che è robusto perché ne possiedo uno di terza mano che ha subito almeno un paio di brutte cadute in vita sua, è in condizioni estetiche… discutibili, ma funziona benone.

    Gli unibody mi ispirano parecchio. Ho avuto l’opportunità di maneggiarne uno per una giornata e devo dire che sotto le mani sono i portatili Apple più robusti che mi sia capitato di usare. Quando maneggio il buon vecchio PowerBook 5300 le plastiche cigolano solo a sollevarlo o ad aprirlo.

    Per questo non ho dubbi e attendo fiducioso il momento propizio per acquistare il MacBook Pro 15″.

    Sulla retroilluminazione che si regola con la luce ambientale, mi sembra di capire che DeLong sia rimasto spiazzato più dalla luminosità variabile dello schermo che non da quella della tastiera.

    Anche a me incuriosiscono i dischi a stato solido. Sembrano essere più reattivi dei normali dischi rigidi (ricordo questa prova in cui un MacBook con SSD batte in tempi di avvio un MacBook con disco normale) e certamente meno soggetti a guasti meccanici. Spero che i prezzi si abbasseranno in fretta :)

    Ancora grazie del commento e a presto!
    Riccardo

  7. Marco: credo che la domanda si sia persa fra le parentesi uncinate (probabilmente il sistema le ha erroneamente interpretate come tag HTML) :)

  8. Ciao Riccardo,
    io il salto l’ho fatto: dal PowerBook 12″ al MacBook 2,4 GHz.
    Inutile elencare i benefici. Processore Intel, e quindi compatibilità con il software più recente, velocità, prestazioni, eleganza, tutto. Rispetto alle mie perplessità dell’inizio, ho scoperto che la mancanza della Firewire NON è un vero problema, almeno per me. Un grande utente di videocamere o un musicista che usi dispositivi FW sceglierà un altro modello, period. Per i comuni mortali, quorum ego, la USB2 basta e avanza. Schermo lucido: se non ci fosse stato, sarebbe stato meglio, questo è vero, però non è fastidioso. Per il resto, promozione piena. Te lo consiglio caldamente. E appoggio la tua scelta: non l’entry level, bensì il 2,4 GHz, che mi sembra offrire il miglior rapporto prezzo-prestazioni. Io, almeno, ho fatto così.
    Il MacBook è solo un po’ più ingombrante, ovviamente; il peso è identico.
    Però il PowerBook 12″, beh, è stato speciale. Lo tengo ancora come secondo Mac. È stato il Mac più longevo fra quelli che ho avuto. Certo, iniziava ad avere il fiatone (processore a 867, e quando iniziavano ad apparire software che avevano come requisito minimo 1 GHz…), ma è stato usabile fino all’ultimo e lo uso ancora oggi per molte applicazioni.
    Sono d’accordo con te quando lo definisci “il tuo netbook Apple”, è esattamente quello che stavo pensando fra me e me. Apple non vuole, non può e non deve fare un netbook che sia “a piece of crap”; ma certo che se facesse un aggeggino da 12″, senza alcuna concessione in termini di qualità, allora sì che potrei pentirmi di avere preso questo MB…

  9. Il primo ed in assoluto il mio primo computer Apple è stato un iBook G3 500. Poi è stata la volta del PowerBook G4 15″ 1.67 GHz, uno degli ultimi modelli prima dell’adozione dei processori Intel da parte di Apple.
    Mi sono separato dal G3 circa un mese fa. La batteria, originale, dopo 7 anni di onorato servizio resisteva ancora per un’ora prima di dare forfait e chiedere aiuto all’alimentatore.
    Ora continua ad offrire i suoi servigi alla mamma sessantenne di un amico che lo usa per comunicare via posta elettronica, con la figlia che si trova in Africa.

    Il MacBook 2 GHz unibody è il terzo notebook Apple che posseggo.
    Configurazione standard. Memoria 2GB e disco fisso 160GB. Nessuna aggiunta.

    Fare paragoni con il PowerBook è praticamente impossibile. Sono 2 macchine completamente diverse. Il MacBook è tanto veloce almeno quanto l’iMac 2 GHz, che però di RAM ne ha 3GB.
    WinXP Pro in VMware Fusion gira liscio e senza intoppi.
    Mi ci è voluto qualche tempo per abituarmi al trackpad multitouch, che solo apparentemente è un’evoluzione del trackpad multitouch del PowerBook.
    Onestamente lo schermo non ha la stessa resa di quello dell’iMac pur essendo entrambi lucidi.
    Il peso mi sembra pari a quello del PowerBook. Non ho usato la bilancia :-)
    Le dimensioni sono di poco inferiori rispetto al 15″ mentre lo spessore è decisamente inferiore. Se togliete lo schermo al PowerBook avete l’idea di quanto spesso sia il MacBook.
    L’accesso alla batteria e al disco fisso è agile. Togliendo il coperchio inferiore che occupa circa un terzo della parte sottostante li avete in bellavista. Non mi sono spinto oltre ma se siete curiosi, per fare l’upgrade della RAM potete seguire questa guida

    http://www.ifixit.com/Guide/First-Look/MacBook-Unibody/589/2

    Non ho fatto calcoli di resa energetica, quindi non posso dire se a riposo sia più avido di corrente oppure no.

  10. Edoardo Galvagno says

    Ciao Riccardo,
    anch’io ho fatto il salto (ormai 2 anni fa) da un Powerbook G4 15″ ad un MacBook Pro (quindi non ti parlo di un modello unibody).

    Nello specifico della questione, sebbene non abbia fatto misurazioni precise la sensazione che in standby la batteria duri molto meno che col G4 è molto grande.

    Inoltre anch’io, come Tommaso, non posso parlar bene della batteria: credo di farne lo stesso utilizzo che ne fa lui, per cui non spengo praticamente mai, ma quando ho dismesso il Powerbook G4 la sua batteria era ancora molto efficiente (tanto che l’ho rivenduta ad un buon prezzo) mentre la mia attuale batteria del MBP dura ormai circa un’ora (quando va bene).

    Per quel che riguarda il PB da 12″ neanch’io l’ho mai apprezzato tantissimo, principalmente per lo schermo troppo stretto (da sempre odio il 1024x768), però debbo dire che è una macchina che “tiene” il tempo e che è veramente bella per la compattezza (io all’epoca avevo un ibook G3 da 12″ ma non era cmq così “compatto” come il PB): un mio amico lo usa ora esattamente come vuoi fare tu (“netbook” per l’accesso internet in casa) dopo che suo fratello (fotografo) l’ha usato una vita in giro per il mondo.

    Per quel che riguarda le prestazioni ti dico questo: pochi giorni dopo aver fatto il cambio dal G4 all’Intel mi chiedevo perché avessi aspettato così a lungo (tutto molto più veloce e fluido, e nonostante usassi InDesign CS1 emulato con Rosetta perché ancora non nativo); per cui è vero che il G4 oggi ti sembra ancora andar bene (come in effetti dicevo anch’io) ma alla velocità ci si abitua in fretta :)

  11. John says

    Ciao Riccardo,
    confermo: (pur non avendo mai condotto test o verifiche serie) i mac della generazione intel, in stato di stop, sembrano consumare di più dei G4. Ma fosse solo questo! Per me una delle cose più sconcertanti è che il tempo di entrata/uscita dallo stop, ora è incredibilmente più lungo! I G4 erano in stop 1 secondo dopo il click della chiusura, mentre la serie dei macbook pro intel non unibody impiega un eternità sia ad entrare che ad uscire dallo stop. Ora possiedo un MBP unibody da 15″ e la situazione è migliorata ma siamo comunque lontani dalla velocità dei g4.

    Come portatili apple ho avuto e in parte ancora possiedo: un Duo210 (ora morto :( sul quale magari se hai tempo/voglia ti chiederò consiglio un giorno..) un ibook clamshell prima serie, un powerbook titanium 400Mhz, un powerbook g4 15″ 1.5Ghz alluminum, un macbook pro 15″ 2,4 con schermo led, un macbook pro 15″ unibody. Ho sempre amato il 12″ e l’ho anche usato spesso perchè un’amica ne possedeva uno.. meraviglioso, anch’io ne prenderò uno usato prima o poi.
    Detto questo sono per molti punti in disaccordo con Tommaso:
    -l’ibook clamshell, maniglia a parte, è un carro armato, puoi veramente usarlo per piantare i picchetti della tenda! Schermo poco luminoso e solo 800x600 purtroppo.
    -il titanium prima serie come il mio aveva il problema che la struttura in plastica tendeva a rompersi in prossimità dell’attacco cuffie. Per il resto è indistruttibile, mi sarà caduto almeno 10 volte, tra cui una dalle scale, l’ho portato in spiaggia, l’ho usato sotto la pioggia, al freddo al gelo e all’umidità.. mai spento, sempre e solo messo in stop e funziona ancora come un leone.
    -il g4 15″ alluminium è una via di mezzo tra il 12″ e il 17″ e pur ottimo portatile soffre un pò di questa condizione. Il processore (io avevo quello da 1,5Ghz con installati 2Gb di ram) era troppo lento per l’epoca in cui è uscito.
    -il macbook pro intel santarosa con schermo led è un aborto! Solidità zero! Hanno voluto tenere lo stesso tipo di telaio dell’alluminium 15″ però assotigliando sia le lamine d’alluminio che lo spessore del corpo.. (il fondo si piega quando lo prendi in mano!) provate a portarlo in spiaggia come facevo con il titanium! Niente da dire riguardo schermo e prestazioni.
    -Macbook pro 15″ unibody, per molti versi un capolavoro, finalmente siamo tornati ai livelli di solidità dei G4 con caratteristiche anche hardware molto interessanti. Ottimo lo schermo in vetro che, pagato lo scotto di qualche riflesso in più, offre una resa e una comodità nel “maltrattarlo” sconosciuta alla plastica.
    Ma quello che secondo me è veramente un buon erede del 12″ e lo dico sapendo di ricevere un coro d’insulti, è il Macbook Air! L’avevo archiviato come l’oggettino fashion, studiato per far fare i fighetti ai manager ricconi e invece un cliente me l’ha lasciato una settimana per un lavoro e me ne sono innamorato! Il guscio unibody qui è di una solidità impensabile e si vede chiaramente come tutte le soluzioni addottate sui nuovi portatili derivino da questo. L’air non è un computerino da tenere con i guanti, è solidissimo, una roccia! la batteria dura una vita, entra ed esce dallo stop in un istante (quasi come i vecchi g4) ha uno schermo bellissimo, è leggero e lo infilate ovunque ..e con 2 adattatori in borsa chiudete il becco a tutte le malelingue!

    un saluto e un grazie a Riccardo per la qualità e la passione “vera” che contraddistinguono questo blog!
    John

  12. Concordo sulla retroilluminazione dello schermo regolata dal sensore: non sempre è comoda, tanto che in certe situazioni la disattivo.

  13. mia esperienza di tre (3) anni fa:

    Handbrake (Powebook Titanium G4 1 GHz): 12 fps
    Handbrake (MacBookPro Intel 1.6 GHz): 75 fps

    Bisogno di dire altro?

  14. Una precisazione sullo standby dei portatili intel: il mio esce dallo stato di standby immediatamente, mentre impiega molto ad entrarci. Il motivo è che il Macbook Pro scrive l’immagine della memoria su disco (ibernazione) anche se poi va in stop. Ci sono in giro utility che permettono di evitare l’ibernazione e passare subito allo stato di standby.

  15. Xanderoby says

    Uhm, sarebbe interessante aggiornare questo articolo con i nuovi MBP 13″..

    Io, che mi trovo ancora benissimo col PB 12″ ipercarrozzato, sto iniziando a sondare il terreno per un degno sostituto, ed ho un dilemma:

    - vorrei un 12″ 4:3, ma non c’è, e la differenza, seppur minima, si sentirà;

    - detto questo, punterei ad un Air ben carrozzato, perché non ho bisogno di chissà quali prestazioni, non mi piace esteticamente il vetro dei nuovi MBP, preferisco un Mac leggero e compatto ad uno con l’unità ottica;

    - ma ho bisogno della FW. Ed allora, girando e rigirando, il MBP 13″ parrebbe calzare a pennello, se non fosse per la vetrata (TechRestore la elimina con 300$), l’all black e l’unità ottica (il form factor quello è e quello resta, ormai..).

    Dubbio amletico: riuscirà un MB 13″, sia esso Air o Pro, a far scordare la versatilità del Pb 12″? Non so rispondermi, nell’attesa mi auguro che il piccolo capolavoro di qualche anno fa continui ad affiancarmi a lungo.

    Qualche consiglio?

  16. Xanderoby: Comprendo il dilemma. Il nuovo MacBook Pro da 13 pollici è sicuramente più appetibile del modello iniziale introdotto lo scorso ottobre. Per una frazione di secondo ho quasi pensato di tornare sui miei passi, puntare al nuovo MacBook Pro 13″ e risparmiare qualche centinaio di Euro.

    Ma, passata la frazione di secondo, sono tornato a pensare al modello a 15′‘. Il bello è che con gli aggiornamenti hardware presentati al keynote io mi ritroverei con un MacBook Pro da 15’’ più veloce, con un disco rigido più capiente e con una batteria dall’autonomia maggiore.

    Paradossalmente il dettaglio che continua a non farmi piacere i MacBook da 13′‘ è proprio lo schermo widescreen da 13,3″. Per quelle dimensioni, il rapporto 16:9 mi sembra sproporzionato, e lo schermo un po’ troppo ‘corto’ in altezza. Per questo, come te, sono innamorato del 12’’ formato 4:3.

    Venendo al punto: riguardo al tuo dubbio amletico la risposta che mi viene spontaneo darti è ‘ni’. Osservando le prestazioni e le dimensioni del MacBook Pro 13’’ è senza dubbio il più versatile dei portatili Apple attuali. (Sì, più del MacBook in policarbonato bianco: la robustezza dell’alluminio unibody è una caratteristica importante in un portatile al pari di una porta o connettore). Però il form factor del PowerBook G4 12′‘ rimane per me imbattuto. Pur essendo più spesso del MBP 13’’, quei centimetri di differenza in altezza e larghezza, seppure pochi, gli conferiscono una compattezza particolare.

    Prima di mandare il MacBook Pro a farlo circoncidere dai tipi di TechRestore, tuttavia, valuterei per bene quanto dà fastidio per davvero lo schermo riflettente. Sono miope e astigmatico e ne so qualcosa di riflessi fastidiosi. Se leggi il mio blog da un po’ saprai certamente della mia avversione agli schermi lucidi. Però ho avuto modo di provare estesamente i MacBook e MacBook Pro unibody lo scorso novembre. Gli schermi sono luminosi, e i riflessi, con un po’ d’attenzione, più tollerabili di quanto pensassi.

    Di TechRestore ne parlo in questo post di febbraio, riportando l’esperienza di Rob Griffiths di Macworld USA, che ha fatto sostituire lo schermo lucido di un MBP 15″ con uno opaco. I risultati non mi hanno convinto al 100% e se dovessi scegliere fra il tollerare i riflessi e rischiare di avere un Mac nuovo rovinato da una delicata operazione di laboratorio tecnico, che per quanto fatta da persone competenti è troppo invasiva e lascia per forza dei segni, beh, mi terrei il vetro :)

    Non so se ti sono stato d’aiuto o se ti ho confuso di più le idee!

    Un saluto e grazie del tuo passaggio,
    Riccardo

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