Piccole applicazioni crescono (2)

Lo so, lo so, rieccomi a parlare di browser, e di Stainless in particolare. Ho scoperto questo browser nell’ottobre 2008, e mi ha subito fatto un’ottima impressione (ne parlo in questo articolo del 31/10/2008). Ne ho riparlato più di recente, in merito alle nuove funzionalità introdotte nella versione 0.5.1.

L’ho già detto: gli ingredienti di Stainless che mi hanno conquistato sono in primis le buone prestazioni (stabilità, velocità e bassi consumi — sembra di parlare di un’automobile!) e l’interfaccia grafica piacevolmente spartana. Ma mi piace anche la filosofia di procedere a piccoli passi, ottimizzando l’esistente invece di lasciarsi prendere dalla frenesia di aggiungere vagonate di funzioni che poi o non servono davvero, o non funzionano bene, o sovraccaricano il browser e lo rendono meno usabile ed efficiente, o tutte queste cose insieme.

Stainless non ha ancora dettagli che su altri browser diamo per scontati: autocompletamento dell’URL, conservazione delle password, una finestra separata per la gestione complessa dei bookmark, e via dicendo. Ma quel che ha funziona decisamente bene. Le ‘novità’ della versione 0.6 sembrano minori:

1. È stato aggiunto un pannello per la gestione della cronologia, ma lo trovo ben congegnato ed estremamente intuitivo da usare.

2. La barra dei bookmark è stata potenziata. Fino alla versione 0.5.5 l’unica cosa possibile era trascinare l’icona di un sito (favicon) nella barra laterale. Ma una gestione simile dei bookmark è piuttosto rudimentale e soggetta a trappole di usabilità. Esempio: se molti siti che aggiungo alla barra laterale non hanno una favicon particolare e usano un’icona generica, oppure si servono della medesima icona (come è il caso di svariati blog della piattaforma Blogger o WordPress), io mi ritroverò tante icone uguali e non potrò distinguere a prima vista un sito dall’altro. Adesso non solo appare il nome del sito quando passo col puntatore sopra l’icona, ma è stato anche aggiunto un menu contestuale con una funzione di configurazione che mi permette una gestione più raffinata:

stainless-bkm-conf.png

Nella figura sto editando il titolo che appare quando passo il mouse sull’icona di Gmail. Dato che Stainless memorizza il titolo che la pagina Web aveva al momento di essere inclusa fra i bookmark, ogni volta che passavo sull’icona di Gmail il testo che appariva era: Gmail — Inbox (6) — seguito dal mio indirizzo Gmail. Ora posso modificarlo e posso anche usare un’icona personalizzata nel caso voglia differenziarla da altre uguali. Anche questo particolare mi sembra implementato ottimamente, in maniera chiara, con un’interfaccia essenziale e ridotta al minimo.

3. Altro miglioramento è la gestione dei processi che non rispondono. Ricordo che Stainless, sulla scia di Google Chrome, vede ogni pannello (tab) aperto come un processo indipendente. Adesso nelle preferenze è stata aggiunta l’opzione di chiudere quei pannelli che si sono impiantati.

4. La gestione della memoria, già notevole, è migliorata ulteriormente a partire dalla versione 0.5.5. I bassi consumi di risorse CPU in Stainless 0.6 sono impressionanti. Osservate la figura, un estratto di Monitoraggio Attività:

Stainless contro Safari (Clic per ingrandire)

Stainless contro Safari (Clic per ingrandire)

Ho catturato quest’immagine per fare un confronto con Safari 4 beta. Come potete vedere, Safari 4 beta con 3 pannelli aperti (uno con contenuti Flash) consuma il 9,5% della CPU, usa 176,78 MB di memoria reale e quasi un gigabyte di memoria virtuale. Stainless 0.6, con sei pannelli aperti (uno con contenuti Flash) consuma lo 0,1% della CPU, usa 11 MB di memoria reale e 300 MB di memoria virtuale in meno rispetto a Safari. Non saranno benchmark scientifici, ma il diverso impatto dei due browser è assai notevole sul mio PowerBook G4. Il confronto con Firefox è inguardabile e non ne riporto i dati perché voglio sempre bene a Mozilla.

Stainless procede bene, insomma. È un progetto interessante e merita attenzione. I tipi di Mesa Dynamics sono cordiali e molto disponibili al feedback, specialmente via Twitter. Ascoltano e rispondono. Così si fa.

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About Riccardo Mori

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