Pre-visioni - addendum

Mele e appunti

Vale la pena aggiungere un paio di considerazioni al mio articolo di ieri, dato che nel frattempo anche John Gruber ha scritto un intervento sul Palm Pre.

Anche Gruber è d’accordo sul fatto che comunque Apple si trova in una posizione di netto vantaggio sul mercato di questo genere di smartphone. Le sue osservazioni sono ancora più specifiche e puntuali:

Anche se concediamo, per amor di discussione, che Palm sia riuscita a colmare il divario con iPhone da un punto di vista tecnico, Apple ha comunque due anni di vantaggio sul piano del marketing. Lo iPhone si è già unito all’iPod non soltanto come hit di successo nella cultura tecnologica, ma anche come hit nella cultura pop. iPhone è già un’icona, tutti sanno che cos’è. Inoltre viene distribuito a livello mondiale; il Pre sta esattamente dove si trovava iPhone due anni fa: con un solo provider di telefonia mobile e solo negli Stati Uniti. La diffusione e popolarità di iPhone hanno portato a un vasto supporto di sviluppatori di terze parti, e il supporto degli sviluppatori ha a sua volta reso iPhone ancora più popolare e diffuso. È un circolo virtuoso.

Il secondo appunto di Gruber degno di nota riguarda il gioco di forze concorrenziali. Un particolare a cui avevo pensato ma che mi ero dimenticato di elaborare:

[…] Mentre i confronti fra Pre e iPhone sono ovvi e inevitabili, ritengo che sia molto più probabile che il Pre finisca col rubare clienti a RIM più che ad Apple. Per bello e ben fatto (e sono convinto che sia eccellente), il Pre non ha molto da offrire per far cambiare idea a chi sta già considerando l’acquisto di un iPhone. Ma per chi sta considerando di comprarsi un BlackBerry, il Pre può essere una bellissima alternativa: uno schermo grande e brillante, un design di interfaccia utente moderno e accattivante, un browser Web fantastico e, perché no?, una tastiera hardware. Il Pre è il BlackBerry Bold fatto come si deve.

Terza e ultima considerazione di Gruber da tener presente: il rovescio della medaglia del multitasking del Pre:

Un altro aspetto in cui il Pre si differenzia da iPhone è il fattore di attrattiva nerd. Ecco un passaggio della recensione di Jason Chen per Gizmodo:

Aprire molte applicazioni insieme rallenta il telefono in maniera sufficiente da notarsi. Infatti, se si stanno eseguendo compiti particolarmente intensivi, si noterà perfino la musica procedere a scatti, cosa che non abbiamo mai visto succedere con iPhone. Mai, neanche una volta. Il problema nel dare all’utente la possibilità di aprire molti programmi insieme significa che dovremo controllarci e chiudere quelli che non stiamo utilizzando. Però [il multitasking] vale davvero la pena. Poter esaminare un PDF, per poi passare a scrivere un SMS, e poi all’applicazione Music per cambiare brano, e poi al programma di posta per inviare una breve email, beh, questo è lavorare con un computer.

La cosa affascinante di questo passaggio è che Chen, chiaramente, vuole che sia inteso come un complimento, come una nota positiva — sta tessendo le lodi dell’interfaccia e del supporto per il multitasking. Ma proprio queste parole riassumono egregiamente il motivo per cui Apple ha impedito il multitasking alle applicazioni di terze parti. Il Pre consente di lanciare un numero persino eccessivo di applicazioni alla volta, con tutte le conseguenze del caso. L’iPhone no.

Palm ha scelto un compromesso differente da Apple sotto questo aspetto, e potrebbe servire a ritagliarsi un segmento di mercato a cui iPhone non si rivolge, e a cui probabilmente non si rivolgerà mai: quegli utenti che ‘non voglio essere trattato come un bambino, lasciate che mi faccia del male se voglio, detesto ogni costrizione artificiale che mi venga imposta’. Alcuni utenti esperti vedranno la scelta del Pre [di offrire il multitasking] come una caratteristica del tutto vincente.

Amen.

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