WWDC 2009: la nuova linea di portatili

Ieri la giornata ha subìto un’accelerazione eccitante dalle 19 in poi, ora di inizio del keynote inaugurale dell’edizione 2009 della WWDC (WorldWide Developers Conference). Ho seguito su un monitor gli aggiornamenti di Jason Snell e Dan Moren di Macworld USA, e sull’altro ero in chat IRC, sul canale #freesmug di irc.freenode.net, a chiacchierare e commentare gli eventi in diretta con Lucio e molti altri.

Come tutti sapranno ormai, l’evento è stato senza dubbio ricco di novità hardware e software: rivisitata la linea di portatili, presentato Snow Leopard, Safari 4 in versione definitiva, i nuovi iPhone e il nuovo software 3.0… Insomma, molta carne al fuoco, che vorrei evitare di commentare integralmente in un unico articolo in quanto, conoscendomi, diventerebbe chilometrico e faticoso da scrivere e da leggere. Cercherò dunque di spezzettare le mie reazioni e osservazioni in vari post più corti e mirati, in modo che sia più agevole per tutti. Comincio con i nuovi portatili.

A differenza del Macworld Expo di sei mesi fa, il keynote della WWDC è partito subito in modo aggressivo, ed entro i primi 15–20 minuti erano già fioccate varie novità. La linea dei portatili è stata leggermente riformata. Adesso l’unico a portare il nome ‘Macbook’ è il modello economico in policarbonato bianco, che vede una spintarella al processore (ora a 2,13 GHz) e alla capacità del disco rigido (prima 120, ora 160 GB; prima i tagli disponibili in BTO arrivavano a 320 GB, ora a 500 GB). Il modello in alluminio unibody ora è diventato il fratellino minore della famiglia dei MacBook Pro. Qui i cambiamenti sono più notevoli:

  • Aumento della velocità del processore: si va dai 2,0 e 2,4 GHz di prima ai 2,26 e 2,53 GHz di adesso.
  • Scompare il modello senza tastiera retroilluminata. Ora, in quanto promosso a MacBook Pro, anche il modello da 13″ ha la retroilluminazione della tastiera come caratteristica standard.
  • Batteria integrata, non sostituibile dall’utente, con maggiore autonomia (Apple dichiara ‘fino a 7 ore di produttività wireless’).
  • Aggiunta una porta FireWire 800.
  • Aggiunto uno slot per schede SD.
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    Novità e cambiamenti anche per il MacBook Pro da 15″:

  • Aumento della velocità del processore: si va dai 2,4 / 2,53 / 2,66 / 2,8 GHz (standard) e 2,93 GHz (opzionale) delle serie precedenti ai 2,53 / 2,66 / 2,8 GHz (standard) e 3,06 GHz (opzionale) di adesso.
  • Anche per il 15′‘, la batteria ora è integrata e con maggiore autonomia (Apple dichiara ‘fino a 7 ore di produttività wireless’). È più potente di quella del modello da 13’’, ovviamente (73 watt/ora contro 58).
  • È stato eliminato lo slot ExpressCard/34 a favore di uno slot per schede SD.
  • Ora le configurazioni principali sono tre: un modello d’ingresso con processore Intel Core 2 Duo a 2,53 GHz, unica scheda grafica NVIDIA GeForce 9400M, 4 GB di RAM, disco rigido da 250 GB, dal costo di 1.599 Euro; un modello di mezzo, con processore Intel Core 2 Duo a 2,66 GHz, doppia scheda grafica NVIDIA GeForce 9400M e 9600M GT (con 256 MB di RAM video), 4 GB di RAM, disco rigido da 320 GB, dal costo di 1.799 Euro; e infine un modello di fascia alta con processore Intel Core 2 Duo a 2,8 GHz, doppia scheda grafica NVIDIA GeForce 9400M e 9600M GT (con 512 MB di RAM video), 4 GB di RAM, disco rigido da 500 GB, dal costo di 2.099 Euro.
  • Non ho ancora visto il filmato QuickTime del keynote, ma se non ricordo male Schiller ha detto che è stato migliorato il display, con una gamma colori migliorata del 60%.
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    Il modello da 17″, se non vado errato, rimane sostanzialmente invariato rispetto a marzo, con un lieve aumento della velocità del processore, che passa dai 2,66 / 2,93 GHz di prima ai 2,8 / 3,06 GHz di adesso, e della capacità del disco rigido di serie, che passa da 320 a 500 GB.

    Il Mac giusto al momento giusto

    Sono elettrizzato da questi cambiamenti, che reputo decise migliorie almeno al 95% (vedremo fra poco perché non ho scritto ‘100%’). La mia valutazione è però lievemente appannata da ragioni personali: sin dall’uscita del MacBook Pro da 15″ l’ottobre scorso, stavo meditando di fare finalmente il grande salto, aggiornando il caro PowerBook G4 da 12’’ che mi accompagna come mia macchina di punta da metà 2004. Potrei benissimo tirare avanti così, ma i segnali che ormai la piattaforma PowerPC è arrivata al capolinea sono evidentissimi — primo fra tutti Snow Leopard, che sarà solo per architettura Intel. Il mio lavoro non richiede computer ad altissime prestazioni, ma il povero PowerBook ha il fiatone, e sicuramente la mia produttività trarrà giovamento con il passaggio a un MacBook Pro.

    Avevo pensato di fare il grande passo a luglio, o comunque non più tardi di settembre, e avevo adocchiato il MacBook Pro 15″ meno costoso, cioè il modello da 2,4 GHz. Ora, con lo stesso prezzo (1.799 Euro, ossia 1.749 qui in Spagna) dopo le novità di ieri mi ritrovo un MacBook Pro più potente, con processore a 2,66 GHz, disco rigido di maggiore capacità, batteria migliorata, e uno slot SD che sicuramente utilizzerò di più rispetto a un ExpressCard/34. E con Snow Leopard in arrivo a settembre, se acquisto il MacBook Pro a luglio, potrò usufruire del programma Up-To-Date e aggiornare a Mac OS X 10.6 per soli 8,95 Euro. Insomma, ho la sensazione che questo sia davvero un ottimo momento per aggiornare il Mac.

    In più mi ritroverò con un fantastico netbook Apple. Il PowerBook G4 da 12″, intendo.

    Lo slot SD

    Ecco, questa mossa di Apple mi ha lasciato perplesso. L’aggiungere la porta FireWire 800 al ‘nuovo’ MacBook Pro da 13″ è stato brillante. Il togliere lo slot ExpressCard/34 a favore dello slot SD sul modello da 15″, a mio avviso, un po’ meno. Ha assolutamente senso mettere uno slot del genere sul modello da 13″, che è il MacBook Pro perfetto per la fascia che sta fra il consumer avanzato e il semi-professionale, per così dire. Ma lo stesso slot sul modello da 15’’ lo vedo come un degrado. Voglio dire, posso comprendere la scelta di eliminare lo slot ExpressCard. È un formato che probabilmente non ha attecchito come si pensava qualche anno fa, di certo non esiste in commercio la varietà di prodotti che è possibile trovare con le vecchie schede PCMCIA. Ma quel che proprio non capisco è la scelta dello slot SD come sostituto.

    Perché non un lettore di schede multiformato? Le Compact Flash non sono proprio estinte: reflex digitali professionali come le Nikon D700 e D3X, nonché le ultime Olympus utilizzano schede Compact Flash, per esempio. O perché non una seconda porta FireWire o, ancora meglio, una terza porta USB 2? Non so voi, ma a me due porte USB non bastano più da almeno tre anni a questa parte. Certamente userò lo slot SD molto più che uno slot ExpressCard: la mia piccola Nikon Coolpix 7600 funziona con schede SD, così come la Panasonic di mia moglie (però la mia fotocamera digitale principale è una Nikon Coolpix 8800, che usa schede CF), ma non per questo trovo comprensibile la scelta di Apple. A meno naturalmente che a Cupertino sappiano qualcosa che noi non sappiamo ancora in merito al futuro di SD.

    Ora non ci sono, ora sì

    Quando ho appreso della ricomparsa della FireWire sul MacBook (ora Pro) da 13″, il mio commento, riferito in Twitter, è stato Vorrei vedere la faccia di quelli che hanno comprato da poco un MacBook unibody senza FireWire. Ma anche, perché no, la faccia di quelli che secondo loro la FireWire stava tirando le cuoia. Altri, in merito del ritorno della FireWire sul modello da 13″, hanno commentato che Apple si è resa conto di aver fatto una sciocchezza ed è tornata sui suoi passi. Altri ancora hanno risposto con sarcasmo: Dove sono quegli intelligentoni che difendevano Apple sostenendo che non c’era spazio per mettere la FireWire nel MacBook da 13″?.

    Può darsi che Apple sia tornata sui suoi passi; io però vedo la ricomparsa della FireWire come parte del piano di riorganizzazione della linea dei portatili, non come l’aver ceduto alle proteste di un branco di professionisti infuriati. Per essere un MacBook Pro, avere una porta FireWire è un requisito. Quindi ha dovuto riapparire. La scheda madre però è anche stata reingegnerizzata, e per accomodare la FireWire e lo slot SD, il MacBook Pro da 13″ ha perso l’ingresso audio (ora l’unica porta audio è in/out). Insomma, continuo a pensare che sul ‘vecchio’ MacBook unibody da 13″ non ci sarebbe stato spazio per tutto.

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