Lo strano caso di una azienda produttrice di cloni Mac che denuncia Apple per essere... Apple

Mele e appunti

Facendomi largo a fatica fra le centinaia di feed RSS ancora da leggere, sono incappato nella notizia, data da Computerworld e riportata da Macworld, secondo cui Psystar, la famigerata azienda produttrice di cloni Mac, non contenta del fallimento della prima causa intentata contro Apple, denuncia Apple una seconda volta. Le ragioni, a detta di Psystar, sono diverse rispetto alla prima causa, e riguardano Mac OS X 10.6 Snow Leopard.

Riporto prima, tradotti, i punti salienti dell’articolo:

La settimana scorsa Psystar, il produttore di cloni Mac, ha denunciato Apple una seconda volta, sostenendo che il nuovo sistema operativo Snow Leopard sia illegalmente vincolato all’hardware Apple.

Psystar ha inoltre richiesto a un giudice federale in Florida di stabilire che la piccola azienda abbia diritto ad acquistare copie di Snow Leopard sul libero mercato e di utilizzarle per installare Mac OS X 10.6 sulle macchine da essa vendute.

Vincolando il proprio sistema operativo all’hardware marchiato Apple, Apple limita il commercio di personal computer su cui gira Mac OS X, raccoglie un canone monopolistico sui propri Macintosh e monopolizza il mercato del settore ‘premium’ ”, afferma la denuncia elaborata da Psystar, presentata lo scorso mercoledì. “La quota di fatturato di Apple nel mercato dei computer ‘premium’ (ossia computer venduti a un prezzo superiore ai 1.000 dollari) è attualmente del 91%”.

[…] Psystar ha chiesto al tribunale della Florida di riconoscerle i cosiddetti ‘treble damages’ e di obbligare Apple a smettere di vincolare Mac OS X al proprio hardware Mac sia nell’accordo di licenza per l’utente finale (EULA) del sistema operativo, nonché attraverso trucchi tecnici che verificano che il computer su cui viene installato Snow Leopard sia un vero Mac.

[…] “Psystar ritiene di avere diritto legalmente a rivendere copie di Mac OS X Snow Leopard sui computer Psystar, ma è certa, basandosi sulla controversia legale ancora in corso con Apple in merito a Mac OS X Leopard, che Apple considererà illegale la scelta di vendere computer su cui gira Mac OS X Leopard”, si legge sulla denuncia. “Lo hanno sostenuto anche i legali di Apple”.

Il produttore di cloni con sede in Florida ha chiesto al giudice di stabilire che Psystar possa acquistare copie di Snow Leopard da Apple, Amazon.com e Best Buy (come sostiene di aver fatto con Mac OS X 10.5 Leopard) e che la pratica di installare Snow Leopard su cloni Mac non viola il copyright di Apple né il DMCA (Digital Millennium Copyright Act).

Secondo Psystar, “La nostra posizione nei confronti di Mac OS X Snow Leopard è analoga a quella di una persona che sviluppa un’applicazione software in modo che funzioni in Mac OS X Leopard. Così come Microsoft scrive Word e Google scrive il proprio browser web Chrome per Mac OS X, Psystar scrive il proprio software in modo che giri sotto Mac OS X Snow Leopard”.

Non so che cosa fumino in Psystar, ma evidentemente in Florida cresce roba buona.

Ora, io non sono un avvocato, e le mie conoscenze sulla legge americana sono superficiali, per usare un eufemismo. I miei commenti si basano semplicemente sull’osservazione e sul buonsenso.

In primo luogo ammetto forte meraviglia nel vedere Psystar ancora in circolazione. Se le spese della prima causa intentata contro Apple non l’hanno già buttata sul lastrico, prevedo sarà cosa certa con questo secondo tentativo. Secondariamente, mi meraviglia il continuato e provato distacco dalla realtà di questa povera azienda, che crede di essere nella legalità quando non lo è, e pretende da Apple cose che non stanno né in cielo né in terra, prima fra tutte rinunciare al copyright sui propri prodotti e conseguentemente fare beneficenza. Ma cerco di spiegare con ordine, anche se la parte citata credo parli da sola per chi ha un minimo di conoscenze su Apple.

1. Psystar sostiene che “Vincolando il proprio sistema operativo all’hardware marchiato Apple, Apple limita il commercio di personal computer su cui gira Mac OS X, raccoglie un canone monopolistico sui propri Macintosh e monopolizza il mercato del settore ‘premium’ ”. Questa è un’affermazione a dir poco tendenziosa. Il nucleo fallace della posizione di Psystar è il voler considerare l’hardware Macintosh e il sistema operativo Mac OS X come due entità separate e separabili. Non lo sono, anche se possono sembrarlo. Mac OS X è un prodotto di un’azienda che produce computer, è il software che permette di far funzionare i computer prodotti da questa azienda. Senza Mac OS X, un computer Mac non può funzionare. Apple, a differenza di quanto fece per un certo periodo negli anni Novanta, non ha licenziato il proprio sistema operativo ad altri costruttori di computer. Pertanto, già il fatto che Psystar produca macchine su cui gira Mac OS X — tra l’altro è altamente probabile, se non certo, che su queste macchine siano stati creati degli hack per fare in modo che Mac OS X le riconosca come Mac — è una questione tutta da discutere, e una pratica ai limiti della legalità.

2. Psystar, sembra chiaro, vuole giocare la carta del monopolio e invocare l’antitrust. Da quanto riportato dall’articolo, si evince che Psystar ragiona secondo questa logica: oggi Apple ha una quota di fatturato nel mercato dei computer di fascia medio-alta del 91%; Apple vincola il proprio sistema operativo al proprio hardware; ergo, Apple sta esercitando pressioni monopolistiche sul mercato. Come fosse un’altra Microsoft o un’altra Google. Come fa giustamente notare uno dei commentatori all’articolo, Psystar sta accusando Apple di avere un monopolio sui prodotti Apple, il che è ridicolo. Apple non ha mai venduto Mac OS come prodotto separato, installabile su computer non-Mac (se escludiamo quel periodo negli anni Novanta in cui diede il permesso, mediante licenza, a una serie di aziende hardware di terze parti di produrre computer su cui veniva preinstallato Mac OS); è sempre stata una soluzione integrata e atta al corretto funzionamento dei computer marchiati Apple. Tanto per fare un controesempio, Apple agirebbe scorrettamente se vendesse il proprio sistema operativo Mac OS X dichiarandolo come software installabile su qualsiasi PC mentre all’atto pratico si rifiutasse di installarsi su computer non Apple. Inoltre Apple dovrebbe trovarsi in una posizione di monopolio come azienda produttrice di software per tirare in ballo l’antitrust. Quello che molti si ostinano a non capire (come dimostrano alcuni interventi fra i commenti all’articolo) è che Apple è in una posizione completamente diversa da Microsoft. Chi sostiene che in questa faccenda Apple è in una posizione analoga a Microsoft quando fu accusata (giustamente) di vincolare Internet Explorer a Windows, approfittando della propria posizione monopolistica per imporre quel browser, non si rende conto che si sta parlando di mele e arance.

Microsoft non solo rese Internet Explorer parte integrante di Windows ma, forte della propria posizione monopolistica, costrinse i costruttori di computer ai quali veniva concesso Windows in licenza (cioè praticamente tutti) a non offrire all’utente altri browser alternativi, e questa è una pratica illecita, un abuso di monopolio per cancellare ogni concorrenza. Apple è un produttore di hardware sul quale gira software proprietario appositamente ideato, in questo caso particolare, dalla stessa azienda che produce lo hardware. Ora, secondo Psystar, dato che questa azienda vende tanti ma tanti computer, dovrebbe concedere a tutti di usare Mac OS X — quel software proprietario appositamente ideato per far funzionare l’hardware Apple — rinunciando alla proprietà intellettuale, licenziando a destra e a manca, perché altrimenti sarebbe ‘abuso’ di ‘monopolio’? (tra virgolette, perché non c’è abuso né monopolio). Siamo seri.

3. “Psystar ritiene di avere diritto legalmente a rivendere copie di Mac OS X Snow Leopard sui computer Psystar, ma è certa, basandosi sulla controversia legale ancora in corso con Apple in merito a Mac OS X Leopard, che Apple considererà illegale la scelta di vendere computer su cui gira Mac OS X Leopard”, si legge sulla denuncia. “Lo hanno sostenuto anche i legali di Apple”. Psystar può ritenere quel che vuole, ma il fatto è che non ha affatto diritto a rivendere copie di qualsivoglia versione di Mac OS X. È espressamente scritto nell’accordo di licenza [link al file PDF], sezione 2 (Usi consentiti e restrizioni della Licenza), paragrafo A:

Conformemente ai termini e alle condizioni del presente atto, salvo nel caso in cui abbiate acquistato una licenza Family Pack o di Aggiornamento per il Software Apple. Vi viene accordata una licenza limitata e non esclusiva per l’installazione, l’uso e l’esecuzione di una (1) copia del Software Apple su un solo computer Apple alla volta. L’utente accetta di non installare, utilizzare o eseguire il Software Apple su un computer non Apple e di non consentire ad altri di farlo. Questa Licenza non permette la coesistenza contemporanea del Software Apple su più di un computer e non consente di mettere a disposizione il Software Apple su un network dove potrebbe essere utilizzato da più computer contemporaneamente.

[enfasi mia]

e nella sezione 3 (Trasferimento), si dice espressamente:

Non Vi è consentito dare in locazione, in leasing, in prestito, in sublicenza, vendere o distribuire il Software Apple.

Tornando all’articolo: Il produttore di cloni con sede in Florida ha chiesto al giudice di stabilire che Psystar possa acquistare copie di Snow Leopard da Apple, Amazon.com e Best Buy (come sostiene di aver fatto con Mac OS X 10.5 Leopard) e che la pratica di installare Snow Leopard su cloni Mac non viola il copyright di Apple né il DMCA (Digital Millennium Copyright Act). Di certo l’accordo di licenza viene violato eccome (vedi sopra). Ripeto, non sono avvocato e non conosco i cavilli burocratici in materia di copyright, ma non credo che Apple farà molta fatica a dimostrare che vi è in atto anche una violazione di copyright. Su una cosa in particolare non vedo ragioni di dubbio: Psystar crea cloni che possano far girare Mac OS X (e questo non può che avvenire mediante qualche hack) e vende questi cloni unitamente a software proprietario che ha sì legalmente acquistato ma che rivende illecitamente. Questo è un dato di fatto. Poi Psystar può creare tutto il fumo che vuole intorno alla questione, ma non può pretendere di piegare la legge per rigirare la frittata e far passare la propria attività come giusta e lecita. Forse quelli di Psystar hanno visto troppa TV italiana e si sono ispirati a certa classe politica di cui non faccio nomi né cognomi.

4. Secondo Psystar, “La nostra posizione nei confronti di Mac OS X Snow Leopard è analoga a quella di una persona che sviluppa un’applicazione software in modo che funzioni in Mac OS X Leopard. Così come Microsoft scrive Word e Google scrive il proprio browser web Chrome per Mac OS X, Psystar scrive il proprio software in modo che giri sotto Mac OS X Snow Leopard”. Eh già, ma mettiamo un po’ di contesto intorno a questa posizione e parliamoci chiaro: il ‘software’ che scrive Psystar serve a installare Mac OS X su computer non Mac. Cosa che, per carità, chiunque è libero di fare nel privato delle proprie stanze o cantine, ma che non può pretendere di fare alla luce del sole, su macchine che vende dotandole di un sistema operativo comprato e rivenduto (e questo viola l’accordo di licenza), e di farla franca davanti alla legge.

Che piaccia o no a Psystar, l’accordo di licenza informa, proprio all’inizio, che Il software Apple (incluso il codice Boot ROM), qualsiasi software di terze parti, la documentazione, le interfacce, il contenuto, i font e tutti i dati relativi a questa Licenza, pre-installati su hardware Apple, su disco, su memoria di sola lettura, su altri supporti o in altra forma (collettivamente “Software Apple”) Vi vengono concessi in licenza, e non venduti, da Apple Inc. (“Apple”) per essere usati unicamente nei termini di questa Licenza. [enfasi mia]. Da qualsiasi punto di vista vogliamo osservare la questione, Psystar, con le proprie pratiche, è in continua violazione dell’accordo di licenza del sistema operativo di Apple. Con questo secondo tentativo di causa legale, Psystar vuole sostanzialmente obbligare Apple a cambiare le carte in tavola per permettere a questa azienducola di fare il bello e il cattivo tempo rivendendo la proprietà altrui. Buona fortuna.

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