Leopard: diario di bordo (21)

In questi giorni non ci sono state grosse novità da segnalare in merito alla mia esperienza con Leopard. A un mese dall’installazione sul mio PowerBook G4, posso dire che – per quanto mi riguarda – il passaggio a Leopard è stato soddisfacente al 99,8%. Ma prima di tirare le somme, qualche altra osservazione.

RAM, RAM e ancora RAM. Qualche giorno fa ho potuto finalmente aumentare la RAM al mio PowerBook senza spendere una fortuna. Da 768 MB l’ho portata a 1,25 GB (il massimo supportato dal modello in mio possesso). La differenza si nota. Non immediatamente – non è che il PowerBook “vada più veloce” al riavvio – però si comincia a vedere progressivamente. Il PowerBook è più quieto (meno swapping con il disco rigido), la gestione di parecchie applicazioni aperte sembra più agile e si ha in generale un’impressione di stabilità del sistema ancora maggiore. So che può suonare vago: sono impressioni abbastanza difficili da descrivere, perché spesso risultanti da un insieme di piccoli particolari che uno nota quando è abituato a passare molte ore al giorno davanti allo stesso Mac, al punto da conoscere tempi di risposta dei programmi che usa di più, freschezza del sistema operativo nel gestire 25 applicazioni aperte, cose del genere. Oltretutto in Leopard la gestione della memoria è migliorata rispetto a Tiger, e quindi già prima di passare a 1,25 GB di RAM avevo notato che Leopard usava meglio di Tiger i 768 MB precedentemente installati. Me ne sono accorto in condizioni critiche di spazio libero su disco (meno di 3 GB).

iChat Theater sul campo. Nel finesettimana ho fatto una lunga video-chiacchierata con il mio caro amico Francesco, e parlando di Leopard ho cercato di mostrargli qualche novità. Avrei voluto presentargli quella che per me è l’innovazione più utile di iChat 4, ovvero la condivisione dello schermo, ma purtroppo si può impiegare solo fra due interlocutori che abbiano entrambi Leopard. La nostra videochat avveniva fra un Mac con Tiger e uno con Leopard, e l’unica feature che ho potuto esibire è stata la condivisione di un documento con iChat Theater. L’esperienza è stata abbastanza deludente, nel complesso. Abbiamo verificato che il fattore essenziale per una buona presentazione di documenti attraverso iChat Theater è l’ampiezza di banda, altrimenti le fotografie (per fare un esempio) si vedono a blocchi. Abbiamo notato che lasciando una fotografia condivisa visualizzata per un po’ di tempo, la qualità migliorava e la sensazione era che fosse necessario attendere per dar modo all’immagine di essere ottimizzata nel flusso delle informazioni. Questo può avere senso quando si pensa al meccanismo che sta dietro alla condivisione di un documento a mezzo iChat Theater. In pratica è come visualizzare ulteriori dati in streaming – infatti iChat Theater funziona solo con chat video. Io decido quale documento “mandare in onda” e l’interlocutore lo vede. Dalle prove che abbiamo effettuato le dimensioni del documento non influiscono sulla qualità con la quale verrà visto dall’altra persona: una foto in formato JPEG ad alta risoluzione pesante più di 4 MB non veniva visualizzata né meglio né peggio di un’altra foto il cui file era di soli 200 KB. I file PDF erano praticamente illeggibili, e in quel caso è meglio inviarli direttamente. Mi aspettavo qualcosina in più, specie dopo la bella esperienza di condivisione schermo in chat con Lucio un paio di settimane fa.

Leopard e l’autonomia delle batterie. In un commento al post precedente mi si chiede se sia vero quanto riportato qui, che a sua volta fa riferimento a una notizia apparsa su Macworld UK. Ora, aspettarsi che sia io a sciogliere dubbi e questioni mi pare poco realistico (ringrazio comunque per la fiducia!). Di tutti i miei Mac portatili solo uno ha Leopard installato, l’unico a rientrare nei requisiti minimi hardware richiesti da Mac OS X 10.5. La batteria del mio PowerBook ha problemi da tempo, quindi la mia esperienza in merito a questo specifico argomento non fa testo né statistica. In verità a me Leopard ha risolto un inconveniente legato alla batteria. Prima, non so per quale ragione, non teneva più la carica: mettevo il PowerBook in stop, staccavo l’alimentatore per poter mettere il PowerBook nello zaino, e il portatile si spegneva immediatamente. Resettando il Power Manager non succedeva granché. Appena sono passato a Leopard ho provato l’ennesimo reset del Power Manager unito a un tentativo di ciclo di ricarica completo. Adesso il PowerBook riesce a tenere la carica in modo più affidabile. Onestamente non saprei dire se è merito di Leopard; quel che so è che prima di installarlo la stessa identica procedura non risolveva il problema.

Ma tornando alla notizia: Leopard è più ghiotto di energia? Può darsi benissimo. Leopard fa sicuramente più uso della scheda grafica rispetto a Tiger e ha qualche processo in più in background. Questo può portare a maggiori consumi, in linea generale. Nella notizia riportata da Macworld UK alcuni utenti affermano che la durata delle loro batterie sia diminuita di quasi un terzo rispetto a prima. Tutto può essere, ma la casistica è molto molto varia. Conosco almeno un paio di persone (uno con un PowerBook G4 15″ a 1,5 GHz, l’altro con un MacBook Pro) che non hanno notato diminuzioni significative dell’autonomia dei loro Mac dopo il passaggio a Leopard. Insomma, ci sono troppe variabili in gioco per poter esprimere un’opinione definitiva: tipo di batteria, età della batteria, stato generale della batteria, ma dipende anche dalla configurazione del singolo portatile e dalle applicazioni installate. Può essere infatti che un programma che non sia stato ancora ottimizzato per Leopard (magari della suite Office per Mac?) sia diventato abnormalmente esoso di risorse processore con il passaggio a Leopard, causando a sua volta un maggiore consumo della batteria.

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