Leopard: diario di bordo (23)

In mancanza dell’Ambiente Classic

Come è noto, con Leopard finisce definitivamente l’era di Classic, che non è più supportato. Capisco che bisogna guardare avanti, ci mancherebbe, però a me manca l’Ambiente Classic. Non è tanto nostalgia fine a se stessa, è che c’è ancora qualche applicazione che mi fa comodo e/o mi piace usare; ho per esempio un grosso catalogo di vecchi CD-ROM (la maggior parte di riviste come Applicando e Macworld) che viene gestito da Catalogue, un programma semplice ed efficace, spartano e soprattutto veloce. Non ho tempo né voglia di cercare un buon equivalente che giri sotto OS X, e nemmeno di rimettermi a creare tutto il catalogo. Poi ci sono giochi che ho acquistato a suo tempo, i quali non girano sotto OS X, come i primi episodi di Tomb Raider (di cui spero un giorno facciano questo benedetto porting).

Oggi, in mancanza di Classic sotto Leopard, l’alternativa più promettente mi sembra SheepShaver, un ambiente runtime Mac OS PowerPC open source. Cercherò di spiegare brevemente come funziona, nel caso qualcuno sia interessato a provarlo senza che diventi un’esperienza troppo frustrante.

1. Anzitutto si scarica il programma dalla stessa home page del progetto. Scendere alla sezione Downloads e selezionare Mac OS X (Universal Binary).

2. Come spiegato nella pagina di aiuto, per far funzionare SheepShaver è necessario avere:

  • Un file ROM - Si intende il file “Mac OS ROM” generalmente presente nella Cartella Sistema di Mac OS dalla versione 8 in su. Occorre dire a SheepShaver dove trovarlo nella finestra delle impostazioni, e in ogni caso conviene copiarlo nella stessa cartella dove risiede l’applicazione SheepShaver. Un file ROM sicuramente compatibile con SheepShaver è scaricabile da questa pagina del sito Apple. L’unico inconveniente è che in questo caso serve comunque un altro Mac che abbia Classic, perché bisognerà utilizzare Tome Viewer per estrarre il file Mac OS ROM necessario.
  • Una versione supportata di Mac OS su CD — Ricordo che SheepShaver supporta le versioni di Mac OS dalla 8.5 alla 9.0.4. È pertanto necessario un CD originale, possibilmente universale (non vanno bene i CD “Install” specifici che si trovavano insieme ai PowerMac, iMac, PowerBook, iBook).
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    3. Scaricato e scompattato l’archivio ZIP, si avrà una cartella SheepShaver contenente due applicazioni, “SheepShaver.app” e “SheepShaverGUI.app”. Inserito il CD-ROM di installazione di Mac OS 9 [per praticità farò l’esempio di OS 9], si dovrà avviare l’applicazione SheepShaverGUI, che presenta un’interfaccia grafica (cruda e spartana, stile X11) attraverso cui regolare le impostazioni del programma.

    4. L’idea alla base di SheepShaver è analoga a Virtual PC, per intenderci. Occorrerà creare un “disco rigido virtuale” sul quale installare Mac OS 9 dal CD di installazione previamente inserito. Nel Finder di Mac OS X questa unità virtuale apparirà come un file generico della dimensione che avremo scelto per l’unità. Il sistema più semplice per creare un volume è dal pannello Volumes di SheepShaver, che è subito visibile una volta lanciato SheepShaver (clic per ingrandire):

    shsh-main.png

    Nella figura sono visibili i due dischi rigidi virtuali che ho già creato nel mio sistema, ma la prima volta che si lancia SheepShaver ovviamente la finestra sarà vuota. Facendo clic su Create comparirà una finestra in cui sarà possibile specificare la posizione del file dell’unità virtuale (per comodità io ho scelto la Scrivania) e le dimensioni del file. Quando SheepShaver avrà caricato il sistema, l’unità così creata andrà formattata: si vedrà apparire la classica finestra di dialogo che avverte che è stata rilevata l’unità e propone di inizializzarla (si può scegliere il formato Mac OS Standard o Esteso). Fatto questo, nella Scrivania di Mac OS 9 si dovrebbero vedere tre volumi: quello appena creato, il CD di installazione di Mac OS 9 e un volume protetto chiamato “Unix”; quest’ultimo non è altro che il disco rigido del Mac, il volume di avvio su cui è installato Mac OS X. SheepShaver permette infatti di copiare file fra Mac OS X e l’ambiente Mac OS 9 emulato in maniera semplice e diretta. Ciò è cruciale, perché è sempre consigliabile copiare le applicazioni OS 9 nel disco rigido virtuale di SheepShaver prima di lanciarle nell’ambiente emulato.

    5. Altra cosa da fare prima di creare la “macchina OS 9” è quella di assegnarle memoria e di specificare il percorso dove trovare il file “Mac OS ROM”. A questo serve la sezione Memory/Misc (clic per ingrandire):

    shsh-mem.png

    Nel mio caso ho assegnato 256 MB RAM alla macchina virtuale e va benone così. Naturalmente si può aumentare il valore da una sessione all’altra (compatibilmente con la memoria fisica del Mac). Le due opzioni più in basso si spiegano da sole: “Ignora gli accessi illegali alla memoria” immagino serva per evitare la comparsa di errori in caso di conflitti tra applicazione e macchina virtuale. “Non usare le risorse della CPU quando l’applicazione è inerte” serve a non sciupare risorse del processore quando SheepShaver se ne sta in background (come adesso, mentre sto scrivendo il post).

    6. SheepShaver può comunicare abbastanza facilmente con la connessione di rete del Mac. Per fare in modo che la macchina virtuale acceda a Internet è sufficiente attivare la porta Ethernet virtuale specificando slirp nella sezione Serial/Network, alla voce Ethernet (clic per ingrandire):

    shsh-network.png

    Quando l’installazione della macchina virtuale sarà ultimata, basterà, in Mac OS 9, richiamare il pannello di controllo TCP/IP e selezionare Ethernet alla voce “Connessione via”, e Usa il server DHCP alla voce “Configurazione”. Così facendo si possono utilizzare programmi di posta e browser (improbabile che uno voglia scaricare la posta o navigare il Web usando Mac OS 9, però è possibile: a titolo di prova ho installato Mozilla 1.2.1 e ho potuto navigare tranquillamente da dentro SheepShaver).

    7. Se tutto è andato bene, ecco un esempio dell’ambiente nel quale ci si trova (clic per ingrandire):

    shsh-window.jpg

    * * *

    Come dicevo, SheepShaver pare il progetto più promettente per poter utilizzare applicazioni “classiche” in Leopard. Superata la fase di preparazione e installazione, che può essere un po’ confusa e frustrante all’inizio, si arriva ad avere un sistema Mac OS 9 sufficientemente stabile e usabile.

    Pregi di SheepShaver:

  • La velocità. Una volta creato il disco rigido virtuale di avvio e installato il sistema operativo, l’avvio della macchina virtuale è questione di pochi secondi: sembra di vedere un vecchio Mac con gli steroidi. Magari Mac OS X si avviasse così in fretta. Tutta l’interfaccia è veloce: apertura di pannelli, reattività del Finder, apertura di file e applicazioni, e così via.
  • L’integrazione con Mac OS X, sia per quanto riguarda lo scambio di file fra il Mac vero e il Mac virtuale (l’hard disk del Mac vero viene montato sulla scrivania del Mac virtuale; il copia-incolla di testo funziona direttamente tra OS X e OS 9 e viceversa), sia per la praticità dell’utilizzo dell’interfaccia (non è necessario assegnare tasti speciali come in Virtual PC: quando SheepShaver è in primo piano, tutte le normali combinazioni da tastiera funzionano come su un vero Mac: Mela-Q e si esce dal programma, Mela-Canc e si butta un file nel Cestino, eccetera eccetera; comodissimo), sia per il supporto delle unità ottiche (se si vuole utilizzare un CD contenente vecchio software per fare delle prove di compatibilità, basta inserirlo nel Mac e verrà riconosciuto e montato nella scrivania del Mac virtuale). Per “spegnere” il Mac virtuale, oltre che dal menu Altro sotto Mac OS 9 si può semplicemente premere il pulsante rosso della finestra in cui gira l’ambiente emulato.
  • Lo scarso ingombro dell’applicazione e dei file necessari. È sufficiente creare un disco rigido virtuale da 200 MB per contenere la Cartella Sistema (nel mio caso occupa 128 MB… che tempi, quando un sistema occupava così poco) e qualche applicazione delle più pesanti.
  • La leggerezza di SheepShaver: Monitoraggio Attività mi dice che al momento l’applicazione occupa 50 MB di memoria reale e sta usando il 6–7% della CPU.
  • SheepShaver è multipiattaforma: esiste per Linux/i586, Linux/x86_64, Mac OS X (Universal Binary) e Windows NT 4/2000/XP.
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    Le cose da perfezionare:

  • SheepShaver ha ancora qualche problema di stabilità, specie cercando di far funzionare applicazioni complesse che si appoggiano in gran parte sulla grafica, sul suono, su tutte le parti hardware che è sempre problematico rendere compatibili al 100% in una macchina virtuale. Questo significa che per ora non posso pretendere di far funzionare giochi come Tomb Raider. In genere si nota quando SheepShaver va in crash perché l’applicazione smette di rispondere e compare la pallina colorata di Mac OS X. Uscire e rientrare è comunque semplice: uscita forzata e rilanciare SheepShaver.
  • Non sono riuscito a far emettere suoni al Mac virtuale. Sul sito di SheepShaver dicono che sia sufficiente impostare il volume di uscita nel pannello Suono in Mac OS 9, ma nel mio caso continua a starsene zitto e far lampeggiare la barra dei menu al posto di riprodurre suoni.
  • Sarebbe carino estendere l’intervallo dei sistemi “classici” supportati sotto Mac OS, arrivando a includere Mac OS 9.1 e 9.2.
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    Per ora non mi sovviene altro. Spero che queste mie indicazioni siano state chiare e di aiuto. Buon divertimento!

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    About Riccardo Mori

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