I ferri del mestiere

Nei commenti a un post precedente, Edoardo mi scriveva:

E rilancio, Riccardo, sul discorso software: sarei curioso di sapere la hit parade delle tue applicazioni; […] intanto butto lì che giornalmente sul mio computer tra le più aperte ci sono TextMate, PathFinder, InDesign CS3… ma ahimè! ce ne sono sempre anche tante, troppe, altre…

E finalmente rispondo all’appello.

Innanzi tutto, l’elenco delle applicazioni che tengo aperte si divide su due computer, in quanto la mia postazione di lavoro abituale è costituita dal MacBook Pro 15′‘ in configurazione desktop — collegato a un monitor LCD da 20″, alla Apple Wireless Keyboard bianca e al Mighty Mouse wireless — e da un PowerMac G4 Cube collegato a un monitor CRT da 17″ il più possibile affiancato al monitor da 20’’. Il Cube è un valido gregario sul quale faccio girare programmi che mi offrono informazioni che controllo, per così dire, con la coda dell’occhio. Sul Cube infatti rimangono sempre aperti NetNewsWire per la lettura dei feed RSS, Twitterrific per leggere i tweet altrui dal mio account principale (mentre uso Tweetie sul MacBook Pro per scrivere i miei tweet e per gestire altri account), Mail per controllare la posta su due account Gmail a bassissimo traffico, e Safari per avere una istanza in più su un altro monitor quando i browser che uso sul MacBook Pro si affollano di finestre. Mi è specialmente utile quando traduco, perché posso tenere aperti vari dizionari online e controllare rapidamente senza dover passare da editor di testo a browser sul MacBook Pro.

Altri programmi che tengo occasionalmente aperti sul Cube sono iCal, che ho cominciato a considerare da circa un anno (dall’acquisto cioè di iPhone, date le potenzialità di sincronizzare via wireless le informazioni grazie a MobileMe), il Terminale, per accedere agli altri Mac sulla rete casalinga via SSH (utile quando qualche processo fa i capricci e non posso terminarlo direttamente dal Mac incriminato), e iTunes, nel quale tengo tutta la musica classica, che ho separato dalla mia libreria principale perché i criteri di ordinamento erano troppo incompatibili con quelli che utilizzo per la musica leggera.

In generale il Cube mi serve per aprire documenti secondari che non voglio tenere aperti e in background sul MacBook Pro, vuoi perché contribuirebbero all’affollamento di finestre, vuoi perché magari si tratta di cose che devo esaminare di tanto in tanto e mi è scomodo continuare a passare da un programma (o da un documento aperto) all’altro. Per non parlare dell’occasionale apertura di un programma che gira in ambiente Classic. Il Cube è ottimizzato per essere efficiente, quindi memoria RAM al massimo (1,5 GB) e applicazioni e spazio occupato sul disco al minimo.

Ora veniamo al MacBook Pro.

Client di posta elettronica: Mail e Mailsmith si dividono gli account che controllo più spesso, anche se il ‘lavoro sporco’ di gestire gli account con maggiore traffico (sottoscrizioni a varie mailing list) lo fa Mailsmith. Non ho ancora aggiornato alla nuova versione 2.2 perché voglio essere certo che non mi dia problemi. Lo sto testando sul PowerBook G4 e continuo a trovarlo un po’ instabile per i miei gusti. Sulla macchina principale, quindi, sono rimasto alla collaudata versione 2.1.5.

Browser: Tutti. Pensate a un browser qualsiasi per Mac e io l’avrò installato di sicuro. Chi mi segue da tempo sa che provare i browser è una delle mie passioni da geek, e quindi li ho tutti, e ora che possiedo un Mac con processore Intel ho potuto provare anche Chromium. Naturalmente nell’uso quotidiano non tengo aperta una dozzina di browser: in genere Safari rimane sempre attivo, e poi tengo aperti altri due browser in seconda battuta. Il ruolo di questi browser gregari non è fisso: in genere sono Camino e Stainless, ma se c’è un nuovo browser in giro, oppure è uscito un aggiornamento interessante di un browser, provo a usarlo per un po’. Di recente il mio interesse è rivolto a Chromium e a Opera 10, per esempio.

Programmi FTP: Transmit è senza dubbio il migliore programma della categoria per Mac, ed è l’applicazione che uso principalmente. Per un rapido accesso al mio iDisk, tuttavia, ho l’abitudine di usare Goliath che, seppur vecchiotto e dall’interfaccia molto spartana, fa sorprendentemente bene il suo mestiere (punti extra perché è tuttora possibile scaricare una versione per Mac OS 8/9 che mi permette di accedere all’iDisk anche dai miei Mac vintage, come il PowerBook 5300). Mi porto dietro da tempo immemore anche una vecchia versione di Interarchy (la 4.1): la uso rarissimamente, ma funziona ancora bene ed è assai veloce.

Applicazioni per la gestione dei testi: Il 90% dei miei lavori di traduzione avvengono in BBEdit o TextWrangler. Quando si tratta di maneggiare testo formattato la scelta ricade su TextEdit o Pages (uso ancora il primo Pages, quello di iWork ’05, ma ho da poco acquistato iWork ’09 per cui passerò presto a usare il Pages più recente). Con Pages preparo anche le fatture da inviare ai clienti (esportate in PDF). Altri programmi di questa categoria che utilizzo sono Tex-Edit Plus, Bean e la recente scoperta Pagehand. Naturalmente per i progetti più complessi c’è InDesign CS3, che utilizzo se al cliente occorre la traduzione direttamente formattata nel layout definitivo della pubblicazione (oppure, più raramente, se mi viene richiesta non solo la traduzione di un documento, ma anche l’impaginazione e la cura tipografica). Naturalmente utilizzo InDesign anche e soprattutto per i miei progetti personali.

E Microsoft Office? Mi porto dietro un Office 2004 che per lo più giace nel disco rigido a prender polvere: Entourage e PowerPoint sono presenti ma perennemente chiusi. Li cancellerei, ma con Microsoft la mia politica è ‘meno tocchi, meglio è’; utilizzo Excel sporadicamente: ho creato un foglio di calcolo per la mia contabilità, ma adesso che ho iWork ’09 credo che passerò il tutto a Numbers, dato che non è nulla di sofisticato; Word è il programma che, nel suo piccolo, utilizzo più spesso. Mi serve per quei clienti ‘solo-Word’ (nella vostra professione ne avrete sicuramente incontrati alcuni), quindi per aprire documenti altrui e per consegnare documenti che mi vengono richiesti assolutamente in formato Word e che io in genere preparo su altre applicazioni, li copio dentro Word a lavoro finito, salvo in Word e consegno in Word, così ho un alibi di ferro presso i clienti ‘solo-Word’. Word 2004 mi serve inoltre per aprire vecchi documenti creati anni fa quando usavo Word 2.0 e Word 97 in ambiente Windows.

Altre applicazioni legate al testo: MarsEdit è un programma fantastico per scrivere sui miei blog, sia su piattaforma WordPress che Tumblr. Per prendere note veloci ero abituato a usare i Promemoria di Mac OS X (il widget di Dashboard per la precisione, che trovo più comodo), ma da quando ho scoperto Notational Velocity (in tempi non sospetti) sono passato a quest’ottimo programma, che dalla versione 2 è ancora migliore.

Per la lettura di file PDF il programma di default è Skim. In seconda battuta uso Anteprima. Da qualche parte tengo una vecchia versione di Adobe Reader (la 6.0.6 credo) nel caso dovessi imbattermi in PDF più ostici. Per consultare rapidamente i PDF che trovo direttamente sul Web, spesso non esco nemmeno da Safari, che ho arricchito da un po’ di tempo con PDF Browser Plugin.

Un altro strumento per me ormai indispensabile è TextExpander, utilissimo per scrivere automaticamente termini e frammenti di testo che si ripetono frequentemente, nonché per comporre codice HTML senza sbagliare, senza dimenticarsi di tag da chiudere, eccetera. Ottimo anche per scrivere sempre in maniera corretta parole ricorrenti. In pratica il programma permette di memorizzare sequenze di tasti e associarle alla parola (o al frammento di codice HTML, o a un intero blocco di testo come il proprio numero di telefono, indirizzo, ecc.) che si vuole scrivere. Fra le impostazioni che gli ho dato, per esempio, se batto “QLA” TextExpander scrive automaticamente l’URL di The Quillink annotated, http://morrick.tumblr.com/. Se batto “PB”, lui scrive “PowerBook”. E così via, ci siamo capiti.

Applicazioni di grafica: Utilizzo Graphic Converter praticamente da sempre, ed è tuttora il mio punto di riferimento per eseguire rapidi ritocchi a file grafici e per gestire le mie cartelle di foto e immagini. Come ho già accennato in un altro post tempo fa, ho provato a usare iPhoto, davvero, ma non sono mai riuscito ad abituarmi al suo sistema di gestione e archiviazione. Mi sto invece trovando a mio agio con Adobe Lightroom, che apro sempre più spesso. Se ho bisogno di visionare rapidamente molti file immagine conservati in altrettante cartelle, uno strumento che svolge egregiamente il suo lavoro è Xee (ne parlo in questo articolo). E un’altra applicazione a cui mi affido per manipolazioni un po’ più complesse è Acorn, che consiglio vivamente (la versione nuova, che funziona solo sotto Snow Leopard, è eccellente). Un’applicazione che ho riscoperto è poi Acquisizione Immagine: è il sistema più veloce per scaricare sul Mac le decine di foto scattate con iPhone. Quando voglio scomodare Photoshop, lancio la mia copia di Photoshop CS, un po’ datata ma per i miei utilizzi (e le mie competenze in materia) è fin troppo.

Musica: iTunes in primis; Audion per ascoltare l’MP3 occasionale; Spotify per ascoltare di tutto, in versione completa, in streaming — molto comodo quando sono con il MacBook Pro fuori sede, dato che tengo tutta la libreria iTunes su un disco rigido esterno. Spotify è eccezionale ed estremamente utile per scoprire nuovi artisti, specie se usato in congiunzione con Genius di iTunes. Sì perché Genius mi offre dei consigli, spesso validi, su artisti che potrebbero piacermi; io, prima di fare l’acquisto impulsivo nell’iTunes Store, cerco l’artista su Spotify, ascolto i brani per intero (non solo 30 secondi) e se mi piace allora vado su iTunes Store a colpo sicuro.

Altri programmi, in ordine sparso: Per chattare, le poche volte che ho tempo di farlo, sempre iChat; tengo Skype per l’occasionale contatto che usa PC, o quando per ragioni misteriose una chat audio/video tentenna in iChat ma è fluida in Skype. The Unarchiver per scompattare i file compressi dei formati più vari (ma tengo sempre StuffIt Expander perché non si sa mai, specie con vecchi archivi). 1001 per caricare le foto su Flickr. xScope come coltellino svizzero per le operazioni a video. QuickTime (con Perian) e VLC per i filmati. Condivisione Schermo ha ormai sostituito Apple Remote Desktop e Chicken of the VNC, che erano gli strumenti che usavo di più per il controllo remoto di altri Mac. E poi, li aggiungo per completezza ma l’uso è sporadico, GarageBand, iWeb, iDVD.

Non uso alcun sostituto del Finder, né del Dock. Finder e Dock mi sono sempre andati bene così come Apple li ha fatti, e sono comunque restio a installare programmi che vanno a immischiarsi con funzioni di sistema. Per le ricerche mi basta Spotlight, in linea di massima, ma quando voglio approfondire mi rivolgo a Find Any File. Non uso iDisk sul Finder e per la sincronizzazione dei file preferisco di gran lunga Dropbox (del quale ho già parlato in questa sede).

Non uso nemmeno programmi particolari per la gestione delle cose da fare. Per quello c’è il Newton, oppure, quando non ho il MessagePad 2100 con me, mi basta un appunto nell’applicazione Note di iPhone. (Ho sentito parlare bene di Today e di TaskMate, se si è alla ricerca di applicazioni dall’interfaccia minimale e non troppo complesse).

Ho cercato di essere il più possibile esaustivo, lasciando fuori i vari programmini di passaggio che provo e poi butto; direi che questo elenco dovrebbe dare un’idea abbastanza precisa del mio ambiente di lavoro sul Mac. Ora, se volete, tocca a voi parlare delle vostre applicazioni indispensabili!

Category Mele e appunti Tags ,

About Riccardo Mori

Writer. Translator. Mac consultant. Enthusiast photographer. • If you like what I write, please consider supporting my writing by purchasing my short stories, Minigrooves or by making a donation. Thank you!