Lati positivi

Le due rivelazioni hardware del Macworld Expo, iMac e MacBook Pro, hanno prevedibilmente fatto discutere, e sto leggendo un po’ dappertutto reazioni e sfoghi. Anche tante sciocchezze, specie da parte degli eterni insoddisfatti, quelli che se Apple presenta dell’hardware rinnovato solo in minima parte (come è successo con l’ultima linea di PowerBook), si sentono presi in giro; e se Apple presenta innovazioni o scelte un po’ più radicali si lamentano perché è troppo innovativa.

Così in molti, a quanto mi è dato leggere, si trovano un po’ delusi dal MacBook Pro. Non ha il modem! Non ha la S-Video! Non ha la FW 800! Non ha la tradizionale PCMCIA! La batteria dura solo due ore! Parrebbe quasi inutilizzabile. Sì, però:

a. È ancora un prototipo, probabilmente definitivo al 98%, ma chissà. Apple si è presa ancora un mesetto prima di venderlo, e sicuramente almeno la questione batteria sarà sistemata.

b. È, per adesso, l’unico nuovo portatile con processore Intel. Chi sa quali altri modelli verranno prodotti nei prossimi mesi? E con quali caratteristiche? Chi l’ha detto che questo deve essere per forza il modello di punta?

E ora vediamo che cosa ha il MacBook Pro:

1. Ha una porta DVI. Con un adattatore DVI/S-Video, ecco la porta S-Video.

2. Ha uno slot ExpressCard/34. È una tecnologia più veloce della PCMCIA, offrendo un throughput fino a 250 MBps in ambo le direzioni. Ha accesso a tutta la velocità dei bus USB e PCI Express. Presto vi saranno schede ExpressCard che potranno aggiungere la tanto agognata porta FireWire 800, e che potranno offrire collegamenti ad alta velocità con dispositivi Serial ATA esterni. Non è male.

3. Ha un bus di sistema a 667 MHz. Quello dei PowerBook G4 viaggia solo a 167 MHz.

4. Ha tecnologia grafica PCI Express, otto volte più veloce della AGP dei PowerBook G4.

5. Utilizza per i drive la tecnologia Serial ATA, più veloce della ATA.

6. Ha una memoria RAM più veloce: utilizza moduli PC2-5300 DDR2 a 667 Mhz. I PowerBook G4 attuali utilizzano moduli a 333 MHz.

Insomma, forse il primo assaggio soddisfa poco, e posso capire chi si lamenta del “downgrade” del SuperDrive (che non masterizza DVD dual layer), però il nuovo MacBook Pro è un portatile dignitoso e, ragionando sulle sue caratteristiche un po’ più a fondo, si capisce che scelte quali la porta ExpressCard al posto della PCMCIA non siano un passo indietro o un passo falso. Se questa tecnologia mi dà la possibilità di collegare periferiche con le quali scambiare dati più velocemente, ben venga. E schede ExpressCard ne faranno eccome. Quando uscì il primo iMac, senza porte seriali né ADB né SCSI, ma solo con porte USB, le periferiche USB esistenti a quel tempo non erano molte, eppure in un periodo relativamente breve, e grazie al successo dell’iMac, il mercato si è riempito di ogni genere di periferica e gingillo con porta USB.

Parlando di iMac, il povero iMac Intel è stato un po’ messo da parte, tanta è l’attenzione che ha attirato su di sé il MacBook Pro. Anche l’iMac ha qualche piccola novità interessante, passata un po’ inosservata:

1. Anche l’iMac possiede RAM più veloce: moduli a 667 MHz contro quelli a 533 MHz dell’ultima serie degli iMac G5.

2. È possibile collegare un monitor esterno. I nuovi iMac con processore Intel dual core hanno porte mini-DVI al posto della VGA. È quindi possibile collegare un Cinema Display, un proiettore, un televisore, ecc. Soprattutto, i nuovi iMac non si limitano a visualizzare un duplicato della scrivania (mirroring), quindi, con il secondo monitor collegato, è possibile godersi una scrivania estesa.

3. La scheda video è stata aggiornata. ATI Radeon X1600 al posto della X600. Inoltre, chi acquista il modello di iMac da 20″, ha la possibilità di aggiungere altra RAM alla scheda video, portandola da 128 a 256 MB.

Non vedo l’ora di vedere dal vivo questi nuovi Mac con processore Intel, andare all’Apple Store più vicino e vedere un po’ la reattività e le prestazioni dei nuovi processori. Per ora non compro nulla: hardware nuovo non mi serve e presumo che la mia piccola flotta (PowerBook G4 TItanium a 500 MHz, PowerBook G4 Aluminium 12″ a 1 GHz e iBook G3 conchiglione a 466 MHz) tirerà avanti ancora un bel pezzo, viste le mie esigenze e la proverbiale longevità operativa dei Mac. Ma di sicuro uscirò dall’Apple Store con una scatola di iLife ’06.

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About Riccardo Mori

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