Apple trionfa contro Psystar in California

Mele e appunti

La domenica si apre con una buona notizia. La forma migliore per commentarla è tradurre alcuni estratti da Groklaw, che è sempre stata un’ottima fonte per seguire cause legali come questa. L’articolo è Apple Wins Like a Champ — Psystar is Toast — What? You’re Surprised? [Apple vince senza problemi, Psystar è finita. Come? Siete sorpresi?]:

Psystar ha avuto quel che si meritava nella causa legale nello stato della California. Qui potete leggere l’ordinanza (PDF). È un massacro completo. La difesa del diritto di vendita avanzata da Psystar è stata letteralmente sbriciolata. L’istanza di giudizio sommario da parte di Apple in merito alla violazione di copyright e del DMCA è stata accolta. Apple ha ottenuto anche l’istanza di chiusura.

L’istanza di giudizio sommario da parte di Psystar in merito alla violazione del copyright e trade dress (aspetto caratteristico del prodotto) è stata respinta. Stesso dicasi per l’illusoria istanza di abuso di copyright mossa da Psystar.

[…] A questo punto l’unica speranza per Psystar è la causa aperta in Florida, ma francamente non ci scommetterei molto. Di solito i giudici si accorgono se uno è stato appena dichiarato colpevole in una simile causa legale in un altro stato.

Siete sorpresi? Ve l’avevo detto, ve l’avevo detto. Demoralizzati? Immagino che Psystar possa fare ricorso in appello. E se volete libertà per il vostro codice, potete certamente trovarla sul pianeta Terra, basta guardare nella giusta direzione. Sarete lieti di averlo fatto, perché potrete fare tutti gli hack e le modifiche che vorrete, e sarà perfettamente legale. Il messaggio della corte è chiaro: gli accordi di licenza per l’utente finale (EULA) significano esattamente quanto stabiliscono; se non volete rispettare la licenza di Apple, lasciate stare quel che è di Apple. 

In un segmento dell’ordinanza (citato nell’articolo di Groklaw) è contenuta un’informazione che non conoscevo (enfasi mia):

[…] Apple sostiene che Psystar ha violato i diritti di distribuzione offrendo e vendendo al pubblico Mac OS X installato su macchine Psystar. Psystar ammette di aver distribuito Mac OS X (Chung Exh. 17 at 4).

Ma Psystar risponde che la propria condotta è protetta dalla Sezione 109 della cosiddetta first-sale doctrine [esaurimento del diritto; lett. ‘dottrina della prima vendita’]. Secondo tale Sezione, “il proprietario di una determinata copia o registrazione fonografica legalmente effettuata, o qualsiasi persona autorizzata dal suddetto proprietario, ha la facoltà — senza l’autorità del proprietario del copyright — di vendere o trasferire il possesso di tale copia o registrazione fonografica” (17 U.S.C. 109). Questo provvedimento delimita il diritto di distribuzione. Si applica solo al possessore di una copia.

Entrambe le parti hanno a lungo discusso sul fatto che Psystar fosse il possessore o il licenziatario della copia (ossia la copia tangibile) di Mac OS X che aveva acquistato. Anche assumendo che Psystar fosse stato il possessore di una copia, la difesa della prima vendita (first-sale defense) cade in questo punto. La sezione 109 garantisce immunità soltanto quando le copie vengono “legalmente effettuate”. Le copie in questione non sono state effettuate legalmente e con l’autorizzazione del proprietario del copyright. Come è stato stabilito, Psystar ha realizzato una copia di Mac OS X non autorizzata mediante un Mac mini collegato a una ‘imaging station’ e ha successivamente utilizzato una ‘copia master’ per realizzare molte altre copie non autorizzate installate sui vari computer Psystar. La difesa della prima vendita non si applica a quelle copie non autorizzate. Si veda Microsoft Corp. v. Software Wholesale Club, Inc., 129 F. Supp. 2d 995, 1006 (S.D. Tex. 2000) (“la first-sale doctrine non è applicabile a un’unità dichiaratamente contraffatta”); si veda anche 2–8 NIMMER ON COPYRIGHT § 8.12 (“se la realizzazione di una copia o di una registrazione fonografica costituisce una violazione del diritto di riproduzione o adattamento, la sua distribuzione violerà il diritto di distribuzione, anche se tale distribuzione venga effettuata dal possessore della suddetta copia o registrazione fonografica”). […] 

Ovvero, Psystar ha agito così: prima ha acquistato una copia di Mac OS X e l’ha installata su un Mac mini. Poi ha copiato Mac OS X dal Mac mini su un computer non-Apple. Questo computer non-Apple è stato utilizzato come ‘imaging station’. Una volta caricato sulla imaging station, Mac OS X è stato modificato. Psystar ha poi sostituito il bootloader di Mac OS X (il bootloader viene eseguito all’accensione del computer e individua e carica parti del sistema operativo nella RAM). Senza un bootloader, Mac OS X non funzionerebbe. Psystar ha disattivato e/o rimosso le estensioni kernel (kext) di Mac OS X e le ha sostituite con altri file kext. Le modifiche di Psystar hanno permesso a Mac OS X di eseguirsi su macchine non-Apple. La copia così modificata è diventata la ‘copia master’ utilizzata conseguentemente per la duplicazione in massa del sistema operativo modificato e successiva installazione sui computer Psystar.

Bell’affare. E Psystar aveva persino la presunzione di spuntarla.

Groklaw continua:

Avete afferrato? Anche se Psystar fosse il legale possessore della copia [di Mac OS X], non gli sarebbe consentito di fare quello che ha fatto. […] Lo so, si dirà: Maaa… se non avessero usato la copia master e avessero invece usato le singole copie acquistate una per una, allora la cosa avrebbe funzionato? Figli miei, perché credete che Psystar si sia servita di una copia master? Perché è un’azienda commerciale, e nel commercio l’efficienza è denaro. Ecco perché vengono fondate aziende e società, per fare soldi. Il mondo intero non è con voi nella vostra guerra santa per distruggere le EULA e la licenza GPL. Anche questa sgangheratissima azienda voleva fare soldi. Le teorie appartengono ai forum online, non al commercio e decisamente non ai tribunali. E anche nei forum online tutti vi hanno detto, per anni, che una cosa del genere non avrebbe funzionato se qualcuno ci avesse provato. Ci hanno provato. Non ha funzionato.

E che questa causa serva come ammonimento per coloro che sostengono che la sola cosa che importa è che l’open source sia un sistema migliore per sviluppare codice. Apple crea codice straordinario. Naturalmente la comunità BSD ha creato molto di quel codice, ma Apple è stata in grado di ottimizzarlo al meglio per gli utenti finali, e ha saputo farlo in maniera straordinaria. Per cui nessuno può discutere sul fatto che non si tratti di codice favoloso per gli utenti finali, perché lo è.

E a questo punto mi chiedo: è abbastanza tutto ciò?

O il messaggio di questa causa legale non è forse questo, ovvero che quel che volete davvero con il vostro codice favoloso sia la libertà per quel codice? Se la vostra risposta è Sì, voglio la libertà di fare quel che voglio con il codice sul mio computer, allora perché usare codice proprietario? Chi produce codice proprietario è felicissimo di vendervi il codice migliore al mondo, se lo realizza. Ma non vi venderà mai la libertà di utilizzarlo come vi pare e piace. Non è il settore commerciale di cui fa parte. Non è il business di quel produttore.

Pertanto, se vi preme la libertà, non tradite l’obiettivo di realizzare un sistema operativo completamente libero, senza alcuna componente proprietaria. Quell’obiettivo ha senso, perché componenti proprietarie implicano restrizioni d’uso. È un fatto. Vi sono altri aspetti negativi, ma la causa in questione sottolinea questo aspetto in particolare. Quindi lavorate a driver non proprietari. State alla larga da codice che potrebbe portare a denunce per violazioni di brevetti. Perché? Perché quel che può sembrare un vantaggio nel breve termine può bloccare i risultato finale che volete ottenere. […]

Per cui quando vi dicono che l’importante è che il codice sia open source o che gli utenti finali debbano avere il diritto, se vogliono, di mettere insieme codice proprietario e codice libero/open source, o che allearsi con Microsoft funzionerà alla grande, o che quel che importa è che gli utenti finali usino più software libero servendosi di miscele di codice proprietario e codice libero — quando vi dicono queste cose, domandatevi: è proprio vero? Non importa chi ve lo dice: è proprio vero? Guardate la causa Apple vs. Psystar. La libertà è importante. Certe cose sono semplicemente ovvie.

Utilizzate quel che volete, ma pensateci bene, rifletteteci su e non limitatevi a considerare quel che volete ottenere adesso o quel che vi sembra più comodo. Perché credete che Stallman abbia iniziato a creare Software Libero [e la Free Software Foundation]? Perché sapeva come aggiustare una stampante ma la licenza glielo impediva. Egli aveva già visto quel che voi state osservando in questa causa di Apple contro Psystar. ‘Proprietario’ significa restrizioni d’uso. Per davvero.

The Author

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38 Comments

  1. Xanderoby says

    Non capisco bene dove finisce il commento di Groklaw, ma una cosa è certa: il sw closed ne esce per quello che è, una m…a.
    Magari profumata, magari luccicante, ma sempre la solita m…a col solo scopo d’arricchirne i proprietari ed impoverirne i fruitori, anche se questi alcuni di questi ci campano e s’arricchiscono a loro volta.
    Chi ci perde, in quell’assurdo gioco è che il copyright ed il sistema economico fondato su esso siamo tutti noi, tranne qualcuno che ne ha un tornaconto.
    Stesso fulgido esempio della questione climatica, specie negli ultimi giorni.
    Francamente in questa vittoria di Pirro dove un ladro più grosso schiaccia un ladro più piccolo non ci vedo niente di esaltante per cui gioire semmai riscontro l’opportuna e doverosa radicalizzazione delle parti, con uno Stallman che annichilisce i vari fautori dell’OpenSource a dispetto del Sw Libero.
    Si cerca uno scontro a tutti i costi, ed uno scontro è quello che, alla fine, si otterrà.

  2. Paolo says

    Xanderboy non capisco il tuo commento…
    Il giudice ha fatto giustizia secondo il campo in cui operava.
    Apple fa software proprietario, psystar voleva rendersi paladina del free software… a SCOPI DI LUCRO.

    Non capisco come fai a stare dalla parte di Psystar visto che ha voluto fare la furba anche con la comunità opensource hackintosh utilizzando il loro software per lo sblocco di os x ma, ripeto, a SCOPI DI LUCRO.

    Se invece è il Sistema che non ti va giù ( sistema privato-capitalistico ) non c’è bisogno di alterarsi passa al software libero.

    dici: “il sw closed ne esce per quello che è, una m…a.”
    no, se fa il suo dovere, lo fa bene e se magari Apple per svilupparlo ha impiegato anni e milioni di dollari per poi venderlo al prezzo simbolico di 29 euro (è il caso di Mac Os X 10,6 Snow Leopard)

    Invece penso che l’open-source sia favoloso come concetto ma, purtroppo, nella realizzazione delle cose è meno, diciamo, strutturato, organizzato non per mancanza di risorse ( la comunità opensource è potenzialmente infinita ) ma per mancanza di una visione unica, dell’impossibilità di incanalare tanti cervelli diversi.

    Mentre Steve Jobs, fa parte di un’ azienda ( fa schifo, lo so ), guadagna un dollaro all’anno ( maledetto avido… l’opensource lavora per passione! ) ma riesce a incanalare lungo una sola strada maestra non so quanti ingegneri hardware/software, designer, manager, marketing etc. etc. etc.

    Apple è l’azienda meno capitalistica in assoluto, non ho detto che non lo è, ma meno delle altre. Le altre pensano al 100% solo all’aspetto economico-finanziario, Apple cura anche altri diversi aspetti… non sto qui a dirti quali sono perchè sono lampanti e se proprio non li vedi… accendi la luce.

  3. Xanderoby says

    Paolo: non ho commentato il processo Psystar contro Apple, anche perché avrebbe poco senso farlo fino ad una sentenza definitiva.

    Riguardo l’OpenSource mi par di legger tanti luoghi comuni, tali per cui non si comprendono neanche le differenze tra questo ed il FLOSS.

    Apple è, né più né meno, un’azienda come MS: impone formati proprietari, vende royalties, non supporta formati aperti (aperti per davvero, non a la MS..).

    Dove vedi, in questo, un’azienda “meno capitalistica” non è dato saperlo. Resta m…a, anche luccicante e profumata, anche se rende a qualcuno di noi la possibilità di campare (Apple? O forse le aziende terze che vendono codice closed per la sua piattaforma?), ma non fa un passo avanti nell’interoperabilità e nell’evoluzione di un’informatica per chiunque, se non limitatamente ai suoi magazzini.

    L’innovazione, lo sviluppo, la “meno capitalistica” o più “think different” (che era solo uno spot di 20 anni fa) non sono certo la visione dell’azienda, che ha le radici ben piantate nel “non tanto vile” denaro. :)

    • Xanderoby: Tu scrivi che “Riguardo l’open source mi par di leggere tanti luoghi comuni” — Dai tuoi interventi anche a me par di leggere tanti luoghi comuni, su Apple e in genere sul software proprietario. In particolar modo leggo, non tanto velatamente, la posizione “software proprietario = il Male”, che purtroppo è comune a molti sostenitori del software libero. Essendo appunto sostenitori del software libero credo sia inevitabile che la pensino così del software proprietario. Il fatto è che le cose non sono così bianche o nere come sembrano.

      Mi spiace, ma non si può paragonare Apple a Microsoft, proprio perché non si può dire che Apple abbia “imposto” nulla. Microsoft è il monopolista, che di fatto impone i formati di Office e cerca di far passare le sue versioni storpiate degli standard Open Document, per fare un esempio.

      Sul fatto che il software proprietario sia una merda e il software open source e il software libero siano la salvezza da ogni male, mi pare sia una posizione su cui c’è molto da discutere e su cui bisogna fare dei distinguo, altrimenti ci si riduce al campanilismo di matrice calcistica che fa tanto Bel Paese e dal quale mi chiamo decisamente fuori.

      Sto raccogliendo una serie di spunti per un post che si collega a questo e ai commenti di questa discussione, nel quale cercherò di esplicitare in maniera articolata la mia posizione a riguardo.

      Ringrazio tutti per la discussione. Continuate così :)
      Riccardo

  4. Fabius says

    scusa, Xanderoby, perchè non installi ubuntu su un pc assemblato con componenti rubate da qualche negozio?…
    scherzo, ma non capisco perchè non estendiamo il discorso dell’open source all’hardware… o a qualsiasi cosa nel mondo non sia gratis!

  5. Caro Xanderboy, immagino che se tu avessi investito 20 anni della tua vita e milioni di dollari in un sistema operativo, lo regaleresti a tutti. Anzi lasceresti che altri lucrassero sul tuo lavoro.

    In teoria ovviamente, perché immagino tu non lo abbia fatto nè lo farai mai. :-)

    E’ sempre facile farsi belli quando non si è direttamente coinvolti…

  6. Xanderoby says

    Fabius: fammi un disegnino perché non ho compreso la metafora.
    Hw aperto ne esiste, certo è una goccia nell’oceano in un sistema che campa in maniera esattamente opposta e che mal digerisce i non allineati.
    Comunque le obiezioni da azionisti piuttosto che da clienti non sono una novità. ;)

  7. Xanderboy: scusa, non vorrei dare l’impressione di voler fare polemica personale con te, ma vorrei solo farti notare che esistono anche i pensieri delle persone libere, senza bisogno di catalogarle da una parte o dall’altra. :)

    Chissà come mai i sedicenti difensori della libertà sono spesso quelli che alzano più muri e più spesso ponitificano e danno giudizi lapidari sulle persone, sulle aziende, sulla società…

  8. Xanderoby says

    Caro Edoardo, se Apple avesse investito 20 anni della sua vita in Mac os non avrebbe preso a piene mani codice BSD per implementare, non più tardi di 10 anni fa (a voler esagerare..) Mac os 10.

    Ma guarda caso chi ha speso 20 anni della sua vita ad implementare un sistema operativo che poi viene regalato a tutti c’è, anche se questi sprovveduti non vantano spot Think Different e fuffa markettara al seguito.

    Certo comprendo che è più facile rispecchiarsi in risplendenti lastre e vetrate che abbelliscono l’immagine del possessore, quasi a volerlo elevare rispetto gli altri, ma nell’obiettivo dell’alternativa Apple ha fallito miseramente, anche perché non se l’è mai preposto, differentemente da certi azionisti/clienti.

    Gongolo un po’ domandandomi che fine farebbe Apple e tutto il mondo di paillettes e lustrini tanto idolatrato se, da un momento all’altro, le compagnie che ne decretano il successo coi loro sw dovessero abbandonarla al suo triste declino.

    Forse che iWork conquisterebbe quote nel settore office se non avesse compatibilità con MS Office?
    Forse che iLife scalerebbe mercati mediali se non vi fossero le varie suite (Adobe ed altri) dedicate?
    Forse che, senza la possibilità di virtualizzare Windows, Apple avrebbe continuato la conquista del mondo come nei precedenti 20 anni?
    Forse no, ma idolatriamo il Mito che ha liberato il mondo da quell’informatica cupa ed orwelliana che taluni volevano imporci.
    ;)

  9. Antonio says

    Xanderboy: sinceramente non capisco la tua obiezione, cosa c’è di male nel software proprietario? Se io produco qualcosa ho il diritto di guadagnarci.
    L’Apple è un’azienda meno capitalistica vista la mole di soldi che investe i R&S e per il fatto che crea prodotti innovativi.
    I vantaggi dell’open source per l’acquirente io non li vedo, rispetto al normale sistema, la tecnologia che io brevetto è comunque a disposizione e beneficio di tutti.

  10. Antonio says

    Rispondo all’ultimo intervento di Xander (che mi ha preceduto di poco).

    Continuo a non capire, cosa pretendi? Che anche gli altri regalino il loro software?
    Trovo ancora più assurde le tue domande, è ovvio che nessuno si comprerebbe un Mac se nessuno sviluppasse applicazioni per la sua piattaforma, ma lo stesso discorso si può fare per Windows. Per come hai parlato sembra quasi che le altre aziende sviluppino su Mac per qualche losco motivo, in realtà lo fanno solo perché gli conviene farlo non capisco cosa ci sia di sbagliato.

    In ultimo, mi sembra di capire che secondo te l’Apple ha sfruttato il lavoro fatto sul BSD, e che questo comportamento sia “moralmente” deprecabile, io invece non credo che lo sia per nulla, non mi risulta che la apple violi in qualche modo la “licenza del BSD”, so per certo che ogni modifica apportata dall’Apple sul codice aperto venga regolarmente acquisita a tutta la comunità. Anche in questo caso cosa c’è di sbagliato?

  11. Xanderoby says

    Antonio: “la tecnologia che io brevetto è comunque a disposizione e beneficio di tutti.”

    Di tutti chi?
    La tecnologia che brevetti è a disposizione dei tuoi clienti e, visto la serietà degli uffici brevetti, non sarà a disposizione di altri che implementeranno tecnologie simili senza nulla aver a che fare col tuo brevetto.

    Non vedo come possa definirsi un brevetto un vantaggio per tutti: cos’è, la rilettura della Storia in chiave mainstream?

    Continuo a non capire, cosa pretendi? Che anche gli altri regalino il loro software?”

    Pretendo? Cioè non posso esprimere un dubbio poiché evidentemente ho un interesse nel pormi in quella situazione?
    Puoi segnalarmi il passaggio in cui pretendo, perché m’è davvero sfuggito e dev’esserci un equivoco.

    Per come hai parlato sembra quasi che le altre aziende sviluppino su Mac per qualche losco motivo, in realtà lo fanno solo perché gli conviene farlo non capisco cosa ci sia di sbagliato.”

    E dove avrei sostenuto che c’è un losco motivo, di grazia?

    In ultimo, mi sembra di capire che secondo te l’Apple ha sfruttato il lavoro fatto sul BSD, e che questo comportamento sia “moralmente” deprecabile, io invece non credo che lo sia per nulla, non mi risulta che la apple violi in qualche modo la “licenza del BSD”, so per certo che ogni modifica apportata dall’Apple sul codice aperto venga regolarmente acquisita a tutta la comunità.”

    BSD è stato chiamato in causa per rispondere a chi sostiene che Apple lavora da 20 anni al suo sistema operativo.
    Fosse così BSD, Darwin e tutte le applicazioni che affollano la versione Server non avrebbero motivo di esser presenti sui siti di proprietà dell’azienda, ed invece, guarda un po’, son lì.
    Giusto per rimettere i puntini sulle i, mica per aprir un fronte contro Apple e la comunità BSD, che è pur libera di regalare righe di codice a chi le pare.

    Riccardo: sul sw libero aspetto un tuo commento più articolato, non avrebbe senso discutere d’un campo tanto vasto senza conoscere l’oggetto del contendere.

    Per quanto riguarda Apple e MS mi sbilancio a dire che non vedo alcuna differenza sulla diffusione dei formati: quelli di iWork non sono liberi, non sono compatibili ed iWork stesso non ha alcun supporto per formati liberi.
    Evidentemente in quel di Cupertino dev’essere sfuggito il passaggio del Think Different in cui si spiega cos’è Different e cosa non lo è.

    • Xanderoby:

      Per quanto riguarda Apple e MS mi sbilancio a dire che non vedo alcuna differenza sulla diffusione dei formati: quelli di iWork non sono liberi, non sono compatibili ed iWork stesso non ha alcun supporto per formati liberi.

      Fammi capire, stai paragonando iWork a Microsoft Office in quanto a diffusione? I formati di iWork Apple non li “impone” a nessuno. Se guardiamo alla penetrazione delle suite ‘da ufficio’, la percentuale di iWork rispetto a Microsoft Office e forse persino a OpenOffice, è ridicola. Sotto questo aspetto, che i programmi di iWork salvino i file con formati proprietari non ha una grande rilevanza. Certo non è un problema sentito fra utenti Apple, in quanto il mio documento in formato .pages potrà essere passato senza problemi a un altro utente Mac. Però dobbiamo anche chiarirci di quali formati liberi stiamo parlando, perché Pages, per esempio, esporta in PDF, Word, RTF e testo puro. Lasciamo un momento da parte le questioni ideologiche e scendiamo nel pragmatico: scrivo un documento in Pages e lo mando a una serie di destinatari dei quali non conosco la piattaforma e le applicazioni che usano, quindi per sicurezza lo mando in formato .pages, PDF, Word, RTF e TXT. Quanti non riusciranno a leggerlo?

      Su BSD il discorso non è così semplice come lo metti giù tu. Cercherò di spiegare meglio la mia posizione nel prossimo post, però mi sembra molto riduttivo pensare che Apple non abbia sviluppato nulla di originale e che sia stata “salvata” da BSD (o che abbia ‘rubato’ da BSD in un momento di disperazione). Mac OS X non è solo BSD con un bel rivestimento grafico…

      Riccardo

  12. Xanderoby says

    Ops, forse la moderazione dei commenti tira brutti scherzi.
    Ad esempio Edoardo ha risposto ad un mio commento per Paolo e quando gli ho risposto non era presente.

    Edoardo: “vorrei solo farti notare che esistono anche i pensieri delle persone libere, senza bisogno di catalogarle da una parte o dall’altra.

    Chissà come mai i sedicenti difensori della libertà sono spesso quelli che alzano più muri e più spesso ponitificano e danno giudizi lapidari sulle persone, sulle aziende, sulla società…”

    Un esempio vale più di mille parole.. ;)

    Se Paolo mi risponde da azionista (che è pur legittimo, ci mancherebbe) mi domando se lo sia davvero oppure no perché nella mia limitatezza di pensiero non comprendo come un cliente possa trasformarsi in azionista se non addirittura avvocato di un fornitore, senza un legittimo interesse.
    Che poi è, né più né meno, quello che mi vien rinfacciato da Antonio.

    Siamo clienti, il nostro ruolo non dovrebbe essere quello di critica (costruttiva, ove possibile) all’azienda in casi negativi e di premio (attraverso l’acquisto) in casi positivi?

    Per fare marketing (anche quello più bieco) ci si fa pagare, farlo gratis non sarà un po’ troppo? :)

  13. Xanderoby says

    Riccardo: se lasciamo fuori le questioni ideologiche allora non c’è bisogno neanche di .doc, basta che un elaboratore di testi salvi direttamente in PDF e abbiam tutta la compatibilità che vogliamo.

    Ma visto che parliamo anche di questioni ideologiche (magari anche no: se non ho OpenOffice come li apro gli Open Document?) direi che la cosa è interessante: quanto costa ad Apple implementare gli RTF (che non conoscono più neanche le tipografie) rispetto ad un formato aperto e pure standard?

    Su BSD non c’è molto da discutere: Apple ha avuto i suoi buoni motivi per sceglierlo al posto di acquisire BeOS o sviluppar su kernel Linux.
    Poi che Mac os non sia solo BSD è facile capirlo lanciando un qualsiasi cd live di una distro BSD, ma l’esempio (tra l’altro richiamato anche da Groklaw) è usato solo per ribadire che diverse problematiche dei precedenti Mac os son state risolte grazie all’uso di tecnologia OpenSource (quello tanto bistrattato finora, senza neanche chiamar in causa il FLOSS).
    Però se vuoi approfondire lieto di leggerti. :)

  14. Forse sfugge che Apple, nell’usare codice FreeBsd, ha rispettato la licenza d’uso del software suddetto. I frutti del lavoro di Apple a partire *anche* dal codice Bsd sono disponibili come open source, gratuitamente, a disposizione di chiunque.

    Psystar ha violato la licenza d’uso di Mac OS X e neanche ha reso disponibile alla comunità il frutto del proprio lavoro, bensì ha cercato di fare soldi sfruttando indebitamente il lavoro compiuto da Apple.

    Il software chiuso sarà una merda, ma i ladri sono peggio.

  15. Antonio says

    Xander: “La tecnologia che brevetti è a disposizione dei tuoi clienti”, falso, la tecnologia che brevetto è consultabile da tutti e utilizzabile da tutti, per implementarla però devi pagarmi una quota. Se io brevetto un frullatore, qualsiasi azienda può usare il mio brevetto, deve solo pagarmi una quota.

    Puoi segnalarmi il passaggio in cui pretendo, perché m’è davvero sfuggito e dev’esserci un equivoco.”
    Non essere troppo polemico, ti ho fatto una domanda ( a cui non hai risposto), al posto di pretendere potrei dire volere, desiderare, auspicare, ma il concetto non cambia, voglio solo capire quale modello proponi.

    E dove avrei sostenuto che c’è un losco motivo, di grazia?”
    Anche qui, non essere troppo polemico. Io non ho detto che tu hai parlato di “loschi motivi”, ho detto “sembra”.

    Sul BSD mi sono già spiegato e concordo con Lucio, l’Apple ha rispettato la legge e anche la licenza del software, e i frutti del lavoro di Apple su quel codice sono a disposizione di tutti gratuitamente.

  16. Xanderoby says

    Lucio: forse leggere i commenti può aiutare, se non altro a ribadire l’ovvio su BSD. ;)
    D’altra parte che il sw closed sia una m…a è idea di Groklaw, ancor prima del sottoscritto.

    Antonio: Quindi, in quanto paganti, sono tuoi clienti.
    Gira e rigira siam sempre lì, altro che falso.

    Polemico io? Mi metti in bocca parole che non ho scritto, limitati a contestare quello che c’è scritto.
    Per rispondere: non ho parlato di regalare sw, ma pare un pelo distante dalla realtà che Apple voglia essere alternativa differente a MS.
    Delle due l’una, ma più che un problema di Apple e del suo tipo di comunicazione (Lei ci prova..) il problema è di chi abbocca.

    Appunto, i “loschi motivi” ce li hai messi tu, mentre io concordo con quanto hai scritto poco dopo: interessi chiari e limpidi alla luce del sole.

    Su BSD stiamo a discutere del nulla, e semmai dovreste riprendere chi parla di un s.o. sviluppato da 20 anni piuttosto che il sottoscritto, ma tant’è.

    • Xanderoby: È probabile che gli altri interlocutori ti ‘mettano le parole in bocca’ perché, francamente, la tua posizione sulla faccenda non pare chiara, o quantomeno non espressa chiaramente. Dai tuoi commenti, i concetti che sono arrivati a me sono:

      Apple non è diversa da Microsoft: aziende che creano software proprietario, che è cattivo, nocivo, ed è una merda.
      Apple non è diversa da Psystar: sempre di ladri stiamo parlando. [Cos’abbia rubato Apple trasgredendo la legge non è dato capire. Il codice messo liberamente a disposizione da FreeBSD?]
      Le battaglie di copyright danneggiano tutti noi (utenti finali).

      e poco altro. Sono tre punti tutti da dimostrare, e spetta farlo a chi li porta nella discussione. Tutti possono manifestare le proprie opinioni, ma corroborarle portando esempi ed esplicitando meglio il proprio pensiero non guasta. In altre parole, per citare il buon Bragagnolo, Chi porta un’affermazione porta gli argomenti. Altrimenti uno spara in dieci secondi cazzate che servono dieci giorni per smontare e il lavoro lo deve fare sempre qualcun altro. :)

      Riccardo

  17. Xanderboy: no non sei polemico, sei semplicemente arrogante, in quanto sotto sotto continui a dare degli imbecilli (“il problema è di chi abbocca”) agli utenti Mac e quando qualcuno ti sottopone un argomento preciso (vedi Lux con BSD) invece di rispondere svicoli.

    Io sì, sono polemico :-)

  18. Bella la citazione di Lucio ;-)

    Ad ogni modo trovo che sia vero che Apple dovrebbe adottare standard aperti per i suoi files ed i suoi connettori … anni fa, ad un beachcamp, ci siamo trovati nella folle situazione di TRE mac, TRE versioni di iWork e TRE connettori l’uno incompatibile con l’altro.

    Tra conversioni, esportazioni, perdita di formattazione & co abbiamo fatto una magra figura con la platea … Apple mi piacerebbe di più se i files della sua suite iWork fossero quelli aperti e poi, malauguratamente, quelli di M$.

    In merito alla vicenda PsyStar è bene che il giudice abbia punito il trasgressore della licenza. Come si è detto se a noi non piace la licenza di Photoshop (per dire) siamo liberi di usare Gimp, al suo posto, e non di “spaccarne” il suo meccanismo di licenza/autenticazione.

  19. Xanderoby says

    Edoardo: si può essere clienti Apple senza necessariamente essere dei boccaloni.
    Non c’è nessuna crociata contro gli utenti Apple.
    A lux (lucio?) non vedo cosa dovrei rispondere, visto che non trovo argomenti contrastanti tra me e lui che non siano già stati spiegati.

    Riccardo:

    - Apple non è diversa da MS perché utilizza gli stessi metodi ed approcci, però giocandosi la carta dell’alternativa, carta che recentemente prova a giocarsi anche MS nel dialogo con qualche fervente opensorciaro poco incline alle letture storiche;
    — Apple e Psystar non sono simili, si comportano in maniera diversa nei loro furti: Psystar è un ladro più o meno conclamato di codice altrui, Apple è un “ladro” nella misura in cui impone dazi per usar tecnologie e/o ne rallenta lo sviluppo di altre per interessi privati, “ruba il futuro”. Sono su due piani decisamente diversi;
    — Il copyright è un furto per tutti, utenti finali ed aziende stesse. Rispondesse alle logiche d’eccezionalità e con tempistiche assai diverse per cui è nato sarebbe un altro discorso, ma com’è ora è più un freno allo sviluppo che non un acceleratore.
    Fa solo il gioco di chi ha una posizione dominante e vuole mantenerla, è contrario al mercato ed alla concorrenza, checché se ne dica.

    Argomenti su cui riflettere, od anche cazzate che servono dieci giorni per smontare e il lavoro lo deve fare sempre qualcun altro :
    — differenze Apple-MS col mondo Open e FLOSS, formati, pratiche nel proprio interesse a discapito del cliente?
    — differenze Apple-qualsiasi altra azienda copyright-addicted nel tutelare il suo interesse a dispetto dell’interesse generale?
    — casi in cui il copyright odierno ha rappresentato un incentivo allo sviluppo e l’innovazione, anche solo nel campo informatico?

    :)

    • Xanderoby: “Apple non è diversa da MS perché utilizza gli stessi metodi ed approcci”.

      Apple è un’azienda che produce innanzi tutto hardware, ed è l’unico costruttore di computer a trovarsi nella posizione di produrre (e bene) il software che serve a utilizzare le sue macchine. Microsoft è un’azienda che produce software, e che è arrivata a neutralizzare quasi ogni tipo di concorrenza comprandola, fagocitando aziende e tecnologie per impossessarsene e imporsi come unica alternativa possibile. Solo ultimamente, e a colpi di cause legali, multe miliardarie e a concorrenti del calibro di Google (che se vogliamo somiglia più a Microsoft di quanto Apple possa mai somigliare a Microsoft) le cose stanno cambiando. Ma per molto tempo, se andavi ad acquistare un PC, eri praticamente costretto a sorbirti Windows. E parlo della maggioranza della gente, che non sa o non può mettersi a formattare tutto e a installare Fedora o Ubuntu o quel che l’è. Se da una parte è logico che, acquistando un computer Apple, io mi ritrovi preinstallato un sistema operativo e del software scritto da Apple, dall’altra non è normale, non è mai stato normale, che su qualsiasi PC di altri costruttori hardware (Dell, Sony, Acer, Lenovo, HP, Toshiba…) vi fosse software Microsoft, che per un certo periodo veniva praticamente imposto ai rivenditori. Le manovre che questa azienda ha fatto per arrivare dove si trova ora, sin dai tempi di MS-DOS, sono famigerate.

      Almeno sotto questo aspetto — che non mi pare di secondo piano — non vedo alcuna analogia di metodi e approcci fra Apple e Microsoft.

  20. Paolo says

    Xanderboy tu ce l’hai con il copyright.…

    Ma non prendertela con Apple che secondo te è uguale a Ms.
    Per esempio Greenpeace se l’è presa con Apple tempo fa dicendo che dietro la sua immagine di azienda differente e innovatrice si nasconde la solita azienda affarista mondo-inquinante.

    Sai da allora cosa ha fatto Apple? Sta facendo uscire i prodotti meno inquinanti del pianeta, utilizzando meno plastica, solo materiali riciclabili, minore dimensioni del package dei prodotti, ad oggi tutti i suoi computer rispettano le ultime specifiche ambientali energystar e Epeat Gold ( una certificazione che riguarda tutto il ciclo del prodotto: dalla produzione, all’uso del cliente, al riciclo dopo la sua morte ), il mac mini ha il consumo più basso di watt per un computer desktop quando inattivo ( non intendo da spento, ovviamente… ), “Mac Os X rallenta il processore tra la pressione di un tasto all’altra, risparmiando milliwatt preziosi” recita il sito Apple.…

    No, io Apple non la vedo uguale alla MS o a qualsiasi altra azienda… mi sembra di vedere una certa coscienza nel modo di fare di Apple ( nei suoi prodotti, nella loro produzione, nell’imballaggio.… etc etc ) che non vedo in nessun altra azienda.

    tu dici:
    differenze Apple-qualsiasi altra azienda copyright-addicted nel tutelare il suo interesse a dispetto dell’interesse generale?

    La differenza che Apple tutela il suo interesse senza sbattersene della qualità dei prodotti, senza sbattersene del cliente, senza sbattersene del ciclo biologico del Pianeta Terra.

    questo è un esempio “ecologico”…
    se ti sembra poco, posso dirti che a livello di tecnologia e innovazione quando Apple prende dalla comunità opensource Apple ridà ( migliorato ) alla comunità opensource… abbiamo Darwin, WebKit…

    Cups il progetto opensource per il sistema di stampa per ambienti Unix-like è stato acquistato da Apple nel 2007, ora Apple è la principale sviluppatrice del progetto, condivide sempre il codice con la comunità opensource, e ne determina le sorti (potrebbe, ne ha il diritto) …
    All’acquisto di Cups c’erano i soliti denigratori contro Apple… bhè siamo nel 2010, avete sentito alcuna lamentela da parte del mondo opensource sulla gestione di Cups da parte di Apple????? io nemmeno una, se non fosse uscita la notizia dell’acquisto, nemmeno sapremmo che Cups è di Apple visto come è trasparente ed eticamente onesto il comportamento di un’azienda come Apple nei confronti della comunità unix.

    Basta Xanderboy, vai in chiesa, fatti una doccia con l’acquasantiera, confessati e recita 20 Apple Maria.…

  21. Xanderoby,
    se io prendessi una tua frase e la modificassi senza il tuo permesso per farti dire una cosa diversa dall’originale, ti arrabbieresti.

    Se Psystar prendesse Mac OS X e lo modificasse senza il permesso di Apple, per fargli fare una cosa diversa dall’originale, Apple si arrabbierebbe.

    Ti consiglio di restringere la discussione, invece che allargarla all’infinito. Le tue argomentazioni sono sempre più stirate, fino a perdere qualsiasi spessore. :-)

  22. Xanderoby says

    Paolo: ci sono volute un paio di campagne dure e dirette di Greenpeace per togliere il finto ecologismo ad Apple e farla impegnare di più, e quanti insulti ha dovuto subire GP da parte degli Apple-addicted per aver osato mettere in discussione le fregnacce veicolate dall’azienda sul suo impegno verde.

    Se oggi abbiamo dei Mac più verdi è grazie a GP: senza lei Apple avrebbe continuato col suo andazzo, vendendo different un tot al chilo ma impegnandosi poco e niente.

    Giusto per quanto riguarda la produzione: Apple è stata più volte al centro dell’attenzione per le condizioni di lavoro vigenti presso i suoi fornitori in Cina.

    Ancora una volta, senza le rimostranze di terzi (e conseguenti cali d’immagine..) Apple non muove un dito, finge di non vedere e tira avanti, tranne poi, messa alle corde, doversi redimere.

    Sì, tendenzialmente Apple dona codice dopo averlo preso.
    Parlando di WebKit è noto come, quando ancora il progetto era KHTML (KDE), Apple “donò” il codice in maniera inutilizzabile.

    Anche qui, solita rimostranza dei diretti interessati, rimessa in carreggiata dell’azienda.

    Citando il buon lucio: forse sfugge che Cups è GPL.
    Apple non fa un favore a rendere il codice, s’attiene alla licenza.
    E se è intervenuta acquisendolo è per suo interesse (appunto, la gestione della stampa su Mac os), mica per salvare un progetto opensource per pietas.

    Potrei ricordare inoltre le numerose beghe nella gestione di iPod ed affini con sw diversi da iTunes poiché Apple non lo rilascia se non per Windows?

    Apple è un’azienda così: va gambizzata, una volta a terra scende a compromessi. Non esattamente il profilo dell’azienda responsabile, che dovrebbe evitar da sé certe sconcezze senza dover ogni volta esser ripresa da altri.

    lucio: grazie del consiglio.
    Attendo tue nuove sui formati aperti gestiti da sw Apple, sulla collaborazione col mondo Open nell’interesse degli utenti (iTunes, ad esempio), ed altre banalità di cui ciancio con altri.
    Sempre che non sia troppo disturbo. ;)

    • Xanderoby: Lasciamo perdere Greenpeace, vuoi? Prima delle sue campagne, i prodotti di Apple non erano né più verdi né meno verdi di altri costruttori di computer. Ma ovviamente prendere di mira Apple era un bersaglio molto comodo, perché Apple porta con sé inevitabilmente una certa cassa di risonanza che, ehm, LG o Acer (per dire) si sognano. Le campagne di Greenpeace sono servite anche e soprattutto ad attrarre attenzione verso Greenpeace, e se permetti ho i miei dubbi che i moventi di Greenpeace siano stati altruistici al 100%.

      Adesso i prodotti Apple sono persino più verdi di molte altre aziende, le quali (HP, per esempio) continuano a raccontare fregnacce nei loro rapporti, che suonano come “Ci impegneremo, faremo, ecc.” ma continuano a produrre hardware con materiali tossici che Apple ha già eliminato.

      Apple è un’azienda così: va gambizzata, una volta a terra scende a compromessi. Non esattamente il profilo dell’azienda responsabile, che dovrebbe evitar da sé certe sconcezze senza dover ogni volta esser ripresa da altri.

      Il bello è che dai tuoi discorsi sembrerebbe che tutte le altre aziende produttrici di computer siano sane e responsabili. Come se i fornitori cinesi non rifornissero altre aziende. Come se HP (sì, ce l’ho su con HP se non si è capito) non commettesse “certe sconcezze”. Solo che interessano a poca gente. Certo, HP, Lenovo, Asus, Sony, ecc., non hanno mai fatto campagne “Think Different” che si possano, a distanza di quasi 12 anni, decontestualizzare e ritorcere contro l’azienda.

      Non sto difendendo Apple in maniera acritica. So bene che non è un’azienda esente da difetti. Ne ho studiato la storia per tanto tempo e so che ha commesso degli errori. Ma cerchiamo di relativizzare le cose e guardare l’industria a cui Apple appartiene nel suo insieme. Guardiamo anche alle pratiche delle aziende concorrenti e cerchiamo, onestamente, di evitare di puntare il dito sempre nella stessa direzione.

      Apple non fa un favore a rendere il codice, s’attiene alla licenza.

      Un concetto totalmente estraneo a Psystar, per rientrare in topic.

      E se è intervenuta acquisendolo è per suo interesse (appunto, la gestione della stampa su Mac os), mica per salvare un progetto opensource per pietas.

      E allora? Personalmente, se devo scegliere, preferisco che un progetto open source venga acquisito, e ne venga garantita la continuità, piuttosto che vederlo abbandonato. Certe critiche che i sostenitori più integralisti dell’open source avanzano alle aziende che rappresentano il software proprietario, alla fine, si riducono a sostenere che tali aziende dovrebbero comportarsi in maniera conforme alla filosofia del software libero e fare sostanzialmente beneficenza. Non funziona così.

      Mi sembra di continuare a ‘battere un cavallo morto’, come dicono gli inglesi, ma Apple è un’azienda che produce innanzitutto hardware. E suo interesse precipuo è scrivere software che faccia funzionare quell’hardware al meglio. È logico (notare bene: ho scritto ‘logico’, non ‘giusto’ o ‘sbagliato’) che essendo software realizzato in casa e ottimizzato per determinati prodotti, tale software sia proprietario e protetto da licenze e copyright. Che in quel software esistano porzioni di altro software sviluppato liberamente non cambia i termini della questione: Apple ha incorporato certe parti open source rispettando le licenze relative e senza effettuare violazioni. Psystar no. La filosofia di Psystar — se ne ha una — sembra essere che Apple abbia quasi un obbligo morale a permettere la diffusione indiscriminata di Mac OS X estendendola a macchine non-Apple, perché si trova nella posizione ‘monopolistica’ di avere software Apple su tutti i computer… Apple. È pretendere che un’impresa che produce software proprietario si comporti come se producesse software libero.

      Io sono assolutamente d’accordo con Groklaw:

      O il messaggio di questa causa legale non è forse questo, ovvero che quel che volete davvero con il vostro codice favoloso sia la libertà per quel codice? Se la vostra risposta è Sì, voglio la libertà di fare quel che voglio con il codice sul mio computer, allora perché usare codice proprietario? Chi produce codice proprietario è felicissimo di vendervi il codice migliore al mondo, se lo realizza. Ma non vi venderà mai la libertà di utilizzarlo come vi pare e piace. Non è il settore commerciale di cui fa parte. Non è il business di quel produttore.

  23. Paolo says

    Mi soffermo su una cosa:

    Giusto per quanto riguarda la produzione: Apple è stata più volte al centro dell’attenzione per le condizioni di lavoro vigenti presso i suoi fornitori in Cina.”

    In Cina tutte le fabbriche hanno condizioni di lavoro pessime, mica solo i fornitori di Apple!
    Anche in un azienda cinese di mollette per il bucato probabilmente è presente lo sfruttamento.
    E che colpa ha Apple in tutto questo?

    Secondo il tuo ragionamento Xander se compri quaòsiasi cosa che abbia sopra la dicitura “Made in China” sei colpevole… Apple compra da fornitori hardware cinesi ed è colpevole dello sfruttamento, tu compri un paio di sandali made in china e sei colpevole dello sfruttamento.…

    quanti bambini hai sfruttato xander.… quanti!!!!!! vergognati!!!!!!!!

  24. Xanderoby says

    Riccardo: lasciamo pure fuori GP, d’altronde non l’ho tirata in ballo io.

    Tuttavia il “così fan tutti” continua a suonarmi stomachevole: Apple è un’azienda che ha fatto della sua immagine cassa, più ancora di tante altre.
    Certo, ne è stata capace, e non è cosa da tutti.
    Ma proprio per questo, proprio perché ha una capacità decisamente maggiore di altri nel comunicare, Apple non dovrebbe farsi trovare ogni volta con le mani nella marmellata, visto che dopo riesce ad adeguarsi a quegli standard senza mettere in bancarotta l’azienda.

    Essere un’azienda responsabile significa anche vedere da sé i problemi, anticipare le critiche e non lasciar scoperto il fianco.
    Apple questo non l’ha fatto troppe volte.
    Acer è peggio? Echissenefrega, Acer è m…a.
    Apple vuol forse competere con Acer, Hp e via dicendo?
    Non mi pare.

    I prodotti Apple costano un 20% più degli altri: offrono diverse differenze a livello di prodotto, ma offrirne qualcuna in più a livello d’immagine aziendale non potrà che far bene al Brand ed all’azienda stessa.

    Sull’Open: sarebbe stato un pelo imbarazzante per Apple chiamar in causa qualcuno che non rispetta le sue licenze se lei non lo facesse con quelle altrui, ma lasciamo perdere.
    Quello che volevo sottolineare riguardo Cups in risposta a Paolo è che Apple è tenuta a farlo, e se lo fa è per suo interesse.
    Dobbiamo rendere grazie ad Apple?
    Non più di quanto Apple deve rendere grazie a Cups.
    E va anche bene così: il sw libero che funziona maggiormente è quello che, alla fine, viene integrato all’interno delle aziende, influenzandone, volente e nolente, gli approcci.

    Sul copyright ed i settori commerciali di Apple vorrei ricordare che un cliente iPod è un cliente iPod (e quindi iTunes, con tutto quello che questo concerne) a prescindere dal s.o.. Apple, con questa sua pratica, amputa una parte dei suoi clienti o li obbliga ad usare altro.
    Alla fine, qual è lo scopo di non aver un iTunes compatibile con altri s.o.?
    È quello di mantenere vivo l’interesse per altri settori commerciali, od è semplicemente l’atto di forza di un monopolista?

    Su Psystar non ho molto da obiettare. :)

    Paolo: mi perdonerai se non trovo interessante rispondere ad attacchi personali.
    Ti consiglierei una riflessione sulla sovrapposizione tutta personale Paolo=Apple, ma potrebbe esser interpretato come un attacco alla tua persona quindi eviterò. :)

    • Xanderoby:

      Sul copyright ed i settori commerciali di Apple vorrei ricordare che un cliente iPod è un cliente iPod (e quindi iTunes, con tutto quello che questo concerne) a prescindere dal s.o.. Apple, con questa sua pratica, amputa una parte dei suoi clienti o li obbliga ad usare altro.
      Alla fine, qual è lo scopo di non aver un iTunes compatibile con altri s.o.?
      È quello di mantenere vivo l’interesse per altri settori commerciali, od è semplicemente l’atto di forza di un monopolista?

      Rispondo innanzi tutto riportando uno stralcio di un commento che scrissi circa un anno fa:
      […] Però a me spesso piace essere pragmatico, e cerco di usare il buonsenso. Questa storia del ‘controllo’ di Apple, malvagia azienda che sta segretamente portando avanti il suo piano di conquista del mondo, mi ha un po’ stancato. Come mi ha stancato il discorso che con iPhone, iPod e qualsivoglia prodotto di una piattaforma ‘chiusa’, l’utente non sia libero.

      Che gli iPod e gli iPhone non supportino formati liberi sarà anche scandaloso da un punto di vista filosofico, ma nei fatti non mi impediscono di ascoltare tutta la musica che voglio. La musica comprata online e la musica comprata nei negozi. […]

      E siamo sempre lì, a guardare al software proprietario con i criteri del software libero. iPod (e iPhone) sono prodotti Apple. Il loro software di gestione è iTunes. I formati che gestiscono (e non gestiscono) sono noti. iTunes+iPod sono in un certo senso il software e l’hardware di uno stesso dispositivo. Un cliente iPod è cliente di un sistema fatto in un certo modo, e sa a cosa va incontro. Per la stragrande maggioranza degli utenti, che vogliono semplicemente passare su un lettore musicale portatile la musica che hanno comprato (in un negozio o nell’iTunes Store), questo sistema va benissimo. Per esperienza, le uniche persone che hanno periodicamente da ridire su questo sono gli utenti ‘non-medi’, i più tecnici.

      Il discorso della libertà di scelta è, a mio avviso, più teorico che pratico. iTunes e iPod non riproducono formati liberi come Ogg Vorbis o Theora. All’atto pratico, questo è un limite che mi impedisce di fruire della musica che possiedo o compro? No, è un limite se voglio ostinarmi per una questione di principio a volere un lettore portatile che riproduca la musica in quei formati specifici. A quel punto che senso ha diventare un cliente Apple? Al tempo stesso non mi si venga a dire che io non sono libero perché preferisco utilizzare una piattaforma ‘chiusa’. Se l’ho scelta, ho fatto appunto una scelta consapevole.

      Strumenti alternativi a iTunes per gestire un iPod ne esistono. Sotto Linux mi pare che vi sia almeno una mezza dozzina di applicazioni di gestione in stile iTunes (quindi, paradossalmente, più opzioni rispetto alla stessa piattaforma Mac). Uno strumento open source e multipiattaforma (Windows, Linux, Mac) in continua evoluzione è Songbird, per esempio. Sotto Mac vi è poi un programma, Senuti, che serve a fare quel che teoricamente ‘non si potrebbe’, cioè copiare musica dall’iPod al Mac. L’atto di forza di un monopolista — come dici tu — sarebbe impedire qualsiasi tipo di gestione di iPod ad applicazioni che non siano iTunes. Per la piattaforma Mac esistono dei programmi che permettono di gestire i formati liberi — sia audio che video — che Apple non supporta direttamente. Quando vado a scaricarmi della musica (liberamente scaricabile), e magari è in formato FLAC, nessun problema. Apro Max e converto in AAC, MP3, AIFF… a piacimento. Non avverto limitazioni di sorta. I programmi creati da terze parti per una piattaforma servono proprio, fra le altre cose, a sopperire a mancanze del sistema operativo.

      Non dimentichiamoci infine che il monopolio di Apple nell’ambito della musica online non è una cosa che è piovuta dall’alto, ma una posizione decretata dagli utenti stessi: da chi ha comprato iPod e da chi ha acquistato nell’iTunes Store dal 2003 in avanti. È la risposta delle persone, che hanno stabilito il successo di una formula ben congegnata. Questa parte di clienti ‘amputata’ da Apple, queste persone ‘obbligate a usare altro’, fuori da un discorso teorico, io le vorrei vedere e sapere esattamente quali sono i loro problemi.

  25. Xanderoby says

    Non dimentichiamoci infine che il monopolio di Apple nell’ambito della musica online non è una cosa che è piovuta dall’alto, ma una posizione decretata dagli utenti stessi: da chi ha comprato iPod e da chi ha acquistato nell’iTunes Store dal 2003 in avanti. È la risposta delle persone, che hanno stabilito il successo di una formula ben congegnata. Questa parte di clienti ‘amputata’ da Apple, queste persone ‘obbligate a usare altro’, fuori da un discorso teorico, io le vorrei vedere e sapere esattamente quali sono i loro problemi.

    Apple si conquista il mercato lettori musicali dal 2003, l’anno in cui iTunes diventa disponibile per Windows?
    Considera gente che, avendo iPod, è passata da Windows a Linux.
    La mancanza di iTunes per la gestione dell’iPod può diventare un problema?
    È un problema per Apple rilasciare sw per i suoi clienti?
    Le alternative, quand’anche funzionanti, non sono certo tali grazie ad Apple, anzi.
    Secondo questo discorso dunque il monopolio di MS non rappresenta un problema nel mondo informatico perché ci sono le alternative?
    Mi sembra di non esser il solo ad avventurarsi in discorsi filosofici/teorici.. ;)

    • Xanderoby: No, ho detto “da chi ha comprato iPod e da chi ha acquistato nell’iTunes Store dal 2003 in avanti” sottintendendo “da che esiste iPod e da che esiste lo iTunes Store”.

      Considera gente che, avendo iPod, è passata da Windows a Linux.
      La mancanza di iTunes per la gestione dell’iPod può diventare un problema?

      Non lo so. Come ho già detto esistono svariati programmi sotto Linux per la gestione di iPod, non ne conosco la bontà — chiederò a Mark Pilgrim. Francamente non so perché Apple non abbia mai sviluppato una versione Linux di iTunes. Troppe varianti da supportare a fronte di un numero limitato di utenti? Boh. Riguardo ai monopoli, sono un po’ stanco di spiegare le differenze fra Apple e Microsoft, molte delle quali a me sembrano davvero palesi. Se non le si vuole vedere, amen, non è che io perda il sonno per questo.

      Chiudo riportando un commento apparso in calce all’articolo di Macworld USA sull’argomento:
      Pare che molta gente pensi che se solo Apple aprisse la sua piattaforma, tutti sarebbero felici. In realtà, se Apple lo facesse davvero, tutti gli inconvenienti derivanti dal dover supportare una gamma più estesa (e solitamente di qualità peggiore) di hardware non solo farebbero aumentare il costo dei Mac, ma anche il costo di Mac OS. Windows è un ottimo esempio dei salti mortali che un’azienda deve fare per supportare qualunque costruttore di hardware. Vogliamo davvero che l’esperienza d’uso Mac sia più simile a Windows, con tutti i problemi annessi, di driver, incompatibilità e altre difficoltà?

      Io alla fine dico questo: se non piacciono i metodi di Apple c’è un sistema molto efficace — e onesto — per dimostrarlo: non acquistare i suoi prodotti. Specie se si proviene dalla scuola di pensiero secondo cui il software libero è il meglio e il software proprietario una merda. Invece ho spesso l’impressione che molte persone (presenti esclusi, Psystar inclusa) vogliano l’uovo e la gallina…

      Riccardo

  26. Xanderoby says

    Riccardo: Ed io non voglio fartelo perdere. ;)

    Personalmente non credo che Apple dovrebbero aprire Mac os ad altro hw, semplicemente perché non è proprio quello il suo mestiere.
    D’altra parte, tuttavia, basterebbe poco per arruffianarsi simpatie Open, se non ancora Free, ma l’azienda da quell’orecchio non sente, e non è certo colpa di chi a quell’orecchio parla.

    Io provengo dal sw libero e son anche un cliente Apple (per necessità): comprendo bene i limiti di mercato che l’azienda s’è ritagliata, ma il non supportare sw libero come gli OpenDocument non è un vaneggiamento da talebano informatico, è un limite che l’azienda si autoimpone.

    Che le valga almeno qualcosa in termini pecuniari, perché dal punto di vista dell’immagine è un dispetto che fa a sé stessa più che al FLOSS.

  27. il non supportare sw libero come gli OpenDocument […] è un limite che l’azienda si autoimpone.”

    E TextEdit non esiste.

  28. Xanderoby says

    Eh già, perché TextEdit è l’elaboratore di testi per antonomasia sui Mac..

    Invece per tutto il resto degli OpenDocument (.odp, .odg, .ods, .odb)?
    Li apriamo sempre con TextEdit o dobbiam riesumare qualche altra vecchia gloria?

  29. Le ultime quattrocento pagine di libri che ho scritto sono nate su TextEdit e sono state passate all’editore proprio in formato .odt.

  30. Xanderoby says

    Perfetto, a maggior ragione non c’è motivo perché Apple non integri gli .odt in Pages.

    Per quanto riguarda gli altri OpenDocument hai qualche suggerimento?

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