Leopard: diario di bordo (28)

Mele e appunti

Aggiornamento Mac OS X 10.5.2 e prime impressioni

110 giorni dopo il lancio di Leopard, eccoci al secondo aggiornamento. Si vociferava che fosse un update sostanzioso, addirittura sopra i 300 MB, e così è stato. L’aggiornamento Combo, scaricabile dal sito Apple, pesa 343 MB, anche se molti avranno riscontrato dimensioni minori nella finestra di Aggiornamento Software. Questo perché i cosiddetti Delta update installano solo le porzioni del codice di sistema che vengono modificate da una singola versione di Mac OS X all’altra (in questo caso, dalla 10.5.1 alla 10.5.2), mentre i Combo update sono cumulativi e installano tutto quel che vi è di nuovo o diverso dalla versione 10.5.0 in avanti. Aggiornamento Software ieri notte mi diceva che per il mio Mac l’update 10.5.2 è di soli 180 MB. Probabilmente mi sono messo a scaricarlo in un momento di grande traffico, perché ci sono voluti più di 30 minuti per ottenere i 180 MB. Anche l’installazione dell’aggiornamento non è stato un processo molto veloce, ma è andato in porto senza problemi e il PowerBook si è riavviato due volte (procedura che pare essere la prassi con gli ultimi update).

Ad avvio ultimato, ho rilanciato Aggiornamento Software, ed ecco un altro pezzo di software, Aggiornamento del sistema grafico di Leopard (48,6 MB sul mio PowerBook) visibile solo se si è già installata la versione 10.5.2 di Mac OS X. Apple non ha ancora fornito una documentazione dettagliata su questo aggiornamento, ma pare che vada a ottimizzare le prestazioni grafiche sotto Leopard. Scaricato, installato, riavviato.

– Con questo aggiornamento Apple ha dimostrato di non essere del tutto sorda alle lamentele degli utenti. Il cambiamento più evidente è nella funzionalità degli Stack (o Pile, come vengono chiamati in italiano): la vista a elenco degli elementi contenuti in una cartella posta nel Dock è ritornata, e va ad aggiungersi alle altre opzioni vista degli Stack.

nuove viste stack.png

Adesso ogni cartella trascinata nel Dock può essere vista come Cartella o come Stack (Pila). Come Cartella, avremo un comportamento identico a Tiger: se si personalizza l’icona della cartella, essa rimarrà tale nel Dock e non cambierà con l’aggiunta di nuovi elementi al suo interno. Come Pila, continuerà a comportarsi come ha sempre fatto in Leopard (icone dei contenuti che si sovrappongono). Il bello è che ora ogni cartella aggiunta al Dock può beneficiare di tutte le viste, che sia essa una cartella o uno stack, pertanto è possibile avere degli stack con vista a elenco e delle cartelle con vista a ventaglio, per fare un esempio. Lasciando Automatico selezionato in “Visualizza elementi come”, Mac OS X sceglierà la vista più opportuna a seconda del numero di elementi contenuti nella cartella. Se sono pochi, vista a ventaglio; se sono relativamente numerosi (diciamo più di una dozzina e meno di un centinaio) verranno mostrati con vista a griglia; se sono centinaia (come nella cartella Font), allora Mac OS X opterà per la vista a elenco. Potrei sbagliarmi, ma mi pare proprio che la stessa vista a griglia sia stata ottimizzata: riesce a visualizzare più elementi di prima ed è più scattante nell’aprirsi e chiudersi.

– Altra novità è il menu extra di Time Machine, che al riavvio dopo l’aggiornamento Mac OS X visualizza automaticamente nella barra dei menu, insieme alle altre icone:

menu extra.png

Il nuovo menu extra di Time Machine (il primo a sinistra).

 

Con esso è finalmente possibile: a) avere un feedback visivo quando Time Machine sta lavorando (l’icona si anima, e la freccia e le lancette del piccolo orologio cominciano a girare in senso antiorario), e b) accedere direttamente alle opzioni di Time Machine nonché sapere subito quando è stato effettuato l’ultimo backup:

menu TM.png

Mi aspettavo qualche miglioria nel pannello preferenze di Time Machine, magari qualche opzione più raffinata, ma è rimasto inalterato. Qui credo che l’obiettivo di Apple sia semplificare le cose il più possibile, sfruttando i vincoli “in modo che l’utente abbia l’impressione che ci sia una sola cosa possibile da fare, la cosa giusta, ovviamente” (D. Norman in Psicopatologia degli Oggetti Quotidiani). Time Machine non deve essere complicato da usare, non devono esservi opzioni o funzioni fuorvianti, altrimenti sarebbe come altri programmi di backup, potenti ma poco amichevoli.

– Sempre rimanendo nelle Preferenze di Sistema, sono apparse altre piccole novità. In Scrivania e Salvaschermo > Scrivania ora una nuova casella di spunta rende possibile attivare/disattivare la trasparenza della barra dei menu, altra caratteristica richiesta a gran voce sin dall’introduzione di Leopard. Se si opta per la barra dei menu traslucida, i menu saranno un po’ meno trasparenti, e quindi più leggibili di prima. In Condivisione troviamo una nuova voce, Condivisione DVD o CD, pensata per facilitare la vita ai possessori di MacBook Air, suppongo:

condivisione CD-DVD.png

Peccato invece non sia stata inserita una preferenza nel Dock per sceglierne l’aspetto (2D o 3D) quando lo si colloca in basso.

– Non so se si tratta dell’update a Mac OS X 10.5.2, o se è merito di quel misterioso Aggiornamento del sistema grafico di Leopard, ma almeno sul mio PowerBook sono scomparsi certi artefatti che prima comparivano (e a volte rimanevano a video) quando passavo da uno Spazio all’altro, o da un’applicazione all’altra con Mela-Tab, e ora gli effetti di transizione di Exposé, di Spaces, l’apertura e chiusura degli Stack, il Dock stesso, sono molto più fluidi e non si muovono a scatti o lentamente come prima. Anche Dashboard è più scattante e i vari widget si caricano più rapidamente che in precedenza. Stesso dicasi per Quick Look: mi sembra più reattivo, specie quando passo in rassegna più file. La ricezione AirPort è più stabile. I miglioramenti non si fermano certo qui: la lista è lunga, anche se immagino non sarà sufficiente per qualche eterno incontentabile. Nei miglioramenti alla voce “Sistema”, si noti ove dice “Il computer ora si spegne se durante l’avvio non viene eseguito [sic] con successo una riparazione disco”. Per chi non lo sapesse, Mac OS X effettua un controllo del disco rigido ogni volta che si avvia il Mac. Pertanto d’ora innanzi, se il Mac si spegne prima di completare l’avvio, significa che qualcosa non va.

The Author

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