Un’identità tutta mia

Mele e appunti

Eccomi finalmente a casa. È stato un viaggio lungo e tortuoso, ma ora credo di aver trovato il luogo giusto. Per diverso tempo ho creduto che nello scrivere online importasse soprattutto ciò che si scriveva, più che il luogo in cui lo si pubblicava. Non fraintendetemi, ciò che si scrive e come lo si scrive sono e rimangono le cose più importanti, ma avere un’identità e una presenza online omogenee e coerenti sono fattori che possono aiutare parecchio. Lo vedo in molti autori che leggo quotidianamente. Quindi, dopo le prime due edizioni di Autoritratto con mele, e la sua fusione in The Quillink Observer nel luglio 2010, entrambe ospitate sulla piattaforma di blogging gratuita WordPress.com, ho deciso di registrare un dominio e di pagare per avere uno spazio Web tutto mio. Per questo devo pubblicamente ringraziare l’amico Grant Hutchinson per la sua assistenza: con tutte le offerte di registrazione dominio + hosting in circolazione, non sapevo da che parte incominciare.

Ed eccomi qui a fare un reboot, dopo tre settimane molto intense in cui ho passato ogni momento non lavorativo a riprogettare, personalizzare e dar forma a questo sito secondo i miei gusti. Ci sono stati momenti di somma frustrazione, in cui ho dovuto procedere per tentativi e impararmi un po’ di CSS e PHP per riuscire a ottenere certe cose esattamente come le volevo, ma direi che ne è valsa la pena.

A questo punto magari alcuni di voi si stanno chiedendo se mi sono lasciato alle spalle The Quillink Observer dopo appena un anno dalla sua inaugurazione solo per un capriccio, semplicemente perché volevo un sito più bello in cui scrivere. Malgrado ritenga che questo sia in effetti un sito più bello di tutti i blog che ho avuto in precedenza; pur ammettendo che sia inebriante poter finalmente personalizzare ogni più piccolo dettaglio di un blog senza essere limitati dalle restrizioni dell’hosting gratuito, nonché avere un indirizzo email tutto personale, e così via, le ragioni principali che mi hanno spinto a prendere questa decisione sono: a) volevo un luogo davvero mio, e b) voglio impegnarmi ancor di più con la mia scrittura e i miei interventi online, scrivendo di più e magari riuscendo anche a ricavarne un piccolo rientro economico.

Per meglio comprendere le mie motivazioni, rimando a un post di Marco Arment dal titolo Own your Identity (Possedere la propria identità). Apparso una settimana fa, è stato per me una fortunata coincidenza, che mi ha dato la spinta sufficiente a non demordere mentre stavo impostando morrick.me. I primi paragrafi sono i più importanti, e Marco centra il punto con la sua solita chiarezza e concisione:

È interessante vedere come una quantità così elevata di materiale pubblicato online si stia agglomerando in un piccolo gruppo di network enormi, chiusi e proprietari dopo essere stato così variegato e distribuito durante il boom dei blog e dei RSS di quasi una decina d’anni fa.

Sotto molti aspetti, si sta meglio adesso: pubblicare online è estremamente più semplice, porta via molto meno tempo, ed è molto più accessibile che mai, e questo ha portato sul Web tutta una serie di contenuti, di voci e di consumatori che non sarebbero emersi altrimenti.

Ma tutti questi network proprietari che vogliono impossessarsi di ciò che pubblicate stanno rovesciando molto del progresso compiuto nel Web in altri ambiti, come per esempio quello della durevolezza e della qualità dell’identità online.

Se la vostra presenza online vi importa davvero, dovete possederla. Io la possiedo, ed è per questo che il mio indirizzo email è sempre stato al mio dominio, non sotto il dominio di un datore di lavoro o di un servizio di webmail.

Cambiamenti collaterali

Negli ultimi anni ho aperto account online e creato blog & tumblelog per qualsiasi idea o progetto mi sembravano buoni in quel dato momento. Ammetto di aver accumulato molti, moltissimi spazi web (gratuiti) che ora sono congelati, abbandonati, trascurati. Per cui, se da un lato può sembrare che con questo sito io ne stia aggiungendo un altro alla probabile lunga lista di luoghi che già seguite, in realtà mi sto disfando una volta per tutte di tanti detriti e zavorra che mi impedivano nei movimenti. Ora potete vedere i progetti attualmente attivi alla pagina dei Progetti.

C’è stato un cambiamento importante negli URL dei miei tumblelog che mi sembra giusto evidenziare, così che possiate aggiornare i vostri bookmark. Se stavate seguendo The Quillink notebook, il supplemento di The Quillink Observer, potrete continuare a farlo, solo che ora si chiama The Quillink annotated ed è diventato il supplemento di questo sito. Per avere maggiore coerenza negli URL, ho cambiato il suo indirizzo da http://quillink.tumblr.com/ a http://morrick.tumblr.com/. Autoritratto con mele e appunti, il supplemento orfano del vecchio blog in italiano, non verrà più aggiornato e i suoi archivi rimangono visibili all’indirizzo http://old-morrick.tumblr.com/.

 

Grazie per la vostra attenzione, e ora potete dirigervi alla Prima Pagina e iniziare a esplorare.

The Author

Writer. Translator. Mac consultant. Enthusiast photographer. • If you like what I write, please consider supporting my writing by purchasing my short stories, Minigrooves or by making a donation. Thank you!

5 Comments

  1. Ottima idea. (Spero kOoLiNuS ti segua nella riunificazione degli spazi)

    Mi chiedo però perché i contenuti di The Quillink annotated non possano essere pubblicati anche loro qui.
    E sulla stessa scia, perché non importare sempre qui i contenuti dei precedenti (tum)blog.

  2. Riccardo Mori says

    Paolo Portaluri: The Quillink annotated mi serve separato perché mi è più comodo per interagire con altri che si trovano sulla piattaforma di Tumblr. 

    System Folder rimane separato perché per sua natura è un progetto a sé stante. (Tutt’al più, se le cose vanno bene in futuro, lo passerò a un dominio personale). 

    Per quanto riguarda il discorso degli archivi: è mia intenzione importare qui tutti i contenuti di The Quillink Observer, ma è un lavoro che voglio fare per gradi e bene, perché vanno cambiati tutti gli URL e i riferimenti interni, per evitare rimandi che portino al vecchio The Quillink Observer. Per non parlare di tutto l’archivio delle immagini, che sono ancora ospitate su The Quillink Observer.

    Insomma, il materiale è tanto, ma a poco a poco dovrei riuscire a fare tutto!

    Ciao,
    RM

  3. Frank says

    Mi piace.
    Mi piace molto il tuo nuovo sito.
    Ci sono arrivato solo oggi perché mi sono fatto le vacanze, al rientro ho girovagato per blog.
    Nel “vecchio” Quillink (mi ricorda molto l’infernale Quinlan di Orson Welles) ho visto il link e mi sono precipitato.
    Bello, mi piace!
    :-)

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