Frammenti di storia del Newton (1)

Mele e appunti

In questo periodo, nella lista di discussione NewtonTalk l’argomento maggiormente in primo piano è il famigerato ‘Bug del 2010’. Ne parlerò in dettaglio in un prossimo articolo, per intanto basti sapere che dal primo gennaio dell’anno prossimo i nostri beneamati Newton ed eMate potrebbero smettere di funzionare correttamente se nel frattempo non viene risolto questo inconveniente.

In uno dei thread sull’argomento, un altro membro di NewtonTalk ha pubblicato una serie di osservazioni scritte nel 1999 da un ex dipendente Apple che aveva lavorato alcuni anni anche allo sviluppo del Newton. Una serie di informazioni e dettagli ad ampio raggio, a tratti ufficiosi, sulla storia del Newton. Non ero a conoscenza di certi particolari, pertanto ho rintracciato questa persona e le ho chiesto il permesso di tradurre in italiano quel materiale e pubblicarlo in questa sede. Ho ricevuto una risposta assai celermente, e l’ingegnere è stato molto gentile e mi ha dato autorizzazione a procedere, a patto di conservare un certo livello di anonimato. (Mi ha scritto: Jobs è noto per le sue reazioni un po’ eccessive; dubito che ci sia qualcuno in Apple che possa avere problemi [con queste informazioni], ma è giusto per stare tranquilli). Un po’ mi dispiace: questa persona ha lavorato in Apple per più di 14 anni ed è uno della vecchia guardia. La breve corrispondenza con lui è stata un onore, tuttavia rispetterò il suo volere, e il nome che verrà usato per identificarlo — Ex Newton OS Engineer — è lo stesso che utilizzò lui nel 1999 quando scrisse le osservazioni di cui riporto gli stralci più significativi.

Data la lunghezza, dividerò il lavoro in almeno due parti, forse tre. Trovo che sia materiale interessante, che proviene da una fonte affidabile, e che possa servire a inquadrare la storia del Newton con maggior dettaglio.

Introduzione

Oggetto: Qualche notizia recente di cause legali Newton vs Apple?
Autore: Ex Newton OS Engineer
Data: 01/04/99

[…] Ora sono anche un ex dipendente Apple, oltre che ex dipendente Newton [si riferisce alla sussidiaria Newton, Inc. creata da Apple nel 1997 per seguire separatamente lo sviluppo della piattaforma Newton, e poi riassorbita poco dopo a seguito della cancellazione del Newton], per cui se qualcuno ha domande legate alla ‘storia del Newton’, approfitti di questo thread.

Per intenderci, io sono stato il dipendente Apple N. xx [omesso come da richiesta dell’autore] e ho lavorato nel Newton group dal febbraio 1995 all’agosto del 1998; fui l’ultimo ingegnere software a resistere nel Newton group poiché ero il ‘maestro delle patch’ per il Newton OS, e mi hanno tenuto a disposizione in caso fossero necessarie ulteriori patch.
Sono anche l’autore dei Newton C++ Tools per Macintosh e ingegnere dei build tools e del sistema di build ROM del Newton. […]

Ricerca e sviluppo

Autore: Ex Newton OS Engineer
Data: 05/04/99

[…]
1. In tutto il (lungo) arco dello sviluppo del Newton, Apple ha investito 400 milioni di dollari in eccesso per la Ricerca & Sviluppo (la stima è mia). I primi anni (1988–1991) furono quasi totalmente dedicati alla ricerca pura sulle tecnologie, al riconoscimento della scrittura, all’impiego di CPU a basso consumo, alla creazione di prototipi, all’interfaccia utente ottimizzata per l’uso con una penna, a grandi progetti per la realizzazione di una famiglia di prodotti a grande formato (‘Slate’)… L’idea del Newton è partita come tentativo di concretizzare il ‘Knowledge Navigator’ di Sculley. Era un progetto di ‘tecnologia ingegneristica fine a se stessa’ in pieno stile Apple, senza preoccuparsi troppo di ciò che avrebbero voluto i clienti e quanto fossero disposti a pagare per un determinato livello di funzionalità.

Alla fine, il prototipo dello Slate, a un prezzo di 4.000–5.000 dollari, non era ovviamente molto vendibile […] e avvenne un ‘colpo di palazzo’: un gruppo di ingegneri Newton si riunì per ‘restringere’ il prodotto a un form factor palmare — per questo il nome in codice del risultato fu ‘Runt’ [Dal dizionario Garzanti: 1. Animale o pianta inferiore al normale; l’animale più piccolo di una figliata. 2. (fam. spreg.) persona troppo piccola, mezza cartuccia].

Tutto questo portò a un lancio prematuro del primo MessagePad, dovuto alle paure dell’Amministrazione che Microsoft stesse per lanciare un ‘PenPad OS’, e che avrebbe quindi precluso il momento propizio per l’introduzione del Newton.

Il resto è la storia, in gran parte nota a tutti, di un prodotto che è costato troppo per quel che era in grado di fare e che non è mai stato sufficientemente piccolo per essere un palmare vero e proprio. Relativamente alla cifra totale che Apple ha investito nell’intero ciclo di sviluppo del Newton, Apple non ha mai recuperato il primo dollaro di profitto sui 400 milioni di dollari spesi in Ricerca & Sviluppo.

Durante gli ultimi due anni di esistenza del Newton, le spese di Ricerca & Sviluppo per il sovrabbondante Newton group, composto da 175 persone circa, bruciavano più o meno 27,3 milioni di dollari l’anno; questo derivava dal costo ‘standard’ di 156.000 dollari a persona, composto da salario, indennità, attrezzature, locali di lavoro, forniture e spese di gestione. Apple NON stava vendendo un numero sufficiente di MessagePad, accessori, ecc. per coprire i costi, a eccezione di un paio di trimestri durante il periodo in cui stavo lavorando nel Newton group (1995–1998).

Fra parentesi, non è il ‘fatturato’, il ricavo delle vendite, che deve coprire i costi di Ricerca & Sviluppo di un’azienda, ma almeno il cosidetto ‘pre-tax profit’, l’utile lordo. Il ‘costo delle merci’ vendute deve essere sottratto dal fatturato, e il fatturato è il prezzo ‘all’ingrosso’ che Apple ottiene dai prodotti venduti ai distributori o direttamente ai ‘grossi’ dettaglianti. Solitamente l’utile lordo di Apple si aggirava intorno ai 150–200 dollari per unità; ciò era dovuto al fatto che le unità venivano costruite da Sharp o da altri costruttori asiatici, e quindi Apple doveva pagare al costruttore una certa cifra. In genere un distributore ottiene il 5–10% del prezzo al dettaglio e il dettagliante ricava il 15–25%, per cui nel migliore dei casi Apple tende a ottenere il 75% del prezzo al dettaglio e per un MessagePad 2000 doveva pagare circa 400 dollari a Sharp per ogni unità.

La spiegazione che Jobs diede per giustificare il riassorbimento di Newton, Inc. fu che Apple non voleva perdere una serie di importantissime figure di talento (sciocchezze, dato che la maggior parte aveva già lasciato Apple). La spiegazione che venne data per giustificare la terminazione dello sviluppo del Newton OS fu che Apple non aveva abbastanza talento manageriale per ‘concentrarsi’ su più di un sistema operativo alla volta; in altre parole un’ammissione di incompetenza, un autogoal, più la riluttanza a ‘delegare’ responsabilità e autorità a uno staff manageriale qualificato che potesse occuparsi del Newton.

Certamente, a mio avviso, nessuno del senior management di Newton, Inc. è stato in grado di far diventare Newton, Inc. un’azienda di successo, e Sandy Bennet si trovò in una brutta posizione con Jobs per come aveva gestito la comunicazione verso i dipendenti all’epoca del riassorbimento.

The Author

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12 Comments

  1. Non possiedo un Newton, ne ho mai avuto modo di usarne uno, ma questi racconti pieni di dettagli mi interessano molto.
    Bravo Riccardo, continua così.

  2. Francesco says

    Riccardo, non ho parole, sei assolutamente eccezionale. Il tuo lavoro nel blog è grandioso.

  3. Ringrazio davvero entrambi.

    Mi rendo conto che argomenti come questo, che 1) trattano una piccola porzione di storia Apple vecchia di una decina d’anni, e 2) tendono a virare sul gergo tecnico, possano risultare un po’ difficili. Pertanto ricevere feedback positivo in questi casi è un ottimo indicatore :)

    Ciao!
    Riccardo

  4. È un piacere leggere questi frammenti e tralaltro mi stimolano ad indagare e approfondire alcune cose che avevo in sospeso. Ottimo lavoro e grazie! :)

    nda

  5. Ragazzi, mi fa enorme piacere che questa serie sia stata di vostro gradimento. Cercherò altri frammenti interessanti di storia Apple, possibilmente inediti per il pubblico italiano.

    Ciao!
    Riccardo

  6. Grazie, Riccardo per questa interessantissima traduzione!
    Per tutti gli interessati, consiglio “Defying Gravity — The Making of Newton”, di Markos Kounalakis (testi) e Doug Menuez (foto), un libro fotografico (forse) ormai introvabile sul team di ricerca e sviluppo che diede vita al Newton.
    E adesso vado a rispolverare il mio eMate ancora perfettamente funzionante (come del resto tutti i miei Message Pad) e ci gioco un po’. :P

  7. Kappa: Grazie a te, Marco, di essere passato di qua. Mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo commento e mi scuso per non aver risposto con più prontezza.

    Quel libro, da quel che ho sentito, è davvero ottimo e muoio dalla voglia di metterci le mani sopra. :)

    Nel frattempo ho in serbo altre traduzioni interessanti e probabilmente esclusive. Gli originali sono stati pubblicati, ma non credo che esistano in lingua italiana, in quanto ho specificatamente chiesto il permesso di tradurli agli autori, e mi sembravano sorpresi :)

    Buon lavoro e continua così!
    Ciao, Riccardo

  8. Pingback: La Bibbia di Newton « Macworld Online

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