Safari 4 Beta: prime impressioni

Mele e appunti

[L’articolo è stato aggiornato, 17:10 del 26 febbraio]

Quando era uscito Safari 4 Developer Preview, data la mia proverbiale curiosità verso i browser, lo avevo installato e provato subito, senza incontrare alcun problema (ne scrissi brevemente in questo post del giugno scorso). La Developer Preview era una versione piuttosto conservatrice rispetto a quella standard (che allora era la 3.1.1), e una delle novità a mio avviso interessanti era l’introduzione di una funzionalità che permetteva di salvare un sito Web come applicazione a sé stante (File > Save as Web application).

Ieri scaricavo Safari 4 Beta circa una mezz’ora dopo l’annuncio della disponibilità sul sito Apple. Leggendo che il nuovo Safari incorpora 150 nuove funzioni, ero molto incuriosito. Ho letto la presentazione sul sito in modo superficiale. Quel che conta, in questi casi, è l’impatto con il nuovo software. E ‘impatto’ direi che è il termine più appropriato in casi come questo.

Lo dico subito: era da tanto tempo che un’applicazione Apple ‘importante’ non mi lasciava così perplesso e combattuto. Perplesso per alcune scelte a livello di interfaccia utente a dir poco discutibili; combattuto perché vedo molti progressi sotto il cofano, vedo che Safari offre prestazioni obiettivamente superiori sotto molti aspetti, ma al tempo stesso quel che c’è sopra il cofano non mi piace e rende meno scorrevole l’esperienza d’uso. È come prendere un grande velocista come Carl Lewis e legargli insieme i lacci delle scarpe. Al via si ritrova faccia a terra.

Inciso: sono prime impressioni e sto cercando di esplorare bene Safari, e di metterlo sotto torchio per vedere se quel che non mi piace è dovuto all’abitudine alla vecchia versione del browser oppure no. Ma dalla discussione che è scaturita su Twitter fra i pezzi grossi del mondo Mac (sviluppatori, opinionisti, ecc.) pare vi sia una certa unanimità sullo ‘sgradimento’ di certe novità di Safari.

Finita la premessa, vengo al sodo.

1.

Vorrei poter fare due chiacchiere con il genio in Apple che ha avuto l’idea dei Tabs on top, cioè dei pannelli nella barra del titolo. Anzitutto si vede lontano un chilometro l’influenza di Google Chrome, solo che in Safari l’implementazione dei pannelli in quel modo è assolutamente forzata e, quel che è peggio, distrugge l’omogeneità dell’interfaccia grafica di Mac OS X (omogeneità già precaria di suo). Safari 4 Beta è la prima applicazione Mac OS X a non avere una barra del titolo. Sì, perché i pannelli diventano la barra del titolo. Qualche immagine per rendere l’idea:

Safari 4 Beta - tabs on top

(Clic per ingrandire)

Più apriamo pannelli, più la parte superiore diviene affollata e progressivamente inusabile:

Safari 4 Beta - more tabs on top

Inusabile perché, fra le altre cose, è più difficile fare clic sul pannello che si vuole portare in primo piano. Io, che pure ho un monitor abbastanza grande, ho già ‘mancato’ più di una volta un pannello, a volte finendo col puntatore sulla barra dei menu, a volte su un altro pannello, a volte nella barra dell’indirizzo. E poi, sempre per rimanere nelle finezze dell’interfaccia grafica, farei notare il quadratino di chiusura che appare facendo passare il puntatore sul pannello, soprattutto del pannello che rimane all’estrema sinistra:

safari4b-chiuditab.png

La vicinanza con il pulsante verde di ridimensionamento è paurosa. Sarò conservatore in questo, ma ritengo inviolabile l’area orizzontale che va dall’angolo superiore sinistro all’angolo superiore destro di una finestra e che comprende i pulsanti di controllo della finestra. Che è appunto l’area della barra del titolo. È una zona che, specie nell’interfaccia unificata grigio scuro di Leopard, dà eleganza alla finestra o applicazione, e permette all’utente una maggiore precisione nel premere i pulsanti rosso giallo verde, oppure un certo menu sulla barra dei menu, oppure la prima icona a sinistra della finestra, sotto i pulsanti colorati. Safari rompe questo schema a favore di un certo affollamento dell’interfaccia, che dà una sensazione di compressione degli elementi del browser. Tutto questo per guadagnare un po’ di spazio nella finestra principale? Suvvia. È chiaro che il compromesso non pesa a favore dei benefici di tale scelta.

Ora, per contrasto, osserviamo qualche esempio di browser che implementano una navigazione a pannelli inconsueta. In tutti i casi la barra del titolo viene preservata, e la navigazione fra i pannelli rimane efficiente.

Stainless, versione 0.4.5:

Stainless 0.4.5

e con più di un pannello aperto:

Stainless 0.4.5 - più pannelli

In Stainless, il pannello in primo piano è il più scuro, questo perché graficamente la logica è invertita rispetto a Safari 4 Beta. Ma si noti come viene rispettata la zona della barra del titolo, si noti la posizione più intelligente della x per chiudere il pannello e del + per aprirne uno nuovo; si noti infine che potendo visualizzare le icone dei siti (favicon), è molto più immediato orientarsi quando si ha una dozzina o ventina di pannelli aperti e i titoli delle pagine Web vengono brutalmente abbreviati per ragioni di spazio. Si osservi ancora la situazione in Safari 4 Beta con molti pannelli aperti: con la coda dell’occhio sono tutti uguali.

Ecco invece Opera 9.62 che, come Safari 4 Beta e Google Chrome, dispone i pannelli sopra la barra dell’indirizzo:

opera962-tabs.png

Anche qui la barra del titolo viene preservata; il pulsantino con la x per chiudere il pannello è a sinistra, come in Safari, ma osservando il pannello all’estrema sinistra la distanza rispetto ai pulsanti colorati di controllo della finestra è sufficiente per non fare pasticci, questo perché i pannelli hanno la loro fila, la loro propria area, e non invadono aree di altri elementi dell’interfaccia.

Che l’ispirazione di questo cambiamento di interfaccia grafica in Safari 4 Beta sia Google Chrome è evidente. E forse qualcuno obietterà alle mie osservazioni sui Tabs on top in Safari dicendo che, in fin dei conti, Google Chrome fa così e va benissimo, eccetera. Vogliamo rinfrescarci la memoria ed esaminare l’interfaccia di Google Chrome?

Google Chrome

.

Perché è così sobria ed efficace?

  1. Perché Google Chrome non ha mai avuto una barra del titolo.
  2. Perché Google Chrome non ha una barra dei menu.

Altro dettaglio: il pulsante [+] per aprire nuovi pannelli è in una posizione brillante: fuori dai pannelli aperti ma senza interferire con quei pochi elementi costanti nell’interfaccia grafica di Windows: i pulsanti Ingrandisci, Minimizza e Chiudi nell’angolo in alto a destra di tutte le finestre. Il [+] in Safari è più goffo, secondo me, e quando i pannelli aperti sono molti è facile perderlo di vista e fare clic sui menu extra nella barra dei menu, o sull’icona di Spotlight. Stainless (vedere figura sopra) ha copiato la logica di Google Chrome, e anche lì il [+] è collocato in una posizione più interessante.

Un altro passo indietro rispetto a Safari 3: il riposizionamento dei pannelli. In Safari 3 i pannelli sono pannelli e non parte integrante della finestra principale, quindi è possibile ‘afferrarli’ facendo clic in qualsiasi punto dell’etichetta e trascinando. In Safari 4 Beta la stessa dinamica porta allo spostamento di tutta la finestra del browser (come quando in una qualsiasi finestra si fa clic — indovinate dove? — sulla barra del titolo). Occorre individuare la linguetta nella parte superiore destra dell’etichetta, operazione non facilissima. Altra stupidaggine dal punto di vista dell’usabilità e dell’intuitività dell’interfaccia.

2.

Sempre in tema di cambiamenti all’interfaccia grafica, altre due — lasciatemelo dire — colossali idiozie sono la sparizione del pulsante Ricarica e la sparizione della barra di progresso azzurra in fase di caricamento di un sito. Adesso ci ritroviamo un’iconcina all’estrema destra della barra dell’indirizzo, che funziona come su iPhone. Solo che sullo schermo di un dispositivo piccolo e con interfaccia multi-touch il ‘pulsante’ Ricarica si vede ed è usabile. Sullo schermo di un Mac portatile o, peggio, su un monitor esterno da 20 e più pollici, non è così evidente e ho dovuto mettermi a cercarlo, anche arrivando a scegliere la personalizzazione della Barra Strumenti (ho pensato che il pulsante fosse disabilitato per default). Insomma, l’idea non funziona granché a mio avviso. In primo luogo, come ho già detto, perché in questo modo il ‘pulsante’ è meno visibile. L’utente ormai cerca automaticamente con il mouse il pulsante Ricarica accanto ai pulsanti Indietro e Avanti, visto che è tradizionalmente collocato in quella posizione. (Rompere tradizioni così radicate dell’interfaccia utente non è mai una bella idea dal punto di vista dell’usabilità, per non parlare del fatto che adesso il pulsante Ricarica si trova in una posizione assurda e poco evidente). In secondo luogo, il nuovo ‘pulsante’ Ricarica va a occupare il posto di un elemento diverso nelle precedenti versioni di Safari: il pulsante SnapBack. E visivamente non è nemmeno tanto differente:

Safari 4B - Reload

Pulsante Ricarica in Safari 4 Beta

Safari3-snapback.png

Pulsante SnapBack in Safari 3.2.1

E che cosa aveva fatto di male la barra di progresso azzurra per essere eliminata? Era uno dei dettagli più ingegnosi dell’interfaccia grafica di Safari, perché si notava immediatamente il progresso del caricamento di una pagina Web, anche senza guardare la barra di stato in basso. In tutti gli altri browser gli indicatori di progresso (barre, rotelline, logotipi animati) erano insufficienti o posizionati in angoli e punti a scarsa visibilità. Adesso c’è anche qui una rotellina piccola piccola, come se stessimo tutti lavorando su un iPhone.

[Aggiornamento: un altro dettaglio che mi era sfuggito mi fa dubitare ancor di più sulla nuova posizione del pulsante Ricarica. Ecco che cosa viene visualizzato nella barra dell’indirizzo quando si accede a pagine Web i cui contenuti vengono anche offerti come feed RSS:

Ricarica e RSS

Non è così facile centrare il pulsante per ricaricare la pagina, e mi è già capitato un paio di volte di fare clic sull’icona RSS. Per inciso, non è questione di essere incapaci o di vederci male. Moltissime aree dell’interfaccia grafica vengono raggiunte spostando il puntatore del mouse senza realmente seguirlo pixel per pixel. Se voglio fare clic sull’icona di Spotlight, per esempio, non è necessario che metta la freccetta esattamente sull’icona della lente di ingrandimento, mi basta spostare il puntatore nell’angolo lassù a destra e fare clic. Idem per il menu Apple sulla sinistra. La nuova posizione del pulsante Ricarica è inconsueta e l’unico altro browser ad averla identica è… MobileSafari su iPhone. E non tutti hanno un iPhone. E anche per chi lo possiede, come il sottoscritto, non è detto che sia altrettanto semplice da individuare e da premere quando si passa da iPhone al Mac. Proprio perché la posizione è inconsueta, e per il fatto che graficamente non è più da considerarsi un ‘pulsante’ vero e proprio, il pulsante Ricarica perde completamente in immediatezza.]

Pare che sia possibile far tornare la barra di progresso e la disposizione dei pannelli così com’erano prima — vi sono delle preferenze nascoste attivabili da Terminale (dare un’occhiata a questa pagina, per esempio), ma credo che andrebbero promosse a preferenze visibili e inserite nella sezione Aspetto/Appearance del pannello Preferenze di Safari.

3.

Un altro dettaglio migliorabile dell’interfaccia è la gestione dei siti protetti (gli https://, per intenderci). Comunemente i browser in circolazione evidenziano il fatto che si stia visitando un sito o pagina Web protetti utilizzando l’icona di un lucchetto e/o cambiando il colore della barra dell’indirizzo (Firefox, Camino, Google Chrome, ecc.). Questo è importante anche (e forse soprattutto) per segnalare visivamente all’utente quando si abbandona un sito o pagina protetti. Safari, va detto, non ha mai brillato sotto questo aspetto, limitandosi a mettere un lucchettino nell’angolo superiore destro della finestra del browser e nulla più, ma almeno chi usa Safari abitualmente sa dove guardare: anche avendo una dozzina di pannelli aperti, quando si portano in primo piano un sito o pagina protetti il lucchetto si trova sempre là in alto a destra. In Safari 4 Beta, che non ha più la preziosa area della barra del titolo, il lucchettino appare ancora più minuscolo nell’etichetta del pannello. Inutile dire che, con l’aumentare dei pannelli aperti, la visibilità del lucchettino diminuisce proporzionalmente, fino a sparire quando, con molti pannelli aperti, si passa sull’etichetta del pannello del sito protetto: il lucchetto viene coperto dalla x per chiudere il pannello. Geniale, eh?

4.

Top sites: idea non originale, ma si è cercato di implementarla in maniera originale rispetto ad altri browser. Il risultato è esteticamente gradevole, ma mi sembra un po’ chiassoso. Un browser non è iTunes. Un browser deve essere soprattutto efficiente e usabile. E qui mi arrabbio perché Safari 4 Beta contiene delle innovazioni che lo rendono — ed è stato misurato — più veloce e performante della concorrenza; solo che gli ‘abbellimenti’ a cui è stata sottoposta l’interfaccia grafica rendono l’esperienza d’uso generale leggermente frustrante. Quando ho avviato Safari la prima volta, la finestra principale per default si è aperta sui Top sites, cioè anteprime dei siti più visitati su cui si può fare clic per un accesso rapido. Safari si è messo a caricare furiosamente queste anteprime, poi è spuntata la rotellina colorata di Mac OS X, poi la finestra si è riempita di aberrazioni grafiche, poi “l’applicazione si è chiusa inaspettatamente”. Questo dopo più di tre minuti in cui non potevo far altro che guardare impotente Safari mentre arrancava nel tentativo di far qualcosa di utile. Per la cronaca: da che esiste Safari, si contano sulle dita di una mano le volte che è andato in crash sui miei Mac.

Qui il crash non ha niente a che vedere con fantomatici plug-in di terze parti (che non ho, a parte ClickToFlash, che funziona molto bene anche in Safari 4 Beta). Semplicemente, Safari sta cominciando ad avere requisiti grafici e di sistema un tantino esagerati per essere un browser e non l’ultimo gioco sparatutto o un programma professionale come Aperture, Logic, Final Cut Pro. È inconcepibile che un G4 a 1 GHz, con 1,25 GB di RAM e 32 MB di RAM video faccia fatica a far funzionare un browser. Ho persino chiuso il PowerBook per dedicare tutta la RAM video al monitor esterno da 20 pollici, ma sia Top sites che l’altra genialata (adesso arrivo anche a questa) — CoverFlow nella finestra di gestione dei bookmark e nella ricerca visuale della cronologia — caricano imperdonabilmente la CPU di lavoro extra e rendono Safari al limite dell’utilizzabile, oltre che assai lento. Non oso pensare cosa avviene su un G3 con 8 o 16 MB di RAM video…

CoverFlow: lo ripeto, Safari non è iTunes. (Neanche il Finder, se volete la mia opinione, infatti è molto raro che io ricorra alla vista CoverFlow nel Finder). È visivamente carino e impressionante ‘sfogliare’ la cronologia e i bookmark con CoverFlow quasi a tutta pagina. Ma utile? Non saprei dire fino a che punto. Non è insensato nel caso della cronologia: con tutti i siti che si visitano in una giornata di lavoro, un’immagine vale sicuramente più di tanti URL spesso lunghi e poco informativi. Forse si può dire lo stesso per i bookmark, ma nel caso dei bookmark perché la vista CoverFlow si può solo ridurre e non disattivare? Soprattutto nei casi in cui, a quanto pare, la scheda grafica è al limite della sufficienza per rendere il tutto un minimo utilizzabile. In una giornata di uso non sono riuscito a navigare fluidamente né nella cronologia né tantomeno fra i miei bookmark. O Safari si bloccava con rotellina colorata, o andava in crash.

Che devo fare, comprare un Mac con Core 2 Duo e 4 GB di RAM solo per usare decentemente Safari?

No, faccio prima a cambiare browser. Tra l’altro è da ieri che OmniWeb e altre tre applicazioni di The Omni Group sono diventati freeware.

Però, come dicevo all’inizio, sono combattuto. Safari 4 Beta ha alcune novità che mi piacciono, e molto. I siti si caricano in un batter d’occhio, i suggerimenti che appaiono quando si inizia a digitare una URL sono molto ma molto più efficaci che in altri browser (come Firefox), e a parte i difetti sin qui trattati (di cui ho già mandato feedback ad Apple e spero siano ‘imperfezioni da beta’), le prestazioni e la stabilità quando si naviga sono notevoli. Siti come Gmail sono molto più reattivi, per esempio. Inoltre pare che di questo tipo di modifiche sotto il cofano beneficerà anche il prossimo MobileSafari, il che non è male. Sono curioso di vedere come sarà la versione definitiva, e spero che venga ulteriormente raffinata e ottimizzata in modo da rendere Safari utilizzabile anche da chi non possiede l’ultimo dei MacBook Pro unibody.

The Author

Writer. Translator. Mac consultant. Enthusiast photographer. • If you like what I write, please consider supporting my writing by purchasing my short stories, Minigrooves or by making a donation. Thank you!

15 Comments

  1. D’accordo praticamente su tutto, gli sto lasciando il tempo per valutare il tutto.
    Con un po’ di perplessità, perché le numerose novità sotto il cofano in un primo momento mi hanno fatto pensare di farlo diventare il mio browser di default, io che uso OmniWeb come tale dal 2000…infatti la notizia di OmniGroup mi ha “rattristato” un po’.

  2. Anch’io, come te, ho installato la beta e l’ho usata per un po’. Poi però, non trovandomi a mio agio, l’ho disinstallata. Adesso, leggendo le tue impressioni, ho capito perché non mi trovavo a mio agio. Grazie per averlo spiegato in modo così chiaro. E grazie anche per il suggerimento di Stainless, lo proverò senz’altro. :-)

  3. claudio says

    mmmmmm.…. quante storie per un browser. Capisco la tua passioncella per questi software ma per me lo sviluppo andrebbe focalizzato esclusivamente su sicurezza, velocità e stabilità. Uso principalmente firefox e continuerò ad usarlo in quanto soddisfa ampiamente le mie esigenze e, ritengo, quelle della maggior parte dei navigatori. Arisaluti.

  4. Claudio: le mie critiche non riflettono soltanto fisime personali, tanto è vero che dall’uscita di Safari 4 Beta la comunità Mac internazionale si è scatenata, facendo notare pressoché le stesse cose.

    Oltre ai browser, una mia passioncella è l’usabilità. Usabilità intesa come creazione di un’interfaccia utente grafica coerente con il resto delle applicazioni fornite con il sistema operativo e — specie nel caso di un browser — usabilità intesa come accessibilità alle funzioni e agli elementi più utilizzati. Da questo punto di vista, Safari 4 è un macello, al punto che certe idee sembrano made in Microsoft.

    Vi sono alcune scomodità nel posizionamento e uso dei pannelli che sono già evidenti su un monitor panoramico da 20 pollici. Non oso immaginare la situazione con 15 pannelli aperti sullo schermo di un MacBook 13 pollici o un PowerBook G4 a 12 pollici…

    Quello che ha sempre contraddistinto l’interfaccia utente del Macintosh è stata la facilità d’uso e l’intuitività, che sono altri due termini per dire usabilità e accessibilità. È importante che un sistema operativo e tutte le sue applicazioni vengano avvertite come un tutt’uno omogeneo. Che siano coerenti nell’aspetto, nei comandi, nelle scorciatoie da tastiera. Pensiamo solo alla rapidità di quando copiamo / tagliamo / incolliamo testo o immagini: Mela-C, Mela-X, Mela-V — sempre e comunque. O quando salviamo le modifiche a un documento o progetto a cui stiamo lavorando: Mela-S e via. Sono diventati automatismi e velocizzano il lavoro.

    Pensa che succederebbe se ogni applicazione cambiasse queste scorciatoie ormai consolidate… Se per salvare si dovesse fare Mela-R in un programma, Mela-S in un altro, Mela-W in un altro ancora. Potrebbe essere perfino dannoso per l’utente, perché la scorciatoia da tastiera di un’applicazione potrebbe fare qualcosa di completamente diverso e inaspettato in un’altra.

    E questa è solo la punta dell’iceberg :)

    Ciao,
    Riccardo

  5. Riccardo, dopo aver visto la beta di Safari 4 e l’uscita freeware di Omnigroup, ti aspettavo al varco :)
    Effettivamente pure io, che non ho installato la beta di Safari, quando ho visto gli screenshots mi han lasciato con una strana sensazione che ora trovo motivata nelle tue parole.
    Pur preferendo Firefox, ricorro ogni tanto a Safari e mi dispiacerebbe veder bruciati nella GUI tutti i vantaggi di ottimizzazione del nuovo motore Javascript.
    Speriamo che Apple ci stia a sentire.

    @Claudio i browser sono diventati una cosa molto “personale” per gli utenti e le preferenze di uno possono non essere quelle degli altri.
    Non per niente uno dei punti di forza di Firefox è la personalizzazione con skins e plug-ins, tanto che il mio Firefox è probabilmente molto diverso dal tuo.
    Quindi andrei cauto nel dire che siccome un programma soddisfa le tue esigneze di navigazione probabilmente soddisfa quelle di quasi tutti. Ciao.

  6. Paolo says

    Ho utilizzato la beta di Safari sul mio iMac G5, non so quale mac tu abbia, ma sul mio non si è mai impantanato.
    La prima volta che ho aperto Safari Beta, Top Sites ha incominciato a caricare le anteprime ma non c’è stata nessuna palla da spiaggia tanto che ho potuto chiudere topsites mentre caricava per cominciare a navigare.

    Coverflow è molto utile nella cronologia e nei bookmarks perchè, come hai detto tu, un’ immagine vale mille parole ( e per parole intendo i link criptici, quelli lunghi per intenderci, quelli con molte slash o & e così via ).

    Nemmeno Coverflow appesantisce il browser come dici tu paragonandolo a un videogioco. Infatti se fosse così Apple sarebbe pazza ad averlo introdotto nel Finder ( anche lì molto utile nel caso in cui si faccia molto uso di immagini ).

    Tu dici:

    Più apriamo pannelli, più la parte superiore diviene affollata e progressivamente inusabile.
    Inusabile perché, fra le altre cose, è più difficile fare clic sul pannello che si vuole portare in primo piano.”

    E’ lo stesso affollamento che si ha in Safari 3, non dipende dalla posizione dei pannelli, dipende sempre dal numero di pannelli che si apre.
    Non capisco perchè di questa inusabilità te ne sei accorto solo in Safari 4, forse in Safari 3 non hai mai aperto tanti pannelli? O forse in verità nell’uso reale non c’è mai bisogno di aprire quegli 8 e passa pannelli che vedo aperti nello screenshoot e che tu hai aperto solo per un fatto di test?

    E aggiungi:

    Io, che pure ho un monitor abbastanza grande, ho già ‘mancato’ più di una volta un pannello, a volte finendo col puntatore sulla barra dei menu, a volte su un altro pannello, a volte nella barra dell’indirizzo.”

    L’altezza di un pannello è l’altezza standard della barra del titolo in ogni finestra di Mac Os X.
    Quello che dici mi fa credere che con qualsiasi finestra aperta che ha la barra del titolo appena sotto la barra dei menù tu puoi avere lo stesso problema.
    Se invece di premere sulla barra del titolo di una finestra del Finder riesci nell’impresa di clicckare la menùbar allora è un problema solo tuo.

    Per quanto riguarda i tuoi “problemi” di cui ho scritto trattasi solo di tuoi pregiudizi.

    Il resto… de gustibus

  7. Paolo: Il mio Mac principale, l’ho scritto, è un PowerBook G4 a 12 pollici con processore a 1 GHz e scheda video da 32 MB. CoverFlow e Top Sites sono guardabili, ma minimamente utilizzabili solo tenendo 6 siti fra i Top Sites e tenendo CoverFlow in modo che occupi meno della metà della finestra principale.

    Il mio Mac non ha problemi di sorta che possano interferire con le prestazioni di Safari 4. Ho gettato tutte le preferenze della versione precedente e non ho (a parte ClickToFlash, che va benone) plug-in di terze parti installati. Ammetto che non ho ancora provato a usare Safari solo con lo schermo da 12 pollici del PowerBook, perché uso il PowerBook in postazione fissa, quindi collegato a un monitor esterno da 20 pollici. Può certamente darsi che dovendo pilotare uno schermo da 1680x1050 le prestazioni calino. Ribadisco però che a mio parere Safari 4 è troppo esoso di risorse grafiche e di processore. In fin dei conti è un browser.

    Il problema dei pannelli:

    Io ho sempre parecchi pannelli aperti, sia in Safari che in tutti gli altri browser che uso. In media una decina. Con Safari 3, Camino, Firefox, ecc. non ho problemi di ‘puntamento’ perché non vi sono elementi dell’interfaccia che possano essere premuti per sbaglio. I pannelli sono giusto sopra l’area in cui vengono visualizzate le pagine Web, li trovo a occhi chiusi e non ho bisogno — come invece è il caso dei pannelli che sostituiscono la barra del titolo — di seguire il puntatore del mouse per vedere dove vado a fare clic.

    Non ho il problema con qualsiasi finestra aperta che ha la barra del titolo appena sotto la barra dei menu proprio perché la barra del titolo c’è. La barra del titolo è un importante elemento dell’interfaccia di Mac OS X perché permette di spostare e trascinare finestre facilmente e senza dover stare a pensare a dove si fa clic. Safari 4 rompe questa tradizione e quando si vuole fare la stessa operazione si rischia di chiudere un pannello, o di portarne in evidenza un altro, o di spostare un pannello invece della finestra. È un sovraccarico che, seppur minimo, è inutile. Prima non c’era, perché introdurlo?

    Quelli a cui piacciono i pannelli in questo modo sostengono che su schermi piccoli (come sui portatili) è un guadagno di spazio per la finestra principale. È un guadagno di una manciata di pixel, assolutamente risibile.

    I problemi di cui ho parlato non li ho riscontrati solo io, ma anche altri programmatori, utenti, e persone che in merito a interfaccia utente e usabilità ne sanno più di me e te.

    Ciao,
    Riccardo

  8. I pannelli in alto come guadagno di spazio nella finestra del browser?
    I soliti siti di rumors su Apple la vedranno come prova dell’imminente lancio di un netbook Apple con schermo da 10″! ;-)

    La verità è che la tua analisi è come sempre super accurata ed incisiva, qualche aggiunta personale:

    1.i pannelli in alto sono scomodi anche come posizione logica, in questo modo è come se ogni pannello fosse una finestra differente, cosa che non è: molto meglio la posizione di prima

    2.la mancanza della barra di caricamento è davvero una scemata: prima mi son trovato a cliccare più volte un tasto “invia” perché non capivo se s’era incantato il sito, non avendo un feedback della progressione del caricamento.

    3.sbaglio io è sparito il comando “salva come applicazione” che c’era nelle beta precedenti?

  9. emaskew:

    I soliti siti di rumors su Apple la vedranno come prova dell’imminente lancio di un netbook Apple con schermo da 10″! ;)

    Ci ho pensato anch’io, e credo che — almeno in commenti che ho letto su altri blog — la voce si stia già spargendo.

    Riguardo al tuo punto 3: confermo, il comando “Salva come applicazione” è sparito.

    Ciao!
    Riccardo

  10. Paolo says

    @emaskew

    per quanto riguarda il tuo punto 1.

    ma i pannelli in realtà sono proprio finestre differenti! (solo accorpate in un unica finestra) e infatti puoi spostare un pannello e farlo diventare una singola finestra.
    questa è la logica.

    • Paolo Arcagni: è esattamente quel che ho fatto. Utilizzando le preferenze nascoste ho riattivato la disposizione dei pannelli come in Safari 3, ripristinato il pulsante Stop/Ricarica, nonché la barra di progresso azzurra. Ora si viaggia davvero bene :)

      Ciao,
      Riccardo

  11. Giovanni says

    Mi sembra che comunque l’interfaccia sia “copiata” anche da Internet explorer l’ultima versione con i menu sotto l’indirizzo URL, certo da Apple non ci si aspettano queste “violazioni” alla GUI, ma non bisogna stupirsi vedi iTunes cosa fa il pulsante verde :-((

Comments are closed.