iPhone che sì, iPhone che no

Com’era prevedibile, fiumi di inchiostro (elettronico) si stanno diffondendo per ogni luogo di Internet. Siti Web, blog, forum, mailing list, tutti a chiacchierare di iPhone ai tavoli di questo immenso Bar Sport virtuale. Mi butto anch’io con qualche altra considerazione.

La prima cosa divertente è notare come i detrattori dell’iPhone critichino gli entusiasti più o meno con questa argomentazione: Come può piacervi un prodotto che non è ancora uscito, che non si può ancora comprare né usare? C’è da rivolgere la stessa domanda ai critici, allora. Come potete stroncare un prodotto ancora non in veste definitiva? C’è chi vede nell’iPhone un discreto prodotto, con però le ali tarpate da questa o quella limitazione. Ma l’iPhone sarà disponibile negli USA a giugno, e in Europa nell’ultimo trimestre del 2007. Ossia cinque mesi nel primo caso, almeno nove nel secondo: in campo tecnologico questi intervalli di tempo sono enormi, e molte cose possono cambiare e migliorare. Un esempio: l’iPhone sarà disponibile in due modelli, da 4 GB e da 8 GB. A molti, ho letto, queste capacità stanno strette. I prezzi delle memorie flash stanno scendendo. Chi ci dice che per giugno, e poi ottobre/dicembre, non sia possibile dare all’iPhone capacità maggiori senza farlo pagare un dollaro o un euro di più?

In sostanza: ci sono ancora troppe incognite per affermare che quel che manca oggi all’iPhone finisca con l’essere una limitazione definitiva.

C’è poi chi è indispettito dal fatto che, per il momento, non è prevista la possibilità di installare software di terze parti sull’iPhone. Apple permetterà uno ‘sviluppo controllato’ di applicazioni, e forse non è un’idea del tutto sbagliata. Quelli che vorrebbero installare di tutto e di più sull’iPhone dovrebbero chiedersi se sono disposti a rischiare di rendere il proprio telefono inutilizzabile a causa di un programma (o, peggio, di un hack) mal scritto. Sono gli stessi individui che installano ogni genere di porcata sui loro Mac e poi è colpa di Apple se il Mac si pianta, se passa da un kernel panic all’altro, eccetera.

Seconda cosa divertente è vedere come i vari forum e mailing list tematici hanno reagito alla novità iPhone. In un forum di appassionati di Mac dell’epoca pre-PowerPC c’è chi vorrebbe che l’iPhone eseguisse Mac OS 9 oltre che OS X; su NewtonTalk, mailing list dedicata al sempreverde PDA prodotto da Apple fra il 1993 e il 1998, sono in molti a sostenere che l’iPhone, per essere un dispositivo davvero completo, per avere il diritto di essere chiamato PDA, dovrebbe implementare il riconoscimento della scrittura e l’input attraverso lo stilo, cosa impossibile poiché la tecnologia dello schermo Multi-touch di iPhone è ben diversa da quella dello schermo del Newton.

Insomma, ognuno vorrebbe la sua personale funzione mancante all’iPhone. Probabilmente nei forum a tema Windows i vari utenti si stanno domandando se iPhone supporterà Boot Camp e se sarà quindi possibile riavviarlo in Windows XP o qualcosa del genere.

Leggiucchiando per i blog, sono incappato in un commento, molto stringato, che è la migliore risposta a queste diverse posizioni: Molta gente non ha ancora capito che con l’iPhone non è una questione di che cosa ma di come. Ovvero, non ha senso criticare l’iPhone dicendo che, a parte essere molto cool, non offre niente di nuovo a livello di funzionalità rispetto alle altre decine di smartphone oggi in commercio. L’innovazione, appunto, non sta nell’offrire una, due, dieci funzioni in più, ma nel rivoluzionare l’interazione delle funzioni già esistenti. Lo ripeto: la novità è l’interfaccia. Credevo fosse la cosa più evidente, dato che sta sotto gli occhi di tutti, eppure.

Ho visto le animazioni sul sito Apple, ho visto la lunga presentazione di Steve Jobs al keynote del Macworld Expo. Ciò che mi colpisce dell’iPhone è il fatto di non avere 50 funzioni nascoste o sommerse da complicati menu e sottomenu, o da arzigogolate combinazioni di tasti, mini-joystick o jog-wheel di altri smartphone. Tutto quel che offre iPhone è praticamente accessibile dalla schermata principale. I menu richiamabili sono sempre contestuali e offrono tutte le alternative applicabili a quel che si sta facendo in un determinato momento, o in un determinato passo di una procedura più articolata. Ho cercato di riprodurre alcune procedure sul mio SonyEricsson K700i, che considero un buon telefono con una interfaccia decente, ma non c’è paragone con la fluidità e la rapidità dell’eseguire le stesse operazioni sull’iPhone (per lo meno, da quel che ho potuto constatare osservando la dimostrazione di Steve Jobs). Sul K700i clic qui e clic là. Menu, altro menu, selezionare, confermare, premere tre/quattro volte un tasto per salire la gerarchia dei menu (si può tenere premuto il tasto di ritorno e si salta al menu principale, ma non è così intuitivo come possa sembrare). Un altro fattore importante, oltre alla consistenza delle procedure, alla fluidità e alla velocità nelle operazioni, è la piacevolezza, unita alla semplicità. Sembrano sciocchezze ma sono elementi che possono decretare o meno il successo di un prodotto. Insisto con il paragone con l’iPod: non è stato il primo lettore MP3 in commercio, non è il più piccolo né il più economico, ma è bello e semplice da usare; l’interfaccia è chiara, non si sciupa tempo per capire come funziona, e così via. Merito dell’interfaccia.

Continuo a pensare che iPhone sarà un bel successo.

Category Mele e appunti Tags ,

About Riccardo Mori

Writer. Translator. Mac consultant. Enthusiast photographer. • If you like what I write, please consider supporting my writing by purchasing my short stories, Minigrooves or by making a donation. Thank you!