MacBook Air: usarlo è meglio che parlarne

Mele e appunti

Macworld | Editors’ Notes | MacBook Air: The proof’s in the packing: Un ottimo articolo di Dan Frakes, che dopo aver utilizzato un MacBook Air in modo continuativo per alcune settimane, non è più tanto convinto che sia un computer per pochi, né che debba essere relegato per forza al ruolo di seconda macchina. All’annuncio del MacBook Air in gennaio, Frakes aveva scritto che per chi dà valore alla leggerezza ed è disposto a rinunciare ad altre caratteristiche per ottenerla, MacBook Air è una macchina interessante. Dopo una vera prova, tuttavia, Frakes vuole cambiare tale affermazione:

Ho usato il MacBook Air in aereo, in un residence, su tavoli e scrivanie, tenendolo sulle gambe, nei caffè, in terrazza, a casa. Me lo sono portato appresso così com’era, in diverse custodie e borse per portatile, e nel bagaglio a mano. Durante le vacanze è stato il computer di famiglia e lo abbiamo utilizzato per navigare il Web, per inviare email ad amici e familiari rimasti a casa, per gestire le foto della vacanza, per guardare film, per scrivere, e anche per giocare. Tornato a casa, ho cercato di usare l’Air per svariati compiti che normalmente svolgerei sul mio Mac da scrivania. […]

Dopo questa prova ‘vissuta’, lasciate che corregga quanto ho dichiarato in precedenza: per chi dà valore alla leggerezza ed è disposto a rinunciare ad altre caratteristiche per ottenerla, MacBook Air è una macchina irresistibile. Inoltre credo di aver sottovalutato l’attrattiva di MacBook Air come Mac principale. 

È interessante il punto di vista di Frakes sulla solita diatriba delle feature:

Un commento apparso di recente nei forum di Macworld rappresenta piuttosto bene le sensazioni che molte persone hanno nei confronti di MacBook Air:

MacBook Air non è pratico per l’utente Mac medio. Costa più di un MacBook, ma è meno potente e ha meno feature.

Avendo usato un Air per un po’ di tempo, ho da fare un paio di obiezioni a questo punto di vista. Anzitutto, mostra una visione alquanto limitata di ciò che è o non è una feature. In secondo luogo sopravvaluta le reali esigenze di un ‘utente Mac medio’.

Per il discorso feature: se ci mettiamo a tracciare una tabella di comparazione di funzionalità tradizionali (porte a disposizione, velocità del processore, e così via), il MacBook e il MacBook Pro sono ampiamente superiori al MacBook Air, come lo sono molti altri portatili non Apple. Tuttavia, avendo posseduto un PowerBook Duo, un PowerBook 2400, e anche un eMate, insisto nell’affermare che anche le dimensioni e il peso dell’Air sono feature. E per molte persone le dimensioni e il peso sono caratteristiche, funzionalità più importanti di altre che l’Air non ha: a differenza di un drive ottico o di una batteria removibile, le dimensioni di un portatile sono ‘in uso’ costantemente; se vi portate dietro un portatile con grande frequenza, un computer più leggero può rivelarsi molto più prezioso di un’unità ottica.

Analogamente, non dimentichiamoci che lo schermo, la tastiera e il trackpad sono elementi che si utilizzano continuamente in un portatile, e per quanto riguarda questi tre elementi il MacBook Air è superiore al MacBook e paragonabile al MacBook Pro. 

Dan Frakes non si considera di certo un ‘utente Mac medio’, però porta l’esempio di sua moglie:

A livello di prestazioni del processore, le operazioni più impegnative che lei chiede a un computer riguardano la gestione delle foto. Le volte in cui ha dovuto collegare un cavo Firewire al MacBook da quando lo possiede sono una frazione rispetto alle volte in cui, nell’arco di una settimana, ha dovuto prendere e portarsi dietro il suo MacBook. Secondo voi quale delle due feature sarà più importante per lei: il peso o le porte? E nella mia esperienza con altri utenti Mac, ritengo che vi siano molte altre persone come lei. 

Forse non sono considerazioni tremendamente originali, ma mi fa piacere segnalare questa seconda recensione di Dan Frakes per la sua onestà nell’affermare che si è dovuto ricredere e ha dovuto riconsiderare certi pregiudizi iniziali. In altre parole, la morale è che spesso ci si riempie la bocca chiacchierando su un prodotto senza nemmeno averlo provato. I lettori meno giovani si ricorderanno dello slogan di quel mobiliere: “Provare per credere”. Va benissimo anche per Apple.

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