iPhone, terza parte (sulle terze parti)

Molte voci contro il nuovo dispositivo di Apple lamentano alcune limitazioni, come la non apertura allo sviluppo di software di terze parti e il fatto che iPhone abbia una batteria simile all’iPod e non a un cellulare qualsiasi, ossia non accessibile e sostituibile dall’utente.

Una mia prima risposta a bruciapelo vorrebbe essere: chi se ne frega.

Argomentiamo un poco, che non fa mai male. Per quanto riguarda il discorso terze parti, molto semplicemente, nulla è definitivo al momento. Qualche giorno fa, parlando con John Markoff del New York Times, Steve Jobs ha detto [la traduzione è mia]:

Noi [di Apple] stabiliamo tutto quel che l’iPhone deve contenere. Nessuno vuole che il proprio telefono si comporti come un PC. A nessuno piacerebbe caricare sul telefono tre applicazioni per poi scoprire che si blocca tutto quando si prova a fare una chiamata. Questi dispositivi [gli iPhone] sono più simili a iPod che a computer.

Jobs ha proseguito affermando che il modello dell’iPhone si differenzierà dal resto dell’industria del wireless.

Questi sono dispositivi che devono funzionare sempre, e se si caricano altri programmi potrebbero renderli instabili. Ciò non significa che non si potrà acquistare software marchiato Apple da installare sull’iPhone. E non è che tale software debba venire sempre necessariamente sviluppato da Apple. Diciamo che instaureremo un ambiente più controllato.

Ora, in queste affermazioni di Jobs io non leggo nessuna chiusura verso lo sviluppo e l’implementazione di software di terze parti. Il punto di vista del CEO di Apple mi sembra invece condivisibile. Avere un iPhone su cui non è possibile installare qualsiasi gadget (= minchiata) scritta da chiunque può far storcere il naso a chi è contro le piattaforme chiuse per principio, ma personalmente preferisco un dispositivo stabile e affidabile, che faccia quel che è nato per fare e lo faccia bene. Da quel che ho visto finora, l’iPhone fa già fin troppo.

Parlando di installare robaccia sul proprio cellulare, un piccolo esempio fresco fresco di ieri: ero stufo del tema dell’interfaccia del mio SonyEricsson K700i e ho cercato in rete qualcosa di diverso. In Google si trovano centinaia di risultati per “K700i themes”, e dopo aver guardato un po’ di siti ho scaricato e installato alcuni temi da provare, fra quelli che mi parevano più gradevoli. Beh, 4 dei 5 temi installati rallentavano vistosamente la navigazione fra le icone e i menu del telefono. Forse perché erano temi animati e non statici, ma allora perché i temi animati scritti da SonyEricsson e che vengono dati in dotazione con il telefono non mi danno alcun problema?

Tornando all’iPhone: viva l’open source, per carità, ma a chi piacerebbe installare applicazioni beta o non finite o con bug? Se Apple ha intenzione di instaurare un “controllo qualità” per approvare applicazioni altrui, ben venga.

Le batterie – Se l’iPhone userà le stesse batterie degli iPod, non è poi una catastrofe. Posseggo un iPod 3G da tre anni e, con un minimo di precauzioni, la sua batteria ha ancora prestazioni decenti. Molti sono preoccupati per la vita della batteria dell’iPhone come se dovessero utilizzarlo non-stop tutto il giorno. Oltretutto l’iPhone si può ricaricare con il suo dock proprio come l’iPod, e suppongo non sia un problema la frequenza con cui si potrà ricaricarlo durante la giornata. Insomma, a me pare perfettamente usabile, e non è detto che – quando l’iPhone sarà davvero disponibile (e mancano ancora molti mesi) – non sia possibile recarsi in un centro Apple autorizzato (compresi i negozi del provider di telefonia mobile con il quale Apple stipulerà accordi) per farsi sostituire la batteria senza perdere troppo tempo.

Una domanda per chi possiede un cellulare e/o uno smartphone: da quando lo avete comperato, quante volte avete sostituito la batteria originale? Dopo quanto tempo? È così indispensabile avere una batteria che si può togliere a piacimento (e che si può sganciare e danneggiare quando vi cade il telefono)?

Insomma, si può discutere finché si vuole, ma per me non ha senso lamentarsi di alcuni aspetti dell’iPhone che non sono affatto definitivi. Io rimango possibilista.

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