Intervallo

Mele e appunti

Ieri stavo per scrivere un piccolo seguito al post precedente, con qualche riflessione in piú legata al discorso musica, DRM, iTunes Store, eccetera.

Nel frattempo ho letto la posta elettronica. Mi ha scritto un amico, a cui avevo segnalato il mio blog tempo fa. Oltre a farmi i complimenti per questo spazio, mi ha anche dato qualche suggerimento — o meglio, ha sollevato un paio di questioni che mi hanno fatto riflettere e che mi hanno dato lo spunto per scrivere questo post.

1. Il tuo è principalmente un blog sull’universo Macintosh: perché non stai al passo con le novità, con quanto accade, e non proponi il tuo punto di vista, di volta in volta? 

Nel sollevare la domanda, il mio amico traccia un confronto con blog piú “illustri”, facendomi notare come sia importante parlare di ciò che è attualità in ambito informatico, nel Web, ecc., e sottolineando l’importanza della creazione di una rete di collegamenti ad altri blog: maggiore amplificazione del messaggio, maggiore visibilità e così via.

Un’osservazione assolutamente legittima e condivisibile. Ma non mi interessa operare in questo modo. Leggo quotidianamente un sacco di altri blog, da quelli piú noti e “linkati”, a blog magari meno popolari, ma che trovo interessanti. Dei blog piú letti, con qualche eccezione, noto con dispiacere che sono diventati così ansiosi di rimanere al passo con gli argomenti piú attuali, che finiscono con il presentare post privi di contenuti, ma estremamente ricchi di riferimenti esterni. Sembra di leggere le ricerchine della scuola media o del liceo: frase introduttiva, citazione 1, frase di collegamento, citazione 2, frase di collegamento, citazione 3, conclusione. Risultato: riciclaggio di idee o spunti altrui, pochissima sostanza propria. Non dico “originale”, ma almeno personale.

Ecco, nel mio spazio vorrei evitare una cosa del genere. Con il post precedente, e quel che stavo per scrivere, stavo cadendo in questo errore: proporre collegamenti a idee altrui, e metterci poco di mio. Arrivato a metà post, ho cancellato tutto. Se devo proprio rimandare a scritti e opinioni d’altri, che sia per dare una risposta mia. A questo proposito, mi piace molto lo stile di John Gruber; lui però si occupa del suo spazio web a tempo pieno, e può permettersi quel livello di aggiornamento. Io faccio quel che posso, limitatamente al tempo che ho scelto di destinare a questo blog.

2. Devi scrivere piú spesso, mantenere vivo l’interesse, trovare cose di cui parlare quotidianamente, se possibile.

Siamo sempre al punto di prima: se questo blog fosse la mia occupazione principale, e se avessi sufficiente tempo ed energie per alimentarlo, ben volentieri. Non ho fretta di “fare audience”, e non voglio impostare paletti troppo vincolanti. Aggiornare “Autoritratto con mele” è una cosa che faccio quando voglio, parlando di quel che mi va di parlare, e soprattutto deve essere qualcosa di rilassante, senza l’angoscia di scrivere il post quotidiano, senza l’angoscia di dover leggere voracemente i feed RSS per trovare argomenti di cui parlare (o, come fanno in troppi, a cui collegarsi senza dire niente di nuovo e senza aggiungere nulla alla discussione).

The Author

Writer. Translator. Mac consultant. Enthusiast photographer. • If you like what I write, please consider supporting my writing by purchasing my short stories, Minigrooves or by making a donation. Thank you!

2 Comments

  1. Concordo con il tuo punto di vista. C’è troppa ansia riguardo i blog. Un approccio più disteso, meno ossessionato dai numeri, farebbe un gran bene. Ai bloggers in primis…

  2. Già. Blogger ossessionati dalle statistiche, iscritti a Technorati e simili. Il preoccuparsi del traffico, delle visite, della quantità di click ha senso se si mette della pubblicità sul proprio blog e ogni click significa introiti alla fine del percorso.
    Poi una cosa che sto notando molto è la ripetizione. Molti blog ruminano, ruminano e ripropongono frittate preparate da altri. Spesso leggo il blog x che rimanda al blog y che riporta la stessa identica cosa del blog z… Un conto è cercare di integrare opinioni altrui, citare fonti per estendere il discorso o per confutarle passo passo, come cerco di fare io nel mio piccolo. Un conto è l’effetto “volantino fotocopiato 300 volte”, per dire.

    Ciao Marco, e grazie di essere passato a trovarmi.

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