Leopard: diario di bordo (17)

Nei post scorsi ho menzionato la scomparsa di alcune applicazioni sotto Leopard, vuoi perché le loro funzionalità sono state integrate in un pannello di controllo (come Connessione Internet, assorbita nel pannello Network, o Utility Configurazione Stampante, assorbita nel pannello Stampa e Fax), vuoi perché integrate in un’unica, nuova applicazione (Impostazione Assistita AirPort + Utility Amministrazione AirPort = Utility AirPort). Mi ero dimenticato di Sherlock, che dopo un’agonia iniziata con Panther è stato definitivamente dismesso. Peccato, l’idea dei canali di ricerca non era male. Io usavo soprattutto il canale Dizionario ed era piuttosto comodo avere i risultati di ricerche multiple in un’unica finestra.

Tra gli scomparsi, un altro caso notevole e forse passato un po’ inosservato è Gestione NetInfo. Su macworld.com è stato pubblicato un bell’articolo di John C. Welch, che spiega l’importanza di questa cancellazione; perché, come egli dice, non si tratta di una funzionalità semplicemente deprecata o nascosta e utilizzabile solo da utenti esperti. Gestione NetInfo ora non esiste più. Traduco gli spunti essenziali dell’articolo:

NetInfo è (o meglio, era) un servizio directory impiegato per la gestione degli utenti e del sistema. Originariamente creato per NeXTStep, NetInfo non solo poteva gestire singole macchine, ma intere reti. Il problema di NetInfo era che il resto del mondo era passato a LDAP per effettuare gli stessi compiti.

Perché la fine di NetInfo rappresenta un cambiamento così importante? Perché quando si trattava di gestire utenti e gruppi locali (ovvero gli account utente creati sul vostro Mac, o account di rete collegati ad account locali), tutto il lavoro era affidato a NetInfo. Il creare un nuovo utente in Preferenze di Sistema > Account non era altro che utilizzare NetInfo ma con un’interfaccia grafica e più piacevole. Quando si abilitava la sincronizzazione .Mac, la gestione degli accessi agli share era affidata a NetInfo. Ora tutto questo lavoro viene svolto dai Servizi Directory.

Quindi l’applicazione che assorbe le funzioni di Gestione NetInfo è Utility Directory (già Accesso Directory). Per l’utente medio questo cambiamento è sostanzialmente invisibile, dice Welch. Gli strumenti per gestire gli utenti, la condivisione file, e così via, ci sono sempre; solo che impiegano un condotto differente per comunicare.

Questi cambiamenti hanno portato a qualche beneficio? Eccome, sostiene Welch. Ora tutte le informazioni del database di NetInfo sono contenute in una serie di file .plist in /var/db/dslocal/ sotto nodes/Default/. Tutti questi file ora sono dei semplici file testuali in formato XML. È quindi possibile esaminarli e modificarli con qualsiasi programma che gestisca file di testo, da TextEdit a Property List Editor, da BBEdit a Tex-Edit Plus, Text Wrangler, Emacs, vi. Non è più necessaria un’applicazione database dedicata per lavorarci, pertanto è più semplice mantenerli e sistemarli. Welch prosegue:

Inoltre gli amministratori di rete possono gestire più facilmente gli account puramente locali sulle loro reti. La struttura XML di tali file rende più facile l’integrazione dei dati che contengono con vari tipi di strumenti di gestione utenti, dato che la stragrande maggioranza dei prodotti oggi, sia commerciali che fatti in casa, può manipolare dati in formato XML.

Questo mi sembra un buon esempio per dimostrare che non è detto che se una cosa manchi in Leopard sia necessariamente da considerarsi una lacuna o un passo indietro.

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