Intel aside

Nell’appartamento di fianco al mio stanno facendo dei lavori non meglio identificati e piuttosto drastici, a giudicare dai rumori di martelli e trapani che mi stanno fracassando i timpani da due-tre ore. Questo preambolo è necessario per capire il mio umore attuale, poco propenso al dialogo e alla pazienza.

Ciliegina sulla torta: mi chiama D., caro vecchio amico, ex utente PC da un po’ (grazie anche alla mia opera di evangelizzazione della Mela), ma ahimé sempre utente PC nel modo di approcciare le questioni informatiche. Dopo i vari “come stai” e “come vanno le cose”, arriviamo al dunque: Pensavo di prendere un portatile Mac, però ho letto che a gennaio usciranno i nuovi iBook con processore Intel. Ma come saranno, secondo te? Cosa mi consigli? Aspetto?

Provocazione: gli ho detto di sì. Poi ho aggiunto: “Ma lo sai che un tizio ha scritto su un sito che gli hanno detto che molto probabilmente i nuovi iBook non avranno la porta FireWire?”

Nooo! Davvero? E adesso come faccio con il mio hard disk LaCie esterno e la mia videocamera?

Sei nei guai, mi sa”.

E allora cos’è meglio fare a questo punto?

L’ho detto a lui e lo scrivo qui: primo, quando qualcuno scrive “notizie” prive di una fonte attendibile, non confermate da una fonte attendibile, e soprattutto senza citare questa fonte, forse è meglio non dargli retta. Secondo, prestare maggiormente attenzione ai fatti verificabili che abbiamo sottomano oggi per quanto riguarda la famigerata questione “Apple monterà processori Intel”. Terzo: il portatile serve adesso? Lo si acquisti adesso. Si può aspettare? Si aspetti.

Più in generale: Apple ha dichiarato che non si vedranno Mac con processore Intel fino a metà 2006. Presumibilmente perché è necessario aspettare i nuovi processori Intel, montarli, testarli, ecc. Da un punto di vista software, occorre tempo per preparare la transizione all’architettura x86. Oggi come oggi il software per architettura Intel suppongo si limiti a una versione, nemmeno definitiva, di Mac OS X 10.4, a qualche programma di grosso calibro come Mathematica e qualche altro, più una serie di programmini shareware già aggiornati e disponibili in formato Universal Binary. Perché, di grazia, dovrebbero uscire degli iBook Intel in meno di un mese? E quali programmi potremmo usare? Forse il sistema operativo, forse una suite iLife progettata ad hoc e qualche altra briciola? Un po’ pochino, no? Eppure là fuori c’è un sacco di gente che aspetta gennaio con ansia da festività natalizie.

Quella della scomparsa della FireWire mi sembra un’altra idiozia. I siti di rumour sostengono che la porta FireWire 400 scomparirà dai nuovi fantomatici iBook, ma verrà inserita una porta FireWire 800 per venire incontro alle esigenze degli utenti pro. Fatemi capire: adesso gli utenti pro dovrebbero comprare un iBook, noto rappresentante della linea consumer dei portatili Apple? In altre parole: che senso ha che un portatile consumer venga privato di connettività consumer e fornisca invece una porta FireWire 800 ad alta velocità, tipica per esigenze (e dispositivi) professionali?

È vero che ultimamente Apple ci ha abituato alle sorprese e che tutto può succedere, però non posso non notare come le dicerie e le superstizioni siano forti oggi quanto lo erano nel Medioevo. E visto che mi si chiedono impressioni e previsioni sul passaggio a Intel da parte di Apple, replicherò seccamente: non me ne importa un fico secco di quando usciranno i nuovi Mac, di quali porte avranno o non avranno, se sarà possibile craccare Mac OS X per farlo girare su PC, e compagnia bella. Io sto alla finestra e attendo gli eventi. Quando ci sarà un computer Apple con processore Intel potremo discuterne ad nauseam. Adesso, che l’aria fritta abbia o non abbia un processore Intel o una porta FireWire, non cambia le cose: aria fritta rimane.

Ah, D. ha concluso la telefonata dicendo che forse un PowerBook G4 a 15″ non è poi tanto male per le sue esigenze.

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About Riccardo Mori

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