David Pogue prova il BlackBerry Storm

State of the Art — No Keyboard? And You Call This a BlackBerry? — NYTimes.com: Spassosa stroncatura di David Pogue, che prova Storm, il nuovo modello di BlackBerry, e il verdetto è sostanzialmente un ‘tempestoso’ disastro. I miei stralci preferiti (oddio, dovrei citare tutto, ma farò uno sforzo di sintesi):

Un BlackBerry senza tastiera? Oh no!:

Il primo segnale che annunciava guai era il concetto: un BlackBerry touch-screen. Proprio così, nel suo impagabile zelo per cercare di guadagnare sfruttando la mania del touch-screen tanto diffusa da iPhone, RIM ha prodotto un BlackBerry senza tastiera fisica. Sveglia! La tastiera fisica non è forse sempre stato l’elemento caratterizzante di un BlackBerry? Un BlackBerry senza tastiera è come un iPod senza scroll wheel.

La tastiera virtuale cambia a seconda dell’orientamento. Come su iPhone! O quasi:

Quando si tiene il telefono in orizzontale, ecco il completo layout di tastiera Qwerty noto a tutti. Ma quando si ruota il BlackBerry in verticale, viene visualizzato il tipo di tastiera SureType, meno preciso, perché su ogni ‘tasto’ appaiono due lettere: è il software che cerca di prevedere quale parola stiamo scrivendo.

Per esempio, per inserire la parola ‘get’ si premono i tasti GH, ER e TY. Disgraziatamente sono gli stessi tasti per scrivere ‘hey’ [due termini molto usati in inglese]. Il problema è evidente. E provare a digitare indirizzi Web o cognomi insoliti è un’impresa senza speranza.

Si possono scorrere elenchi con il dito, come su iPhone! O quasi:

Per scorrere un elenco, bisogna far passare il dito sullo schermo, come su iPhone. Ma anche un gesto così banale diventa frustrante da impazzire sul BlackBerry: il telefono impiega troppo tempo a capire che state scorrendo e non facendo tap. E immancabilmente si mette a evidenziare voci a caso dell’elenco quando si comincia a scorrere; e poi, prima che lo scorrimento inizi, c’è un ritardo che lascia disorientati.

Inoltre lo scrolling manca di slancio, e non acquisisce velocità se muoviamo il dito più velocemente, come su iPhone e sul telefono di Google. Quindi far passare una lunga lista di messaggi o di numeri telefonici è piuttosto stancante.

Il BlackBerry si chiamerà anche ‘Tempesta’ (Storm) ma a quanto pare non è un fulmine:

Ci possono volere due secondi buoni perché l’immagine sullo schermo cambi quando si ruota il telefono di 90 gradi, tre secondi prima che si lanci un programma, cinque secondi prima che un tap su un pulsante venga riconosciuto. (Ricordate: per convertire i secondi in ‘tempo BlackBerry’, dovete moltiplicare per sette).

In breve: cercare di navigare su questo coso non è solo un esercizio di frustrazione — è una maratona di frustrazione.

Povera RIM! Hanno cercato di seguire l’esempio di Apple, offrire meno funzioni per avere un prodotto migliore sotto il punto di vista dell’interfaccia utente, eccetera. Ma mi sa che hanno esagerato:

Non ho trovato una sola persona che dopo aver provato questo dispositivo non sia rimasta sconcertata, perplessa, o entrambe le cose. E questo ancor prima di scoprire che lo Storm non ha il Wi-Fi.

Ma aspettate, c’è di meno”:

Entrambi i BlackBerry Storm che ho avuto in prova hanno mostrato di avere più bachi di un picnic estivo. Congelamenti, riavvii inaspettati, controlli che non rispondono, anomalie grafiche.

Il mio preferito: quando cerco di immettere il mio indirizzo Gmail, la fotocamera dello Storm si mette in funzione d’improvviso, trasformando lo schermo in un mirino, anche se la tastiera virtuale continua a rimanere sovraimpressa per metà dello schermo.

La domanda, infine, nasce spontanea:

Come ha fatto questo coso ad arrivare sul mercato? Forse che tutti quelli coinvolti nella sua realizzazione erano troppo spaventati da tirare il freno di emergenza di questo treno?

* * * * *

[Aggiornamento — febbraio 2009: Se avete trovato questo post dopo una ricerca con Google sul BlackBerry Storm, prima di affrettarvi a commentare, vi pregherei di leggere la discussione nei commenti, in special modo i miei interventi, che spero servano a chiarire ulteriormente la mia posizione. Vorrei semplicemente evitare di riscrivere cose già scritte, e vorrei davvero evitare che la discussione degenerasse ulteriormente in una disputa “BlackBerry Storm contro iPhone” nello stile di tante dispute “PC contro Mac” — discussioni che non portano a nulla e nient’affatto costruttive. Se avete rancori contro Pogue, se pensate che la sua recensione sia di parte e poco obiettiva, scrivete a lui e non a me. Ogni commento che non tenga conto di questa mia nota verrà automaticamente cancellato. Grazie per la collaborazione.]

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