Figli di un keynote minore

Ecco il consueto post di riflessioni del dopo keynote di ieri al Macworld Expo di San Francisco. Stavolta però sarò breve e leggermente provocatorio.

1. A tutti i delusi, a quelli che volevano la presentazione di una dozzina di novità hardware e software (“E il nuovo Mac mini?”, “E i nuovi iMac con processore a 8 core?”, “E la demo di Snow Leopard?”, “E perché il nuovo MacBook Pro da 17 pollici non ha il nuovo processore Intel quad core?”, eccetera), rispondo semplicemente: è proprio per questo che Apple abbandona il Macworld Expo. Troppa pressione e, se mi passate l’espressione, ‘ansia da prestazione’. È vero, il Macworld è una vetrina importante e bla bla bla. Ma Apple ha dimostrato chiaramente negli ultimi mesi (io direi perfino negli ultimi due anni) di saper creare comunque un evento e catalizzare l’interesse di tutti ogni qual volta ne ha organizzato uno per suo conto. Perché essere costretti a presentare qualcosa quando magari non vi è nulla di veramente pronto o definitivo? La grande pressione esercitata da tutti quei siti di rumour e voci di corridoio è finalmente arrivata a massa critica, e giustamente Apple si toglie di mezzo. L’aria si è fatta tossica.

In ogni caso, i delusi devono soltanto avere un po’ di pazienza. I tempi sono maturi per un nuovo Mac mini, e certamente per un aumento di prestazioni della linea iMac. Non è escluso (in passato è già accaduto) che Apple introduca lo speed bump da un giorno all’altro, annunciandolo sul sito e senza organizzare alcun evento. Che poi qualcuno mi spieghi perché Apple dovrebbe sprecare tempo e risorse per organizzare una presentazione di Mac identici ai precedenti ma con processori più veloci e dischi più capienti. Che demo volete, i benchmark di Photoshop come negli anni Novanta?

La mia sfera di cristallo è appannata dalla condensa — fa freddo anche qui a Valencia — però quel che potrebbe accadere in primavera è un mini-evento simile a quello dello scorso ottobre in cui vennero presentati i MacBook unibody, ma dedicato ai desktop, magari riunendo una serie di piccole novità estese a tutta la linea dei Mac da scrivania, dal Mac mini al Mac Pro. Oppure no. Chissà. Chi se ne frega, in fondo: prima o poi qualcosa succederà. Non muore nessuno se non succede il 6 gennaio 2009, no?

Qualcuno ha persino ipotizzato che Apple avesse in realtà altre novità da annunciare, ma che non l’abbia fatto per scelta strategica. Ammetto di averlo pensato anch’io.

2. Le suite iLife ’09 e iWork ’09 sembrano racchiudere novità significative. Devo ancora vedere il keynote in streaming QuickTime, o una delle ‘visite guidate’ a disposizione sul sito Apple per avere un’idea dell’efficacia di queste nuove funzioni, ma sulla carta iPhoto appare rivoluzionato e finalmente, dopo sette versioni, degno di nota (eh sì, non sono un fanatico di questa applicazione). Faces e Places, nonché i nuovi strumenti di editing, mi paiono delle belle pensate e sono curioso di vederle in azione. Altra bella pensata sono le lezioni di musica in Garageband. La domanda di rito: “Ma saranno disponibili anche in Italia?”. La risposta uno se la dà da solo prendendo un mappamondo e osservando le dimensioni del Bel Paese. Nella pagina dei Requisiti di sistema di iLife ’09 si dice che Le Lezioni degli artisti GarageBand sono in vendita separatamente e disponibili in alcuni paesi tramite il Negozio delle lezioni GarageBand. L’idea è buona comunque: personalmente spero sia possibile acquistarle anche in inglese. Per alcuni potrebbe essere l’occasione buona per imparare due cose insieme.

iWork ’09 è interessante, specie per il nuovo servizio iWork.com, una sorta di .Mac per la condivisione dei documenti creati con la nuova suite. Per ora il servizio è in beta gratuita, ma diventerà a pagamento. Il fatto di annunciarlo come Beta è senza dubbio una prova di come Apple abbia imparato la lezione del lancio affaticato e farraginoso di MobileMe lo scorso luglio. Che iWork.com in un futuro diventerà a pagamento, lo ammetto, mi ha fatto un po’ storcere il naso, specie in quanto già abbonato a MobileMe. Ora come ora, da quel che ho potuto vedere, iWork.com non offre molto di più dell’ottimo e gratuito Google Docs, ma tutto è in divenire, e sono sicuro che — anche grazie al feedback che Apple riceverà da coloro che stanno già collaudando la versione di prova di iWork ’09 (che dura un mese, è gratis, e offre tutte le funzionalità del pacchetto) — i servizi di iWork.com finiranno con l’avere quel qualcosa in più marcato Apple che li rende meritevoli di una quota periodica.

Ieri sera ho scaricato la versione di prova di iWork ’09 e, malgrado i requisiti minimi di sistema prevedano un Mac con processore G4 a 500 MHz e 32 MB di RAM video, e Mac OS X 10.4.11, sono lieto di riportare che la suite è discretamente utilizzabile anche da macchine lievemente meno potenti. La sto provando sul mio Power Mac G4 Cube, che ha un processore a 450 MHz e 16 MB di RAM video, e finora non ho riscontrato problemi. I momenti più faticosi per un vecchio G4 sono soprattutto legati agli effetti visivi, e a volte compare la rotellina arcobaleno per qualche secondo (come nella paginata iniziale: dopo aver scelto di creare un documento nuovo partendo da uno dei modelli forniti — tanti — c’è un effetto di animazione in cui il modello viene ingrandito fino a diventare il nuovo documento, e lì il Cube arranca qualche istante, ma l’editing del documento fila via liscio). Sono quindi soddisfatto di questa ‘retrocompatibilità’: temevo, per esempio, che già fosse finito il supporto ai Mac con architettura PowerPC.

3. Il nuovo MacBook Pro da 17 pollici. Tutto come previsto, ma Apple riesce a infilare la novità anche qui: una nuova batteria intelligente, interamente progettata ad hoc, che (almeno sulla carta) dovrebbe durare il doppio rispetto al normale, arrivando a un’autonomia di otto ore. E con la bellezza di 1000 cicli di ricarica (più del doppio di quanto offrano altre batterie). Il rovescio della medaglia? Non è rimovibile. E, ovvio, già ci si lamenta. Io vorrei tanto sapere quanti avranno bisogno di una batteria di ricambio con un’autonomia così grande. (Sì, so che qualcuno risponderà “Ma io che faccio tutti i giorni Milano-Sydney come faccio?”). Un’altra buona nuova è che per 45 Euro in più è possibile ordinare il MacBook Pro con schermo antiriflesso. Chissà se più avanti renderanno disponibile questa opzione anche per i modelli da 15 pollici.

4. L’èra del DRM in iTunes è virtualmente finita. Se non è una grossa novità questa…

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About Riccardo Mori

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