Ulteriori considerazioni sull’interfaccia di Safari 4

Prima di tutto, una puntualizzazione

Da che è disponibile Safari 4 Public Beta si sono lette per il Web parecchie disquisizioni, soprattutto in merito all’interfaccia grafica, dato che Apple ha presentato cambiamenti sottili ma importanti. E anch’io, nel post precedente, ho mostrato quelle che a mio parere — e non solo mio — sono delle incoerenze serie, sia per quanto riguarda le HIG (Human Interface Guidelines) di Apple, sia per quanto riguarda la generale usabilità del browser.

Tutti questi discorsi all’utente medio (o comunque a digiuno di usabilità, accessibilità e teoria delle interfacce) possono sembrare questioni di lana caprina. In altre parole: “A me il nuovo Safari piace, chi se ne frega dove hanno messo i pannelli o come hanno cambiato la grafica”. Posizione sacrosanta. Del resto anch’io potrei tenere un blog un po’ diverso da questo, con articoletti di un paio di paragrafi, in cui scrivere la notizia “Wow, è uscita la beta pubblica di Safari 4. Top sites! CoverFlow! Più veloce! Andate a scaricarla”.

Ecco, Autoritratto con mele non funziona così. A me piace analizzare aspetti come la nuova interfaccia utente grafica, proprio perché non sono a digiuno di teoria delle interfacce, usabilità, accessibilità e design del software. A me piace tentare di portare tali questioni all’attenzione di chi magari non si interessa di queste cose e stimolare la sua curiosità. Parlando in generale, esiste ancora tanta gente che al sentir nominare la parola design alza gli occhi al cielo e crede che design sia qualcosa di superficiale, legato all’estetica di un oggetto o di un elemento, ossia del far qualcosa ‘bello da vedere’.

Ovviamente il design è molto di più. Basta osservare con attenzione gli oggetti più banali che ci circondano. La mia caffettiera Bialetti è costruita in modo che quando il caffè è pronto e io afferro la caffettiera per versarlo, la mia mano non si scotta, perché il manico rivestito ha una curvatura e una forma pensate e progettate per evitare un simile incidente. Il beccuccio ha una forma particolare che evita che gocce di caffè scorrano lungo la caffettiera mentre il caffè viene versato nella tazza.

Un esempio banale, ma che mostra come dietro qualsiasi cosa che usiamo quotidianamente vi siano una o più menti che hanno riflettuto su come costruirla al meglio. (Ovviamente non sempre ci azzeccano, ma questa è un’altra storia). Anche i computer. Anche i programmi che girano sui computer.

Veniamo a noi

Le mie considerazioni su Safari 4 Beta cercano di andare oltre i gusti personali. A me piace Top Sites, a me piace CoverFlow. Sono idee accattivanti e ingegnose. (Usavo CoverFlow ancor prima che fosse comprato da Apple e integrato in iTunes). A me piace la navigazione a pannelli in un browser e non tornerei mai indietro. Ma cerco di contestualizzare queste idee per capire se, oltre all’effetto puramente estetico, la loro applicazione e implementazione sia stata eseguita tenendo presente tutta una serie di fattori (usabilità, ottimizzazione per Mac con processori e schede video più datati, coerenza con il resto dell’interfaccia del sistema operativo, ecc.), oppure se le priorità sono state altre. E qui i gusti personali c’entrano poco.

A leggere le varie opinioni sulla nuova interfaccia utente grafica di Safari 4, poi, la confusione aumenta perché anche di fronte a questioni generali le correnti di pensiero sono disparate. C’è chi ritiene che i pannelli in alto (Tabs on top) siano una buona idea e una miglioria rispetto a Safari 3, c’è chi li ritiene una pessima idea fuori dalla logica dell’interfaccia di Mac OS X.

Fra i sostenitori della giustezza della nuova collocazione dei pannelli di Safari, c’è Lukas Mathis, che in un suo articolo recente sostiene che i pannelli in alto sono corretti perché rispettano la gerarchia degli elementi dell’applicazione e dei contenuti:

Gli utenti hanno un modello mentale di come le singole applicazioni funzionano. Tale modello descrive la logica interna che l’utente presuppone e si aspetta da una certa applicazione. [Questa logica] proviene sia da preconcetti sulla natura dell’applicazione, sia dall’esperienza diretta con tale applicazione. Una parte di questo modello mentale è la gerarchia degli elementi dell’applicazione.

Nel nostro esempio, i pannelli dovrebbero trovarsi logicamente sopra la barra dell’indirizzo, perché quando si passa da un pannello all’altro i contenuti della barra dell’indirizzo cambiano. La disposizione dei pannelli nella versione precedente di Safari — ossia fra la barra dell’indirizzo e la pagina Web — dava adito a confusione poiché contraddiceva il modello interno dell’applicazione, dando agli utenti dei falsi indizi sulla sua funzionalità e potenzialmente interferendo con il loro modello mentale dell’applicazione.

Anche secondo me l’idea di disporre i pannelli in alto è più rispettosa di tale gerarchia, ma gli ingegneri di Safari 4 sono andati ancora più in là e hanno eliminato del tutto il concetto di barra del titolo, che non è solo uno spazio inutile per mettere, appunto, il titolo di una pagina Web, è anche e soprattutto il ‘contenitore’ che crea la metafora dello spazio di lavoro. Togliendo questo elemento, oltre a creare i problemi (piccoli, forse, ma non trascurabili) di cui ho parlato nel precedente articolo, si elimina il concetto di ‘contenitore’ e l’applicazione Safari sparisce per diventare il sito e i siti che di volta in volta visualizza. Se ciò può avere senza dubbio i suoi lati affascinanti, per me è un problema concettuale, e oltre a essere incoerente con il resto dell’interfaccia di Mac OS X, va a interferire con il mio modello mentale di applicazione. Mi spiegherò con esempi visuali.

Per me un browser, e tutti i suoi pannelli, è come un’agenda, un planner:

planner1.jpg
planner3.jpg

Le pagine Web sono come i fogli di queste agende (anzi, forse è più appropriato considerarli i separatori) che si possono spostare aprendo i ganci e cambiando la posizione. Le etichette servono ovviamente a distinguere i contenuti:

planner2d1.jpg
planner2d2.jpg

La barra del titolo, insieme ad altri elementi grafici comuni a tutta l’interfaccia di Mac OS X (i pulsanti rosso, giallo e verde, di controllo della finestra, il contorno — che in Safari è più evidente se attiviamo la barra di stato in basso, ecc.) sono ciò che distingue l’applicazione Safari dai suoi contenuti. Se osserviamo le foto delle agende, l’analogia è con la copertina dura dell’agenda, sulla quale vengono montati i ganci — in una parola, la struttura stessa dell’agenda, il contenitore.

Sempre seguendo questa analogia, l’immagine che meglio raffigura la mia sensazione nel vedere violata ed eliminata la barra del titolo in Safari 4 Beta è questa:

planner-raw.jpg

Pannelli, pagine Web, l’uno di fianco all’altro, senza un contenitore. Quando afferro un pannello in Safari 4 si muove tutta la finestra, quando afferro un pannello in Safari 3 si muove solo il pannello. Ognuno ha la propria opinione e sensibilità, e soprattutto il proprio modello mentale per queste cose: a me sembra più logico il comportamento di Safari 3, che distingue fra pannelli e finestre/contenitori. Neanche i pannelli in Safari 3 erano perfetti, perché seguendo questa logica delle gerarchie, non ha senso che il pannello in primo piano sia visivamente collegato al chrome, alla cornice solida di Safari:

Safari3tabs-before.png

In realtà l’approccio più corretto (quel che avrei implementato io in Safari 4 al posto di massacrare la barra del titolo) mi pare il seguente (mi scuso con i grafici per i ritocchi artigianali all’immagine precedente):

Safari3tabs-after.png

Ossia, il pannello ‘esce’ dalla pagina Web sottostante, perché ne è il naturale prolungamento, ma rimane sempre subordinato al browser, che è l’applicazione che lo contiene.

E se fosse l’inizio di una nuova interfaccia?

In fondo in fondo, una parte di me sospetta che questo nuovo approccio al concetto dei pannelli in alto al posto della barra del titolo sia il precursore di un rinnovamento generale dell’intera interfaccia di Mac OS X. Chissà, magari dietro l’angolo ci attendono finestre del Finder a pannelli, disposizione degli account in Mail a pannelli, playlist in iTunes a pannelli (come già appaiono le diverse sezioni quando si collega un iPod o iPhone), pannelli pannelli pannelli.

Non sarebbe un’idea nuova, del resto. Gia nel 1979-1980, in fase di progettazione dell’interfaccia del Lisa, le finestre del ‘Finder’ erano pannelli. Si vedano le foto allegate a questa storia su Folklore.org, nello specifico questo trittico e quest’altro. Le finestre minimizzate sulla scrivania erano pannelli. Questo concetto è stato ripreso più avanti in Mac OS 8, con l’opzione di visualizzare le finestre nel Finder come ‘finestre a comparsa’. Con l’opzione attivata, era possibile minimizzare le finestre e farle apparire come pannelli la cui etichetta spuntava nella parte inferiore dello schermo. L’idea non era male, e il bello è che tutte le finestre ridotte a pannelli rimanevano persistenti anche dopo un riavvio, dando così all’utente la possibilità di disporre in fondo allo schermo tutta una serie di ‘finestre più usate’ senza dover fare doppio clic sulle rispettive cartelle ogni volta.

Mi auguro che, se questa dovesse essere la strada che Apple ha deciso di intraprendere, l’implementazione di una simile interfaccia a pannelli estesa a tutto il sistema (o alle sue parti notevoli) venga fatta tenendo presente la gran quantità di feedback che sono certo Apple starà ricevendo da qualche giorno. E soprattutto tenendo presente l’impatto dirompente che ciò potrà avere sui modelli mentali che gli utenti hanno su come funzionano un sistema operativo e le applicazioni che incorpora. Per non parlare dell’usabilità. Come sempre con Apple, attendo curioso.

Category Mele e appunti Tags

About Riccardo Mori

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