Leopard: diario di bordo (4)

Mele e appunti

Un’altra giornata passata senza problemi o brutte sorprese. Una sensazione molto distinta, ma tutta personale e niente affatto tecnica, è che il sistema operativo si adatti progressivamente al Mac su cui è installato. In realtà può benissimo essere che sia io ad abituarmi progressivamente a Leopard, ma il fatto è che i primi due giorni certe operazioni (il lancio di alcune applicazioni, il passaggio fra un’applicazione e l’altra, per dirne due) mi sembravano meno scattanti, e notavo che la ventola del PowerBook si azionava più di frequente. In ogni caso voglio ribadire come Leopard sia assolutamente utilizzabile su un G4 a 1 GHz, con 32 MB VRAM e 768 MB RAM. La reattività del sistema è pari e spesso superiore a Tiger. Il fatto che Spotlight sia enormemente migliorato rispetto a Mac OS X 10.4 di certo aiuta. Ora si possono eseguire ricerche più complesse con operatori booleani (AND, OR, NOT) e i tempi di visualizzazione dei risultati della ricerca sono visibilmente diminuiti. Impressionante la ricerca su volumi condivisi: qui Spotlight ci mette un po’ di più, ma i tempi di risposta sono quasi paragonabili a Spotlight in Tiger.

Non essere presenti è parte del divertimento. Così recita la pagina del sito Apple USA dedicata al nuovo iChat 4. Sì, le solite frasette accattivanti in stile Apple, uno pensa con scetticismo di fronte ai visi sorridenti delle schermate d’esempio, che chiacchierano fra loro via iChat con buffi sfondi dietro di sé. iChat aggiunge infatti nuovi effetti speciali per rendere più spiritosa una chat video. Ma di questi effetti non me ne può fregare di meno. È Condivisione Schermo, per me, la vera innovazione. Provato ieri notte in chat con Lucio, e sono rimasto interdetto quando la sessione di Condivisione Schermo è iniziata. Potevo vedere quel che avveniva sul suo PowerBook in tempo reale e ascoltare Lucio. Quando avevo letto di questa nuova funzionalità di iChat, ingenuamente credevo si trattasse di una condivisione “muta”, in realtà l’interazione è totale, e Condivisione Schermo è in sostanza una chat audio (o video per chi ha iSight) con in più lo schermo del Mac dell’altro utente davanti a te. Vedevo la scrivania di Lucio e quel che stava facendo a pieno schermo sul mio Mac, con un’ottima fluidità, un po’ come osservare un filmato in streaming. Condivisione Schermo non è un inutile effetto speciale, è uno strumento efficace soprattutto per chi collabora a un progetto e magari è costretto a farlo a distanza. Per esempio un collaboratore può mostrare all’altro come una certa cosa venga visualizzata sul suo Mac in caso di discrepanze, o mostrare esattamente a che punto è con il proprio lavoro sul progetto in questione, o insegnare a un altro collaboratore come impostare, che so, le preferenze di Illustrator o come applicare un filtro di Photoshop… e così via.

Più autosufficienza. Sto leggendo con interesse gli articoli di Dan Frakes su Macworld.com dedicati a illustrare quali software di terze parti Leopard rende superflui (in tutto o in parte) grazie alle sue nuove funzionalità. (Qui trovate la prima parte, qui la seconda). È una cosa che non ho potuto fare a meno di ignorare in questi giorni di utilizzo “normale” di Leopard: ho qualche applicazione in meno aperta nel Dock. Per leggere brevi file di testo, per vedere di che tratta un PDF, per ascoltare un brano di tanto in tanto, per guardare una cartella di fotografie, per fare una semplice masterizzazione mi è bastato il Finder. E Apple ha esteso le funzionalità di certi programmi un po’ debolucci come Acquisizione Immagine e Anteprima per far sì che “bastino e avanzino” per chi non abbia esigenze specifiche. (Il nuovo Anteprima mi piace molto più del vecchio, ma per la lettura e gestione dei PDF continuo a usare Skim, che migliora a ogni piccolo aggiornamento. Adobe Reader è un ricordo ormai). Se a questo aggiungiamo le possibilità offerte da Spaces, abbiamo un ambiente di lavoro decisamente più sgombro e razionale.

Piccoli pezzi mancanti. Arrivato al sesto giorno (settimo mentre scrivo), ho notato anche qualche piccola mancanza, ma niente di tremendamente critico. Mi era sfuggito, per esempio, che Leopard non supporta più l’Ambiente Classic. Utilizzo ancora qualche applicazione che necessita di Classic, ma per questo lascio Tiger installato su un altro Mac sufficientemente veloce per far girare tali applicazioni (e anche giochi). Ora in Leopard un’applicazione Classic presenta un segno di divieto sovrapposto alla sua icona, per cui basta un colpo d’occhio in caso di incertezza. Devo dire che questo ha avuto un effetto collaterale positivo sul mio PowerBook: ho potuto liberare più di un GB di spazio su disco eliminando la “Cartella Sistema” (necessaria all’Ambiente Classic, da non confondersi con la cartella “Sistema” necessaria al funzionamento di Mac OS X) e la cartella “Applicazioni (Mac OS 9)” dopo averle trasferite su un altro disco rigido.

Un’altra mancanza è per me la finestra “Mostra tutto” di Spotlight com’era in Tiger. Quella di Leopard è più confusa e caotica. Questo rientra in tutti quei piccoli cambiamenti estetici che Apple ha deciso di effettuare arbitrariamente in Leopard e che poteva risparmiarsi, visto che funzionavano bene già in precedenza. Se una cosa non è rotta, perché ripararla?

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Risultati della ricerca Spotlight di “pdf” nella finestra “Mostra tutto” in Mac OS X 10.4 Tiger (clic per ingrandire)

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Risultati della ricerca Spotlight di “pdf” nella finestra “Mostra tutto” in Mac OS X 10.5 Leopard (clic per ingrandire)

Si vede immediatamente come in Tiger la finestra dei risultati sia molto più chiara e navigabile. Fra l’altro ho scoperto un comportamento strano di Leopard proprio mentre cercavo di catturare la seconda figura. Sia facendo Mela-Maiusc-4 e poi premendo la barra spazio per fotografare solo la finestra prescelta, sia utilizzando l’analoga funzione dell’utility Istantanea, i contenuti della finestra non erano visibili, ma veniva presentato solo uno sfondo nero. Ho dovuto fotografare l’intero schermo e poi ritagliare la parte che mi interessava. La cosa è riproducibile sul mio Mac, ma non mi azzardo a parlare di bug. Se volete fare delle prove sui vostri Mac, sappiatemi dire.

Sempre in tema di mancanze, è curioso notare l’assenza di una funzione nuova di Safari. Se ne parla nella pagina di Apple che elenca le nuove 300 funzionalità di Leopard, se ne parla persino nell’Aiuto di Safari, ma non sono riuscito a trovarla né ad attivarla. Si dice infatti che adesso è possibile navigare in un documento PDF direttamente in Safari utilizzando i controlli di anteprima (e questi ci sono, appaiono in sovraimpressione nella parte inferiore della finestra al passaggio del puntatore del mouse) e il “pannello laterale”. Dove sia questo pannello laterale e come fare ad attivarlo è quel che mi piacerebbe sapere. L’Aiuto Safari afferma testualmente:

Per visualizzare la barra degli strumenti, posiziona il puntatore del mouse al centro della pagina PDF, vicino alla parte inferiore. Se sposti il puntatore dalla barra degli strumenti, dopo un attimo questa scompare.

Per visualizzare la barra laterale, fai clic sul triangolo a sinistra della barra degli strumenti.

Questo famigerato “triangolo a sinistra della barra degli strumenti” non esiste.

Reazioni miste. Ovvero novità che presentano aspetti interessanti e caratteristiche irritanti. Ritorno brevemente sugli Stack: degli aspetti irritanti ho già parlato in una delle parti precedenti del mio diario di bordo. Ieri sera ho notato una cosa che non mi dispiace: stavo controllando la posta e scaricando un file da Internet con Safari in background. A scaricamento ultimato, lo stack Downloads nella parte destra del Dock ha fatto un balzello per avvertire che il download era terminato, e l’icona del documento è apparsa in primo piano sulle altre.

Il Visore Aiuto è migliorato indubbiamente. Più reattivo di prima, con un comportamento più consistente (finiti i tempi delle inspiegabili finestre vuote), e soprattutto con una funzione di Indice che permette di sfogliare rapidamente i contenuti dell’Aiuto. Fin qui tutto bene. Ma perché fare in modo che la finestra rimanga sempre visualizzata in primo piano? Ho cercato di aggirare il problema con Spaces, assegnando uno spazio specifico a Visore Aiuto, in modo da togliermelo dalla scrivania attiva. Niente da fare: se attivato, Visore Aiuto compare sempre sopra tutte le applicazioni e finestre aperte in quel momento. Irritante.

E anche per ora, passo e chiudo.

The Author

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2 Comments

  1. A dire il vero, a me è SEMPRE capitato che il sistema operativo diventasse sempre più fluido nei giorni dopo l’installazione. Mi è capitato con OS 9, Jaguar, Panther e Tiger, su qualunque mac io li installassi.
    Però è vero che potrebbe essere il mac ad adattarsi al sistema operativo… prima o poi mi leopardizzerò anch’io e potrò fare le mie valutazioni.. :)

    Beppe G.
    (mac user dal 1999)

  2. Io ricordo bene i vari aggiornamenti, e su tutti i miei Mac ho sempre notato un elemento ricorrente: la versione di Mac OS X successiva era più scattante e reattiva della precedente. Puma (10.1) era decisamente meglio di Mac OS X 10.0.4, Jaguar era decisamente meglio di Puma, Panther fu un upgrade memorabile (un bel salto prestazionale, complice il fatto che aumentai la RAM del PowerBook da 512 a 768 MB), Tiger andava meglio di Panther.

    Ecco, con Leopard ho questa sensazione: va meglio di Tiger e va meglio di se stesso sei giorni fa.

    Ciao e grazie per il commento,
    Riccardo

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