Apple è in ottima salute. Anche Jobs.

Mele e appunti

Il 21 ottobre si è tenuta la “Conference Call — Risultati Finanziari Quarto Trimestre Anno Fiscale 2008 di Apple”, ed è stato un evento certamente interessante, non solo per i risultati strepitosi delle vendite di tutte le linee di prodotti Apple, ma anche per la presenza dell’ineffabile CEO Steve Jobs. Una circostanza rara e in passato generalmente legata alla comunicazione di brutte notizie. Stavolta invece nelle parole di Jobs, sia il discorso iniziale già preparato, sia le risposte fornite agli analisti, c’erano un orgoglio e una sicurezza del tutto giustificati.

Il sito Seeking Alpha ha pubblicato una risorsa eccezionale: la trascrizione completa della Conferenza. Consiglio davvero a chi non ha problemi con l’inglese di leggersela tutta: non è una lettura breve ma vale davvero la pena. Pubblico qui qualche breve stralcio che a me pare significativo, in quanto Jobs ha saputo essere sintetico ed efficace nello ‘spiegare Apple’.

Ben Reitzes, analista per Barclays Capital, chiede a Jobs di parlare dei prezzi dei Macintosh e di come, secondo Jobs, siano posizionati considerando l’attuale panorama economico; inoltre vorrebbe sapere che cosa pensa Jobs di questa nuova categoria di NetBook di cui si parla tanto, e se vedrebbe un’eventuale presenza di Apple in quel segmento di mercato. Jobs risponde:

Beh, non è questa particolare flessione economica che sta creando un mercato per computer meno costosi. Quel mercato esiste da tempo, e vi sono parti di quel mercato nelle quali abbiamo scelto di non entrare.

Io credo che quando la gente vuole un prodotto del livello di ciò che produciamo noi, si mette sempre a fare confronti di prezzo, e devo dire che ormai siamo piuttosto competitivi in questo senso. Pertanto scegliamo di essere presenti in certi segmenti del mercato, e scegliamo di non esserlo in altri. E la questione è: questa flessione spingerà parte dei nostri clienti verso quei segmenti più bassi del mercato e ad acquistare prodotti di qualità inferiore? Ecco, sarei sorpreso se ciò accadesse sui grandi numeri, e ritengo anzi che vi sia ancora un gran numero di clienti che non abbiamo, nel mondo Windows o nell’altro 99% del mercato della telefonia, ai quali piacerebbe acquistare prodotti Apple e che potrebbero permetterseli. Perciò vedremo quale sarà il rapporto fra questi due fattori, ma direi che non siamo particolarmente preoccupati.

Per quanto riguarda la categoria dei NetBook, si tratta di una categoria nascente. A quanto ci è dato vedere, non ci sembra che se ne stiano vendendo in grandi quantità. Se vogliamo, uno dei nostri partecipanti in quella categoria è iPhone, almeno per quanto riguarda la navigazione Web, la gestione delle email, e tutte le altre cose che un NetBook permette di fare, più l’essere collegati alla rete cellulare ovunque ci si trovi — iPhone è un’ottima soluzione in questo senso, e in più sta nel taschino. Ma aspetteremo di vedere come si evolve questa categoria nascente, e abbiamo alcune idee decisamente interessanti da proporre in caso si evolva sul serio.

Quest’ultima frase sicuramente fornirà lo spunto per innumerevoli discussioni e supposizioni. Io penso, molto semplicemente, che nel caso la categoria NetBook decolli davvero, è possibile che Apple entri in quel particolare segmento di mercato con una strategia analoga a quella utilizzata con iPhone nel mercato della telefonia. Perché con iPhone Apple ha dimostrato che non è strettamente necessario innovare essendo pionieri in un mercato, o creandone uno con la creazione di un prodotto-mai-visto-prima. Si può anche osservare da lontano, studiare e fare i compiti; ed entrare, dopo, con un prodotto che fa dire ai ‘veterani’ di quel mercato “Ma perché non ci abbiamo pensato noi prima?”.

In risposta a Toni Sacconaghi, analista per Sanford Bernstein, Jobs ha ribadito un concetto che dovrebbe essere chiaro ormai anche a chi sosteneva un paio di settimane fa che la novità dell’evento sui portatili sarebbe stato, finalmente, un portatile a basso costo. E il concetto è: “Apple” e “basso costo” sono due cose inconciliabili, termini che non staranno mai nella stessa frase — meglio, molto meglio, la qualità e il valore del prodotto:

Quel che vogliamo fare è fornire a questi clienti quanto promettiamo, un livello sempre maggiore di valore. Esistono categorie di clientela che scegliamo di non considerare. Non sappiamo come realizzare un computer da 500 dollari che non sia un ammasso di ferraglia, e il nostro DNA non ci permetterà di produrre un simile coso. Ma possiamo continuare a offrire un valore sempre più grande a quei clienti che invece consideriamo, e ve ne sono moltissimi. E abbiamo avuto un enorme successo concentrandoci su determinati segmenti del mercato, senza voler per forza soddisfare tutti i palati. Per cui da Apple ci si può ragionevolmente aspettare di continuare con quella strategia vincente, cercando di aumentare sempre più il valore dei prodotti destinati al target di utenza verso cui scegliamo di dirigerci. Che ne dice? Ha senso?

Io direi proprio di sì.

Fra l’altro, oggi ho fatto il solito giretto alla FNAC e finalmente è comparso il nuovo MacBook. È sufficiente guardarlo — di persona, non in fotografia — per capire al volo il concetto “è un po’ più caro del MacBook di prima, ma, porcaccia miseria, quei 200 Euro in più li vale tutti”. L’ho provato, maneggiato e soppesato e accidenti che impressione lascia. Solidità, eleganza, cura del dettaglio. Poi accanto c’erano due MacBook bianchi della serie precedente: sembravano giocattoli, con quel bianco ‘avariato’ dall’uso — che poi si parla sempre di unità demo, quindi l’uso è comunque scarso. Peccato scompaia il modello nero: pur di plastica rimane sempre più bello a vedersi. Neanche i vecchi iBook bianchi invecchiavano così male.

(Ah, e il nuovo trackpad è assolutamente usabile. Io ci ho appoggiato la mano e l’ho utilizzato fingendo che nella parte inferiore ci fosse il pulsante, quindi facendo clic con il pollice, come d’abitudine, e mi sono trovato benissimo. Ah, e ho messo l’illuminazione dello schermo al massimo, e devo dire che potrebbe anche essere sopportabile. È davvero davvero luminoso. Ora dove sono quei 1.449 Euro?…)

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