Arrivederci, ClaZ.

Mele e appunti

Oggi è scomparso Claudio Zamagni, affettuosamente noto come ClaZ nella comunità Mac italiana.

L’ho appreso leggendo POCTalk, la mailing list degli amici del POC. In un primo momento ho pensato di avere le traveggole. Quando arriva una notizia del genere c’è sempre un primo istante di incredulità in cui pensi “No, non può essere lui”, “No, ho letto male”. Come quando ti tagli involontariamente: istanti sospesi in cui non succede nulla, poi la ferita inizia a sgorgare. Ecco. Sono abbattuto e addolorato, confuso, arrabbiato, a tratti ancora incredulo.

Ho conosciuto Claudio di persona nel 2002, da Mac@Work a Milano, anche se il suo nome mi era già familiare per la frequentazione delle stesse mailing list di Mac e dintorni, e la sua fama di tecnico ripara-tutto lo precedeva. Ricordo bene quel giorno: in negozio sentii che qualcuno lo salutava, al che mi avvicinai e gli dissi: “Ma sei tu il Mitico ClaZ!”. Lui mi sorrise e ci stringemmo vigorosamente la mano. E subito iniziammo a chiacchierare di Mac e di riparazioni, a scambiarci aneddoti e a farci grasse risate (e chi se la scorda più la risata di Claudio: forte, profonda e genuina). Insomma, Claudio era fatto così: una persona alla mano, disponibile e generosa, dall’ironia intelligente e graffiante. Dopo quasi tre ore con lui, quel giorno, avevo l’impressione che ci conoscessimo da un pezzo.

Andai a trovarlo più volte al suo laboratorio a Torino; mai, purtroppo, con la frequenza che avrei voluto. Malgrado fosse sempre indaffarato e con una montagna di hardware da revisionare, è sempre stato cordiale e di ottima compagnia. Io non volevo mai fargli perdere tempo, così gli dicevo: “senti, passo il pomeriggio da te, ma tu lavora pure — io osservo e imparo, oppure se vuoi mi metto in un cantuccio…”. Ma non dire cazzate, è un piacere, vieni pure mi rispondeva. A volte si passava il tempo fra i Mac, altre volte mi spiegava con orgoglio i suoi progressi con l’impianto personalizzato sulla sua Audi A6.

Data-Project, giugno 2003. Ecco la gatta di ClaZ riposare fra i PowerMac nel laboratorio.

Data-Project, giugno 2003. Ecco la gatta di ClaZ riposare fra i PowerMac nel laboratorio.

Lui mi ha insegnato ad aprire i vecchi Mac compatti senza paura e remore. Mi ha insegnato un sacco di cose sui guasti ai vecchi monitor Apple. Mi ha trasmesso la passione del collezionismo di Mac vintage e mi ha dato l’impulso al fai-da-te. Buona parte della cultura del troubleshooting sui Mac l’ho assorbita da lui. A lui ho telefonato due anni fa quando il mio PowerBook G4 12″ è andato in panne. Se ho saputo smontare il PowerBook da cima a fondo e poi rimontarlo è grazie ai suoi insegnamenti. Se il mio iBook G3 conchiglione ha un nuovo lettore DVD-ROM è grazie a lui. Il Macintosh SE che ogni tanto uso per scrivere me lo ha dato lui (ricordo ancora quel giorno: abbiamo acceso il SE nel suo laboratorio, avviando il System 6.0.5 da un floppy, e il Mac — che non veniva acceso da quasi due anni — segnava l’ora giusta. ClaZ e io ci siamo guardati e abbiamo riso di gusto). Quando gli chiesi se aveva un PowerBook 100 da qualche parte, si mise a cercare e dopo poco mi si avvicina con una scatola e mi dice: te ne do tre, ma sono tutti smontati, dovresti riuscire a cavarne uno buono usando i pezzi di tutti. Impagabile.

ClaZ, sei un grande e non dimenticherò mai le nostre chiacchierate, la tua bonomia e umanità, e la tua risata forte, profonda e genuina. Non so quale sia stato il tuo ultimo pensiero prima di andartene, ma ti immagino imprecando: Ma @#$! — proprio adesso! Con tutto quel che ho da fare!

Un abbraccio, e le mie più sentite condoglianze ai familiari.

The Author

Writer. Translator. Mac consultant. Enthusiast photographer. • If you like what I write, please consider supporting my writing by purchasing my short stories, Minigrooves or by making a donation. Thank you!

3 Comments

  1. Pingback: Fed’s Bolsoblog : Claz

  2. Giovanni says

    Ho avuto l’onore di essere stato l’ultimo a cui ha riparato il macbook sabato 1 Novembre, l’ultimo amico che lo ha visto fino all 7 di sera, poche ore prima che se ne andasse nella notte di Domenica, l’ultimo ad avere riso scherzato e chiaccherato con lui…Ma il più grande onore l’ho avuto a Marzo, quando una serie di circostanze ci ha fatto incontrare..
    Adesso che è tutto finito, resta il tuo ricordo e l’immaginazione di ogni gesto che ha seguito il momento in cui sono andato via pensando che avremmo fatto ancora tante cose insieme…
    Che scherzo che hai fatto a tutti noi…

  3. Grazie a tutti per i bellissimi ricordi e racconti di Claudio.
    Abbiamo già stampato alcune pagine e vogliamo stampare tutti il possibile per regolare a Maria, Giovanna e la mamma e papà di Claudio.
    Quello che hanno letto ad oggi gli ha resi fiera e orgogliosi di aver avuto un marito, padre, figlio così… e gli ha fatto capire (anche a noi amici carissimi) il perchè lui non ci chiamava con la frequenza che avremmo voluto.…. Per Claudio 24 ore al giorno erano veramente poche per poter condividere il suo tempo e amore con tutti quelli che conosceva.
    Un abbraccio forte a tutti.
    Pat

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