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Mele e appunti

Fra le novità introdotte da Apple lo scorso 1 settembre vi è iTunes, arrivato alla decima versione; Steve Jobs ha riservato un certo spazio anche a iTunes 10 durante il keynote, soprattutto per spiegare la novità più macroscopica dentro iTunes, ossia il servizio Ping, social network musicale. Di Ping parlerò in un articolo a parte.

Chi mi segue da un po’ sa che non ho mai avuto una buona opinione di iTunes (ecco un mio sfogo di un anno e mezzo fa circa), e più si va avanti peggio diventa. iTunes era un programma piacevole da usare quando si limitava a fare quello per cui era nato: riprodurre musica. Per me la parabola discendente di iTunes è iniziata all’incirca dalla comparsa di iTunes Store e, in genere, da quando ha iniziato ad accumulare funzioni su funzioni fino a diventare, praticamente, un media center in versione software.

La nuova icona

Lasciatemelo dire: iTunes 10 comincia male. Secondo Jobs ormai i CD sono spacciati, obsoleti, quindi bisogna togliere il CD dall’icona di iTunes. Va bene, d’accordo. L’icona di iTunes presenta la stessa idea (nota musicale sopra un CD) dalla versione 2, ed è graficamente invariata dalla versione 6. Una revisione grafica ci stava anche. Ma… questa roba sarebbe il valido sostituto?

iTunes 10 icona.png

Sembra fatta da uno studente di grafica al primo anno. O forse dallo stesso genio che aveva partorito in precedenza l’icona di VoiceOver quando la funzione fece il suo debutto nell’iPod shuffle della scorsa generazione.

E quella nota grassottella, sapete che cosa mi ha ricordato, pur con le dovute differenze? Questo:

Merrie melodies.jpg
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Merrie_melodies_04.jpg

Poi, sarà il mio astigmatismo o come il mio occhio percepisce i colori, ma la gamma cromatica dentro all’icona di iTunes 10 mi sembra semplicemente orrenda. Inutile dire che mi sono tenuto, copiato e incollato la vecchia icona di iTunes 9, anche perché, almeno a casa mia, i CD sono tutt’altro che spariti.

L’interfaccia

Con il rilascio di quest’ultima versione 10, il mio giudizio negativo su iTunes non cambia, anzi. Ormai ho l’impressione che iTunes sia un treno lasciato a se stesso in una folle corsa inarrestabile. A ogni nuova versione, pare che in Apple qualcuno ritenga necessario ritoccarne l’interfaccia tanto per giustificare la ‘novità’, spesso e volentieri andando a intervenire su dettagli ed elementi che non era affatto obbligatorio modificare. Il cursore del volume è un esempio (è cambiato leggermente a ogni rilascio di iTunes dalla versione 7 alla 10), ma non è nemmeno il più grave. Con l’introduzione di iTunes 9 avevano finalmente rettificato il comportamento unico (e anomalo) del pulsante verde in alto a sinistra, che in tutte le applicazioni Mac OS X serve a ridimensionare la finestra principale, ma che in iTunes attiva la visualizzazione del mini-player. Poi in un minor update successivo, il 9.0.1, veniva ripristinata la vecchia maniera, e per ridimensionare la finestra come si deve è ora necessario premere Opzione (⌥) mentre si fa clic sul pulsante verde.

Per avere una visione di insieme delle differenze tra l’interfaccia grafica di iTunes 9 e quella di iTunes 10 rimando a due fonti:

Con iTunes 10 il premio per il cambiamento più gratuito in assoluto va alla modifica dell’orientamento dei tre pulsanti rosso, giallo e verde, da orizzontale a verticale, e la conseguente sparizione della barra del titolo, altra palese violazione delle stesse Linee Guida stabilite da Apple per l’interfaccia grafica di Mac OS X.

iTunes 9

iTunes 10

Questa modifica nel chrome di iTunes è del tutto ingiustificata. Che senso ha eliminare la barra del titolo e spostare i pulsantini in quella maniera? Risparmiare spazio in altezza? Stiamo parlando di 7 (sette!) pixel: 63 contro i precedenti 70. Considerando le attuali risoluzioni dei monitor (anche del piccolo MacBook Pro da 13″), è un risparmio risibile. Tale cambiamento arbitrario mi ha subito ricordato la versione 4 Beta di Safari, che portava i pannelli in alto, eliminava la barra del titolo, e creava pasticci grafici come questo:

incoerenza-tab2.png

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incoerenza-tab3.png

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Sembra davvero che il team di programmatori che lavorano a iTunes sia completamente slegato dagli altri che si occupano di Mac OS X e delle altre applicazioni incluse nel sistema operativo. Ho il forte sospetto che iTunes sia uno di quei programmi che stanno particolarmente a cuore a Steve Jobs e che ci sia il suo zampino dietro a questi ‘ritocchi’ irrispettosi del canone dell’interfaccia grafica di Mac OS X.

Chi volesse ripristinare l’aspetto di iTunes 9 a riguardo, può effettuare la seguente modifica: con iTunes chiuso, aprire il Terminale e scrivere:

defaults write com.apple.iTunes full-window -1

Per ritornare alla disposizione verticale dei pulsanti, basterà scrivere:

defaults write com.apple.iTunes full-window -0

e il gioco è fatto.

Altra modifica che mi ha lasciato sorpreso, e non troppo positivamente, è la scelta di rimpicciolire le copertine degli album in Vista elenco (ora Vista elenco album) e di spostare le informazioni dell’artista e del titolo dell’album da sotto la copertina — dove si trovavano fino a iTunes 9.2.1 — a fianco della copertina, sulla destra.

Illustrazione e informazioni dell’album in iTunes 9

Illustrazione e informazioni dell’album in iTunes 10

Il primo particolare che salta all’occhio osservando le due figure qui sopra è quanto spazio in più occupi in larghezza la colonna con la copertina dell’album in iTunes 10 rispetto a iTunes 9. Inoltre i caratteri utilizzati in iTunes 10 sono più piccoli che in iTunes 9. Con il nuovo aspetto grafico di iTunes 10 si è destinati ad aumentare a dismisura la colonna ‘Album per artista’ per poter leggere le informazioni di artista e titolo nella loro interezza. Va detto che era necessario farlo anche in iTunes 9 con titoli particolarmente lunghi, ma almeno ridimensionando la colonna con la copertina dell’album aumentavano anche le dimensioni della copertina stessa, e l’effetto era decisamente più gradevole che vedere tutto quello spazio vuoto. Avrebbero potuto mantenere le due visualizzazioni e lasciar decidere agli utenti quale fosse la migliore, sia da un punto di vista di gusto personale, sia da un punto di vista funzionale (perché qui sì che si spreca spazio in orizzontale, e chi ha un MacBook da 13″ mi sembra di fatto costretto a rinunciare alla vista con le copertine).

Seguendo il chiacchiericcio su Twitter e sul Web quando iTunes 10 ha iniziato a essere disponibile, un altro dettaglio del restyling di iTunes che non ha trovato molto gradimento è stato il cambio dei colori e della grafica delle icone del pannello Sorgente sulla sinistra della finestra principale. Io invece lo trovo gradevole e dotato di una certa fredda eleganza. Mi piacciono anche i ritocchi all’interfaccia grafica che appare all’inserimento di un iPhone, iPod touch o iPad. La barra colorata nella parte inferiore della finestra, che indica lo spazio occupato da musica, video, libri, applicazioni, ecc., è anch’essa gradevole. Si vedano le differenze con iTunes 9 in questa immagine catturata da Shawn Blanc:

In iTunes 10, però, la barra fornisce maggiori informazioni. Facendo clic su di essa, infatti, si cicla fra le seguenti visualizzazioni:

1. Dimensioni degli elementi in GB

2. Numero degli elementi contenuti

3. Durata complessiva

Rimango però dell’idea che, specie per quegli elementi che occupano poco spazio, l’indicazione in MB di iTunes 9 era più immediata e precisa. iTunes 10 indica tutto uniformemente in GB, e osservando ancora il raffronto presentato da Blanc nella prima figura, “149,2 MB” mi è più facile da processare che “0,19 GB”. Ma qui si scende nei gusti e nelle abitudini personali.

Invece, parlando di novità gradite in ambito di interfaccia, ho trovato azzeccato il ‘mini-player con copertina dell’album’. Avete presente il visore dell’illustrazione o del video dell’elemento, richiamabile facendo clic sul quarto pulsante da sinistra nell’angolo inferiore sinistro della finestra principale? Quando riproduciamo un album, l’illustrazione appare in questo riquadro. Prima, se si faceva clic su di essa, si apriva una finestra che mostrava in grande la copertina dell’album, e finita lì. In iTunes 10, invece, non solo si può vedere la copertina in grande, ma passando il puntatore su di essa compare un’interfaccia analoga a QuickTime X, con tutti i controlli per la riproduzione dell’album. Di fatto è possibile aprire questa finestra e minimizzare quella principale di iTunes, così da avere un mini-player elegante da mettere sulla scrivania. Da quando l’ho scoperto mi sto abituando ad ascoltare musica usando iTunes in questo modo (anche perché ho sempre una gran quantità di finestre aperte sul Mac).

Il nuovo “mini-player con copertina” di iTunes 10

Qualcosa di positivo

Idiosincrasie personali a parte, devo riconoscere che iTunes 10 porta con sé anche qualcosa di buono. In primis, e in controtendenza rispetto alle versioni precedenti, il programma ‘pesa meno’ della versione 9, occupando sul mio sistema circa 40 MB in meno. Visto che iTunes 10 incorpora ancora più cose rispetto al 9, mi auguro che questi 40 MB in meno rappresentino un primo passo verso un’ottimizzazione del codice.

Qualcosa sotto il cofano è cambiato di certo, visto che un altro aspetto sorprendentemente positivo di iTunes 10 è la velocità e la reattività dell’applicazione, davvero percepibile rispetto a iTunes 9. Facendo scorrere la mia libreria (di più di 7.000 brani per più di 45 GB) con il Magic Mouse, iTunes la passa in rassegna senza rallentamenti e inceppamenti dell’interfaccia. Anche la Vista Cover Flow è visibilmente più scattante. Solo questo, secondo me, basta a giustificare l’aggiornamento.

Un altro ritocco che ho apprezzato sono le maggiori informazioni che vengono visualizzate quando si sincronizza un iDispositivo. Ora il processo di sincronizzazione viene diviso in passi (che, nella mia esperienza, possono essere 5 o 6), così da avere un’idea più precisa di come sta procedendo l’operazione. Ma soprattutto — e non so se è merito esclusivo di iTunes 10 o anche dell’aggiornamento iOS 4.1 — la velocità nell’effettuare il backup di iPhone si è ulteriormente ridotta: nessuno degli ultimi backup ha impiegato più di un minuto — un minuto e mezzo. Tutto un altro pianeta rispetto ai 25–35 minuti che poteva metterci con iTunes 9 e iOS 3.1.3.

Conclusioni

iTunes continua a essere il ‘cavallo pazzo’ dentro a Mac OS X. Un programma poco Mac-like, sia a livello funzionale (mi ricorda Microsoft Word, che nasce come semplice elaboratore di testi e negli anni diventa una bruttura mastodontica con centinaia di funzioni che non sempre hanno a che vedere con l’elaborazione dei testi), sia a livello di interfaccia grafica, che si prende libertà inedite rispetto al resto delle applicazioni comprese in Mac OS X. Fatico a comprendere questi continui ritocchi (visuali e funzionali) a ogni versione del programma, che spesso mi appaiono gratuiti e arbitrari, e che a volte vanno a rompere elementi grafici o dell’interfaccia utente che andavano benissimo così. Ritocchi e revisioni che introducono bug e problemi prima assenti (come riportato, fra gli altri, da MacFixIt qui, qui e qui), come l’incompatibilità con workflow di Automator che riguardano iTunes, i problemi nell’importazione di CD, i problemi di crash e sincronizzazione con iPhone 4, eccetera. Ho idea che una versione 10.0.1 o 10.1 non tarderà a comparire.

Tuttavia, come dicevo, non tutto è male. La reattività e le prestazioni generali dell’applicazione sono migliorate in maniera impressionante, e la possibilità di avere un mini-player con la copertina dell’album in primo piano è un’ottima trovata.

Continuo a ritenere che la vera cura per iTunes sia quella di riscrivere il programma daccapo, oppure di iniziare a scorporarne le funzioni e creare applicazioni distinte, magari tenendo presente l’esempio di iOS, dove esiste un’applicazione per la riproduzione di musica (“iPod” su iPhone e iPad, “Musica” sull’iPod Touch), per la riproduzione di video (“Video”, anche se su iPhone video è integrato in “iPod”), per l’acquisto di musica e di contenuti dell’iTunes Store (“iTunes”), per la ricerca e l’acquisto di applicazioni (“App Store”), per la ricerca e l’acquisto di libri elettronici (“iBooks”). Su Mac credo basterebbe che iTunes tornasse a occuparsi di musica, mentre tutte le funzioni legate agli iDispositivi (backup, sincronizzazione, App Store) potrebbero passare a un altro programma. Le varie applicazioni farebbero riferimento a un’unica libreria di contenuti, comodamente spostabile anche su supporti esterni. Si guadagnerebbe in efficacia e praticità.

The Author

Writer. Translator. Mac consultant. Enthusiast photographer. • If you like what I write, please consider supporting my writing by purchasing my short stories, Minigrooves or by making a donation. Thank you!

3 Comments

  1. Giovanni says

    Sempre preciso e piacevole da leggere, aspettavo il tuo commento su 10, prima di aggiornare, ma invece ho aggiornato prima e letto il tuo commento dopo. Appena ho visto i tre pulsanti in verticale ho pensato cosa avresti detto… per quello che riguarda l’interfaccia sono d’accordo su tutto quello che hai detto, per il resto fin che resta usabile mi va bene che faccia tutto un’applicazione sola.
    Una cosa che non ho ancora capito è dove finiscono i libri “comprati” con iBook quando faccio la sincronia tra iPod e Mac.

    • Grazie, Giovanni. Per i libri, questa è la mia esperienza: inizialmente credevo finissero automaticamente nella sezione “Libri” visibile (se abilitata nelle preferenze) nel pannello Sorgente a sinistra. Invece, perché finiscano lì, occorre attivare la sincronizzazione nella sezione “Libri” che appare quando si collega iPhone/iPod touch/iPad. Quando ho provato ad attivarla, mi è comparso un avviso che diceva sostanzialmente che così facendo avrei perso tutti i contenuti musicali, video, ecc. su iPhone. Per evitare di dover poi rimettere tutto manualmente, ho selezionato Archivio > Trasferisci acquisti da [nome dell’iPhone] e così iTunes ha copiato i libri da me “acquistati” su iBookstore nella sezione “Libri” della libreria iTunes.

      Ciao,
      R.

  2. come sempre un’analisi ineccepibile e obiettiva, con alla fine quel tocco di personale che rende uniche e piacevoli le analisi da te fatte. complimenti

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