Diacarta

Mele e appunti

A differenza di altri planner, Diacarta™ vi permette di creare una ‘immagine’ della vostra giornata. È semplice. Si comincia da un orologio e si vanno aggiungendo icone che rappresentano le cose da fare.

Il design mi piace un sacco. Una grafica che ricorda un po’ i tempi dell’Art Déco e dei taccuini in carta e ossa. 1,59 Euro: perché no?

Link: Diacarta

Crypto-Gram in italiano cerca sponsor

Mele e appunti

Mi scuso anticipatamente con chi abbia già ricevuto un simile messaggio in privato; a questo punto ritengo sia il caso di comunicare la situazione pubblicamente.

Come si può leggere nel mio profilo, Dal 2001, inoltre, curo per Communication Valley la traduzione della newsletter Crypto-Gram di Bruce Schneier, che tratta di sicurezza e di crittografia.

Crypto-Gram, e in generale il blog di Bruce Schneier, sono letture che consiglio a chiunque si occupi di sicurezza a qualsiasi livello, ma anche a chi è interessato ad avere un punto di vista informato, intelligente e ricco di buonsenso su argomenti di attualità che gravitano intorno a questioni di sicurezza (il terrorismo, per esempio). Pertanto sono orgoglioso di aver tradotto il suo pensiero in questi 9 anni; per me l’appuntamento mensile con Crypto-Gram è sempre stato più di un semplice lavoro di traduzione e — anche a costo di usare parole trite e ritrite — la considero un’esperienza che mi ha fatto crescere molto e non solo per avermi fornito un ulteriore bagaglio tecnico e linguistico.

Purtroppo qualche mese fa Communication Valley è stata assorbita da un’altra azienda del settore IT, Reply, la quale ha comunicato all’editore che faceva da intermediario fra me e loro di non essere più interessata a fornire la newsletter di Schneier in italiano. Pur immaginando che una cosa del genere sarebbe accaduta un giorno, la notizia è stata un colpo piuttosto duro per me. Non sono tempi felici per il mio lavoro di traduttore freelance, e l’interruzione di questo rapporto lavorativo mi crea non poche difficoltà.

Ho informato Bruce Schneier dell’accaduto, dicendogli che sarebbe mia intenzione cercare altre entità interessate a fornire Crypto-Gram in italiano. È un vero peccato che questo servizio venga interrotto, e visto che traduco la newsletter da nove anni per canali ufficiali, mi sento un po’ la ‘voce italiana’ di Schneier. Per questo vorrei che si continuasse a leggere Schneier in traduzione. Lui mi ha dato la sua benedizione e mi ha detto che aggiornerà il link sul suo blog una volta che avrò trovato un nuovo sponsor. Posso certamente garantire affidabilità e qualità del lavoro (a richiesta posso inviare numeri arretrati della newsletter), e nove anni di esperienza nel trattare gli argomenti solitamente affrontati da Schneier.

Sono a disposizione per offrire ulteriori informazioni e chiarimenti, e ringrazio anticipatamente chiunque potrà mettermi in contatto con entità interessate.

Apri nel Finder

Mele e appunti

Dando una scorsa ai Feed RSS di Mac OS X Hints, ho trovato un suggerimento semplice quanto assai utile, specie per chi — come me — tiene una serie di cartelle nella parte destra del Dock per un accesso veloce ai loro contenuti. (Non metto il link all’articolo originale perché l’articolo è misteriosamente sparito, pur rimanendo nei feed).

L’autore del suggerimento scrive:

Ho una serie di cartelle nel Dock che voglio sempre che si aprano nel Finder. Solitamente questa operazione comporta due clic: uno sull’icona nel Dock e l’altro sul comando Apri nel Finder. Ma se create un alias di una cartella e lo trascinate nel Dock, facendo poi clic su di esso la cartella si aprirà immediatamente in una normale finestra del Finder, e non in uno Stack.

Che cos'è il Fast App Switching

Mele e appunti

Presento la traduzione da me effettuata dell’articolo What Is Fast App Switching?, scritto da Matt Neuburg. Matt scrive in modo chiaro ed esauriente, e mi sembra che l’argomento possa essere di sicuro interesse.


Chi di voi ha usato iTunes per installare il nuovissimo iOS 4 sul proprio iPhone o iPod touch, o che sta per acquistare un nuovo iPhone 4, potrebbe essersi chiesto come funzioni esattamente una delle feature più reclamizzate di questo nuovo sistema: il Fast App Switching (lett. cambio applicazione rapido). Che cos’è il fast app switching? Che cos’ha a che vedere con il multitasking? Viene attivato soltanto mediante il nuovo doppio tocco del tasto Home? E perché, per molte applicazioni, sembra che non accada nulla di particolarmente nuovo o degno di nota?

Torniamo per un momento ai bei giorni andati (davvero, sono passati solo quattro mesi?) quando Adam [Engst] scrisse un articolo provocatorio dal titolo Does the iPhone OS need multitasking? [iPhone OS ha davvero bisogno del multitasking?] (8 febbraio 2010). Come faceva notare Adam nella sua analisi presciente e incisiva, il multitasking assume un diverso significato a seconda dell’utente. Lo si potrebbe intendere (1) come ciò che avviene in Mac OS X, in cui molteplici applicazioni si eseguono davvero simultaneamente e si passa dall’applicazione A a una finestra dell’applicazione B per ritrovarla esattamente come è stata lasciata. Oppure lo si potrebbe intendere (2) come la semplice capacità di passare rapidamente da una all’altra delle applicazioni utilizzate di recente, le quali registrano il proprio stato in fase di uscita così da comportarsi come se si trovassero nello stato in cui sono state lasciate. La soluzione implementata da Apple è qualcosa di un po’ più ambizioso dell’opzione 2, ma ancora considerevolmente meno dispendioso di risorse (e potenzialmente meno pericoloso) dell’opzione 1.

Ecco quel che c’è da sapere. Quando si sta eseguendo un’applicazione in iOS 4 e si preme una volta il tasto Home per terminarla e uscire, l’applicazione non viene terminata. Entra invece in uno stato di animazione sospesa, come gli scienziati in ibernazione criogenica in 2001: Odissea nello spazio. L’applicazione semplicemente smette di ricevere eventi dal sistema; il suo loop di esecuzione non si sta eseguendo. L’applicazione viene posta in background e in stato di inerzia; ma è sempre attiva, nel senso che le sue risorse e la sua interfaccia sono ancora presenti, in modo che non deve essere rilanciata da zero per riprendere a funzionare. In questo modo, quando si ritorna a quell’applicazione, non importa come, essa può tranquillamente riprendere a fare quel che stava facendo prima di ‘chiuderla’, all’istante.

Questo comportamento è il fast app switching e rappresenta gran parte di quel che Apple chiama multitasking in iOS 4. (Non la totalità del multitasking, perché alcune applicazioni con funzionalità specializzate si registrano con il sistema per avere il permesso di entrare in sospensione con un thread ancora attivo; tale funzionalità è strettamente limitata alla riproduzione audio, al rilevamento della posizione e al Voice over IP. Ma in questo articolo non mi occuperò di tali situazioni).

L’interfaccia del fast app switching che si ottiene premendo due volte il tasto Home (anche questo dettaglio è stato correttamente previsto dall’articolo di Adam) è tutt’altro che irrilevante. È un sistema comodo per terminare (pardon, sospendere) un’applicazione e avviare (o ripristinare) un’altra applicazione recentemente utilizzata, ma tale interfaccia avrebbe potuto tranquillamente essere presente già nelle prime versioni di iPhone OS. È una mera interfaccia, l’equivalente su iPhone della combinazione ⌘-Tab sul Mac. È anche un’ottima interfaccia, e ci voleva; mi sarebbe piaciuto che iPhone avesse funzionato così fin dal principio, perché il passare da un’applicazione all’altra — specialmente fra due applicazioni in particolare — è una cosa che faccio molto spesso. Ma l’interfaccia non ha nulla a che vedere con la tecnologia di multitasking del fast app switching. Offre tuttavia un certo accesso a quella tecnologia, come vedremo.

Poco fa ho detto che quando si chiude un’applicazione, questa non si chiude veramente. E allora quando un’applicazione viene realmente terminata? Sicuramente il nostro iPhone non continuerà a riempirsi di corpi congelati di decine di applicazioni sospese fino al riavvio successivo, no? Un’applicazione può venir terminata in tre modi:

  1. Il sistema può, in qualunque momento, terminare un’applicazione sospesa (ancora, come gli scienziati in 2001: Odissea nello spazio). Il sistema non prende questa decisione perché è improvvisamente impazzito (come HAL 9000), ma perché ogni applicazione sospesa, anche se non sta impiegando risorse della CPU, sta comunque occupando memoria, e in un dispositivo mobile la memoria è una risorsa limitata e preziosa. Il sistema, dunque, si riserva il diritto di reclamare memoria terminando un’applicazione sospesa.
  2. Si può terminare un’applicazione sospesa manualmente. È quel che accade quando nell’interfaccia del fast app switching si ‘cancella’ un’applicazione dopo aver fatto tremolare le icone [come quando si riorganizzano le schermate di iPhone].
  3. Se un’applicazione non è stata specificamente ricompilata per iOS 4, quando la si chiude, essa viene terminata per davvero.

Quest’ultimo punto è fondamentale, soprattutto perché contraddice tutto quel che ho detto in precedenza in questo articolo. Pare proprio che per partecipare al multitasking e permettere che il sistema la sospenda, ogni applicazione deve essere ricompilata per iOS 4. Se un’applicazione non sembra comportarsi in maniera differente quando la si ripristina in iOS 4 rispetto a come si comportava in versioni dell’OS precedenti quando la si rilanciava, allora vuol dire che non è stata ancora ricompilata. È il caso della stragrande maggioranza delle applicazioni!

Chiaramente gli sviluppatori avranno bisogno di tempo per ricompilare le loro applicazioni per iOS 4 e per farle approvare da Apple prima che raggiungano i nostri dispositivi. Fino a quel momento non si noteranno grandi benefici nel multitasking in iOS 4. Solo le applicazioni Apple, e quelle poche che sono state già aggiornate, si comportano in un modo nuovo.

In più, ricompilare per iOS 4 non è affare da poco (come ho appena scoperto facendolo per l’applicazione TidBITS News — vedere Free TidBITS News iPhone App, 4 gennaio 2010), perché comporta anche la riscrittura di alcune parti. L’applicazione partecipa al multitasking istantaneamente senza alcuna modifica nel codice, semplicemente collegandosi ai framework di iOS 4 invece che a quelli di una versione precedente; ma questo non la rende un buon cittadino del multitasking, per così dire.

Un grosso problema è che un’applicazione iOS 4 nativa riceve notifica quando viene sospesa, ma non quando viene terminata. Pertanto, per salvare il proprio stato quando viene sospesa, deve svolgere tutti quei compiti che prima attuava quando veniva chiusa, terminata, nel caso venga effettivamente terminata in un secondo momento. Un altro problema è che l’applicazione, quando è sospesa, deve smettere di fare cose che potrebbero creare imprevisti dopo. Deve espressamente ridurre il consumo di memoria se non vuole diventare un candidato per la terminazione in background. Deve cessare qualunque attività di rete. Potrebbe dover terminare uno stato modale, come un avviso che potrebbe non avere più senso quando l’utente ripristina l’applicazione in un secondo momento (magari alcuni giorni dopo).

Queste sono le cose delle quali ho dovuto preoccuparmi effettuando l’aggiornamento dell’applicazione TidBITS News per iOS 4. In sostanza, ho dovuto considerare tutti i possibili stati in cui l’applicazione potrebbe trovarsi quando l’utente la sospende. È stata un’impresa decisamente difficile — e stiamo parlando di un’applicazione piccola e semplice. Immaginate quanto tempo potrebbe passare prima che vengano aggiornate le nostre applicazioni di terze parti preferite.

Ma quando verranno aggiornate, potremo passare da una all’altra a gran velocità. È a quel punto che si potrà sperimentare davvero il fast app switching, lasciando un’applicazione e tornando a essa in un secondo momento per ritrovarla immediatamente pronta a riprendere da dove l’avevamo lasciata. Questo è ciò che si intende per multitasking in iOS 4.

iOS 4 e iPhone 3G: prime osservazioni

Mele e appunti

Lunedì ho atteso con trepidazione le ore 19 per scaricare l’aggiornamento iOS 4 per il mio iPhone 3G, anche se ero al corrente che il mio modello di iPhone non avrebbe supportato tutte le novità offerte da iOS 4. È stata un’esperienza insolitamente estenuante, ma è andata a buon fine. Sempre nello spirito di condivisione delle esperienze, volevo proporre qualche appunto dopo circa una giornata passata con il nuovo sistema. Niente di esaustivo, solo prime impressioni generali, che magari integrerò via via con altri articoli sull’argomento.

Non finiva più

L’installazione, intendo dire. Quando iTunes 9.2 ha rilevato la presenza dell’aggiornamento, e gli ho detto di scaricare e installare, è apparso questo avviso:

avviso-itunes.png

Orbene, sul mio sistema, con un iPhone 3G da 16 GB (ossia 14,5 GB effettivi), di cui circa 10,5 occupati in larga parte da file audio, l’intero processo è durato tre ore. Voglio quindi mettere in guardia chi non avesse ancora proceduto a fare il passaggio a iOS 4: non abbiate fretta, mettetevi comodi, e soprattutto non preoccupatevi se iTunes sembra non fare nulla e se il processo appare misteriosamente fermo. Non lo è, sta solo procedendo lentamente. Come lascia intendere l’avviso qui sopra, l’operazione di aggiornamento si svolge sostanzialmente in tre fasi:

  1. Backup di tutti i contenuti multimediali, quindi non solo delle impostazioni di sistema, delle applicazioni, ecc. — insomma non è lo stesso backup ‘veloce’ che effettua iTunes quando sincronizziamo normalmente iPhone o iPod touch;
  2. Installazione del firmware iOS 4 — iPhone viene resettato alle impostazioni di fabbrica;
  3. Ripristino di tutti i dati precedentemente contenuti nell’apparecchio: applicazioni, preferenze personali, file audio e video, tutto quanto.

Fatte queste considerazioni si può capire come l’aggiornamento sia durato più del solito, anche se trovo incredibile che ci si mettano tre ore per copiare 9 GB di dati attraverso una connessione USB 2.0. E, ciliegina sulla torta, quando tutto era finito ed ero già pronto a scollegare iPhone e a cominciare le mie esplorazioni, iTunes si è messo a fare un’ultima sincronizzazione e backup — un affare di poco più di cinque minuti, fortunatamente.

Ma direi che ne è valsa la pena

iPhone 3G è un po’ il fanalino di coda dei dispositivi che beneficiano di iOS 4, e visto che è stato pensato per la maggiore velocità di processore e la maggiore memoria di iPhone 3GS e iPhone 4, temevo che il mio povero iPhone 3G trovasse iOS 4 un tantino pesante da digerire. Dopo una giornata con iOS 4 devo dire che i miei timori erano abbastanza infondati. Qui però, da quel che ho potuto cogliere dai commenti sulla rete e su Twitter, le esperienze dei possessori di iPhone 3G sono piuttosto differenti. Alcuni si sono ritrovati con un iPhone 3G lento a rispondere a livello generale, altri hanno individuato dei punti di calo di reattività per esempio nella fotocamera (ritardi nella visualizzazione della foto dopo lo scatto, lentezza dell’interfaccia dell’applicazione Foto). Io non ho riscontrato nulla del genere. Al contrario, ho notato buone prestazioni generali: più fluidità nello scorrere le varie schermate di applicazioni, nonché negli effetti di transizione quando si apre e chiude un’applicazione (niente scatti o animazioni troncate), maggiore rapidità nell’aprire un’applicazione, nessun rallentamento all’interno delle singole applicazioni — con una eccezione, di cui parlerò poco oltre. Direi che è stato un aggiornamento faticoso ma soddisfacente.

La novità più bella? Per me, le cartelle

Come già dissi tempo fa, quando il supporto delle cartelle in iOS 4 non era niente più che una voce di corridoio, temetti il disastro. Ma, così come è successo con l’implementazione del copia-incolla, quella delle cartelle è semplice e geniale in maniera disarmante. Peraltro, dato che il processo di creazione delle cartelle ora può leggermente interferire con quello per riordinare le applicazioni in una schermata (sto spostando un’applicazione e, quando passa sopra un’altra, iPhone tenta la creazione di una cartella), ho notato che lo spostamento riesce più facilmente se si punta allo spazio fra due icone: queste si scanseranno invece di ‘appiccicarsi’ e formare una cartella con l’icona che si sta spostando.

Ma a parte questi dettagli, l’idea delle cartelle è ottima perché in questo modo si cominciano a organizzare le applicazioni in gruppi e si arriva a un risparmio di spazio notevole. C’è chi è riuscito a far stare tutto in una sola schermata. Io non sono arrivato a un tale eccesso, ma dopo un primo giro di riordino, sono sceso da 7 a 5 pagine di applicazioni.

iBooks

Uno dei motivi per cui non vedevo l’ora di installare iOS 4 era quello di poter utilizzare iBooks per i libri e i PDF. Dopo averlo installato ed esplorato, sono rimasto un po’ deluso. Non per l’applicazione in sé, che è ben fatta, quanto perché purtroppo iBooks è l’eccezione alla quale mi riferivo prima parlando di applicazioni lente e poco reattive. Dal punto di vista delle prestazioni (velocità in apertura/chiusura, reattività al tocco delle parti attive dell’interfaccia, ecc.), iBooks sul mio iPhone 3G arriva a picchi di inutilizzabilità tanto è lento. In due anni di possesso di iPhone non avevo mai visto niente del genere. Sfoglio iBookstore, seleziono un libro, e ci sono i pulsanti per comprare il libro o per scaricarne un campione gratuito. Tocco uno qualsiasi dei pulsanti e l’azione appare ignorata; passo a toccare un altro elemento dell’interfaccia e dieci secondi dopo inizia lo scaricamento. Muoversi all’interno di un e‑book costa fatica, perché non c’è mai una risposta pronta al tocco di un pulsante (per cambiare font o per ingrandire/rimpicciolire il testo); ogni azione viene compiuta con un ritardo che ricorda più un programma Windows su un vecchio Pentium al minimo della memoria, che qualcosa fatto da Apple.

Ma non è tutto. Avendo letto che adesso è possibile vedere in iBooks un file PDF scaricato da Safari (ottimo per leggere la documentazione che si trova girando per il Web), ho fatto la prova e sono andato sulle pagine di supporto di Apple nella sezione manuali, e ho scaricato il manuale di iPhone. Quando Safari apre un PDF, ora sotto la barra dell’indirizzo appare una banda con un pulsante Apri con iBooks; l’effetto è gradevole ed elegante:

open-in-ibooks.png

Quando però ho toccato quel pulsante, l’effetto è stato tutt’altro che gradevole. Dopo qualche istante di attesa senza che nulla accadesse, iPhone è andato in crash e si è riavviato da solo. E non dev’essere stato un crash da nulla, visto che l’intervallo dall’apparizione del logo Apple all’apparizione della schermata principale è stato lungo almeno il triplo rispetto a una normale accensione.

Al secondo tentativo, iBooks si è aperto, mi ha mostrato lo scaffale per qualche istante, e poi l’applicazione si è terminata inaspettatamente. Tutto è andato a buon fine al terzo tentativo, ma con un PDF decisamente più leggero (450 KB di contro ai 3 MB del manuale di iPhone). In ogni caso, che si tratti di Winnie-the-Pooh o di un file PDF, la navigazione dei contenuti, lo sfogliare le pagine, ecc., è stata un’esperienza frustrante. Spero in una prossima ottimizzazione, ma temo sia una questione di scarsezza di risorse hardware di iPhone 3G.

Per adesso è l’unico vero neo riscontrato all’interno di un’esperienza globalmente positiva.