Una settimana senza iPhone

Mele e appunti

Sans iPhone: The debriefing: Cameron Moll traccia le sue prime impressioni al termine di un piccolo esperimento: “sopravvivere” una settimana senza usare iPhone e tornando ad affidarsi a vecchi dispositivi come il Sony Ericsson K750 e il Nokia 6680. Sopravvivere è sopravvissuto, ma ne ha sentito la mancanza.

[…] Questo esperimento durato una settimana ha dimostrato in pieno come i costruttori di cellulari abbiano passato troppo tempo sulla ricerca e sviluppo lato hardware, e assolutamente troppo poco tempo sulla ricerca e sviluppo lato software + interfaccia grafica.

[…] Se da un lato l’esperienza [con questi due dispositivi] è stata molto meno appagante se paragonata a iPhone, dall’altro mi ha fatto notare come molti consumatori in tutto il mondo continuano a utilizzare cellulari come quelli a cui sono ricorso in sostituzione di iPhone. Questo, per uno come me che è sia un consumatore sia un creatore di contenuti, è una lama a doppio taglio. Dall’avvento di iPhone, i consumatori si aspettano un innalzamento generale degli standard qualitativi da parte di tutti gli altri costruttori di dispositivi mobili, la qual cosa stimola indubbiamente i creatori di contenuti; ma al tempo stesso i creatori di contenuti devono tenere ben presente la vastissima gamma di dispositivi su cui tali contenuti andranno a finire, con tutte le limitazioni dei vari casi. 

Ancora su Flash e iPhone

Mele e appunti

Daring Fireball: Flim-Flash: Altro pezzo interessante di John Gruber, sempre sul tema “Adobe Flash e l’iPhone”, stavolta criticando un articolo insipido e male informato apparso sul Wall Street Journal.

La citazione di fonti tutt’altro che dettagliate maschera parzialmente la falla enorme dell’intero pezzo di Charny: Adobe è sotto pressione per portare Flash sull’iPhone perché iPhone è chiaramente il miglior dispositivo mobile per navigare il Web; ma Apple non è minimamente sotto pressione per supportare Flash sull’iPhone perché non esiste alcun dispositivo della concorrenza che possa completare questa frase: “C’erano molte persone disposte ad acquistare un iPhone, ma siccome non supporta Flash, hanno comprato un ______”. Esistono dispositivi mobili che supportano Flash, ma nessuno paragonabile con iPhone. 

Quale utente di iPod Touch e futuro utente di iPhone spero che Flash non arrivi mai su iPhone, e se mai ci arrivasse, mi auguro davvero possa essere disabilitato nelle impostazioni di MobileSafari. Già è insopportabile navigando il Web normalmente, non vedo perché implementarlo su iPhone. La mia esperienza attuale di navigazione del Web con iPod Touch è assai soddisfacente: i siti si caricano bene e in maniera fluida (specie quando si effettua lo scrolling o si ingrandiscono parti del sito per facilitarne la lettura e l’interazione). Personalmente temo un rallentamento di tali prestazioni in caso Flash faccia la sua comparsa in MobileSafari, non importa quanto ottimizzato possano farlo. Vero, con Flash si creano tante “cose carine”, ma suppongo che quando ci si trova on the road, si favorisca l’utilità e la rapidità/reattività nel caricamento dei siti. Lasciamo le “cose carine” a quando navighiamo in Internet comodamente seduti di fronte a un Mac.

Allora, com'è questo XO?

Mele e appunti

Scrutinizing the XO (OLPC) user experience: Ottime osservazioni di Cameron Moll a due mesi dall’acquisto del portatile XO dell’iniziativa One Laptop Per Child. Nel breve estratto (tradotto — l’articolo originale è in inglese) che riporto, Moll manifesta una perplessità che ho avuto anch’io appena ho visto il portatile:

Troppi meccanismi di input. Tre trackpad e due pulsanti? Non è un po’ eccessivo per dei bambini che non hanno mai usato un portatile? Non riesco a capire questa decisione. La pagina della wiki di OLPC descrive la potenziale doppia modalità del trackpad, ma la sola parte funzionante da subito è la trackpad di mezzo

Inoltre non vi è feedback tattile lungo i bordi del trackpad centrale, e spesso senza volerlo mi sposto nel trackpad di sinistra o destra e rimango perplesso perché il puntatore a video non si muove più — poi abbasso lo sguardo e mi accorgo di aver lasciato l’area centrale. Basterebbe un piccolo bordo rialzato su entrambi i lati, percepibile al tocco, per correggere il problema. 

AllBookmarks 2.5.1

Mele e appunti

Macworld | Mac Gems | AllBookmarks 2.5.1: Recensione di Dan Frakes su Macworld.com (in inglese). Questo freeware può essere sicuramente d’aiuto a chi come me utilizza più di un browser su più di un Mac e vuole tenere ordinata la marea di bookmark salvati nei vari Safari, Camino, Firefox, ecc. L’utilizzo mi sembra più semplice e immediato di altre alternative a pagamento (ne ho provate molte, fra cui la meno peggio mi sembra essere BookIt (12 dollari), programma menzionato anche da Frakes). Il giudizio finale, usando il metro di Macworld, è “3 topi e mezzo su 5” — non è malaccio. Per quanto riguarda i punti deboli, Frakes scrive:

Che cosa non mi piace di AllBookmarks? Il problema più serio è che, almeno nelle mie prove, il programma ordina i bookmark in modo diverso da come appaiono nei rispettivi browser; ho trovato piuttosto fuorviante avere un ordinamento in Safari e un altro in AllBookmarks. Inoltre sfugge la logica che sta dietro a questo ordinamento: non è alfabetico secondo il nome del link o dell’URL, e questo talvolta rende difficoltoso trovare un certo bookmark.

Vi è poi un altro paio di funzioni che renderebbero AllBookmark ancora migliore. Anzitutto sarebbe bello vi fosse un sistema per aprire un bookmark in un browser diverso dal predefinito. […] Secondariamente, sarebbe utile se la cronologia dei vari browser fosse accessibile dal menu di AllBookmarks; così sarebbe comodo tornare a visitare un sito a prescindere dal browser utilizzato l’ultima volta.

Mac OS X 10.5.2: trasferimenti lenti in rete locale

Mele e appunti

Riporto le informazioni essenziali da un articolo di MacFixIt in cui si parla di un problema che può presentarsi sotto Mac OS X 10.5.2:

Svariati utenti hanno riferito che i trasferimenti di file di grandi dimensioni attraverso la rete locale sono sensibilmente più lenti sotto Mac OS X 10.5.2. Un lettore di MacFixIt, John Albergo, si è ricordato di una soluzione riportata nel nostro dossier speciale su Mac OS X 10.4.9 che comporta la modifica del parametro delayed_ack della configurazione TCP/IP di Mac OS X. Occorre inserire il seguente comando nel Terminale:

sudo sysctl ‑w net.inet.tcp.delayed_ack=0

quindi premere Invio.

Questo espediente ha risolto all’istante il suo problema di throughput.

[…]

Non avendo personalmente questo problema (dalle informazioni che ho potuto ricuperare sembra affliggere i Mac Intel), lo riporto senza averlo testato. Non che mi fidi ciecamente di MacFixIt, ma ho visto che è saltato fuori anche altrove e che l’espediente proposto pare funzionare. Non ho inserito il link diretto all’articolo di MacFixIt perché è inutile: MacFixIt ha questa discutibile politica di rendere gli articoli visibili al pubblico solo per pochi giorni dopo la pubblicazione. Se si vuole continuare a consultarli bisogna abbonarsi.