iTunes 9 (terza parte)

Mele e appunti

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6. Riflessioni

iTunes rimane sempre una delle applicazioni Apple che non riesce mai a lasciarmi completamente soddisfatto. Ma bisogna essere obiettivi: da quel che ho visto e sperimentato finora, era da tanto che non usciva una versione di iTunes valida come questa. In passato, a ogni nuova versione, avevo l’impressione che questo programma tuttofare si gonfiasse sempre di più, e diventasse progressivamente meno funzionale e pratico; è vero, si potrebbe classificare così anche quest’ultima incarnazione di iTunes, ma per la prima volta dopo parecchio tempo mi sembra evidente che siano stati fatti dei tentativi per ottimizzare il programma, e non solo per aggiungere funzioni fine a se stesse (quel fenomeno che in gergo viene chiamato feature creep). Lo sforzo riorganizzativo si vede, non è perfetto, ma c’è. Per la prima volta dopo parecchio tempo ho finalmente trovato iTunes un po’ più scattante e reattivo. Un po’, che è meglio di niente.

Si può fare di più? Certamente. Una cosa che ho sostenuto fin da quando è stato presentato iTunes 9 e si è saputo che è ancora un’applicazione Carbon a 32 bit, è che iTunes ha disperatamente bisogno di diventare un programma riscritto in Cocoa, e a 64 bit. Comincio citando lo stesso frammento di John Nack già ripreso dal solito Gruber:

Voglio essere chiaro: penso che Cocoa sia fantastico. Penso che i 64 bit siano una tecnologia fantastica. (Stiamo adottandole entrambe per Photoshop). Ma sono davvero, genuinamente curioso: quali sono gli elementi specifici che la gente ritiene contribuiranno a migliorare le loro applicazioni nel passaggio a Cocoa e/o ai 64 bit? Nel caso di iTunes devo proprio chiedere:

  • Davvero gli utenti notano problemi prestazionali di iTunes allo stato attuale? Io non ne ho mai avuti. Filtra la mia libreria di 3.000 elementi a una velocità che sta al passo con la mia velocità nel battere sulla tastiera, fa un ottimo lavoro con il video HD, e scorre fluidamente fra le copertine degli album in vista Cover Flow. Né ricordo altri lamentarsene.
  • Davvero si vuole che iTunes utilizzi più di 4 GB di RAM? Credo che si possa tranquillamente rispondere di no.
  • C’è chi si lamenta dell’interfaccia grafica (per esempio le barre di scorrimento non standard) e pensa forse che il passaggio a Cocoa renderà iTunes più ‘Mac-like’? Ancora una volta, non ho sentito lamentele di questo genere (o meglio solo alcune piuttosto ridicole).

E dunque? Lasciate che lo dica in altro modo: se voi aveste in mano la direzione dei lavori del team di programmatori di iTunes, perché vorreste (in quanto utente) che dedicassero i loro sforzi verso Cocoa e i 64 bit, a scapito di concentrarsi su altre funzioni che vogliono gli utenti?

Se avessi Nack di fronte, gli direi che sì, ho notato problemi a livello di prestazioni in iTunes. Fino a iTunes 9, la mia libreria musicale di oltre 5.000 elementi non veniva gestita con tutta questa grazia e reattività. E per rispondere alla sua provocazione, se io avessi in mano la direzione dei lavori del team di programmatori di iTunes, li costringerei a riscrivere l’applicazione in Cocoa e a 64 bit se non altro per cogliere l’occasione di rivederla da cima a fondo. Non sono un ingegnere software ma soltanto un utente esperto, lo premetto — ma a mio avviso è indubitabile che iTunes, diciamo dalla versione 4.7 in avanti, sia andato accumulando codice su codice, senza davvero fare una grande opera di smaltimento (una progressione à la Windows, per intenderci). L’accumulo è direttamente proporzionale all’aumento delle funzioni. Le prime versioni di iTunes (qualcuno ricorda la 1.1.1, la 2.0? Esistevano persino per Mac OS 9) erano sostanzialmente dei player di file audio. Poi è venuta l’integrazione con iPod, poi è venuto iTunes Store, la gestione di più dispositivi (iPhone e iPod touch, Apple TV, lo streaming con AirTunes, ecc.), la gestione di filmati, spettacoli televisivi, video musicali, audiolibri, podcast, suonerie, radio Internet; la sincronizzazione di contatti, calendari, bookmark, note, account di posta e persino delle fotografie… Non immagino nemmeno come deve essere la situazione ‘sotto il cofano’.

Come dicevo, iTunes 9 dimostra di essere un mezzo passo avanti, ma la riscrittura di iTunes in Cocoa, ribadisco, può essere l’occasione buona di ottimizzare il programma ancor di più e renderlo ancora più ‘Mac-like’. Ma soprattutto la penso come Gruber quando scrive:

Quando dico che sembra inevitabile che Apple finirà col riscrivere iTunes in Cocoa e a 64 bit, non è perché queste due cose in sé e per sé miglioreranno drasticamente le funzioni e l’esperienza utente di iTunes. Sembra inevitabile perché Apple ha passato a 64 bit quasi tutte le ‘applicazioni di sistema’. Date un’occhiata alla prima nota in fondo alla pagina dedicata alla tecnologia in Snow Leopard:

Tutte le applicazioni di sistema, eccetto DVD Player, Front Row, Grapher, iTunes e X11, sono state riscritte in 64 bit.

Quasi tutto il resto contenuto in Mac OS X [10.6] è a 64 bit. Gli utenti hanno forse chiesto un Dock a 64 bit? È cambiata la vita a qualcuno, adesso che l’applicazione Dizionario e a 64 bit? Naturalmente no. Per alcuni programmi il passaggio a 64 bit ha realmente significato un miglioramento delle prestazioni, ma il motivo per cui Apple ha passato quasi tutte le sue applicazioni a 64 bit è semplice: è quella che oggi considera la maniera migliore per realizzare software Mac. Apple sta tracciando il cammino, dando l’esempio per prima.

Gruber continua facendo un ottimo confronto:

Il Finder è l’esempio più adatto per tracciare un paragone con iTunes. Il Finder di Snow Leopard non solo ha dovuto essere migrato da 32 a 64 bit, ma è stato necessario anche fare il porting da Carbon a Cocoa. Quando Mac OS X era agli inizi, il Finder era l’applicazione che Apple mostrava alle WWDC come esempio eccellente di programma Carbon, la prova che Apple stessa utilizzava le API Carbon per un’applicazione essenziale.

A prescindere dal livello di modernità del Finder come applicazione Carbon […], dev’essere stato un lavoraccio d’ingegneria effettuare il porting a Cocoa. E il risultato è un’applicazione le cui differenze con il Finder Carbon di Mac OS X 10.5 sono praticamente impercettibili dai più. […]

Cocoa non è stata una qualche polverina magica che ha reso il Finder un programma drasticamente superiore. Ma allora perché Apple si è presa il disturbo per modificarla? Perché Cocoa e i 64 bit sono il futuro di Mac OS X. E anzi, per molte nuove API sono il presente. […]

In breve, esistono nuove API e nuove funzionalità in Mac OS X disponibili unicamente alle applicazioni a 64 bit. E dato che non esistono API Carbon a 64 bit, applicazioni a 64 bit significa implicitamente applicazioni Cocoa a 64 bit.

Tutto questo è il ragionamento che ho seguito anch’io, ancor prima di leggerlo nel pezzo di Gruber (e trovarmi quindi completamente d’accordo col suo punto di vista). Probabilmente, il futuro iTunes Cocoa a 64 bit non sarà un’applicazione vistosamente differente dall’iTunes di adesso, né andrà a chissà quale velocità. Ma sono certo che sarà senza dubbio un iTunes più efficiente, sia a livello di reattività, sia a livello di utilizzo di risorse processore, sia superficialmente a livello di feel, di esperienza d’uso, che mi immagino più fluida, senza intoppi, senza dita incrociate quando effettua operazioni laboriose (vedi aggiornamento di Genius e sincronizzazione di iPhone, per fare i primi due esempi che mi sovvengono). Per concludere, mi diverto facendo una previsione: la prossima versione di iTunes, la decima, sarà Cocoa a 64 bit. E si chiamerà iTunes X — sulla scia di QuickTime.

The Author

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8 Comments

  1. Il più grosso problema di iTunes è Windows.
    Non esistono implementazioni di Cocoa per Windows (a parte quella preistorica degli ultimi giorni di NeXT).

    Questo mi è di spunto per un’altra domanda: che fine farà QuickTime per Windows quando tra un paio d’anni QuickTime X sarà completato?

    • Paolo: Può darsi che a un certo punto lo sviluppo di iTunes (e QuickTime) prenda due strade separate, e che Apple decida di concentrare le energie sullo sviluppo in Mac OS X e di produrre una versione di iTunes ‘sufficientemente buona’ per Windows (in altre parole, per Windows continuerebbero a sviluppare come hanno fatto finora, senza porsi il problema dei 64 bit). Oppure — e il fatto che iTunes 9 non abbia ancora fatto il salto a Cocoa a 64 bit potrebbe essere un segnale — il team di ingegneri iTunes stia lavorando notte e giorno per produrre una decima versione che sia Cocoa a 64 bit sul fronte Mac, e che giri sotto Windows 7 a 64 bit sul fronte Windows. Se così fosse, è un bel lavoraccio.

      Apple ha scelto di farsi carico dello sviluppo di certe applicazioni anche per Windows quando ha deciso di rendere iPod un prodotto anche per PC. Non so se in Apple abbiano delle statistiche precise su quanti iPhone e iPod vengano attualmente venduti a utenti Windows; suppongo che la logica sia “finché c’è sufficiente utenza Windows, ha senso proseguire lo sviluppo”. In tutta onestà non mi stupirei più di tanto se a un certo punto Apple decidesse di abbandonare gli aggiornamenti importanti per Windows e si limitasse a fornire un minimo di supporto per chi ha un PC e ha comprato un iPod qualsiasi in passato. Del resto, la situazione oggi (e nel prossimo futuro) è ben diversa dal 2002, quando Apple introdusse i primi iPod compatibili Windows. In quell’epoca Apple non vendeva tanti Mac come ora e aveva bisogno di un buon specchietto per le allodole (come iPod+iTunes) per attirare l’utenza Windows. Domani Apple potrebbe sentirsi sufficientemente forte per fare una mossa drastica come quella sopra descritta.

      Il discorso fatto finora è applicabile anche a QuickTime. Io continuo a credere che, finché varrà la pena supportare Windows, in Apple troveranno il modo di farlo. E al tempo stesso sono convinto che, nel momento in cui il supporto continuativo per Windows comincerà a diventare un fardello, Apple potrebbe abbandonarlo senza tanti complimenti. Una domanda da porsi, fra l’altro, è “Dove sarà Windows fra un paio d’anni?”

      (Lo so, la mia è una non-risposta, ma in quest’ambito, in questo momento, si possono solo fare delle congetture).

      Ciao e grazie del commento!
      Riccardo

  2. L’idea di abbandonare la piattaforma Windows mi sembra estremamente improbabile.
    Il fatto però che Safari 4 per Windows non adotti più il look and feel usato su Mac ma quello tipico delle applicazioni Windows mi induce a pensare che, a parte un nucleo comune, i software Apple useranno per l’interfaccia le API standard di Windows.

  3. Ciao Riccardo,
    silenziosamente leggo spesso e molto volentieri quello che scrivi.
    Grazie davvero perchè queste pagine sono sempre uno spunto di riflessione ed un link a mille altri contenuti interessantissimi!

    Premesso questo, condivido le cose fin qui dette e il generale giudizio positivo su questa versione 9. Anche a me rimane forte il dubbio sul “perchè” l’interfaccia di iTunes cerchi sempre in un modo o in un’altro di svincolarsi dal resto del sistema (parlo di osx ovviamente) l’impressione è che sia utilizzata come un banco di prova e davvero non avrei altre spiegazioni possibili per giustificare questo atteggiamento..

    Qualcun’altro ha notato che con la nuova versione si sono perse un sacco di radio? Per esempio io durante il lavoro ascoltavo spesso “solo piano Sky.fm” a 96kbps.. Sparita!
    (ma così anche altre..) Sono dovuto andare a cercarmi i link in internet e riaggiungerli alla lista.. molto strano..

    ciao
    John

  4. Stefano says

    Windows tra un paio di anni ? Se Windows 7 fa la fine di VISTA, e questo è un se grande come una casa, prevedo fortissimi ridimensionamenti del market share di Microsoft nell’ambito degli OS per desktop (calo del 20 % in due anni).
    Un doppio errore come VISTA, con la velocità del mercato informatico che crea e distrugge dal nulla, si paga moltissimo.

  5. Volevo farti i complimenti per la completezza della tua recensione. Ho stampato tutte e tre le parti per leggerle comodamente sul divano! dopo una giornata di lavoro passata al Mac diventa difficile leggere qualche articiolo a monitor.
    saluti

  6. Tanto per accontentarti (e accontentarci) al primo update di iTunes il comportamento del tasto verde non ridimensiona più la finestra, ma passa al miniplayer. Insopportabile.

  7. Volevo scrivere la stessa cosa di Jekbau..
    INSPIEGABILE!!!

    ciao
    John

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