Memory and aesthetics

Et Cetera

One of the books I’m reading at the moment is The Black Swan — The Impact of the Highly Improbable, by Nassim Nicholas Taleb. I’ve almost finished it, and I consider it already one of the best works I’ve read so far. One of those books that not only are thought-provoking, but perspective-changing if you let your mind open (easier if you’re an open-minded fellow already).

Reading through Taleb’s online notebook, I’ve stumbled onto this fragment (#66), which is serendipitously related to what I was talking about in the previous post — the bond between printed books and memory, their importance as real objects versus anything digital.

66 — Real Books vs Digital Words: Memory & Aesthetics

Fools do not want to accept that the real thing is better than the electronic. In other words, a text does not simplify a book. A book is so much real than a PDF on my hard disk. The experience of reading something you hold in your hands is more aesthetically rewarding: a book is better looking than a flat screen — it has an extra dimension. But to me, the main advantage is that I remember far, far better what I read in a book. My memory solidifies around hard objects, specific books, parts of my library. The classical mnemotechnic originates with the Greeks method of the loci: it consists in attaching memories to physical objects, a stone in a wall, a specific part of a ceiling, etc. You imagine a building & invest some of the locations with things to remember. In Luria’s account of the synesthete who could remember everything in great detail, there is a striking scene. Sh. [the patient-protagonist], has his memory failing him on a small detail because there is a cloud hiding the object to which the memory was attached.

I do the same when I read a book: the ideas are incarnations in specific objects of my library. [A rendering on a computer screen is not permanent, a book is.] I remember specific pages & get in a state of rage when someone tries to help “organize” or “alphabetize” my books. I also remember the physical notes I jot down on the front of a book, and, five years later, looking at them triggers a chain of remembrances… In the picture above I took notes on the book & just glancing at the front pages allows me to remember the ideas of the book & the conditions under which I read them. The book above it is very comprehensive, very deep, & covers the main ideas in social science, so I do not want to miss anything & would like to retain most of its contents decades from now (I am still on page 300).

Musica per le mie orecchie

Mele e appunti

Il buon Peter Hosey, programmatore Mac coinvolto, fra le altre cose, nei progetti Adium e Growl, ha deciso di dedicare una pagina del suo sito alla raccolta ragionata di link a fonti per scaricare musica gratuita:

Scarico circa 11.000 brani all’anno, gratuiti, senza violare alcun copyright (“piratare” musica, direbbe la RIAA). Giudico libere e legali le fonti che qui elenco sulla base di uno o più dei seguenti criteri:

  1. Il sito dichiara esplicitamente che i brani messi a disposizione direttamente o a cui si fa riferimento sono liberi, gratis, e legali. (Esempio: Largehearted Boy).
  2. Il sito linka direttamente al sito web dell’artista, dell’etichetta discografica, dell’azienda di promozione, o al negozio di musica (pertanto state scaricando l’MP3 direttamente da una persona o da un’azienda che sono di certo autorizzate a offrirlo). (Esempio: Largehearted Boy).
  3. Il sito è un servizio di distribuzione musicale in cui gli stessi artisti ed etichette discografiche mettono a disposizione la musica da scaricare e ne stabiliscono il prezzo. (Esempi: Amie Street, Bandcamp, SoundCloud).
  4. Si tratta di un sito dal profilo sufficientemente elevato che a quest’ora sarebbe già incorso in problemi legali e/o di reputazione se non avesse il permesso di regalare alcuni dei brani che offre, o se non avesse il permesso di farlo gratuitamente. (Esempi: Pitchfork, Spinner).

Se conoscete altri siti non elencati, contattate Hosey proponendo i vostri suggerimenti.

Link: Musica per le mie orecchie

QuickLook e navigazione in Spaces/Exposé

Mele e appunti

L’altro giorno, cercando di recuperare sulla lettura di una buona fetta di feed di Mac OS X Hints, mi sono imbattuto in questo suggerimento, e ho pensato di scrivere un veloce riassunto (per nulla esaustivo, ma che ritengo comunque utile) dei tasti utilizzabili in combinazione con Spaces ed Exposé.

L’autore del suggerimento summenzionato si limita a far notare che, una volta entrati in modalità panoramica in Spaces premendo F8 (e quindi attivando Exposé con F9), è difficile distinguere le singole finestre, le quali per forza di cose appariranno piccole. Basta passare sopra alla finestra interessata con il puntatore del mouse (verrà evidenziata da un alone blu) e premere la barra spaziatrice per visualizzarne un ingrandimento istantaneo a (quasi) tutto schermo.

Ma non finisce qui. Sia entrando nella modalità panoramica di Spaces con F8, sia attivando Exposé in qualsiasi momento con F9, passando successivamente in rassegna le applicazioni attive con ⌘-Tab, Exposé mostrerà le finestre aperte dell’applicazione selezionata. Facendo clic su una finestra, si uscirà da Exposé e si porteranno finestra e applicazione in primo piano. Se non vogliamo selezionare un’applicazione specifica usando ⌘-Tab, una volta entrati in Exposé con F9, basta premere Tab. Exposé porterà al centro dello schermo le finestre aperte di ogni applicazione, un’applicazione alla volta.

Esempio: le applicazioni attive in questo momento sul mio Mac sono Safari (con 3 finestre aperte), Mail, Mailsmith, Tweetie, Google Chrome (con 2 finestre aperte), Stainless, MarsEdit (con 4 finestre aperte), Pages e Notational Velocity, più 5 finestre del Finder. Se premo F9 vedrò soltanto le finestre delle applicazioni presenti nello spazio attivo, ma facendo ⌘-Tab potrò saltare a una specifica applicazione (anche se si trova in un’altro spazio) e vederne le finestre aperte. Premendo semplicemente Tab, Exposé mi presenterà le finestre aperte in ordine sequenziale: prima Safari, poi Mail, poi Mailsmith, ecc. evidenziando nel Dock di volta in volta l’icona dell’applicazione interessata.

Spero di non aver ingenerato confusione. In realtà trovo tutte queste modalità di navigazione in Spaces ed Exposé piuttosto utili, specie quando si tengono molte applicazioni e molte finestre attive.

Raskin

Mele e appunti

Raskin è un sistema alternativo, una interfaccia utente zoomabile, per visualizzare la scrivania del Mac e gestire i documenti. Si ispira ovviamente a Jef Raskin e alle sue ricerche sulla ZUI (zoomable user interface, appunto).

Di solito sono sempre un po’ scettico quando si tratta di passare ad alternative al Finder e — come dice Lukas Mathis — probabilmente Raskin non è ancora adatto come sostituto del Finder a tutti gli effetti. Ma come visore di documenti fa davvero effetto. In un’unica superficie navigabile si può avere sott’occhio l’intero contenuto del Mac, e sorvolarlo come se stessimo utilizzando Google Earth. O anche come avere un QuickLook telescopico. Utile specie con le cartelle di immagini: sono riuscito a ritrovarne due di cui non ricordavo l’ubicazione (e nemmeno il nome del file, altrimenti avrei usato Spotlight). Ma è inutile perdersi in chiacchiere: scaricatelo e vedete da soli se vi può servire e se vi piace il concetto. (Io penso di utilizzarlo sul secondo monitor come visore generale). In prova gratuita per 30 giorni. Prezzo di lancio, 20 dollari.

Link: Raskin

FLIQLO love

Mele e appunti

Questo salvaschermo, che simula un orologio elettromeccanico a palette, ha avuto un enorme successo. È uno dei più visti quando ci si imbatte in foto di postazioni Mac di grafici, designer e affini. Ci sono stati dei problemi di compatibilità con Snow Leopard, e un aggiornamento da parte del programmatore tardava a venire. Col tempo me ne sono dimenticato. Oggi scopro con ritardo e con piacere che è stato aggiornato ed è pienamente compatibile con Mac OS X 10.6. È stata inoltre aggiunta un’opzione che permette di regolare la grandezza dell’orologio. L’aggiornamento risale allo scorso gennaio, quindi probabilmente ne eravate già al corrente. Ma a chi aveva perso le speranze e se l’era dimenticato, spero di portare buone notizie. Scaricatelo da qui.