Elegante, sintetica, chiara e ben congegnata. È finita subito nei miei bookmark. (In inglese)
Plainview aggiornato
Uno dei miei browser preferiti per la navigazione a tutto schermo — Plainview — è stato aggiornato alla versione 1.0.178. Traduco le note di rilascio in figura:
Una delle caratteristiche che più mi piacciono di Plainview — oltre alla bellezza di navigare il Web a tutto schermo su un Cinema Display da 22 pollici — è la compatibilità all’indietro. Con Mac OS X 10.4.11, infatti, va benone. Per non parlare della snellezza: Plainview pesa poco più di 2 MB.
Flash: un contributo intelligente
Come c’era da aspettarsi, le riflessioni di Steve Jobs su Flash (di cui l’amico Lucio Bragagnolo ha approntato una traduzione in italiano), non hanno mancato di scatenare ulteriori discussioni. Spero di avere più tempo a disposizione per dire la mia. Nel frattempo, dato che a me piace far riferimento a persone il cui punto di vista è dettato dall’esperienza diretta, e che non parlano a vanvera o per sentito dire, è con estremo piacere che riporto integralmente l’intervento di Andrea Guida apparso in POCTalk, la mailing list del POC.
Sulla questione plug-in
Ho iniziato ad usare Flash che Macromedia non si chiamava ancora Macromedia. Per cui credo di avere una certa idea di come funziona. Ho amato molto Flash perché in 5 KB mi permetteva di avere animazioni, audio, interattività, ha portato il vettoriale in un mondo bitmap e mi ha dato possibilità multimediali incredibili sino al suo arrivo (vi ricordate i contest a Webbit per realizzare banner nelle varie categorie di KB?).
Ma non ho mai spinto un cliente a fare un sito solo in Flash. Anzi, ho sempre cercato di utilizzare Flash in modo complementare all’HTML o comunque di preservare una certa possibilità di navigazione al di fuori del plug-in. Questo per via del versioning e del fatto che un utente avrebbe comunque sempre dovuto scaricarsi e installare qualcosa di non standard.
Come molti, non mi sono piegato a implementare nei siti funzioni disponibili solo in questo o in quel browser solo perché diventavano disponibili su una certa piattaforma. Ricordate gli anni in cui l’HTML conosceva una innovazione ogni settimana e in giro c’erano 45 versioni diverse dei browser con funzionalità notevolmente diverse le une dalle altre? (Ricordate il primo Netscape che poteva vedere i frame? Wow!). Quello che serviva allora e serve oggi è abbracciare solo gli standard ufficiali HTML e farlo con una certa attenzione nell’implementare delle novità assolute (come accade ora per l’HTML5), sebbene queste siano disponibili alla totalità delle ultime versioni dei browser.
Dopo molti anni Flash diventa un componente ‘trasparente’ del browser, pertanto lo si può utilizzare senza pensarci troppo, ma di fatto rimane un plug-in e rimane proprietario (e rimane tra le altre cose il fatto che gira in modo completamente differente da piattaforma a piattaforma, con prestazioni visibilmente migliori su Windows).
Se da una parte quindi mi sarebbe piaciuto avere Flash sull’iPhone, dall’altra se entro in un sito che lo usa in modo completo senza propormi alternative di navigazione o addirittura un sito alternativo completamente standard, penso sia stato commesso un errore.
Attenzione: non sono un tifoso di Apple — sono uno sportivo: guardo come gioca la partita e decido se ha giocato bene o no.
Si possono commentare le scelte strategiche di Jobs a livello accademico o per farne un business case, ma l’implementazione di Flash non è dovuta. Anche se Apple avesse deciso di non implementare Flash per soldi, utilizzando una posizione di mercato dominante per affossare Adobe, per fargliela pagare per la Creative Suite, ecc., sarebbero tutte scelte non attaccabili. Business is business.
Voglio l’iPhone? Non ha Flash. Punto.
Voglio che il mio sito sia visibile sugli smartphone? Non avrei dovuto farlo solo in Flash (esattamente come 10 anni fa).Sulla questione video
Sino ad ora il vantaggio di avere un video in Flash è quello di non dover fare un filmato in 20 formati diversi (in genere .mov/.avi/.wmf) per poterlo rendere visibile a un utente senza fargli scaricare un player ogni volta. Inoltre Flash comprime in modo estremamente più semplice per uno sviluppatore poco esperto, poiché ha pochi parametri da impostare. Di contro per fare un filmato leggero e di qualità superiore bisogna lavorarci un po’ sopra.
Chiunque faccia video sa bene che attualmente (da un po’ di tempo per la verità) la migliore compressione è H.264. Per cui se possiamo metterci a disquisire sulle questioni legate all’interfaccia/potenzialità di un plug-in come Flash, non credo ci sia niente da dire sul fatto di utilizzare un plug-in come quello per incapsulare video avendo a disposizione molte (più valide) alternative.
Sulla questione usabilità
L’altra questione riguarda l’uso del rollover, essenziale alla navigazione poiché è uno strumento determinante nell’interazione utente-actionscript. Il problema tecnico non si pone se ragioniamo in termini di computer-mouse, mentre non vedo come sia risolvibile su una interfaccia touch dove, tra l’altro, la logica di zooming è legata al corretto codice HTML/CSS.
* * *
Infine, se oggi sei uno sviluppatore di siti Web (e io non lo sono più da molto tempo) puoi solo decidere di farlo con i sacri crismi come 10 anni fa: prendere le tecnologie standard disponibili e sviluppare quindi un sito fruibile al 100% per il maggior numero di piattaforme, considerando performance, appeal e usability.
Se proprio il cliente vuole o se si desidera un sito di ‘frontiera’ (per questioni diverse, di marketing per esempio), si decida di fare una parte del sito non determinante a livello di contenuto servendosi dell’ultima tecnologia disponibile, offrendo delle alternative di fruizione seppure di ridotta ‘esperienza’ a chi non possiede questa ultima versione.
Oggi questo significa sviluppare i siti completamente in CSS per lo standard, e per la ‘frontiera’ utilizzare HTML5.
Ringrazio Andrea per avermi dato il permesso di ripubblicare qui il suo intervento.
Courier: tanti saluti
Lo scorso settembre concludevo il mio articolo su Courier, prototipo concetto di tablet ideato in Microsoft, con questo paragrafo:
L’inevitabile fattore Microsoft — Ovvero, l’idea in teoria è molto buona. Sono curioso di vedere quanto Microsoft riuscirà a rovinare di Courier nel percorso che porta alla pratica, cioè al prodotto finito. Lo Zune HD lascia aperta qualche speranza. Courier è un progetto davvero promettente, e le idee stile Apple ci sono tutte. Speriamo che per una volta, Microsoft copi un’altra caratteristica di Apple: quella di non scendere a compromessi e di non voler volare bassi. Sarebbe un peccato.
È di ieri la notizia che Microsoft ha abbandonato il progetto. Pare che Frank Shaw, vice-presidente delle comunicazioni di Microsoft, abbia dichiarato: Stiamo continuamente tenendo in considerazione nuove idee, le ricerchiamo, le collaudiamo, le incubiamo. È nel nostro DNA sviluppare nuovi fattori di forma e interfacce utente naturali che possano favorire la produttività e la creatività. Il progetto Courier è un esempio di questo tipo di lavoro. Ne valuteremo l’uso in offerte future, ma al momento non abbiamo piani per costruire un simile dispositivo.
Tradotto: Non abbiamo voglia di rischiare di produrre qualcosa di possibilmente innovativo prima di altri, preferiamo aspettare e seguire la scia con prodotti comparativamente mediocri.
Perfetto stile Microsoft. Quod Erat Demonstrandum.
Not so fast
A few days ago, Amit Gupta wrote an interesting piece in his blog: Goodbye Point & Shoots, Goodbye Laptops. Amit summarises his point in a picture:
In short, according to Gupta, point & shoot cameras and laptop computers both stand in a sort of middle ground that’s destined to disappear, as users in both photography and computing areas will choose either ‘professional’ tools (DSLRs, desktop workstations) or consumer, more portable, good-enough tools (smartphones, tablet devices).
Although I think he has a point, and shoots it thought-provokingly (couldn’t resist the pun, have mercy), the question is slightly more complicated than that, in my opinion.
The camera side
Gupta writes (the emphasis is his):
It took a while, but the cameraphone has slowly, quietly, and almost completely replaced the point and shoot for many people. Cameraphones are simpler, more convenient (smaller) and, for 99% of situations, they are good enough.
The link he provides refers to an article appeared in the Los Angeles Times in August 2009 that shows a graph of the most popular cameras used on Flickr; in that graph you can see that Apple’s iPhone surpasses in usage more sophisticated DSLRs like the Canon EOS Digital Rebel series, the Canon EOS 40D and the Nikon D80. This statistics, however, is inconclusive on many levels. First, as the article itself notes, the [Canon] Rebel’s dethroning doesn’t seem to indicate a major consumer shift away from professional-quality cameras. Rather, it’s more of a shift in the battle among cellphone cameras, in favor of the iPhone, as well as a change in how people share digital photos. Secondly, the statistics is heavily influenced by the sheer quantity of photos uploaded to Flickr. And it’s much easier to upload photos directly from the iPhone than any other camera, point & shoot or DSLR (or film cameras, lest we forgot about them).
I agree with Gupta on the cameraphones being simpler and more convenient. The new-fangled adage that the best camera is the one you have with you really applies to those smartphones with decent-enough cameras. The main advantage is the convergence. With a smartphone like the iPhone, you carry around a multi-purpose portable device: you need it for email, web browsing, music, text messages and phone calls. This handiness is hardly beatable by a point & shoot camera.
At the same time I can’t help but notice that a point & shoot camera is more comfortable to handle than a phone, especially the iPhone. Point & shoots generally have a better grip and are better designed to fit in the hand rather nicely despite their small size. They have a set of nice in-camera features. Better lenses. Some of them do high-quality macros. For many people cameraphones are probably good enough because, for them, convenience is a higher priority than quality and versatility. I shoot a lot with my iPhone when I’m out and have no other camera with me because I want or need to move around without carrying around a slew of electronic gadgets. But as soon as I have to carry a small backpack or a ‘man bag’, I grab my trusty Nikon Coolpix 7600.
In my opinion, the truly doomed is a specific subcategory of the point & shoot cameras, the compact and ultracompact ones. Smartphones are undermining this category because they’re basically equal in mass but more convenient because they serve more than one purpose. On the other hand, there are bigger and more sophisticated point & shoot cameras — sometimes called ‘pseudo-DSLRs’ or ‘SLR like’ due to their similarity in shape — like the Nikon Coolpix L110 or the Coolpix P90 or the Canon PowerShot SX20 IS, which ironically are considered ‘good enough’ for many users who still feel intimidated by DSLR cameras or do not need their pro features.
The computer side
I find the decline of laptops as envisaged by Gupta to be less convincing than what may happen in the camera world with point & shoots. In my experience as a Mac consultant I have noticed an interesting trend these recent years: more people abandoning desktop computers in favour of more portable solutions. More users, even power users, have shifted to a MacBook Pro so that they can use it on the go, and in a desktop setup at home (attached to an external monitor and to a wireless keyboard and mouse). And again, for many users a MacBook Pro (13, 15, or 17-inch) is definitely good enough and powerful enough. Often it’s the only computer they have at home.
I’m sure the iPad, in the medium to long run, will likely replace the laptop; future generations of iPad will be lighter, more powerful and even more versatile. But — looking again at the picture proposed by Gupta — I don’t think that laptops will go away. As they get more and more powerful, they’ll probably replace desktop computers in many homes. Desktops will become the niche machines, aimed at those professionals who need high-end, expandable workhorses. The consumer and semi-pro market will continue favouring ultraportable (tablet computers) and portable (laptops) machines.

