Cinguettii di primavera, o quasi

Mele e appunti
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Ieri ho aperto un account in Twitter. Una voce dentro di me diceva: “Ma come, non avevi fatto voto di rifiuto per questa sciocchezza che è Twitter?”. Vero, ma spesso fare voti è stupido, come spesso è stupido ostinarsi nella propria rigidità nel momento in cui le cose intorno cambiano. Non sono arrivato a cedere alle sirene di Twitter dopo lunghi dibattimenti. Semplicemente ho notato che poteva essermi utile nell’immediato futuro. In aprile starò via da casa per un paio di settimane. Sarò fuori dalla Spagna e non avrò un accesso continuato e a poco prezzo a Internet. Volendo tenere aggiornata Carmen, ho pensato che sì, c’è il telefono, ci sono gli SMS, ma quando lei lavora non può tenere il cellulare acceso. Ma avendo un computer davanti agli occhi per otto ore, magari le può far piacere sapere pressoché in diretta come vanno le cose. In questo modo, se io ho la possibilità di raggiungere un Internet Café in un orario in cui lei non potrebbe leggere un mio SMS, potrei pubblicare un messaggio in rete, magari diretto proprio a lei se si tratta di qualcosa di personale.

Di qui a Twitter il passo è stato breve. La prima cosa che ho notato, dopo aver aggiunto una trentina di individui che stimo e che mi farebbe piacere seguire, è questa: Twitter può essere una sciocchezza o uno strumento intelligente, dipende da chi lo utilizza e da come lo utilizza. Se uno è brillante, troverà per Twitter degli impieghi brillanti. Parafrasando Shakespeare: La colpa, mio caro Bruto, non è negli oggetti che usiamo, ma in noi stessi.

Fortune intervista Steve Jobs

Mele e appunti

Steve Jobs speaks out — FORTUNE: Estratti da una recente intervista con Steve Jobs. Sono d’accordissimo con Gruber: suddividere un articolo in 15 pagine mettendo due paragrafi per pagina è criminale. I miei passaggi preferiti:

[…] Perciò non puoi semplicemente chiedere alla gente quale sarebbe secondo loro la prossima Grande Innovazione. Come ben diceva Henry Ford: ‘Se avessi chiesto ai miei clienti che cosa volevano, mi avrebbero risposto: Un cavallo più veloce’.

(Dedicata a chi critica Apple dalla poltrona e vorrebbe che Apple facesse sempre come dice lui/lei).

Non facciamo ricerca di mercato. Non assumiamo consulenti. In questi ultimi 10 anni in Apple mi sono rivolto unicamente a una società di consulenza per analizzare la strategia di vendita al dettaglio della catena Gateway, per evitare di commettere gli stessi loro errori con il lancio dei nostri Apple Store.

(Questo frammento mi ha colpito, in quanto ho sempre dato per scontato che dietro alle mosse vincenti di Apple ci fosse quantomeno l’ausilio di società esperte in ricerca di mercato).

Apple potrebbe continuare senza di lui? Jobs risponde:

Alcuni dicono, ‘Oddio, se Jobs venisse investito da un autobus, Apple sarebbe nei guai’. Certo, non sarebbe una bella situazione, ma in Apple vi sono delle persone davvero capaci. E il consiglio direttivo avrebbe alcuni ottimi candidati fra cui scegliere un nuovo CEO. Il mio lavoro è portare tutto il team esecutivo a un livello sufficientemente elevato perché vi siano dei validi successori, e questo è ciò che cerco di fare.

Saper quando dire no è quasi più importante del sapere quando dire sì:

La gente crede che avere le idee chiare significhi dire sì al progetto sul quale occorre concentrarsi. Ma non è affatto così. Significa saper dire di no al centinaio di altre buone idee che si potrebbero realizzare. Bisogna saper scegliere attentamente.

Sul perché Apple non ha sviluppato un nuovo PDA:

Un giorno mi sono reso conto che il 90% delle persone che utilizzano un PDA si limitano a ricavare delle informazioni da esso quando si trovano fuori sede. Non lo usano per inserirvi dei dati. Molto presto saranno sufficienti i cellulari per fare questo, e di conseguenza il mercato dei PDA verrà ridotto a una frazione di quello attuale, e non sarà granché sostenibile. Quindi abbiamo deciso di non entrarci. Se lo avessimo fatto, non avremmo avuto le risorse per creare e sviluppare lo iPod. Probabilmente non ci sarebbe neanche passato per l’anticamera del cervello.

Sui vantaggi di possedere un sistema operativo:

Ci permette di innovare a un ritmo ben più veloce di quel che si avrebbe se dovessimo aspettare Microsoft, come fanno Dell, HP e tutti gli altri. Microsoft ha una propria tabella di marcia, e avrà le sue buone ragioni. Ma quanto ci è voluto a sviluppare Vista? Sette-otto anni? È difficile realizzare una funzionalità necessaria al tuo nuovo hardware se devi aspettare otto anni.

Sul saper cogliere l’ ”onda” tecnologica giusta:

Una delle nostre più grandi illuminazioni [anni fa] è stata questa: non entrare in nessun mercato di cui non possiedi o controlli la tecnologia principale, perché ti taglieranno la testa e te la serviranno su un piatto.

Ci siamo resi conto che per quasi tutti, se non forse tutti, i prossimi prodotti di elettronica di consumo, la tecnologia principale sarebbe stata il software. E con il software ce la siamo sempre cavata bene. Avremmo potuto realizzare il software del sistema operativo [di questi prodotti]. Avremmo potuto scrivere applicazioni per il Mac e anche per il PC, come iTunes. Avremmo potuto scrivere il software nel dispositivo, come nel caso di iPod e iPhone. […] Avremmo potuto scrivere tutti questi tipi di software diversi e farli funzionare e interagire in modo fluido. E uno si chiede: quale altra azienda può fare una cosa simile? La lista è molto corta. Il motivo per cui eravamo davvero elettrizzati per l’iPhone (a parte il fatto che tutti odiavamo i nostri cellulari) era che non vedevamo nessun’altra compagnia in grado di apportare quel genere di contributo. Il software non è il punto forte di nessuno dei costruttori di telefoni cellulari.

Lossless dove ha senso

Mele e appunti

Macworld | 2GB iPod shuffle: Christopher Breen di Macworld USA recensisce lo iPod Shuffle da 2 GB. In realtà, come lui stesso dice, non c’è molto da dire in più rispetto al modello da 1 GB. Le due principali differenze sono dettagli ovvii: il modello da 2 GB è più capiente e costa meno di quanto costava lo Shuffle da 1 GB prima che venisse abbassato il prezzo agli attuali 45 Euro.

Nel riassunto di pregi e difetti, fra i lati negativi dello Shuffle secondo Breen va menzionato il mancato supporto del formato audio Apple Lossless. Lo Shuffle è l’unico iPod a non supportarlo. Personalmente non capisco perché dovrebbe. I file audio codificati con questo formato, si sa, sono più grandi. Io ho importato un CD di Mina in formato Lossless e i brani pesano dai 40 ai 90 MB l’uno. Lo Shuffle, viste le ridotte capacità di immagazzinamento, è pensato per un compromesso di questo tipo: contenere un numero sufficiente di brani, codificati a una qualità sufficientemente buona per un ascolto in movimento, in modo da offrire una certa varietà grazie alla riproduzione casuale. Se mettessimo file audio da 50 MB cadauno, in un iPod Shuffle da 1 GB ce ne starebbero circa 20, alla faccia della varietà. Potrò sbagliarmi, ma secondo me non ha senso lamentare il mancato supporto del Lossless da parte di iPod Shuffle ed elencarlo come ‘difetto’.

Some thoughts on bookmark management

Tech Life

For my work I have to read a lot and stay up-to-date. I have to read books to improve my (technical and non-technical) writing. And I have to read many online resources to improve my technical writing and my skills when I translate a book or article or a whole website. And then there is a lot of stuff I simply enjoy reading. Therefore one application I always keep open on my Mac is the browser. The two browsers of choice on all my systems are Safari and Camino, although I have also installed others, like Firefox, Opera, OmniWeb, Shiira, Sunrise, not to mention Lynx. I like to try many browsers because I think that limiting the surfing experience to just one, no matter how good it may be, is simply not enough. And when it comes to bookmarks and bookmark management, it definitely isn’t.

Generally speaking, bookmark management on the major browsers for the Mac is — with the possible exception of OmniWeb — remarkably insufficient. Considering the huge amount of bookmarked websites I have amassed so far, I wish my browser(s) could be a little more helpful with the organisation and, well, the browsing of said multitude of bookmarks. All browsers have a separate window for managing bookmarks, usually divided in two areas. On the left there’s a sidebar with bookmark folders hierarchy and other useful groupings (like History, Bookmarks Menu, Bookmarks Bar, RSS Feeds etc.). In the main window there’s the actual bookmark listing, with columns for title, address, and so on. In this regard, I’m surprised by the lack of options provided by Safari. The only things you can do in Safari’s bookmarks window is adding a folder and searching the bookmarks repository with the search field in the upper right corner.

What I’d love to find in a browser, especially in Safari:

  • More sorting options. Safari doesn’t really have sorting options. At least Camino provides arrangement by Location (ascending/descending) and by Title (ascending/descending), which is fine. What about arranging by number of visits? I could have an instant overview of my browsing habits, and take notice of sites I haven’t visited in a while, for instance. Thus, I could pay a visit to those neglected sites and decide whether I’m still interested in keeping them or not.
  • A more flexible Bookmark Bar. I think it would be interesting and useful to be able to change sorting options directly in the Bookmark Bar, by adding those options to the contextual menu that appears by Option-clicking the various bookmark groupings added in the bar. In Safari’s Bookmark Bar I have an item named “Interesting readings” and its contents have been growing and growing, reaching more than 100 links. I have manually arranged this list so that I have the most frequented blogs on top, but this way I tend to neglect many others. I imagine a contextual menu with sorting options like “Alphabetically (A to Z)”, “Alphabetically (Z to A)”, “Most visited first”, “Less visited first” and “Custom” — the latter allowing me to revert to my manual order.
  • Borrowing the playlist metaphor.Safari’s bookmark management window is quite similar to iTunes’ interface. Why not extend the playlist metaphor to bookmarks? Consider this part of iTunes’ left panel:

     

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    Why not have a similar portion in Safari’s bookmark window, with folders such as “My top rated”, “Recently Added”, “Recently visited” and “Top 25 most visited”? That could be useful when searching and accessing bookmarks, especially sites I recently added but perhaps misfiled. Camino sports at least a Top Ten List in its bookmark management window.

  • Smart bookmark folders. This would be a real plus when searching and organising the bookmark archive, especially a huge one like mine. If it were possible to add information to each bookmarked site (like in other browsers such as Firefox, Camino and OmniWeb) and have a sort of “Spotlight comments” or “Keywords” field, then it would be easy to create smart bookmark folders according to specified search criteria (all poetry-oriented sites, all design-oriented sites, all Newton-related sites, all online newspapers, and so on).
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    These are the first suggestions coming to mind. I know there are some third-party applications for bookmark organisation and synchronisation, but it would be nice if these features were built in the browser. I don’t understand why bookmark management is so overlooked and underdeveloped. Not only should a browser help in finding and reading information, but also in managing and fine-tuning all the information one decides to retain. Some of these suggestions have been sent to Apple via its Mac OS X feedback page. I’m not holding my breath, of course, but I thought it was worth a try.