Sesta generazione

Mele e appunti

Ovvio che si parli di iPod. Ieri, quando ho finalmente potuto vedere i nuovi iPod sul sito Apple, e lo streaming dell’evento speciale, non riuscivo a smettere di ridere istericamente. Oggi butto giù quattro appunti a mente fredda.

Osservando i rinnovati iPod, l’impressione iniziale non può che essere Solo Apple riesce a superare se stessa. I nuovi iPod sono una bellezza e mi piace il lavoro di fino sul design dell’iPod classic, i nuovi materiali e la nuova linea di colori. E quasi mi ha più sorpreso la “rigenerazione” dell’iPod nano che non l’introduzione dell’iPod touch, che era, in un certo senso, più prevedibile sulla scia dell’iPhone.

Rileggendo le mie riflessioni scritte in tempi non sospetti (il 14 luglio), sono anche compiaciuto di aver azzeccato qualche previsione, soprattutto quella riguardante ciò che oggi si chiama iTunes Wi-Fi Store. (Avevo anche “indovinato” l’iPod touch e il fatto che Apple avrebbe espanso le capacità degli iPod, rendendo 80 GB il minimo d’ingresso, ma queste erano, effettivamente, sciocchezze prevedibili).

Con la sesta generazione di iPod, Apple a mio avviso è giunta a un ottimo grado di coesione e coerenza in merito al ventaglio di scelte proposte per l’intrattenimento portatile audio/video. Sarà perché questa volta il rinnovo ha toccato tutte le linee iPod a vari livelli (dal solo rinnovo superficiale dei colori degli iPod shuffle, al rinnovo formale più drastico degli iPod nano, all’introduzione di un nuovo iPod), ma credo che questa sia la prima volta che ci troviamo di fronte a tanta versatilità. Apple sta pian piano rinnovando tutte le sue linee di prodotti, e il suo ottimo stato di salute finanziario le permette, ormai, di fare un po’ quel che vuole senza troppe pressioni di calendario. Fra un mesetto uscirà Leopard, e non è azzardato ipotizzare che prima della fine dell’anno, o magari agli inizi del 2008, venga presentata qualche altra novità hardware (Mac Pro, o Cinema Display, chissà). Insomma, è un gran momento per essere utenti Macintosh.

Detto questo, e tornando agli iPod, vi sono alcune cose che non mi convincono del tutto. L’iPod touch, per esempio; proprio lui. Intendiamoci, gran prodotto, grande schermo, tecnologia multi-touch, eccetera; un iPhone senza telefono. Sono i tagli e i prezzi a non convincermi. Osservando iPod touch e iPhone, ora l’offerta è la seguente:

  • iPod touch da 8 GB — 299 dollari
  • iPod touch da 16 GB — 399 dollari
  • iPhone nell’unico taglio da 8 GB — 399 dollari
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    Mi metto nei panni di un americano, che può quindi scegliere fra iPod touch e iPhone, rileggo quei tagli e quei prezzi e rimango perplesso. Il dubbio se scegliere un iPod touch da 16 GB o un iPhone da 8 GB non mi sembra poi tanto amletico, e mi sembra anche che sia l’iPod a uscirne male dal confronto. Immagino che la ridotta capacità delle due varianti dell’iPod touch sia dovuta alla tecnologia flash, che non è ancora così economica su tagli più grandi di 16 GB. Sta di fatto che 8 e 16 GB per un iPod così bello e soprattutto così indirizzato verso la fruizione di contenuti video, appaiono un poco stretti. E a parità di costo, a questo punto, perché non comprarsi un iPhone, che, anche se meno capace, offre comunque qualcosa in più?

    Di marketing capisco poco: chi ne capisce mi perdonerà, spero, l’ingenuità, ma ora come ora non riesco bene a comprendere a chi sia rivolto l’iPod touch (se non forse, inizialmente, al povero resto del mondo che non può ancora acquistare un iPhone e vuole avere un bell’assaggio dell’interfaccia multi-touch). Le capacità e i prezzi fra iPod touch e iPhone, sostanzialmente, si sovrappongono. Chi adesso possiede un vecchio iPod e vuole passare a qualcosa di nuovo, perché dovrebbe preferire l’iPod touch all’iPhone? Se Apple non avesse abbattuto di 200 dollari il prezzo dell’iPhone, forse ci sarebbe stata una spinta in più verso l’iPod touch. Per ora non vedo motivazioni e/o caratteristiche di grande rilevanza che favoriscano la scelta di iPod touch rispetto a iPhone. Se avete idee, illuminazioni, suggerimenti, il dibattito è aperto. Io torno a riguardarmi i nuovi iPod nano, che mi stanno tentando davvero…

    Trucchetto della domenica

    Mele e appunti

    Ho scoperto per caso questa funzione di Safari mentre stavo leggiucchiando i miei siti preferiti questa mattina. In Safari 3 facendo clic su un link in una pagina web e tenendo premuto il pulsante del mouse (per evitare che il browser carichi il link), è possibile trascinare il link sulla barra dei pannelli. Safari 3 aprirà il link in un nuovo pannello. Molto comodo quando magari si sta leggendo un blog con molti collegamenti esterni e si vuole tenere tutto sott’occhio in vari pannelli.

    Già che ci siamo, colgo l’occasione per confermare la totale assenza di problemi da quando ho installato Safari 3. Io che ho sempre snobbato Safari a favore di Camino, mi sto rendendo conto di usare di più Safari da quando è stato aggiornato alla versione 3. Camino però continua ad avere una gestione migliore dei banner pubblicitari nelle pagine web (ovvero me li toglie dalla vista nel 90% dei casi) e non si limita al blocco delle finestre pop-up.

    Beata ignoranza

    Mele e appunti

    L’ottimo Mark Pilgrim, un anno fa o poco più, annunciava trionfante il suo addio ad Apple e il passaggio a un computer Lenovo, su cui installare Linux. Per chi non frequenta il sito/weblog di Pilgrim, occorre spiegare come il nostro stia portando avanti una campagna personale volta all’utilizzo sempre più esclusivo di sistemi e soluzioni open source. Pilgrim ha più volte criticato Apple in quanto, nel suo (più o meno) piccolo, anche Apple implementa soluzioni proprietarie che “obbligano” l’utente Mac a rimanere “legato” ad Apple per la conservazione dei propri dati (fra gli altri, questo post è il più eloquente in proposito).

    La scelta di Pilgrim è stata coraggiosa e lui ha tutta la mia stima (come l’ha sempre avuta, del resto). Ho seguito abbastanza costantemente le sue avventure e le sue soddisfazioni da quando è passato a Linux. Un power user come lui non ha avuto grossi problemi, neppure dopo essere stato utente Mac per 20 e passa anni. È un programmatore con un curriculum impressionante.

    Poi leggo un suo post recente, Help me upgrade my CPU [Aiutatemi a fare l’aggiornamento del processore], in cui il nostro eroe ammette con straordinario candore di non aver mai fatto un aggiornamento del processore in tutti i 23 anni di utilizzo di computer. Vuole passare a un Intel Core 2 Duo E6700 senza dover comprare una nuova macchina. Si seguano i link nel suo post, si leggano i commenti e i suggerimenti. Io l’ho fatto e la mia reazione è stata: se anche un Mark Pilgrim fatica a districarsi in tutta questa merd… selva contraddittoria di informazioni che occorre sapere se si vuole aggiornare un sistema PC, beh, preferisco restare dove sono, cioè con macchine Apple. Il sistema e il software che utilizzo in quanto utente Mac forse non saranno un trionfo di open source, ma almeno evito certi mal di testa.

    Fra l’altro, da quel post (8 luglio) Mark non ha ancora aggiornato il suo blog. Ce l’avrà fatta ad aggiornare il suo Lenovo?

    Il prossimo iPod

    Mele e appunti

    Con tutto il chiacchierare sul fenomeno iPhone e la sua geniale interfaccia, quasi ci si dimentica degli iPod. Da tempo si vocifera che usciranno dei nuovi iPod quest’autunno, ed è un fatto assai probabile. C’è chi comincia a chiedersi, data l’ottima partenza commerciale di iPhone, se per caso questo non andrà a incidere sfavorevolmente sulle vendite dell’iPod. Basta osservare la bellezza dell’interfaccia della funzione iPod contenuta in iPhone per capire che si tratta di un dubbio più che legittimo.

    Sono molto, molto curioso di vedere come sarà il prossimo iPod. Sarà come l’attuale, ma senza ghiera cliccabile e con uno schermo più grande, che occuperà l’intera parte frontale del dispositivo e con l’input affidato alla stessa tecnologia multi-touch dell’iPhone? O sarà come un iPhone ma senza la funzione telefono? (Ovvero, un iPod dotato di tecnologia Wi-Fi, e quindi di un browser e di un client email). Oppure sarà qualcos’altro, diverso e distante sia dagli attuali iPod 5G, sia dall’iPhone?

    Negli oscuri anni Novanta, Apple non brillava per chiarezza in quanto a linee di prodotto. Troppi Mac troppo simili fra loro, troppe sigle e numeri (es. PowerMac 9500/120, 9500/132, 9500/150, 9500/180MP, 9500/200…). Dopo il ritorno di Jobs (1997–98) e l’introduzione del primo iMac, le cose sono andate migliorando e le varie famiglie di prodotti si sono progressivamente semplificate, raggiungendo l’apice nel momento presente. Apple ha capito la lezione, e in quest’ottica è essenziale che iPhone e iPod non si pestino i piedi a vicenda. Con il prossimo iPod, Apple in un certo senso deve innovare, e deve presentare un aggiornamento del dispositivo ben più radicale di quello visto con il passaggio da iPod di quarta generazione a iPod di quinta generazione. Apple ha dimostrato, in questo campo, di essere l’unica a poter battere se stessa, l’unica a poter giocare al rialzo. L’unica, per esempio, ad avere il coraggio di far uscire di produzione un modello di grande successo come l’iPod mini proprio quando stava vendendo bene. Lo ha sostituito con il nano, che ha finito col vendere ancora di più.

    Questo mi fa pensare che vedremo un iPod di sesta generazione con qualche elemento di genialità che farà stupire prima, e vendere un’altra milionata di esemplari poi. Di certo verrà in tagli capienti (magari l’80 GB sarà il modello d’ingresso), magari ritorneranno i colori (oppure sarà di monocromatica eleganza come l’iPhone), e credo sia scontato che avrà la tecnologia multi-touch e un’interfaccia molto simile alla funzione iPod dell’iPhone. Non credo che prenderà in prestito molte altre caratteristiche dell’iPhone. Non credo, quindi, che avrà un browser o un client email. Fra iPhone e iPod, è il primo a svolgere le funzioni di PDA, e mi sembra sciocco confondere la gente presentando le stesse funzioni anche nell’iPod. No, l’iPod deve continuare a puntare su musica e video, e offrire novità e migliorie che ruotino intorno alla funzione originaria dell’iPod, quella di lettore musicale (e video). Anche senza browser e programma di posta, il prossimo iPod potrebbe però avere ugualmente il Wi-Fi. Ora che la tecnologia permette di ottimizzare in modo migliore i consumi delle batterie, sarebbe interessante vedere un iPod dotato di connettività wireless, magari con una funzione iTunes Store che permetta di visitare il negozio online di Apple e di comprare musica mentre si è on the road. Oppure con una connessione Bluetooth, per poter collegarvi auricolari Bluetooth e ascoltare la musica senza fili che si impigliano nei vestiti.

    Congetture a parte, una cosa vorrei dal prossimo iPod: che non sparissero definitivamente i pulsanti. E non sono il solo. I controlli sensibili al tocco, come fa giustamente notare Dan Frakes, saranno anche una bella cosa, molto cool e molto efficace: l’interfaccia di iPhone lo dimostra. Ma quando si tratta di mettersi il lettore musicale in tasca, in un marsupio, nella borsa, e lo si vuole comandare senza doverlo estrarre e guardare tutte le volte, i controlli sensibili al tocco sono una tragedia. Ho un iPod di terza generazione anch’io, e le osservazioni di Frakes sono azzeccate. Per intenderci, l’iPod 3G è quello con i quattro pulsanti in fila sotto lo schermo. La ghiera, non avendo le funzioni dei quattro pulsanti nei quattro punti cardinali (come negli altri iPod), non è “cliccabile”, è un’area circolare sensibile al tocco. Comandare questo iPod alla cieca è un pasticcio: cerchi di andare al brano successivo e invece metti in pausa la riproduzione di quello attuale, oppure vai all’inizio, e nel frattempo tocchi di striscio la ghiera e abbassi il volume. Per questo quando acquistai l’iPod 3G, aggiunsi all’acquisto anche il remote, che aveva tutti i comandi necessari in pratici pulsanti ben individuabili, oltre che un cavo di notevole lunghezza, così da poter mettere l’iPod nello zaino e comandarlo senza doverlo togliere da lì.

    Non sarebbe inelegante dotare l’iPod di sesta generazione di pulsanti fisici, anche piccoli, magari disposti sui lati del dispositivo, mentre la parte frontale rimane tutta dedicata all’ampio schermo sensibile al tocco. Oppure, se Apple preferisce optare per un piccolo monolite senza sporgenze sgraziate, dotare l’iPod di un piccolo remote con i comandi essenziali per usarlo senza per questo toglierlo dalla tasca ed essere costretti a interagire usando esclusivamente lo schermo sensibile al tocco. Il fatto che tale approccio sia l’elemento chiave vincente dell’interfaccia di iPhone, non è detto che debba per forza esserlo con un dispositivo come l’iPod.

    Il mistero della batteria

    Mele e appunti

    È da tre giorni che la batteria del mio buon vecchio iBook SE 466MHz (FireWire) mi dà problemi. Un bel mistero: la batteria è praticamente nuova: acquistata nel 2005, è sempre rimasta sigillata e conservata in modo appropriato fino a gennaio 2007, quando la batteria originale teneva così poca carica che ho deciso di toglierla e mettere la nuova.

    Quando ho installato la nuova batteria, ho seguito tutte le procedure di rito per “svezzarla”, effettuando alcuni cicli di scarica completa e ricarica. Da subito questa batteria ha dato prestazioni più che eccellenti: 5 ore e 40 minuti di autonomia reale, con l’iBook in uso (luminosità diminuita, normale accesso al disco, AirPort sempre attiva). coconutBattery indica inoltre che si tratta di una batteria più capace della originaria, restituendomi un valore di 3847 mAh contro i 3600 della batteria originale.

    Sin dall’inizio ho trattato la nuova batteria con molta cura, evitando per esempio di fare cicli di ricarica incompleti, e cercando di usare frequentemente l’iBook solo con la batteria, in modo da “far lavorare gli elettroni”, per così dire.

    Ecco, è da tre giorni che l’iBook non ricarica la batteria. Una settimana fa ho usato l’iBook solo con la batteria, e questa si è scaricata diciamo fino ad avere un 70% della carica totale. Collegato l’alimentatore, ho messo l’iBook in stop e non l’ho più toccato fino al giorno seguente (o forse due giorni dopo). Risvegliato dallo stop e scollegato l’alimentatore, l’icona della batteria non era piena, e l’indicatore di carica mi informava che la batteria era ancora al 70% della carica. Morale: non era stata ricaricata.

    E continua a non ricaricarsi. Le ho provate un po’ tutte. In ordine sparso:

    1. Downgrade a Mac OS X 10.4.9 – Inizialmente ho pensato che il problema potesse essere in un aggiornamento a Mac OS X 10.4.10 andato male. Visto che 10.4.9 non mi aveva dato alcuna preoccupazione, ho fatto il downgrade. Procedura lunga e noiosa (Reinstallazione di Mac OS X 10.4 dal DVD originale con un “Archivia e Installa”, applicazione del Combo Update 10.4.9). Niente.

    2. Reset del Power Manager – La mossa più ovvia, unitamente al reset della PRAM. Nulla di significativo, o forse sì: dopo un reset della PMU, l’iBook si mette a caricare la batteria, ma dopo 3–5 minuti l’icona con il fulmine (che segnala che la batteria si sta ricaricando) se ne va e appare l’icona con il simbolo della spina, come se l’iBook pensasse di aver ricaricato completamente la batteria.

    3. Reset profondo mediante Open Firmware – Cercando in rete, ho scoperto che qualche anno fa un tizio lamentava il mio identico problema in un forum e la situazione si è risolta per lui riavviando l’iBook in Open Firmware (Mela-Opz-O‑F) e scrivendo reset-nvram seguito da reset-all. Buon per lui; a me non ha dato alcun risultato.

    4. Riparazione dei permessi – Sempre secondo altre testimonianze, poteva essere un espediente da provare. Provato. Nulla di fatto.

    5. Riavvio in Mac OS 9 – Fra i suggerimenti trovati in rete che hanno dato buon esito, c’era quello di riavviare l’iBook da Mac OS 9, resettare il Power Manager, riavviare nuovamente in OS 9, per vedere la batteria cominciare a ricaricarsi. Niente da fare. Anche in OS 9, dopo qualche minuto di ricarica, l’alimentatore smetteva di ricaricare. Un utente, come ultima risorsa, ha consigliato di togliere e rimettere la batteria (tenendo l’iBook acceso e alimentato) ripetutamente finché il computer non la “riconosca” e incominci a ricaricarla stabilmente. Che è quel che sto facendo, ma la batteria continua a ricaricarsi solo per pochi minuti. Poi mi tocca riprovare con il togli-e-metti. È frustrante, perché non posso stare tutto il giorno a fare il battery-sitter.

    6. Connessione ad altre prese di corrente Questa pagina del supporto Apple (in inglese) fa notare che l’alimentatore può smettere di funzionare “autosospendendosi” se rileva del rumore sulla linea elettrica. Ho provato a seguire il metodo suggerito, di staccare la spina per un minuto e ricollegare. Ho provato a cambiare presa di corrente, collegando l’iBook a quattro prese diverse in stanze diverse. Niente.

    Esaminando il problema e ragionando per esclusione, i due maggiori indiziati sono l’alimentatore e la batteria stessa. Non sono un esperto in elettrotecnica, però mi sembra improbabile che l’alimentatore alimenti il computer correttamente ma abbia perso la capacità di ricaricare la batteria. In fin dei conti, per 5 minuti alla volta, la batteria viene ricaricata.

    Che sia la batteria? Che cosa può causare un improvviso malfunzionamento di questo tipo? Non ci sono state variazioni nella normale manutenzione e uso della batteria, e fino a pochi giorni fa la batteria non ha dato segni di cedimento, né ha manifestato strani comportamenti. I cicli di scarica/ricarica sono sempre andati a buon fine. Appena posso, provo a rimettere la batteria originale, per vedere se viene ricaricata correttamente (malgrado sia quasi del tutto esaurita).

    Nel frattempo, la faccenda rimane irrisolta, e accetto consigli e considerazioni.