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Mele e appunti

Fra le novità introdotte da Apple lo scorso 1 settembre vi è iTunes, arrivato alla decima versione; Steve Jobs ha riservato un certo spazio anche a iTunes 10 durante il keynote, soprattutto per spiegare la novità più macroscopica dentro iTunes, ossia il servizio Ping, social network musicale. Di Ping parlerò in un articolo a parte.

Chi mi segue da un po’ sa che non ho mai avuto una buona opinione di iTunes (ecco un mio sfogo di un anno e mezzo fa circa), e più si va avanti peggio diventa. iTunes era un programma piacevole da usare quando si limitava a fare quello per cui era nato: riprodurre musica. Per me la parabola discendente di iTunes è iniziata all’incirca dalla comparsa di iTunes Store e, in genere, da quando ha iniziato ad accumulare funzioni su funzioni fino a diventare, praticamente, un media center in versione software.

La nuova icona

Lasciatemelo dire: iTunes 10 comincia male. Secondo Jobs ormai i CD sono spacciati, obsoleti, quindi bisogna togliere il CD dall’icona di iTunes. Va bene, d’accordo. L’icona di iTunes presenta la stessa idea (nota musicale sopra un CD) dalla versione 2, ed è graficamente invariata dalla versione 6. Una revisione grafica ci stava anche. Ma… questa roba sarebbe il valido sostituto?

iTunes 10 icona.png

Sembra fatta da uno studente di grafica al primo anno. O forse dallo stesso genio che aveva partorito in precedenza l’icona di VoiceOver quando la funzione fece il suo debutto nell’iPod shuffle della scorsa generazione.

E quella nota grassottella, sapete che cosa mi ha ricordato, pur con le dovute differenze? Questo:

Merrie melodies.jpg
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Merrie_melodies_04.jpg

Poi, sarà il mio astigmatismo o come il mio occhio percepisce i colori, ma la gamma cromatica dentro all’icona di iTunes 10 mi sembra semplicemente orrenda. Inutile dire che mi sono tenuto, copiato e incollato la vecchia icona di iTunes 9, anche perché, almeno a casa mia, i CD sono tutt’altro che spariti.

L’interfaccia

Con il rilascio di quest’ultima versione 10, il mio giudizio negativo su iTunes non cambia, anzi. Ormai ho l’impressione che iTunes sia un treno lasciato a se stesso in una folle corsa inarrestabile. A ogni nuova versione, pare che in Apple qualcuno ritenga necessario ritoccarne l’interfaccia tanto per giustificare la ‘novità’, spesso e volentieri andando a intervenire su dettagli ed elementi che non era affatto obbligatorio modificare. Il cursore del volume è un esempio (è cambiato leggermente a ogni rilascio di iTunes dalla versione 7 alla 10), ma non è nemmeno il più grave. Con l’introduzione di iTunes 9 avevano finalmente rettificato il comportamento unico (e anomalo) del pulsante verde in alto a sinistra, che in tutte le applicazioni Mac OS X serve a ridimensionare la finestra principale, ma che in iTunes attiva la visualizzazione del mini-player. Poi in un minor update successivo, il 9.0.1, veniva ripristinata la vecchia maniera, e per ridimensionare la finestra come si deve è ora necessario premere Opzione (⌥) mentre si fa clic sul pulsante verde.

Per avere una visione di insieme delle differenze tra l’interfaccia grafica di iTunes 9 e quella di iTunes 10 rimando a due fonti:

Con iTunes 10 il premio per il cambiamento più gratuito in assoluto va alla modifica dell’orientamento dei tre pulsanti rosso, giallo e verde, da orizzontale a verticale, e la conseguente sparizione della barra del titolo, altra palese violazione delle stesse Linee Guida stabilite da Apple per l’interfaccia grafica di Mac OS X.

iTunes 9

iTunes 10

Questa modifica nel chrome di iTunes è del tutto ingiustificata. Che senso ha eliminare la barra del titolo e spostare i pulsantini in quella maniera? Risparmiare spazio in altezza? Stiamo parlando di 7 (sette!) pixel: 63 contro i precedenti 70. Considerando le attuali risoluzioni dei monitor (anche del piccolo MacBook Pro da 13″), è un risparmio risibile. Tale cambiamento arbitrario mi ha subito ricordato la versione 4 Beta di Safari, che portava i pannelli in alto, eliminava la barra del titolo, e creava pasticci grafici come questo:

incoerenza-tab2.png

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incoerenza-tab3.png

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Sembra davvero che il team di programmatori che lavorano a iTunes sia completamente slegato dagli altri che si occupano di Mac OS X e delle altre applicazioni incluse nel sistema operativo. Ho il forte sospetto che iTunes sia uno di quei programmi che stanno particolarmente a cuore a Steve Jobs e che ci sia il suo zampino dietro a questi ‘ritocchi’ irrispettosi del canone dell’interfaccia grafica di Mac OS X.

Chi volesse ripristinare l’aspetto di iTunes 9 a riguardo, può effettuare la seguente modifica: con iTunes chiuso, aprire il Terminale e scrivere:

defaults write com.apple.iTunes full-window ‑1

Per ritornare alla disposizione verticale dei pulsanti, basterà scrivere:

defaults write com.apple.iTunes full-window ‑0

e il gioco è fatto.

Altra modifica che mi ha lasciato sorpreso, e non troppo positivamente, è la scelta di rimpicciolire le copertine degli album in Vista elenco (ora Vista elenco album) e di spostare le informazioni dell’artista e del titolo dell’album da sotto la copertina — dove si trovavano fino a iTunes 9.2.1 — a fianco della copertina, sulla destra.

Illustrazione e informazioni dell’album in iTunes 9

Illustrazione e informazioni dell’album in iTunes 10

Il primo particolare che salta all’occhio osservando le due figure qui sopra è quanto spazio in più occupi in larghezza la colonna con la copertina dell’album in iTunes 10 rispetto a iTunes 9. Inoltre i caratteri utilizzati in iTunes 10 sono più piccoli che in iTunes 9. Con il nuovo aspetto grafico di iTunes 10 si è destinati ad aumentare a dismisura la colonna ‘Album per artista’ per poter leggere le informazioni di artista e titolo nella loro interezza. Va detto che era necessario farlo anche in iTunes 9 con titoli particolarmente lunghi, ma almeno ridimensionando la colonna con la copertina dell’album aumentavano anche le dimensioni della copertina stessa, e l’effetto era decisamente più gradevole che vedere tutto quello spazio vuoto. Avrebbero potuto mantenere le due visualizzazioni e lasciar decidere agli utenti quale fosse la migliore, sia da un punto di vista di gusto personale, sia da un punto di vista funzionale (perché qui sì che si spreca spazio in orizzontale, e chi ha un MacBook da 13″ mi sembra di fatto costretto a rinunciare alla vista con le copertine).

Seguendo il chiacchiericcio su Twitter e sul Web quando iTunes 10 ha iniziato a essere disponibile, un altro dettaglio del restyling di iTunes che non ha trovato molto gradimento è stato il cambio dei colori e della grafica delle icone del pannello Sorgente sulla sinistra della finestra principale. Io invece lo trovo gradevole e dotato di una certa fredda eleganza. Mi piacciono anche i ritocchi all’interfaccia grafica che appare all’inserimento di un iPhone, iPod touch o iPad. La barra colorata nella parte inferiore della finestra, che indica lo spazio occupato da musica, video, libri, applicazioni, ecc., è anch’essa gradevole. Si vedano le differenze con iTunes 9 in questa immagine catturata da Shawn Blanc:

In iTunes 10, però, la barra fornisce maggiori informazioni. Facendo clic su di essa, infatti, si cicla fra le seguenti visualizzazioni:

1. Dimensioni degli elementi in GB

2. Numero degli elementi contenuti

3. Durata complessiva

Rimango però dell’idea che, specie per quegli elementi che occupano poco spazio, l’indicazione in MB di iTunes 9 era più immediata e precisa. iTunes 10 indica tutto uniformemente in GB, e osservando ancora il raffronto presentato da Blanc nella prima figura, “149,2 MB” mi è più facile da processare che “0,19 GB”. Ma qui si scende nei gusti e nelle abitudini personali.

Invece, parlando di novità gradite in ambito di interfaccia, ho trovato azzeccato il ‘mini-player con copertina dell’album’. Avete presente il visore dell’illustrazione o del video dell’elemento, richiamabile facendo clic sul quarto pulsante da sinistra nell’angolo inferiore sinistro della finestra principale? Quando riproduciamo un album, l’illustrazione appare in questo riquadro. Prima, se si faceva clic su di essa, si apriva una finestra che mostrava in grande la copertina dell’album, e finita lì. In iTunes 10, invece, non solo si può vedere la copertina in grande, ma passando il puntatore su di essa compare un’interfaccia analoga a QuickTime X, con tutti i controlli per la riproduzione dell’album. Di fatto è possibile aprire questa finestra e minimizzare quella principale di iTunes, così da avere un mini-player elegante da mettere sulla scrivania. Da quando l’ho scoperto mi sto abituando ad ascoltare musica usando iTunes in questo modo (anche perché ho sempre una gran quantità di finestre aperte sul Mac).

Il nuovo “mini-player con copertina” di iTunes 10

Qualcosa di positivo

Idiosincrasie personali a parte, devo riconoscere che iTunes 10 porta con sé anche qualcosa di buono. In primis, e in controtendenza rispetto alle versioni precedenti, il programma ‘pesa meno’ della versione 9, occupando sul mio sistema circa 40 MB in meno. Visto che iTunes 10 incorpora ancora più cose rispetto al 9, mi auguro che questi 40 MB in meno rappresentino un primo passo verso un’ottimizzazione del codice.

Qualcosa sotto il cofano è cambiato di certo, visto che un altro aspetto sorprendentemente positivo di iTunes 10 è la velocità e la reattività dell’applicazione, davvero percepibile rispetto a iTunes 9. Facendo scorrere la mia libreria (di più di 7.000 brani per più di 45 GB) con il Magic Mouse, iTunes la passa in rassegna senza rallentamenti e inceppamenti dell’interfaccia. Anche la Vista Cover Flow è visibilmente più scattante. Solo questo, secondo me, basta a giustificare l’aggiornamento.

Un altro ritocco che ho apprezzato sono le maggiori informazioni che vengono visualizzate quando si sincronizza un iDispositivo. Ora il processo di sincronizzazione viene diviso in passi (che, nella mia esperienza, possono essere 5 o 6), così da avere un’idea più precisa di come sta procedendo l’operazione. Ma soprattutto — e non so se è merito esclusivo di iTunes 10 o anche dell’aggiornamento iOS 4.1 — la velocità nell’effettuare il backup di iPhone si è ulteriormente ridotta: nessuno degli ultimi backup ha impiegato più di un minuto — un minuto e mezzo. Tutto un altro pianeta rispetto ai 25–35 minuti che poteva metterci con iTunes 9 e iOS 3.1.3.

Conclusioni

iTunes continua a essere il ‘cavallo pazzo’ dentro a Mac OS X. Un programma poco Mac-like, sia a livello funzionale (mi ricorda Microsoft Word, che nasce come semplice elaboratore di testi e negli anni diventa una bruttura mastodontica con centinaia di funzioni che non sempre hanno a che vedere con l’elaborazione dei testi), sia a livello di interfaccia grafica, che si prende libertà inedite rispetto al resto delle applicazioni comprese in Mac OS X. Fatico a comprendere questi continui ritocchi (visuali e funzionali) a ogni versione del programma, che spesso mi appaiono gratuiti e arbitrari, e che a volte vanno a rompere elementi grafici o dell’interfaccia utente che andavano benissimo così. Ritocchi e revisioni che introducono bug e problemi prima assenti (come riportato, fra gli altri, da MacFixIt qui, qui e qui), come l’incompatibilità con workflow di Automator che riguardano iTunes, i problemi nell’importazione di CD, i problemi di crash e sincronizzazione con iPhone 4, eccetera. Ho idea che una versione 10.0.1 o 10.1 non tarderà a comparire.

Tuttavia, come dicevo, non tutto è male. La reattività e le prestazioni generali dell’applicazione sono migliorate in maniera impressionante, e la possibilità di avere un mini-player con la copertina dell’album in primo piano è un’ottima trovata.

Continuo a ritenere che la vera cura per iTunes sia quella di riscrivere il programma daccapo, oppure di iniziare a scorporarne le funzioni e creare applicazioni distinte, magari tenendo presente l’esempio di iOS, dove esiste un’applicazione per la riproduzione di musica (“iPod” su iPhone e iPad, “Musica” sull’iPod Touch), per la riproduzione di video (“Video”, anche se su iPhone video è integrato in “iPod”), per l’acquisto di musica e di contenuti dell’iTunes Store (“iTunes”), per la ricerca e l’acquisto di applicazioni (“App Store”), per la ricerca e l’acquisto di libri elettronici (“iBooks”). Su Mac credo basterebbe che iTunes tornasse a occuparsi di musica, mentre tutte le funzioni legate agli iDispositivi (backup, sincronizzazione, App Store) potrebbero passare a un altro programma. Le varie applicazioni farebbero riferimento a un’unica libreria di contenuti, comodamente spostabile anche su supporti esterni. Si guadagnerebbe in efficacia e praticità.

Impressioni di settembre

Mele e appunti

Appunti personali sulle novità introdotte da Apple lo scorso 1 settembre

Dopo quasi una settimana dall’evento Apple del primo settembre, riesco finalmente a buttar giù una serie di impressioni. Non cercherò di riassumere tutto quanto è stato detto e presentato da Steve Jobs, anche perché articoli di quel genere se ne trovano ormai dappertutto sul Web. Se leggete l’inglese, partite da Macworld.com: hanno prodotto ottimi articoli, sia ricapitolativi dell’evento sia di analisi dei singoli prodotti presentati. Io mi limiterò a evidenziare gli aspetti che mi hanno interessato e colpito maggiormente.

1. Lo stream in diretta

Praticamente una novità: i due precedenti che ricordo sono il keynote di Jobs al Macworld di New York nel luglio 2002, e prima alcune parti della WWDC 1996, con il keynote dell’allora CEO Gil Amelio. A parte qualche colpo e singhiozzo verso l’ultima parte del keynote, devo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla fluidità dello stream. E visto che gli spettatori saranno stati nell’ordine delle centinaia di migliaia, posso anche perdonare i singhiozzi, specie mentre suonava Chris Martin dei Coldplay (l’ospite d’onore musicale dell’evento) — diciamolo, il ragazzo era simpatico e spiritoso, ma non mi sembrava particolarmente in forma, musicalmente parlando.

2. iOS 4.1 e 4.2

Buffo, mi aspettavo solo un’anteprima di iOS 4.1, e l’annuncio che sarebbe stato rilasciato in ottobre-novembre per tutti i dispositivi iOS supportati, iPad compreso. In altre parole, credevo fosse la versione unificatrice della piattaforma touch; invece anche qui si è trattato di una bella sorpresa: il 4.1 è imminente (si dice verrà rilasciato domani 8 settembre) e il 4.2 non si farà aspettare, e porterà una serie di nuove funzionalità che permetteranno a iPad di sfruttare le innovazioni introdotte con iOS 4.

Quale possessore di un iPhone 3G, iOS 4.1 non ha in serbo granché per me; molte delle novità sono infatti appannaggio degli iPhone 4. Ma una cosa importante c’è: la sistemazione dei bug e dei problemi di scarse prestazioni con gli iPhone 3G. Malgrado non abbia riscontrato degradi tali da rendere il mio iPhone inutilizzabile (come pare sia accaduto ad altri), devo dire che la reattività e la velocità erano tutta un’altra cosa sotto iOS 3.x. Secondo quanto scrive Mike Keller, che ha avuto modo di testare la versione Golden Master di iOS 4.1 anche su iPhone 3G, iOS 4.1 su iPhone (compreso il 3G) è la versione di iOS più robusta e reattiva mai vista finora. Speriamo bene.

3. Il ‘nuovo’ iPod shuffle

Ho messo ‘nuovo’ fra virgolette perché in realtà riprende in pieno il design dello shuffle di due generazioni precedenti, introdotto nel 2006.

iPod shuffle 2006

Lo iPod shuffle di seconda generazione (2006)

iPod shuffle di seconda e terza generazione

iPod shuffle di seconda e terza generazione a confronto.

iPod shuffle di quarta generazione

Il nuovo iPod shuffle (2010).

Come avevo scritto nel marzo 2009 quando fu introdotto lo iPod shuffle di terza generazione, il suo design senza controlli e le dimensioni ulteriormente ridotte erano senza dubbio sorprendenti, ma mi lasciavano un po’ perplesso, e continuavo a preferire lo shuffle precedente (che possiedo e ne sono molto soddisfatto). Mi pare evidente che la relativa poca durata dello shuffle di terza generazione, e il ritorno a un formato più grande e con i controlli fisici, stia a testimoniare che molte altre persone sono rimaste perplesse dal formato dello iPod shuffle ultra-minuto.

Questo nuovo shuffle direi che è la sintesi perfetta delle due generazioni che lo hanno preceduto: da una parte i comodi controlli dello shuffle di seconda generazione tornano sul corpo di iPod, e dall’altra viene mantenuta la funzionalità VoiceOver dello shuffle di terza generazione.

4. Il nuovo iPod nano

Non avendo seguito alcun rumour sul possibile nuovo fattore di forma di iPod nano, immaginatevi il mio stupore quando Steve Jobs l’ha tirato fuori dal cappello. Sparisce la forma allungata del nano di quarta e quinta generazione; sparisce la click wheel; sparisce la videocamera (della cui effettiva utilità ho sempre dubitato); lo schermo diventa quadrato e multi-touch; l’interfaccia imita quella di iPhone / iPod touch / iPad (sì, perché secondo il sempre ben informato John Gruber l’interfaccia del nano non sarebbe un vero e proprio iOS); e le nuove, piccole dimensioni del nano permettono l’aggiunta di una clip per poterlo indossare come lo shuffle. In sostanza, il nuovissimo iPod nano sembra uno shuffle con schermo tattile.

iPod shuffle & nano 2010

E se le dimensioni dei due iPod sono correttamente in scala in quest’immagine, potete vedere come anche la differenza di ingombro dei due dispositivi sia stata ridotta al minimo.

Mentre con iPod shuffle Apple è sostanzialmente tornata sui propri passi sotto l’aspetto del design, questo nano di sesta generazione rappresenta un taglio deciso con il passato. Tanto per riassumere, ecco una serie di immagini che mostrano in ordine cronologico l’evoluzione di iPod nano dalla sua introduzione nel 2005 fino a oggi:

iPod nano 6 generazioni

(Click per ingrandire)

Due aspetti mi sembra emergano in modo evidente dalla presentazione del nuovo nano:

  1. La tendenza a ridurre gli ingombri.
  2. Il passaggio allo schermo multi-touch.

Per quanto riguarda il punto 1, iPod shuffle a parte, vediamo ridursi drasticamente iPod nano, assottigliarsi il nuovo iPod touch, e persino la nuova AppleTV arriva a occupare un quarto delle dimensioni della precedente versione. È chiaro come Apple voglia che i propri prodotti portatili siano realmente portatili e leggeri, fino a (quasi) sparire. Abbiniamo a questo fattore il discorso dei prezzi e la combinazione è decisamente vantaggiosa. Per quel che offrono (in funzionalità e qualità), lo shuffle a 55 Euro, il nano da 8 GB a 169 Euro, il touch da 8 GB a 239 Euro (rispettivamente 49, 159 e 229 Euro qui in Spagna), sono prodotti che soltanto Apple può produrre e vendere a quei prezzi, e che quindi sbaragliano la concorrenza già da subito. iPod touch, peraltro, di concorrenza non ne ha mai avuta.

Punto 2: il passaggio allo schermo multi-touch sul nuovo nano, unitamente all’introduzione di un’interfaccia del tutto simile a quella del familiare iOS su iPhone, iPad e iPod touch, è a mio avviso un segnale interessante. Segnale che Apple sta via via rendendo omogenea l’interfaccia grafica dei dispositivi portatili. iPod classic rimane l’eccezione, ma del resto il classic non ha ricevuto la benché minima menzione o attenzione durante il keynote, nemmeno un accenno per ricordare che è ancora in vendita. Tanto più che molti, durante la diretta e immediatamente dopo, pensavano che Apple lo avesse mandato in pensione senza troppe cerimonie. Del resto, come si vede in questa diapositiva, Jobs non sembra considerare iPod classic un membro della famiglia iPod:

La nuova famiglia di iPod

Col senno di poi, pare che Apple stia trattando iPod classic proprio come un classico: l’iPod di sempre rimane invariato e disponibile per chi continua ad amarne il formato, l’interfaccia e la capacità. Ma, appunto, è un classico, non fa parte del nuovo. Il nuovo è il multi-touch e l’interfaccia di iOS. Il futuro del classic è comunque un punto interrogativo: sparirà definitivamente? Riceverà anch’esso uno schermo multi-touch e un’interfaccia come il nano, ma di dimensioni maggiori? Chissà.

E già che ci siamo, vista la direzione intrapresa con il nuovo iPod nano, quando ho visto la dimostrazione d’uso fatta da Jobs al keynote la prima cosa che mi sono domandato è stata: Come sarà il prossimo nano? Come si è visto nel caso dello shuffle, Apple ha seguito una certa progressione: dal piccolo al molto piccolo al microscopico; poi però design e dimensioni hanno fatto un mezzo passo indietro. Che cosa accadrà con il nano, ora che ha perso la click wheel e le sue dimensioni si sono praticamente dimezzate? A questo punto, un ritorno alla click wheel sarebbe bizzarro (anche perché vorrebbe dire tornare all’interfaccia grafica precedente). Un’ulteriore riduzione delle dimensioni sarebbe altrettanto strana, perché non credo si possa creare uno schermo multi-touch più piccolo dell’attuale mantenendo un briciolo di usabilità.

Mi viene quasi da pensare che una possibile strada da intraprendere sarebbe quella di ingrandire lo schermo — diciamo per farci stare 3x3 icone, invece che le attuali 2x2 — e dotare il futuro iPod nano di un iOS ‘vero’, rendendolo di fatto un iPod touch mini. Tuttavia le applicazioni sarebbero limitate a quelle prodotte da Apple perché, dopo iPad, avere un altro iPod con un’altra risoluzione dello schermo sarebbe un bel grattacapo per gli sviluppatori iOS. Ovviamente questa è speculazione allo stato puro. Semplicemente, il nuovo fattore di forma di iPod nano mi ha spinto a farmi tutta una serie di domande.

Tornando per un momento all’usabilità, il nuovo nano mi lascia un po’ freddino. È un aspetto che non posso giudicare con certezza senza provare un iPod nano di persona, ma quello schermetto mi sembra insufficiente per essere comodamente manipolato come avviene con iPhone e iPod touch. Per esempio, il gesto di ruotare l’interfaccia con due dita, come mostrato da Jobs nel keynote, mi è sembrato difficoltoso. L’elenco dei brani, in quel poco spazio, mi sembra più difficile da leggere rispetto a prima: sullo schermo sono visibili meno brani e molti dei titoli sono destinati a essere troncati. Diciamo che per schermi piccoli, l’aiuto di una click wheel unitamente all’interfaccia del sistema operativo ‘classico’ di iPod, mi sembrano una soluzione più usabile rispetto alla scelta di un’interfaccia touch a tutti i costi.

Per il resto, e perplessità a parte, credo che il nuovo iPod nano sarà un gadget che farà furore nel periodo natalizio: è davvero un bell’oggettino da regalare, e l’idea di ‘vestire’ la propria musica mostrando le copertine degli album farà colpo sulle generazioni più giovani.

5. Il nuovo iPod touch

Che dire? È praticamente un iPhone 4, più sottile, senza telefono e fotocamera da 5 megapixel. Mai come ora è un acquisto sensato per chi non voglia sottoporsi a contratti-capestro con gli operatori di telefonia mobile e al tempo stesso vuole (quasi) tutte le funzioni di iPhone 4, Retina Display e FaceTime in testa. Il Retina Display rende iPod touch un ottimo lettore di e‑book; FaceTime lo rende uno strumento di comunicazione molto vicino a un telefono. In più è possibile registrare filmati in HD: ecco dove è finita la videocamera del precedente iPod nano. La fotocamera visibile sul retro di iPod touch, è bene sottolinearlo, non è la stessa di iPhone 4: serve solo a videoregistrare. Del resto, vista la sottigliezza del nuovo iPod touch, è praticamente impossibile infilarvi una fotocamera di qualità come quella di iPhone.

6. La nuova AppleTV

Apprezzabile il nuovo design e il formato davvero ridotto. La scelta del nero è elegante e salottiera (luogo a cui AppleTV è destinata). Peccato che il telecomando sia a infrarossi e non Bluetooth: con un AppleTV così piccola, uno è tentato di nasconderla nel mobile sotto il televisore, o in altro luogo del salotto; ma il telecomando a infrarossi obbliga a tenere AppleTV nel suo raggio di azione.

Non ho granché da dire su questo dispositivo: non mi è mai interessato prima e continua a non interessarmi adesso, anche se apprezzo gli sforzi che Apple gli sta dedicando per migliorarlo. Dal keynote di Jobs è evidente che tutto il concetto di AppleTV si basa da un lato sul noleggio di contenuti dall’iTunes Store, dall’altro sullo streaming di contenuti propri inviati da un Mac via iTunes (la nuova AppleTV non ha più un disco rigido interno, infatti). Ma per ora il noleggio è appannaggio di soli 6 paesi: Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Australia. Jobs ha promesso che altri paesi verranno aggiunti nei prossimi mesi. Speriamo, perché senza questa possibilità, il senso e l’utilità di AppleTV vengono decisamente meno a mio parere. (Almeno adesso il prezzo è stato drasticamente ridotto — 99 dollari).

7. iTunes 10

Questo articolo è già piuttosto lungo, e iTunes 10 merita un discorso a parte. Sto raccogliendo una serie di spunti a riguardo e presto pubblicherò un articolo per parlare in modo più approfondito dei pregi (alcuni) e delle perplessità (tante) di quest’ultima versione di iTunes.

[Tutte le immagini sono © Apple, Inc.]

Hello, Buzzbird.

Software

In my previous article I was mourning the loss of Twitterrific as Twitter client for Mac OS X 10.4. Due to Twitter’s shift to the OAuth authentication system, the guys at the Iconfactory confirmed that they had to drop Mac OS X 10.4 support for Twitterrific (they replied to me on Twitter: Twitter’s Oauth libraries require 10.5 or later to function unfortunately. You’ll need to update the OS or use the web).

So I wrote:

OAuth is a new authentication protocol Twitter has officially launched yesterday. It is better and more secure (read more about it in this post on the official Twitter blog), but that also means that now there aren’t any more Twitter third-party clients for Mac OS X 10.4 users. Well, as a matter of fact there is still one, TTYtter, written by the excellent Cameron Kaiser (yes, the same developer behind Classilla). But although I greatly appreciate Kaiser’s efforts, I would like a GUI-based Twitter client for Mac OS X 10.4, and TTYtter is text-based.

When I caught up with my Twitter stream this morning, I found some good news, brought by the same Cameron Kaiser: Aha! there is still a GUI Twitter client for 10.4 with OAuth — Buzzbird!

As you can read on Buzzbird’s Learn More page, Buzzbird is an open source, free Twitter client for Mac OS X, Windows and Linux, and is built on Mozilla’s XUL platform, the same technology that is used in the Firefox Web Browser, Thunderbird E‑mail client, and Songbird Media Player, which means Buzzbird can be multi-platform and still run natively. Also, here are its main features:

  • Multiple Account Support
  • Selective filter views (can choose Timeline, @mentions, direct mentions)
  • Retweet, Reply, Unfollow, and Favorite button on each Tweet
  • Built-in URL Shortening (currently via is.gd)
  • Menu to insert emoji in tweets
  • Read/Unread count in status bar
  • Click on a users avatar to see more information about them, or to follow/unfollow them.

When you go to the Download page and you hover your mouse over the button to download the Mac OS X version, a tooltip appears: Download for Mac OS X 10.5, 10.6. Don’t let this warning discourage you: I downloaded it anyway and appears to work just fine under Mac OS X 10.4.

Buzzbird has a decent interface and does its job. If the default tweet font size is too small to read for you, you can increase it by selecting Tools > Increase Zoom. I would like a bit more customisation, but really I can’t complain, since probably this is the last GUI Twitter client working under Mac OS X 10.4. Looking around in the preferences, I particularly appreciated its filtering capabilities:

Buzzbird filters.png

I still think that Twitterrific gave me a superior experience, and that my WebDesktop + Hahlo solution has more legibility, but Buzzbird works fine and is a proper GUI-based Twitter client. It’s a great solution for those still using Mac OS X 10.4 Tiger. (Thanks, Cameron, for the tip.)

Bye for now, Twitterrific

Software


The Home Office

The Home Office

In the photo above, you can see my studio setup as of April 2010 (click to enlarge). It hasn’t changed much since then (now I have replaced that Mighty Mouse with a Magic Mouse, and passed the Mighty to the Cube), but the reason I’m posting this photo is to talk about an aspect of my software — rather than hardware — setup.

As you can see, the PowerMac G4 Cube attached to the acrylic 22-inch Cinema Display is my ‘wingman’ and I mostly use it for displaying content I want to keep track of, but at the same time don’t want in my way on my main Mac and workspace. On the Cube, then, the main applications that stay always open are Safari, Mail, NetNewsWire and Twitterrific, with the latter two practically in the foreground all the time.

I use Twitterrific on the Cube for reading tweets and Tweetie for Mac on the MacBook Pro for writing them. You may find this strange, but I think that Twitterrific is really a great client for reading, while the user interface for writing tweets feels more uncomfortable to me: the window down there is too cramped, the font too small.

Or rather I should say I used to take advantage of Twitterrific for reading tweets on my Cube. Yesterday, in fact, I noticed a strange behaviour when I logged into Twitter from Twitterrific: authorisation errors, and a mystifying warning about Twitter being “rate limiting” causing Twitterrific to manage a limited number of refreshes per hour, and so on. I expressed my puzzlement on Twitter, and a quick check on their website gave me the answer: two new minor upgrades, 3.2.3 and 3.2.4, were issued while I was away (I was still on 3.2.2):

Twitterrific for Mac v 3.2.4
August 2010

Bug Fixes

  • Removed rate limiting check for OAuth
  • Fixed OAuth problems with favoriting and deleting tweets


Twitterrific for Mac v 3.2.3
August 2010

Bug Fixes

  • Updated to use OAuth

So I proceeded to download and install version 3.2.4. But upon launch nothing happened. I checked and re-checked, then, following a hunch, I asked on Twitter: Has Twitterrific 3.2.4 ceased support for Mac OS X 10.4? Because I downloaded it, launched it and nothing happens.

And my hunch was right, because a few moments after, the guys at the Iconfactory replied: Twitter’s Oauth libraries require 10.5 or later to function unfortunately. You’ll need to update the OS or use the web. :-(

OAuth is a new authentication protocol Twitter officially launched yesterday. It is better and more secure (read more about it in this post on the official Twitter blog), but that also means that now there aren’t any more third-party Twitter clients for Mac OS X 10.4 users. Well, as a matter of fact there is still one, TTYtter, written by the excellent Cameron Kaiser (yes, the same developer behind Classilla). But although I greatly appreciate Kaiser’s efforts, I would like a GUI-based Twitter client for Mac OS X 10.4, and TTYtter is text-based.

Looking for solutions, on Twitter I received a few tips, like trying to see if there are some Firefox Twitter addons I could use to replace the Twitterrific experience on my Cube. But I don’t want to install Firefox on the Cube, because it still feels sluggish to me and I really prefer going on with a minimal software installation to keep the Cube snappy and responsive (the only browsers installed are Safari 4.1.1 and Plainview). I could try to install Mac OS X 10.5 on the Cube — there are workarounds to bypass Leopard’s G4 at 867 MHz CPU requirement — but again I don’t want to slow down the whole system just to take advantage of a single application.

So my temporary solution has been to use Steven Frank’s WebDesktop and the Web-based Twitter client Hahlo 4. WebDesktop is a nice, lightweight application, although apparently Steven doesn’t develop it anymore (the latest version is from 2006 and can still be downloaded from this page at VersionTracker). Its apt description: [WebDesktop] is a fully functional web browser that overlays your Mac OS X desktop. It can be configured to periodically refresh, which may be useful for displaying things like stock tickers, web cams, or other frequently updated news pages. Well, I used it in combination with Hahlo and it works fine enough:

webdesktop+hahlo.png

Like Twitterrific, it’s good for reading tweets, and replies to me appear in a different colour (not all mentions, though). I really wish I could customise the layout colours to give it a dark theme like Twitterrific, which is great for my eyes. Hahlo has the advantage of showing more information than Twitterrific, such as retweets, clickable “In reply to” buttons, etc. All in all, I think it’s a decent replacement, but the truth is that for my setup Twitterrific was just perfect, and I’ll really miss it. Also, it’s sad that Mac OS X 10.4 has been left without GUI-based Twitter clients.