Worth mentioning

Tech Life

The new year has started fine here at the Headquarters. First, I would like to spend some words about a positive experience with XtremeMac. My wife has been given a 16 GB iPod touch for Christmas (she received it much earlier, though, around the beginning of December) and I decided to buy her a case to carry and protect such interesting device. After looking at what local shops and even the Apple Store were offering – disappointing and unconvincing solutions I dare remark – I started looking elsewhere and elseweb.

Visiting XtremeMac, I felt refreshed. Examining their Verona Flip case for iPod touch, I was convinced: that would have been the right gift. The Verona Flip is well made, elegant and does a nice work of protecting the iPod, which remains fully usable. So, without further ado, I proceeded to pay with my credit card and placed the order. Shortly after I received a confirmation email with the reference number of my order, a number I could use in case of problems or enquiries. I waited, hoping the case would reach me in time for Christmas (the order was placed on December 7, 2007).

Days passed, Christmas passed, no sign of the Verona Flip case. I sent an email to XtremeMac shipping department explaining what was happening – er, what was not happening. The day after I received a very nice email from XtremeMac’s Customer Care Manager, who informed me about the shipping date of the item I had purchased, told me to be patient some more, and to contact him in case I would not receive the item in the following weeks. He said they would rectify the situation and apologised for any inconvenience this may have caused.

I finally received the case in the first days of January, but I was glad for that email anyway. The tone was personal, the email was signed with a name and came from a person, not some anonymous, generic Tech Support or Customer Care office. I had the feeling they were really ready to take care of the matter. This leaves a very good impression and when I received the iPod touch case, I replied to that manager, informing him that everything was fine at my end and thanking him for being so kind and willing to sort things out.

As soon as iPhones are available in my country, I will need another case. I will surely shop again at XtremeMac.

* * *

Another email I received is worth mentioning. When I updated my PowerBook G4 to Leopard, I noticed a small thing happening with 1001, a very nice and useful application I regularly use to manage my photo uploads on flickr. I also wanted to suggest a couple of things to Adriaan Tijsseling, the application’s developer, so on November 24, 2007, I wrote him:

I’ve been using your 1001 flickr tool for a while now and it’s really a great piece of software, indeed. I’m writing you to suggest a couple of features and to report a small bug.

1. Features I’d like to see in a future version: a) The ability to specify more than one destination set when uploading a photo. b) The ability to resize the main window horizontally as well as vertically, to better manage flickr groups with long names.

2. The small bug: apparently, under Mac OS X 10.5 Leopard, the thumbnails appearing in the “My Stream” window are displayed upside down. When hovering on them with the mouse, however, they “pop out” correctly. I can send a screenshot if you like.

On January 7, 2008, Mr Tijsseling replied:

Sorry for the late reply, but just to let you know the bug you mentioned is fixed and the upload window is horizontally resizable.

Well, Mr Tijsseling, I do not mind the late reply. On the contrary, I’ve been quite glad of receiving this feedback. A donation is coming your way. You deserve it for the good work. And dear readers, if you are Macintosh users and devoted flickr users, you should definitely use 1001.

Estenuante

Mele e appunti

Fortunatamente non ho tenuto un “diario di bordo” anche per l’iPhone, perché suppongo che a questo punto somiglierebbe molto alla Ballata del Vecchio Marinaio di Samuel T. Coleridge. E più che un diario di bordo, sarebbe una “cronaca dalla sala d’attesa”.

Di solito evito come la peste tutte quelle discussioni, online e non, in cui gli interlocutori si mettono a fare i commissari tecnici da poltrona e iniziano i loro interventi con le parole Apple dovrebbe fare questo — Apple sbaglia a fare quello. Evidentemente in Apple ci sono persone capaci di fare il loro mestiere, a partire dal CEO, altrimenti non si troverebbe dove si trova ora. Questo nocciolo di buon senso sta sempre alla base di quanto rispondo quando mi viene chiesto il mio parere sull’operato di Apple.

Detto ciò, mi si permetta di dar voce alla mia frustrazione per quanto riguarda iPhone. Quando fu annunciato il piano di introduzione di iPhone, esattamente un anno fa, Apple comunicò che iPhone sarebbe stato disponibile “negli USA a giugno 2007, in Europa nel tardo 2007 e in Asia nel 2008”. Prevedibilmente negli USA il lancio di iPhone è stato puntuale; l’introduzione nel mercato europeo, a mio avviso, ha lasciato parecchio a desiderare. Non sto parlando come uomo di economia e marketing, che non sono; le mie osservazioni si limitano a considerare il punto di vista del consumatore. Qui in Spagna si vocifera che iPhone sarà ufficialmente disponibile dal prossimo maggio. Se così fosse, saranno passati circa undici mesi dall’introduzione negli USA e sedici mesi dalla presentazione del dispositivo al Macworld Expo di gennaio 2007.

Posso comprendere le ragioni di questa introduzione di iPhone in Europa con il contagocce, paese per paese. Posso comprendere la difficoltà di effettuare trattative con un provider di telefonia mobile alla volta, posso comprendere la cautela di Apple nel penetrare in un mercato per essa nuovo, la telefonia, e in un territorio variegato come l’Europa. Questo procedere graduale non è nuovo e fu seguito anche ai tempi dell’introduzione in Europa dell’iTunes Music Store. Tuttavia fatico a capire il grande ritardo che riguarda Spagna e Italia, due paesi fortissimamente orientati alla telefonia mobile, due paesi in cui il consumo di telefonia mobile raggiunge livelli oggettivamente osceni. Non credo c’entrino le trattative con i provider – qui in Spagna è noto che sarà Telefónica ad aggiudicarsi iPhone fin dallo scorso settembre, per esempio. È più probabile che si stia aspettando l’introduzione dell’iPhone 3G, che forse sarà in grado di soddisfare in maggior misura le esigenze dei consumatori europei, spagnoli e italiani in primis.

Il rischio, però, è la perdita di interesse in un oggetto davvero straordinario. A me piace tastare il polso di situazioni come queste, e negli ultimi mesi non ho perso occasione di fare domande (almeno qui a Valencia) in negozi di telefonia, negozi Apple autorizzati, grandi magazzini come la catena El Corte Inglés e store come la FNAC. Non mi sono messo a intervistare le persone, ma di tanto in tanto ho individuato qualche commesso o addetto con voglia di collaborare e ho provato a domandargli se l’interesse dei clienti verso iPhone era sempre vivo. I pochi dati che ho raccolto non hanno pretesa di rilevanza statistica, ma sono interessanti (e prevedibili) in ogni caso. Il grafico dell’interesse è in calo, lento ma costante. Un’impiegata di un punto vendita Telefónica mi ha detto: “A luglio e dopo la pausa estiva un sacco di gente veniva a chiederci se iPhone fosse già in vendita o se fosse possibile ordinarne uno, poi in autunno la situazione è più o meno rientrata nella normalità. Prima di Natale l’interesse verso iPhone è di nuovo aumentato: molti pensavano che a Natale sarebbe stata la volta buona. Ma niente di paragonabile a luglio o a settembre”. Alla FNAC il commesso addetto al reparto elettronica portatile è stato molto simpatico e mi ha detto: “Si vendono tanti iPod touch: tutta gente che non ne può più di aspettare iPhone! Li capisco”.

Un po’ li capisco anch’io. A mia moglie è stato regalato un iPod touch da 16 GB e di conseguenza ho avuto modo di provarlo meglio e più estesamente di quell’iPhone che vidi esposto in un centro commerciale fuori Valencia qualche mese fa. Usando il suo iPod touch mi sono ricordato di quanto io desideri un iPhone. L’interfaccia è sensazionale, la tastiera ha un feedback piacevole ed è perfetta per le mie dita (nessun errore di battitura, e riesco a scrivere con una sola mano abbastanza velocemente). Chissà, forse è proprio nei piani di Apple spingere le persone desiderose di un iPhone ad acquistare un iPod touch per placare l’attesa adesso; con ogni probabilità fra questi vi sarà qualcuno che comprerà comunque iPhone quando sarà disponibile. Io sono convinto che iPhone 1.0 (con EDGE) avrebbe avuto comunque un grande successo in Spagna e Italia se fosse stato introdotto insieme a Regno Unito, Francia e Germania, e che molti degli acquirenti di iPhone 1.0 sarebbero passati a iPhone 2.0 (con 3G) in un secondo momento. Ho visto accadere la stessa cosa con i vecchi iPod (chi comprava il modello da 20 GB per poi passare al  40 GB, per dire). Le vendite di iPhone sarebbero forse state maggiori con questa tattica. Certo è che il momento “Wow!” è passato, e quando si potrà davvero acquistare iPhone si avrà la sensazione di possedere un prodotto già vecchio e sul quale si è già scritto di tutto, sviscerato e analizzato in ogni dettaglio.

Per questo sono molto incuriosito dall’imminente Macworld Expo. Ho la sensazione che sarà annunciato qualcosa di davvero forte, qualcosa che, anche se in parte previsto, avrà un impatto imprevedibile.

Piccole rivincite

Mele e appunti

Nel mio post del 17 dicembre intitolato Quelle sottili discriminazioni, raccontavo di essermi imbattuto in un modello di masterizzatore DVD esterno LaCie con interfaccia USB 2.0 che sulla scatola e sul sito LaCie non veniva esplicitamente dato per compatibile con Mac OS X. Secondo LaCie, i possessori di Mac si dovrebbero orientare sull’identico modello con interfaccia Firewire che, guarda un po’, costa di più (149 Euro contro 99 del modello USB).

La cosa mi pareva curiosa e un tantino discriminante, e non vedevo perché un utente Mac non potesse comprarsi il masterizzatore con interfaccia USB o un utente PC non potesse acquistare quello con interfaccia Firewire. Contrariamente al solito, ho voluto essere imprudente e contare sul mio istinto: quattro giorni fa mi sono comprato il masterizzatore con interfaccia USB 2.0, pagandolo 80 Euro approfittando di uno sconto della FNAC. Ho preso informazioni in caso di restituzione del prodotto, e una volta a casa ho aperto la confezione con estrema cautela, badando a non distruggere involucri e sacchettini di plastica. Collegato il masterizzatore al PowerBook e inserito un DVD‑R vuoto, si è aperto immediatamente Toast Titanium che ha riconosciuto tranquillamente e correttamente sia il dispositivo che il supporto. Ho di conseguenza masterizzato tre DVD di dati alla massima velocità consentita (e dichiarata da LaCie sulla confezione), senza il minimo problema.

È una piccola, bella, soddisfazione. Il masterizzatore funziona al 100% senza l’installazione di software specifico. Nella confezione è presente un bundle di programmi per PC, e il software LightScribe per etichettare CD e DVD compatibili con tale tecnologia è comunque scaricabile dal sito LaCie, per cui non ci ho perso nulla e posso sfruttare pienamente il nuovo dispositivo. Inoltre nella scatola è contenuto un cavo per alimentare il masterizzatore direttamente dal computer (sfruttando una seconda porta USB alimentata) quando non si ha a disposizione una presa di corrente a cui collegare l’alimentatore; è sempre una comodità in più.

Già che c’ero ne ho approfittato per acquistare un monitor LCD nuovo. Da tempo mi faceva gola l’Apple Cinema Display da 20 pollici, specie dopo l’ultimo ribasso dei prezzi. Tuttavia, per le mie magre finanze, anche 599 Euro erano tanti. Tra le offerte natalizie della FNAC c’era un monitor Belinea o.display da 20 pollici panoramico, a 199 Euro. Alcune caratteristiche, almeno guardando le specifiche sulla carta, sono migliori del Cinema Display: un rapporto di contrasto tipico di 1100:1 contro 700:1 del monitor di Apple a parità di luminosità tipica (300 cd/m2), e un tempo di risposta pari a 5 ms contro i 14 ms del Cinema Display. Ma a parte i dettagli tecnici, ho potuto vederne uno acceso, e l’immagine era brillante, i colori vivaci, il contrasto e la luminosità ottimi. In una parola, mi ha convinto e l’ho acquistato. Dopo tre giorni di uso piuttosto intenso ne sono molto soddisfatto. Calibrato e orientato per le mie esigenze, lo trovo un buon monitor, più che dignitoso, e mi va benissimo. Del resto ero già ben disposto verso questa marca: il nuovo monitor va infatti a rimpiazzare un altro Belinea CRT da 17 pollici (che ora passa al vecchio PowerMac e rimpiazza a sua volta un vetusto Apple Display da 14 pollici), del quale ero altrettanto soddisfatto. L’unica cosa che non ha rispetto al Cinema Display sono le porte USB e Firewire, ma posso sopravvivere anche senza.

Ciliegina sulla torta, mia moglie Carmen mi ha regalato un Mighty Mouse wireless, così ho potuto liberare una porta USB dal mio PowerBook. Ora ho mouse e tastiera senza fili (e pile Energizer ricaricabili per tutti) e con tutte queste nuove entrate la mia postazione di lavoro è nettamente migliorata, e spendendo poco, che non è poco.

Un ottimo 2008 a tutti!

Quelle sottili discriminazioni

Mele e appunti

Prendo una breve pausa dal mio “diario di bordo” su Leopard per parlare di una cosetta curiosa che ho visto di recente. L’altroieri stavo facendo un giro alla FNAC di Valencia; visto che era la giornata del socio e che veniva offerto un 10% di sconto sui prodotti di elettronica, sono andato a caccia di qualche occasione. Vedo un prodotto interessante accanto ai dischi rigidi esterni: il nuovo masterizzatore DVD portatile di LaCie disegnato da Sam Hecht con interfaccia USB 2.0 (questo prodotto, insomma) al prezzo abbordabilissimo di 79 Euro. Sto già per fare la fila alla cassa quando, per scrupolo, dò uno sguardo a specifiche e requisiti e leggo:

USB equipped computer; Windows® 2000, Windows XP, Windows Vista™/ Linux-based system; Pentium IV processor or greater; 256MB of RAM

Di Mac OS X neanche l’ombra. Il software incluso è per PC; il software per Linux è scaricabile dal sito LaCie; così recita la confezione. Sono colto dal dubbio. Il buonsenso mi porta a credere che con ogni probabilità il masterizzatore funzionerebbe comunque con il Mac, che è a tutti gli effetti un “computer dotato di porta USB”. In passato sono stato però testimone di un acquisto del tutto simile: un amico comprò un masterizzatore CD esterno per il suo iMac e, se la memoria non m’inganna, tale masterizzatore veniva riconosciuto ma non poteva scrivere alla massima velocità di masterizzazione. Onde evitare di fare un incauto acquisto, ho preferito lasciare il masterizzatore sullo scaffale, tornare a casa, e dare uno sguardo al sito LaCie.

Navigando il sito, ho scoperto che esistono due modelli identici di questo masterizzatore: uno con interfaccia USB 2.0 e uno con interfaccia FireWire. Leggendo specifiche e requisiti, apprendo che quello USB 2.0 è compatibile solo con PC e macchine Linux, quello FireWire è dato compatibile solo con Mac OS X ed è accompagnato da una suite software solo Mac. Il prezzo di listino per quello USB 2.0 è 99 Euro; il FireWire costa 149 Euro. A me sembra una presa in giro. Forse mi sfuggiranno le sottigliezze tecniche, ma non vedo quali problemi avrebbe un Mac a comunicare con un masterizzatore esterno via USB 2.0, visto che può benissimo comunicare con tutta una serie di periferiche che usano tale tecnologia, dischi rigidi in testa.

Si noti che la discriminazione di cui parlo in questo post non è univoca: non vedo infatti perché una persona con un PC con porta FireWire non possa acquistare il masterizzatore con interfaccia FireWire. Se qualcuno ne sa di più, o vuole parlarmi di eventuali esperienze con masterizzatori DVD esterni LaCie sono tutt’orecchie.

Leopard: diario di bordo (25)

Mele e appunti

Stavo leggiucchiando Low End Mac, uno dei miei siti Mac preferiti e fonte inesauribile di informazioni e risorse per quanto riguarda i “vecchi” Mac, e mi sono imbattuto in un articolo interessante di Dylan McDermond, che ho pensato di tradurre e pubblicare qui. L’articolo spiega come installare Leopard sui Mac G4 con velocità di clock inferiore a 867 MHz, senza dover modificare l’Installer di Leopard né usare la modalità Target Disk. Anticipo che ci sarà da scrivere stringhe di testo molto precise: se siete incerti sui caratteri mostrati nel mio blog, seguite il link all’articolo originale per sicurezza.

Ecco la traduzione delle parti salienti dell’articolo:

Il sistema più semplice per installare Leopard su Mac G4 non supportati (con velocità inferiori a 867 MHz) è quello di “falsificare” la velocità del clock in Open Firmware prima dell’installazione. In questo modo, Open Firmware comunicherà a Mac OS X, per tutta la durata della sessione fino al riavvio, che il G4 è sufficientemente veloce da poter supportare Leopard. Ciò permetterà di eseguire un’installazione di Leopard ‘normale’, senza dover ricorrere a hack dell’Installer e senza utilizzare la modalità Target Disk. Tuttavia, il requisito dei 512 MB di RAM minimi è imprescindibile.

I passi da compiere sono i seguenti:

1. Riavviare il Mac tenendo premuti i tasti Mela-Opz-O‑F (la lettera O, non lo zero), finché non apparirà una schermata bianca con del testo in nero: si tratta del prompt dei comandi di Open Firmware.

2. Inserire il DVD di installazione di Mac OS X Leopard.

3. Al prompt di Open Firmware, inserire le righe seguenti esattamente come mostrato. Attenzione a lettere maiuscole, spazi, zeri, eccetera. Se il comando viene immesso e riconosciuto correttamente, Open Firmware risponderà con “ok” alla fine di ogni riga dopo che si sarà battuto il tasto Invio. Le righe che seguono dicono a Open Firmware di riferire a Mac OS X che il Mac in uso ha un processore G4 a 867 MHz. Poi lasciano proseguire il boot da DVD.

Per sistemi monoprocessore, si inseriscano queste tre righe:

dev /cpus/PowerPC,G4@0
d# 867000000 encode-int ” clock-frequency” property
boot cd:,:tbxi

Per sistemi biprocessore, si inseriscano queste cinque righe:

dev /cpus/PowerPC,G4@0
d# 867000000 encode-int ” clock-frequency” property
dev /cpus/PowerPC,G4@1
d# 867000000 encode-int ” clock-frequency” property
boot cd:,:tbxi

4. Proseguire l’installazione normalmente.

5. Questa impostazione della CPU è in vigore soltanto fino al riavvio. Una volta che Leopard è installato e il Mac si è riavviato, la velocità di clock corretta tornerà a essere visualizzata nella finestra “Informazioni su questo Mac” richiamabile dal menu Mela.

Per ora non ho provato a servirmi di questo trucco per installare Leopard su una macchina non supportata. Contavo di aggiornare il mio TiBook a 500 MHz presto, ma per ora devo lasciargli installato Mac OS X 10.4.11. Quando verrà il momento, userò questo espediente, anche se sono sempre restio a mettere le mani in Open Firmware. Saprò dire.